Archivio | ottobre, 2008

I segreti di un insuccesso: il Ballo delle Debuttanti

7 ott
Ma che copre?!

Ma che copre?!

Finalmente è finita! Ce le hanno levate dalle balle in anticipo. Mediaset non poteva fare altrimenti visti i pessimi ascolti e così la vaccata simil-Amici è stata segata con una finta ultima puntata che ha decretato la vincitrice. Premetto che il mio giudizio è parziale perché in tutto avrò visto cinque minuti in un mese, ma direi che bastavano trenta secondi per farsi un’idea del programma.
Hanno preso le cose peggiori di “Amici”, cioè le inutili litigate su temi da dementi (chi è educato e chi no, chi ha classe e chi no), la divisione in squadre (chic e pop, o meglio, snob e coatte) per far sì che le ragazze si sparlassero alle spalle e si odiassero senza nemmeno conoscersi, e una giuria di membri scelti in base alle amicizie della De Filippi. Peraltro la maggior parte del cast ha visto più culi di un water (scusate la scurrilità). Sarebbe potuto essere un bene, visto che spesso loro hanno più gusto e più classe, ma considerato che alla fine ha vinto una coatta, non è servito a un piffero. E comunque questa scelta si poteva capire se gli abitanti di gaylandia selezionati fossero stati tipi come alcuni dei nostri idoli incontrasti, da Will Truman a Kevin Walker, da Mark St. James all’unico mitico ineguagliabile Greg Berlanti. Ma prendere delle checche isteriche che vanno in giro vestite in modo ridicolo, come Platinette o il coreografo-ballerino ciccione (come si chiama? Bill Qualcosa), a che serve? E PierSlurpino Diaco, un indeciso, uno che dice di battere entrambi i fronti, ma alla fine se la fa soprattutto con le tardone come Irene Ghergo o Daniela Santa De Che, pardon Santanchè. Feticista, forse, e il feticcio sono i colli rugosi (come per Richard Fish) e i labbroni gonfiati col botox. Poi le due zitelle frigide amiche della Celentano e passanti come Emanuele Filiberto e Antonello Fassari. Non si è capito nemmeno cosa si giudicava davvero. La classe? L’educazione? Il portamento? Mbo’.
Considerato che Amici è stato vinto sei volte su sette da maschi, perché votano teenager in piena tempesta ormonale, perché fare un programma uguale che non giudica il talento e ha per protagoniste solo ragazze? Forse lo dovevamo guardare per i ballerini (carini, ma perché parlavano?). E la Dalla Chiesa? Pare che la De Filippi le abbia detto “Difendi le ragazze” e lei ha eseguito come un automa, ma cadendo anche in contraddizione perché per difenderle tutte, snob e coatte, era inevitabile l’incoerenza. Garrison ci stava solo perché anche lui come Iancu & Co membro dello stesso club, e poi perché Maria pensa che faccia ridere per quanto è ridicolo, ma fa ridere solo lei.
Comunque adesso è finita e l’inutile programma è stato sostituito da uno dei film di Boldi e De Sica. Pare quindi che Canale5 abbia fatto approfondite ricerche per capire chi guarda la rete ammiraglia di Mediaset la domenica sera e la risposta è chiara e dettagliata: i trucidi.

Sentitamente vostra,
Maria Catena

Il compare della settimana: Guy Berryman

7 ott

È un onore per me aprire una nuova rubrica, quella del compare della settimana, le commari questa settimana non hanno occhi che per Guy Berryman. Come chi è? È il bassista della band più influente degli ultimi anni, della band preferita de lafilledepoche, quei Coldplay che anni fa le rubarono il cuore. Guy Rupert Berryman è definito dalla band stessa the very handsome one. E noi aggiungiamo a ragion veduta, Guy è infinitamente meraviglioso, suona il basso e non ci dilunghiamo sulla leggenda metropolitana legata a chi suona lo strumento a quattro corde…  è talmente bello che esiste un forum solo per pubblicare le sue foto zozze e centinaia di commari hanno tremato quando hanno intravisto in uno scatto i suoi boxer neri CK. Ma chi è Guy Berryman? Nasce in Scozia il 12 aprile del 1978, suo papi è un ingegnere e ha preso parte alla costruzione del tunnel della Manica. È facile che il giovine – e già bello – Guy si iscriva a Ingegneria, ma è troppo bello per quell’ambiente e allora inizia a studiare Architettura. A Londra conosce Chris, Will e Jonny,  lascia anche la facoltà di Architettura perché la sua bellezza era troppa anche per quel contesto. Finalmente decide che il modo di far arrivare con più facilità la sua immensa beltà è suonare il basso in una band. E che band! È talmente bello che gli altri membri del gruppo volevano già farlo fuori nel video di Trouble. Da sempre è considerato il più silenzioso dei quattro ragazzuoli, non gli piace lo sport, ama solo la squadra della sua contea in Scozia, ma questo non gli ha impedito di correre la maratona di Londra e piazzarsi in una posizione degna. nel 2004 sposa la sua fidanzatina di sempre, tale Joanna Briston, ma il matrimonio non dura molto nel 2007 sono già separati. Joanna ha lapidato tutti i soldi del nostro Guy per aprire un negozio a Londra, i due hanno comunque una figlia che si chiama Nico, un nome iperfigo per una bimba di due anni, altro che Mela e Mosè! Guy è talmente bello che si accorge di lui anche l’attempata topmodel Helena Christensen, ma Guy è anche troppo bello per lei. Per essere ancora più bello, guida un’Aston Martin, fuma Malboro e scatta foto con macchine analogiche agli spettatori durante i concerti.



Perché è il Compare della Settimana?

Perché nonostante sia un gran bel pezzo di figliolo, continua a essere timido, riservato e soprattutto non se la tira per nulla. Una commare racconta di averlo visto firmare 50 autografi senza battere ciglio. Poi è bello con i capelli lunghi, con i capelli corti, con l’orecchino senza, con la fede al dito e senza… è il più classico esempio del bello sempre e comunque.

Every band should have someone good looking enough to be one of the Backstreet Boys. We’ve got Guy
Chris Martin

Affettuosamente vostra,
Maria Carla

Ecco… le commari

6 ott

Dopo i fasti dell’esperienza europea e di quella olimpica, la premiata ditta si riunisce per un’altra (e forse l’ultima) esperienza. stanche di viaggiare qua e là, dopo aver lasciato la tranquillità dei monti di annette – ehm austro-svizzeri – e ancora vittime del jet-lag  del post-pechino, eccoci nel nostro cortiletto proprio come due commari, sì commari con due emme, visto che le vere commari sono solo meridionali. Eccoci a commentare con l’arguzia e l’ironia che ci hanno contraddistinto, che alcuni amano e altri detestano…c’est la vie, noi continueremo a sparlare, a ricamare e a criticare nonostante tutto, perché citando un gruppo di facebook, noi non critichiamo, constatiamo. In questo blog, parleremo di tutto ciò che ci passa per la testa, eccoci destreggiare fra media, sport, uomini, tendenze, serie televisive, musica, moda, reality, tv, trash tv…tutto quanto faccia felice le due commari… attento la prossima vittima potresti essere anche tu. Commare in spagnolo si dice maruja , maruja è il diminuitivo del nome femminile più diffuso al mondo (maria)…quindi siamo tutte marujas.

Un arrivederci dalle vostre commari,

Maria Concetta e Maria Carmela

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 433 follower