Facciamo una petizione, adottiamo quest’omino qui, Jong Tae Se, attaccante ventiseienne della Corea del Nord. Ha pianto come un bambino durante l’inno prima della sfida col Brasile (persa molto dignitosamente) e ci ha fatto un’immensa tenerezza. Forse pensava al Capo del Mondo del suo Paese. Possibile che gli tenga la famiglia in ostaggio? Che abbia minacciato di ammazzargli i parenti se non fa almeno un gol? Cosa gli passava per la mente in quel momento? Purtroppo non lo possiamo sapere e sebbene questi poracci della Corea del Nord ci suscitino non poca preoccupazione per il modo in cui vivono, scopriamo che proprio l’uomo nella fotoa, Jong ecc ecc, appunto, gioca in una squadra giapponese, quindi è un privilegiato e forse è anche il motivo per cui può permettersi di piangere perché probabilmente quelli che devono tornare in Corea non possono fare neanche quello…
I ricordi di Amélie – (How does it feel to be) On Top Of The World
15 giuIl 1998 è così 90′s… Dal baule dei ricordi della nostra Amélie ricordiamo con questa canzone il funesto Mondiale francese, quello finito (per noi italiani) contro una traversa battezzata da Di Biagio con la gente che ancora si lamenta di qualche favore arbitrale per i cugini con la R moscia, sempre i soliti…noi italiani. Comunque Amélie ci invia l’inno inglese di allora, che non è riuscito a intaccare il posto di Three Lions dei Lightning Seeds, ma comunque fa sempre la sua porca figura…. Vediamo – a dimostrazione del fatto che questi signore mie sono gli anni ’90 – le Spice Girls ancora libere da ogni compromesso calcistico e soprattutto in formazione completa, gli Echo and the Bunnymen e gli sconosciuti Ocean Colour Scene rappresentati dal frontman tale Simon Cowler e celati sotto il nome di England United. La lapidaria Wikipedia ci ricorda però che questa bellissima canzoncina fu cancellata da altre due: manco a dirlo Three Lions e Vindaloo. Per eccesso di zelo, ve le pubblichiamo tutte e due anche se Amélie preferisce quella con il titolo più lungo.
Adesso chiudiamo il bauletto di Amélie,
Gros bisous de France 1998,
Marie Amélie
Le pseudo PAgeLLE dei Buzzurri #1: Italia-Paraguay 1-1
15 giuPiù che una partita è sembrata una doccia collettiva. Erano veramente fradici, quindi non lamentiamoci. Detto questo, ecco le “valutazioni” dei singoli.
BUFFON - statuario. Nel senso che sul gol del Paraguay sembrava una statua, ma non è che ci poteva fare molto. Speriamo non sia nulla di grave l’infortunio. MARCHETTI - non è stato molto impegnato, avrà sofferto il freddo?
CANNAVARO - ha chiaramente il dono dell’ubiquità e, visto il campo, cammina sulle acque.
CRISCITO - è cresciuto.
CHIELLINI - il suo compito principale è quello di spaventare gli avversari con il naso. E ci riesce abbastanza bene.
ZAMBROTTA - in forma-Milan. ‘Na schifezza.
PEPE - è stato uno dei più citati dai telecronisti: un peperino, magari la prossima volta anche più pungente.
DE ROSSI – svelto sul gol, come premio regaliamogli una lametta, così finalmente si fa la barba. Anche se, sapendo quanto sono scaramantici i calciatori, ora il rischio è che non se la tagli più.
MONTOLIVO - lui è bravo, nonostante non abbia propriamente il fisico da calciatore, lo si nota quando prova un contropiede da solo senza crederci nemmeno un po’. Lo vedrei bene come tennista, ma indubbiamente sa giocare a calcio, quindi teniamocelo.
MARCHISIO - troppo buono, infatti poi viene sostituito da CAMORANESI, che è brutto e cattivo, tanto che dopo cinque minuti si fa ammonire.
IAQUINTA - che ci faceva Francesco Mandelli in campo?
GILARDINO - ah, c’era pure Gilardino? DI NATALE – ci aspettavamo un suo regalo…
LIPPI - non lo reggo. E poteva pure sforzarsi di farla una battuta sulla Padania, i giornalisti sanno cosa devono chiedere, se fanno una domanda c’è un motivo. Si vuole scrivere da solo pure le domande?
Voto per l’Inno di Mameli – 2. I Buzzurri quando cantano sono più fastidiosi delle vuvuzelas, vogliono sembrare grintosi, ma sono solo stonati. Non è cantando l’inno che si dimostra la grinta, quella serve solo in campo.








