Ah las patatas… Eh no, non siate maliziosi, in Spagna patada significa “calcio” e in salentino spagnoleggiante diventa magicamente “patata”, anche se non si parla di patonza, ma di calci. In particolare, quelli che Albano Carrisi avrebbe dato alla sua ex moglie Romina Power.
Le Commari sono cresciute con le canzoni di una delle coppie più amate del panorama musicale italiano (e questo probabilmente spiega perché siamo cresciute poco e male…). Dobbiamo ancora riprenderci dalla loro separazione, anzi, abbiamo sempre sperato in una riconciliazione, invece vederli insultarsi così ci riempie il cuore di tristezza. Loro che per anni ci hanno tormentato con il loro Ballo del Qua Qua con un asino che sa fare solo qua qua qua, loro che ci hanno dimostrato che ci sarà una storia d’amore in un mondo migliore, loro che ci hanno insegnato il significato di Sherazan. Ora dalle bocche che cantavano di nostalgia canaglia e felicità sentiamo solo parole come “botte”, “violenza”, “droga”, nemmeno fosse un film da bollino rosso.
Addirittura gli spagnoli non hanno nulla di meglio da fare che aizzarli l’uno contro l’altra con accuse gravissime da una parte e dall’altra (ecco il post con tutti i particolari).
Capitolo 1 – Romina e la Marija… La figlia di Tyrone Power pare abbia sempre consumato marijuana perché fa parte della sua cultura e, secondo Albano, la offriva anche ai figli. La mamma che tutti vorrebbero insomma…
Capitolo 2 – Romina dice che Albano la picchiava e che le ha dato qualche “patata”. Non quelle coltivate nella masseria di Cellino San Marco per capirci, ma calci conditi da schiaffoni. Lui risponde dicendo che l’unica volta che ha alzato le mani contro di lei è stata per esigenza di copione. Pare che i figli siano d’accordo con il padre e lo difendano. Anche noi saremmo propense a escludere le botte, anche se la storia così come è stata raccontata da Romina spiegherebbe molte cose: prima di tutto, le labbra della Lecciso! La seconda moglie di Albano è andata in giro per un periodo con le labbra deformate e tutti noi, malpensanti, abbiamo creduto che fosse l’effetto di una punturina mal riuscita. E se fosse stata una “patata” di Albano?!?!?!?!?
Ma no, dai, Albano non è mica violento… guardiamo i video qui sotto
I giornalisti sono proprio rompipalle
E Christine Del Rio se l’è cercata. L’avremmo picchiata anche noi.
Chi non ricorda queste due donnine che cantavano con il nome di Baccara? Noi per esempio… be’ perché non eravamo ancora nate, quindi i loro volti non ci dicono molto, ma le loro voci, con quell’accento spagnolo, ci dicono tanto. Per esempio che, visto peraltro che una delle due si chiama María, dovevano proprio essere due commari, sul finire degli anni ’70, quando cantavano questa deliziosa canzoncina Yes Sir, I Can Boogie.
Ecco allora che ve ne proponiamo il video qui di seguito.
In questo periodo impazzano i flash mob un po’ ovunque, ma vi diciamo che se noi dovessimo prendere parte a un ballo collettivo vorremmo ballare proprio questo qui, come Mayte Mateos e María Mendiola facevano allora.
Appendete al chiodo le vostre leggins, lasciate a casa i vostri bomber e tagliate le punte dei vostri mullet: gli anni ’80 non esistono più, la migliore decade del pianeta così piena e così vuota si è spenta ieri notte all’età di 59 anni. Ci ha lasciate John Hughes, l’uomo che ha meglio di chiunque altro descritto la decade più amata: gli anni ’80. Lui che come una sorta di J.D. Salinger di era reaganiana dopo aver ricevuto fama e celebrità si era rintanato in una casa di campagna, lui che dopo aver consegnato la miglior generazione di attori dell’epoca ha deciso di smettere… Lui che con i suoi film ha fatto sognare anche noi, lui che ha dato un senso ai nostri pomeriggi di agosto, lui che ci ha fatto innamorare di Jake Ryan, Ferris Bueller, Duckie, Blane, Keith, Andrew Clark,John Bender, … Lui che ci ha fatto identificare in Samantha Baker, Andie Walsh, Watts, Claire o Allison Reynolds. Questo regista nel bene o nel male ha segnato la nostra generazione, ci ha fatto sognare, ci ha fatto capire che gente come Jake Ryan esiste solo nelle pellicole, che uno come Blaine non lo si trova per strada e che essere oggetto di ossessione di tre ragazzi perfettamente perfetti è una cosa che esiste solo nei film. Sì, va bene… ma che film! Ecco alcuni tributi o se preferite un modo per rinfrescarvi la memoria una top list speciale.
Al 5° posto il film che ci ha fatto innamorare di Matthew Broderifck, molto prima che il cavallo di Sarah Jessica Parker lo facesse suo, una scena mitica tratta da Ferris Bueller’s Day Off o se preferite Una perfetta giornata di vacanza
A pari merito, dallo stesso film la sindrome di Stendhal di Cameron di fronte a un quadro di Seurat
Al 4° posto il bacio fra Watts e Keith, il suo migliore amico, da Somekind of Wonderfulo se preferite Meraviglioso Batticuore
Al 3° postoun classico, tratto da un film scritto da Hughes, Pretty in Pinko se preferiteBella in rosa. Primo video, tutta la rabbia di Andie contro Blaine reo di aver rifiutato le sue chiamate (con Elegia dei New Ordercome sottofondo) malconsigliato dall’idiota di Steff
Seconda scena, la seconda parte della stessa scena (con un audio migliore) la vendetta del geniale Duckie ai danni del ricco pallone gonfiato
Al 2° posto non una scena, ma LA scena gli ultimi minuti di Sixteen Candles o se preferite Un compleanno da ricordare
Al 1° posto gli ultimi minuti del film forse più famoso e significativo di John Hughes, The Breakfast Club la pellicola che meglio incarna la splendida decade che la sua scomparsa ha ucciso e quei suoi personaggi, quei ragazzi un po’ fuori dal coro, un po’ particolari, in un certo senso il compito che i cinque consegnano a Vernon è una sorta di testamento, come la citazione di David Bowie che apre il film
Dear Mr. Vernon,
we accept the fact that we had to sacrifice a whole saturday in detention for whatever it is we did wrong, but we think you’re crazy for making us write an essay telling you who we think we are.
You see us as you want to see us, in the simplest terms, in the most convenient definitions. But what we found out, is that each one of us is a brain,
and an athlete,
and a basketcase,
a princess,
and a criminal.Does that answer your question?
Sincerely yours,
The Breakfast Club
E se non vi fosse bastato… Ecco un altro video sulle opere d’arte del mitico John Hughes
Sinceramente vostra,
Maria Molly o se preferite Maria Allyson o Maria Andie
Clizia appena sveglia... l'ha truccata la fatina del sonno?!
Mentre i francesi avevano Sophie Marceau e Il tempo delle mele, gli americani si sollazzavano con Molly Ringwald e tutta l’allegra brigata del brat pack, noi avevamo Clizia Gurrado e Sposerò Simon Le Bon.
Anche se le commari in quegli anni erano ancora in fasce, si sono poi sorbite i film adolescenziali degli anni ’80 negli afosi e inutili pomeriggi estivi dell’ultimo decennio del ’900, quelli in cui non sapevi che fare e allora “Ma sì, vediamo che c’è su Italia1″. Se ti andava male beccavi qualche film di Jerry Calà, se eri fortunata sognavi con Molly e i suoi amici, oppure, almeno una volta sarà capitato a tutti, ti fermavi a guardare questa pellicola italiana dell’86, criticata da molti ma divenuta ormai un cult per chi è stato adolescente negli anni ’80-’90.
Parliamo appunto di Sposerò Simon Le Bon, un film che offre molti spunti. Il senso principale del racconto era: “Quanto sono belle le mie Timberland!” Sì, proprio così, perché ogni paninaroche si rispetti (ecco l’altro tema-chiave) portava quelle scarpe lì, con il Moncler e la t-shirt Naj Oleari. I paninari non sono assolutamente da sottovalutare, altrimenti i Pet Shop Boys non avrebbero dedicato loro una canzone. Un movimento che ha reso famosi (?!) i ragazzi milanesi nel mondo!!! Il film è tratto da un libro di un’adolescente, tale Clizia Gurrado, che dà il nome alla protagonista interpretata da Barbara Blanc ed è esilarante la scena del risveglio di lei, che sogna il suo idolo sull’altare (senza mai riuscire a sposarlo) e quando suona la sveglia è già truccata come se stesse per andare a fare un servizio fotografico, con tanto di lucidalabbra, ombretto, rimmel e tutti i crismi. Una recitazione da dilettante, come il resto del cast, costituito in buona parte da figli di papà: Luca Lionello (figlio di Oreste), Gianmarco Tognazzi (figlio di Ugo), e poi lei, l’amata/odiata Giuppy Izzo che ancora si faceva chiamare Federica (ma come si passa da Federica a Giuppy? Qualcuno ce lo spieghi, noi pensavamo si chiamasse Giuseppa). Una commare suggerisce che sarebbe stato meglio se la carriera di Giuppy fosse finita lì (ok le piaceva quando doppiava Gilmore Girls, ma le ha rovinato Grey’s Anatomy) l’altra, sebbene si sforzi di sopportarla quando doppia Meredith o la pubblicità della Tim, un po’ le è affezionata in quanto voce di Bridget Jones. La convinzione delle commari è che in questo film ci sia in nuce il “moccismo”… Sì perché Federico Moccia in quegli anni era poco più che ventenne e cominciava a pensare a Tre metri sopra il cielo, e poi, da dove altro può aver preso i ridicoli nomi per i suoi personaggi? Infatti Lionello si chiamava Alex come Raoul Bova in Scusa ecc ecc, il nome del personaggio di Tognazzi invece era Cody (Cody?!?!?!?), che comunque fa cagare meno di Step (Step?!?!?!?!?!?!?!). A un Moccia o ancora peggio a una Melissa P noi continuiamo a preferire la cara Clizia, che non si sa bene cosa faccia oggi, qualcuno dice che scrive ricette per gatti (e questo fa di lei il nostro idolo…). A questo punto lanceremmo anche un appello: se qualcuno sa cosa fa la signora Gurrado, ce lo dica, siamo curiose, vogliamo almeno sapere, alla fine, chi diavolo ha sposato!!!
Forse non abbiamo scelto la foto migliore... qui sembra un disadattato che è uscito da un casale in cui si compiono omicidi seriali... Gianni perdonaci, ma vogliamo ricordarti così, giovane capellone
Perché non ci vengano a dire che noi commari siamo superficiali e parliamo solo di compari… Oggi abbiamo deciso di dedicare il nostro tempo a un uomo che potrebbe essere nostro padre, figo non lo è mai stato, ma ha scritto canzoni entrate nella storia della musica italiana, anche se è snobbato dai musicisti intellettualoidi, che pensano che se una canzone è orecchiabile fa cagare.
Viva invece l’orecchiabilità e viva Gianni Togni. Ve lo ricordate? Non ha niente a che fare con il circo, ma per farvelo tornare in mente basta dire: “E guardo il mondo da un oblò…“. Bene, adesso sapete tutti a chi ci riferiamo.
Da dove ci è venuto di lanciare la causa filantropicaRiscopriamo Gianni Togni? Dal fatto che una delle commari, facendo parecchia strada in macchina, è costretta a cambiare spesso stazione radiofonica, e quando 105 o 102.5 non si sentono più ascolta quello che capita. Per due volte in pochi giorni ha beccato in radio locali una canzone bellissima e, beata ignoranza, non sapeva di chi fosse. Si tratta di Giulia ed è proprio di Gianni Togni. Pur sembrando scritta da un donatore di organi le è sembrata subito carina, le Vibrazioni gli fanno un baffo… Lì per lì sembrava una canzone un po’ trash, sicuramente anni ’80 (e qui ci ha preso…), non riconosceva il cantante. Quando quella canzone spaccava la commare non aveva nemmeno due anni, quindi diciamo che è giustificata in qualche modo, ma adesso che grazie a internet ha capito di chi è, ritiene che Gianni Togni vada riscoperto, non si deve abbandonare un uomo di cotanto coraggio. Siamo sicure che la sua cerchia di fan ce l’ha ancora, ma non lo vediamo in giro da un botto. Eppure qualche anno fa ha vinto un premio per la colonna sonora del film che porta come titolo il verso più famoso di Luna e Maurizio Costanzo gli ha dedicato una puntata intera di una sua trasmissione. Ecco, forse è proprio questo che ci fa preoccupare, perché Costanzo in genere cerca casi umani… Gianni, torna tra noi, fatti vedere, cantaci qualcosa! Tanto il panorama musicale italiano di oggi peggio di così non può fare, con Marco Carta e Amici vari che conquistano le classifica dall’alto (o dal basso?) di non si sa che cosa… Gianni, pensaci tu a risollevarci, torna, Gianni, nostro caro, salvaci tu, non ci credi, senti la nostra voce, è con questa che ti supplichiamo, non lasciarci in mano agli avvoltoi…
Con profonda e sincera nostalgia,
Maria Giulia e Maria Luna (travestite da Pierrot)
Non c’è dubbio: è Natale! Non conta il calendario, non esistono obiezioni del tipo “Ma siamo ancora a novembre”. No, è Natale e basta, lo dice la tv e se lo dice la tv è così. E cosa rappresenta il Natale? Che nessuno mi venga a parlare di un certo Gesù bambino, chi lo conosce?! Natale è la festa dei regali, degli addobbi, degli alberi e di Babbo Natale, il vecchio ciccione barbuto inventato dalla Coca-Cola.
La tv ha deciso che Natale comincia a novembre, perciò ecco che ci rifilano già tutti gli spot natalizi. General trade è la prima, poi ci sono i panettoni, i profumi, le offerte di Sky eccetera eccetera.
Ma l’unico vero spot natalizio è quello che vi ricicciamo qui sotto. Vorrei cantare insieme a voi, in magica armonia, auguri Coca Cola e poi, un coro in compagnia. Canta insieme a noi, auguri Coca-Cola e poi un coro in armonia, cantate tutti insieme a noi ta ta ta ta ta ta… Chi non ricorda questa canzoncina? E il coro di pseudo hippy con la candela in mano sistemati a forma di abete? Loro cantavano chiaramente in inglese ma la mitica canzone era in italiano. Un pezzo d’antiquariato di inestimabile valore e noi ve lo riproponiamo con immensa nostalgia nella nostra rubrica consigli per gli acquisti.
Con questo post nasce una nuova rubrica del nostro blog, sorella di CommaTube. Sì perché non solo vi proporremo quelli che secondo noi sono i brani, appunto tune, che dovete assolutamente aggiungere alla vostra mixtape, Ipod o ciò che volete e che entreranno – se non lo sono già – nel vostro cuoricino. Iniziamo, con una canzone principe della nostra decade preferita, gli 80′s. Parliamo della voce roca e spaventosa della gallese Bonnie – coniglio – Tyler, non vi proponiamo però il successo di footloosiana memoria I need a hero seppur meraviglioso, ma vi facciamo risentire (è impossibile che non abbiate mai ascoltato questa canzone e che non abbiate visto questo video assolutamente nonsense) Total Eclipse Of The Heart. Questa canzone, scritta da Steinman si rifà a Cime Tempestose, il capolavoro di Emily Brontë. Forse le tetre atmosfere del video vogliono essere un omaggio alla sfortunata famiglia Brontë. La canzone è talmente meravigliosa, che è stata fatta una (orrendamente kitsch) versione franco-inglese, assolutamente imperdibile la voce roca di Bonnie che dice Jetonron o ancora meglio quando urla Jetebesogndetoi o Oninventregldgiò (per la traslitterazione corretta in francese vi invitiamo a visitare questo link, quella scritta vorrebbe essere una versione tyleriana della lingua di Baudelaire) che rende la lingua francese l’antisesso. Una cover quasi migliore dell’originale. No, è impossibile. Lasciandovi il link al testo (orifinale) della canzone, per farvelo ammirare in tutta la sua beltà in privato, vi lasciamo al video ASSURDO di questa canzone, ma altresì meraviglioso, prima di concentrarci anima e corpo alle elezioni americane. Con un quesito insolvibile che minchia esce dalla faccia dello schermitore quando si leva il casco? Ecco la splendida cofana 80′s di Bonnie Tyler,che come una commare scrisse nel suo status su feisbuk “amuses and scares”, diverte e spaventa.
Questa settimana non vi abbiamo proposto nessun compare a causa della vacanza Oltralpe di una delle commari. Non vi preoccupate, ci rifaremo presto e daremo avvio alle votazioni…
Intanto, ecco un consiglio per gli acquisti, cioè uno spot storico. Quello che abbiamo scelto è del 1987, ma è andato in onda per cinque anni di seguito e la musichetta è entrata nella testa di tutti gli italiani. Chi non ricorda la melodia fischiettata e la frase Si chiama Zucchetti la libertà di fare con l’acqua tutto ciò che ti va? Beh, se proprio non vi viene in mente, beccatevi il video…
Il protagonista si chiama Beppe Tosco e ovviamente non è un idraulico, ma un grande autore televisivo (collabora anche con la Littizzetto).
Non ci importa se per qualcuno sono stati gli anni di fango, perché eravamo piccole e non ce ne fregava niente della politica, per noi gli anni ’80 sono gli anni in cui tutto ha avuto inizio e non solo perché siamo nate noi, ma anche perché è nata la tv privata (e c’è stato il boom delle emittenti locali) e con essa la moda di attingere agli Usa e al Giappone per telefilm e cartoni, sono nati gli spot che ancora oggi tutti ricordano, i videoclip musicali, gli yuppies e giochi e oggetti memorabili. La nostra nuova causa filantropica nasce da una profonda nostalgia per gli anni della nostra infanzia e il nostro appello non è cazzeggiante come al solito, ma sincero e disperato. Vogliamo che almeno una rete tv (sul digitale o sul satellite) abbia un palinsesto interamente dedicato agli anni ’80 (magari con qualche tuffo negli anni ’90 con Il principe di Bel-Air e Bayside School).
Siamo una generazione di nostalgici e ne siamo orgogliosi perché erano gli anni migliori, quelli in cui i bambini non facevano i bulli e non riprendevano con il telefonino, usavano ancora i giochi di società e collezionavano le sorprese delle merendine e delle patatine. Tanti di noi come suoneria del cellulare hanno la sigla di Supercar o MacGyvere questo è il minimo. Chi non ha cercato di imitare il biondo Angus (interpretato da Richard Dean Anderson per cui ovviamente le commari avevano una cotta)? Chi non ha provato a costruire una mongolfiera con le lenzuola, a infilare una patata nel tubo di scappamento dell’auto di un antipatico per distruggerla, a tamponare le crepe di una vasca di acido con tavolette di cioccolato che diventano simili al mastice? A otto anni sapevamo cosa fosse lo zinco, ben prima di conoscere la sua valenza….
E poi Il mio amico Arnold,Tre cuori in affitto, Hazzard, A-Team dove li vogliamo mettere? E non possiamo mica dimenticare la robottina SuperVicky o I Jefferson e I Robinson, I ragazzi della III° C e i telefilm con Cristina D’Avena, Love boat e la Casa nella prateria, Visitors e Baby Sitter con il fidanzato virtuale di tutte noi, Scott Baio, Chucky di Happy Days che noi guardavamo tornate dall’asilo…
E i cartoni animati? Quanto fanno schifo quelli di oggi in confronto a Hello Spank e Memole, gli sportivi Mimì e Mila e Shiro, Holly e Benji o il golfista Lotti, gli eroi Yattaman e l’Uomo Tigre, i ladri Lupin e Occhi di Gatto, e poi Magica Emy (e quanto era bello Willy) e L’incantevole Creamy, Jem e le Holograms, per non parlare degli anime tipo Candy Candy e Georgie, che abbiamo capito solo da grandi. Sì perché quest’ultimo non era propriamente un genere per bimbi delle elementari e certe scene ti segnano… Arthur che scalda Georgie nel letto (nudo) ce lo ricordiamo tutti nonostante lo sforzo dell’allora Fininvest di tagliare le scene erotiche, che ce ne erano a bizzeffe, solo che non le capivamo ancora! E di certo non ce lo potevano spiegare Uan (che amavamo perché cercò di schiacciare i Puffi) o Five e compagnia. Perché non esiste più un Bim Bum Bam o un Ciao Ciao (i cui conduttori sono finiti nelle televendite di Gerry Scotti), perché i bambini di oggi si devono far rimbambire da Trebisonda e gli attoretti che parlano col birignao?!
E chi lo dice che la tv di Uomini e Donne, La Talpa e l’Isola dei famosi, Amici e Il grande fratello sia meno volgare di Drive In? Rivogliamo il pupazzo Tenerone e gridare con lui “pippo pippo pippo”. E che fine ha fatto il Cacao Meravigliao di Indietro tutta? E Popcorn di Cecchetto non era meglio di Scalo76? I compari ricorderanno con piacere Colpo Grosso, ma non dimentichiamo nemmeno Tra moglie e marito e Il gioco delle coppie o i primi Giochi senza frontiere e Il pranzo è servito. Perché la Carrà non torna a condurre Pronto Raffaella? E soprattutto, perché non fanno più (a un orario decente che non sia le due di notte) L’Almanacco del giorno dopo? Rimpiangiamo tutto, da Sbirulino al corvo Rockfeller, da Kiss me Licia alle comiche di Benny Hill.
Per non parlare della pubblicità di quando non c’erano sullo schermo scorreggie e danze erotiche, ma di quando tutti piangevamo per una bimba che portava a casa un gattino inzuppato. Quando eravamo persi fra le note di Pavane e il fascino di Lulù, l’uomo bidimensionale che cantava Ta-Ta-Ta-Tabù e ancora Chiripiripi Kodak, recuperato poi nel ruolo del “figlio” del diavolo in The Passion, per non parlare della ragazza Nuvenia che si buttava con il paracadute con il ciclo addosso, mica faceva le ruote al provino per vj. Per questo motivo abbiamo deciso di far nascere una nuova sezione: Consigli per gli acquisti, in cui inseriremo quello che per noi è lo spot della settimana, del mese di quello che vogliamo. Non solo spot, vogliamo quei film, quelli di John Hughes, in cui tutti i sogni si realizzano. Quelli in cui Molly Ringwald festeggiava il compleanno più bello della sua storia, quelli in cui era una ragazza left of center, ma poteva diventare bella in rosa. Quegli eroi che non si divertivano a fare stupidi doppi sensi, ma a ridare la musica a una città della Bible belt. Quelli che per rinconquistarti usavano le parole di Peter Gabriel, mica quelle delle Spice Girl (Lloyd Dobler, compare ad honorem e uomo perfetto). E poi come dimenticare la simpatia dei Goonies senza dimenticare che loro sono good enough. O il meraviglioso gruppo di misfitsche sono i protagonisti della più nota ora di castigo della storia del cinema? Sto ovviamente parlando di opere d’arte del cinema come Un compleanno da ricordare, Bella in rosa, Footloose, Non per soldi… ma per amore(orribile traduzione di Say Anything), I Goonies e The Breakfast Club, film omaggiati in tutte le produzioni che sono arrivate dopo…Il Bender che tutti amiamo è un omaggio al Bender con la camicia di flanella che vediamo nel film di John Hughes. E non solo come dimenticare l’uomo migliore che abbia mai toccato il suolo mondiale: Lloyd Dobler?
Non solo cinema, quelle canzoni al sapor di harmonizer, le prime vere girl band, le prime vere boy band, la new wave e tutti quei gruppi che nati a Manchester (o meglio Madchester) avrebbero influenzato la musica mondiale… Nomi come The Smiths, Joy Division e ancora i Cure, gli U2, i R.E.M. qualsiasi ritmo, nota e canzone nata in questi anni – nel bene o nel male – hanno influenzato tutta la musica a venire. Per non parlare dei video, nati proprio in questi anni e ancora oggi indimenticabili.
Per queste ragioni e alte mille ancora noi rivogliamo una televisione con le losanghe, fucsia e con le leggins addosso…Ridateci una tv che in tutto e per tutto sia anni ’80! Ecco due video simbolo di quest’epoca e due video che vi faranno capire perché il palinsesto anni ’80 è un dovere prima di tutto morale!
Se volete farci qualche segnalazione o più semplicemente insultarci, adularci, mandarci a quel paese, chiederci se siamo normali, scriveteci a questo indirizzo: marujas@libero.it. Risposta assicurata.