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Tutti pazzi per Paperman? Ecco quello umano

31 gen

Da qualche ora sui social network non si parla d’altro: Paperman, il cortometraggio animato che ha preceduto Ralph Spaccattutto al cinema ed è diventato nelle ultime ore uno dei video più condivisi e cliccati del Web. Le Commari però, pur amando il corto candidato all’Oscar, vi vogliono far vedere che un altro regista è venuto un po’ prima di John Kahrs e addirittura ci ha regalato la versione umana di Paperman. Siete pronte per vederlo?

Un fotogramma del corto della Disney

Un fotogramma del corto della Disney

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Cloud Atlas: reincarnazione, rivoluzione, amore eterno

7 gen

Cloud Atlas

Non si può non guardare Cloud Atlas. Che voi siate appassionati di fantascienza o meno, che crediate nella reincarnazione o nell’aldilà, che siate sicuri che esiste l’amore eterno o preferiate saltare da un fiore all’altro, che siate aspiranti rivoluzionari o timidi fannulloni, dovete guardare Cloud Atlas. Più volte, possibilmente, e in lingua originale, assolutamente.
Sì, perché solo la versione originale può farvi apprezzare appieno il lavoro che hanno fatto gli attori, non solo con il corpo, ma anche con la voce. E poi il doppiaggio toglie sempre qualcosa, soprattutto ora che Tom Hanks non è più doppiato da Roberto Chevalier.

Secondo me è un film da Oscar, anche se ai Golden Globe, che in genere anticipano quasi tutti i vincitori, ha ottenuto la nomination solo per la colonna sonora. Ci sarebbero però un sacco di premi tecnici che potrebbero andare a questo film. Quello per il trucco, per esempio, come glielo si potrebbe negare?

Guardate qui… Continua a leggere

Che vita sarebbe senza Amélie Poulain

2 gen

Undici anni fa (sì signore mie siamo già nel 2013!), Jean-Pierre Jeunet ci ha regalato un capolavoro: Il favoloso mondo di Amélie, o se preferite Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain, più semplicemente Amélie. Questo film frances,e che ha cambiato radicalmente la vita di chi vi scrive, è sempre un piccolo e autentico capolavoro. Vuoi per la colonna sonora di Yann Tiersen, vuoi perché Parigi è sempre Parigi, vuoi per la delicata storia d’amore, vuoi per le atmosfere al limite del reale, ma Amélie è entrata nel cuore di una buona parte di donne.

Amélie mangia i lamponi

Amélie mangia i lamponi

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Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt, sposatevi!!!

31 dic

Le Commari tornano a lanciare una causa filantropica, un appello che dovrebbe essere condiviso dall’intera umanità per il suo stesso bene. Da un paio di giorni non si parla d’altro (cioè forse sì, ma tutto il resto fa schifo e noi vogliamo solo cose belle) che del video di Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt che cantano What Are You Doing New Years Eve? di Nancy Wilson (eccolo qui sotto).

Il video è stato lanciato dalla stessa Zooey nel sito hellogiggles.com che ha fondato con le sue amiche Sophia Rossi e Molly Mcaleer, ha subito ricevuto milioni di visite e di commenti e l’Huffington Post lo ha definito “the cutest thing ever” sulla sua pagina Facebook. Tutti i fan di Zooey vogliono una sola cosa: che lei si fidanzi con Joseph Gordon-Levitt, suo amico da 12 anni e con il quale è stata protagonista di una delle commedie sentimentali più belle degli ultimi tempi, 500 Days of Summer (di cui le Commari hanno già parlato con entusiasmo).

Già da quando è uscito il film pensavamo che questi due avrebbero dovuto fare coppia fissa anche nella vita, solo che c’era un piccolo problemino: lei era sposata con un musicista per niente alla sua altezza, Ben Gibbard. Ebbene, da qualche mese è arrivata la lieta notizia: Zooey si è separata da Ben e ora è sola soletta.
Solitamente le Commari dovrebbero, per predisposizione genetica, essere invidiose delle belle ragazze, ma con Zooey (come con Alexis Bledel) è praticamente impossibile, perché è adorabile quanto un gattino, perciò non si può far altro che sperare che si metta con uno altrettanto adorabile e faccia un sacco di figli per allietare anche le generazioni future con il frutto del miscuglio dei loro geni.

Jess e Nick in New Girl nell'ascensore

Tra l’altro, essendo ormai delle fan scatenate della sit-com New Girl di cui la Deschanel è protagonista, siamo anche diventate shippers della coppia Jess-Nick (interpretati da Zooey e Jake M. Johnson), relazione che, causa matrimonio di lui, non può riproporsi anche nella vita reale, ma non fa niente, perché nella realtà c’è un solo uomo per Zooey e si chiama Joseph Gordon-Levitt.

Forza ragazzi, sposatevi e fate tanti pargoletti belli e simpatici come voi, tutte le comari del mondo ne sarebbero felici!

Tanti auguri,
le vostre Maria Jess e Maria Summer

Tom Hansen e Summer Finn nella mitica scena dell'ascensore canticchiando There Is A Light That Never Goes Out degli Smiths

Michael Fassbender, il compare “Gesù Cristo”

5 ott

Da settembre non si parla altro che di lui, quest’uomo sceso in terra come un Messia per salvare le donne dalla dannazione eterna. Parliamo di quel gran figo, di quella dimostrazione dell’esistenza che è Michael Fassbender. Già perché al pari di Eric Bana ci ha fatto come dire sbarellare, impazzire… perdere le staffe… e soprattutto riavvicinarci alla fede. Quello che sembrava impossibile per le due commari è successo, grazie a Michael abbiamo una nuova rinvigorita fede… Nel senso che per noi è Gesù Cristo, in una mitica trinità rivisitata che da domani Porcopolitan ci invidierà che vede Eric Bana vestire i panni di Dio (non sappiamo più come dirvelo, noi di australiana non ci siamo mai guarite), come moderna colomba volatile ecco lo Spirito “James” Franco e infine lui, l’uomo che siede alla destra di Eric Bana – e nella nostra religione politeista a volte può anche usurpargli il trono: Michael Fassbender. Visto che ancora non ve l’abbiamo mostrato, eccolo:

Michael avvolto in una paradisiaca nube

Nato a Heidelberg nel 1977, si trasferisce giovanissimo in Irlanda il paese di origine della madre e qui passa le sue serate come noi a guardare serie televisive americane, come dice lui stesso in un paio di interviste:

Nonostante abbia interpretato Magneto, crede di essere Superman e in qui canta la sigla di Super Ralph maxi-eroe


e addirittura condivide con una delle commari l’idea sulla confessione. Dai video ritorniamo ai cari vecchi file jpeg:

in bianco e nero

Bello anche se indossa capi Hogan

Qui inizia a recitare praticamente subito perché a suo dire non era bravo a nient’altro, chiaramente non gli crediamo…visto che in quanto santificato lui può tutto. In patria – chiaramente l’Irlanda lo si può vedere in un vecchio spot della Guinness – in cui mette in atto la sua divinità attraversando a nuoto l’Atlantico


Si fa conoscere al pubblico per aver interpretato le ultime settimane di vita di Bobby Sands in Hunger, diretto da Steve McQueen. Per questo film si è nutrito di sole sardine e badate che le odia. McQueen l’ha poi diretto in Shame film capolavoro in cui interpreta un erotomane (sì, un pipparolo all’ennesima potenza) uno dei personaggi più soli che il mondo abbia mai concepito. La commare l’ha visto e ha perso il conto dei nudi frontali del caro Fassbender. Non solo in A Dangerous Method interpreta Carl Gustav Jung e sculaccia come si deve Keira Knightley, e credeteci non invidiavamo così tanto la Knightley da quanto stava con Jamie Dornan! Eccovi il trailer:


Per capirci, ecco l’effetto che fa alle donne


e agli oggetti metallici

ha anche un effetto deleterio sui nazisti e sulle eroine dei libri dell’800:

Se non vi abbiamo convinto con tutto questo sappiate che sa anche ballare e cantare!

qui in compagnia con l’altro futuro compare James McAvoy

Se tutto questo non vi fosse bastato, sappiate che anche dannatamente bravo a recitare.

Perché è il compare Gesù Cristo: oltre alla sua presenza ossessivo compulsiva in tutti i media del mondo… Fassbender è anche un buontempone, è un gran bravo attore (lo so a vederlo così sembra essere quasi che si tratti di una falsità, invece no!). A vederlo meglio poi è talmente perfetto che l’unica espressione possibile è chiamarlo con il suo vero nome: (oh) Gesù!

Fassbenderiane anonime,

Sinceramente vostre

Maria Gesualda e Maria Michaela

Quel capolavoro di “(500) Days of Summer”

9 apr

Questo post lo avrei dovuto scrivere un paio di settimane fa, quando per smaltire il passaggio all’ora legale io e la mia commare ci siamo ritrovate a parlare verso le 2-3 di notte (orario comunque normale per noi) di un film meraviglioso, una delle poche cose al mondo che riesce a metterci d’accordo al 100%. Mi riferisco a (500) Days of Summer, in Italia tradotto in (500) giorni insieme, per il quale abbiamo appositamente creato la categoria le Commari Lumière.
Entrambe lo abbiamo visto la prima volta poco dopo l’uscita, ma ne parliamo ancora perché questo qui è un film che va visto e rivisto almeno 3-4 volte all’anno, va gustato, apprezzato in ogni suo particolare perché è semplicemente PERFETTO, un capolavoro.
Sono straordinari i due protagonisti Joseph Gordon Levitt (Tom Hansen) e Zooey Deschanel (Summer/Sole Finn), meravigliosa la regia di Marc Webb, il montaggio, i personaggi secondari (compreso ovviamente il nostro “amico” Matthew Gray Gubler che una delle Commari ha conosciuto di persona e ci si è mezza fidanzata), per non parlare della colonna sonora: uno spettacolo!

Nella sua semplicità questo film è commaresco al 100%. Lo sono gli abiti di Summer e Tom, la musica che ascoltano, i discorsi che fanno… tutto insomma. Non so nemmeno quali altre parole di elogio posso trovare per questa pellicola in cui le emozioni e gli stati d’animo sono rappresentati con una facilità disarmante e in un modo che consente a tutti di immedesimarsi se non nei protagonisti almeno nelle situazioni che vivono e in quello che provano.

Bando alle ciance, riguardiamoci alcuni dei momenti più belli di questo film terapeutico, anche se selezionarli non è affatto semplice perché è bello tutto, dal primo all’ultimo fotogramma.

Aspettative vs Realtà

Un esempio di perfetta rappresentazione di uno stato d’animo

Una delle meravigliose canzoni della colonna sonora

Un altro esempio di perfetta rappresentazione di uno stato d’animo

Il trailer

Joseph  e Zooey nella versione Sid Vicious e Nancy Spungen, un corto diretto sempre da Webb, che non c’è nel film, ma fa riferimento a uno scambio di battute in esso presente.

Ma che bello, che bello, che bello!!!

Le vostre estasiate Maria Sole e Mary Summer

Jesse Eisenberg – Il compare sociopatico

1 feb

Jesse Eisenberg, ovvero il marito perfetto della commare bradipina. Piccoletto, pallido, geek e quindi anche un po’ sociopatico.
Questo si evince dalle interviste che ha rilasciato qua e là durante la presentazione di The Social Network, bel film con otto nomination agli Oscar 2011, una delle quali è proprio quella come miglior attore protagonista per Jessino nostro, che però se la dovrà vedere con Javier Bardem, Jeff Bridges, ma soprattutto Colin Firth e James Franco che sono tra i nostri compari preferiti.

Tornando a Jesse, nonostante il nostro amore per la Spagna, stiamo dalla sua parte nella polemica a distanza che ha scatenato con El Hormiguero, programma a cui ha partecipato con i fidi Justin Timberlake e Andrew Garfield, facendosi prendere in giro allegramente come molte altre star di Hollywood, salvo poi lamentarsene durante un’intervista al Conan O’Brien Show. Questa intevista ve la riportiamo qui di seguito perché è tutta da ridere e soprattutto fa capire che quella con gli spagnoli non è affatto una polemica, ma solo una battuta. Diciamo che quelli de El Hormiguero ci hanno marciato un po’ su

Che dire dunque di un ragazzo che racconta che il successo gli ha cambiato la vita solo perché ora ha più gatti nel suo striminzito appartamento a New York e che ha un team di psicoterapeuti al seguito? Lo hanno definito il più sexy geek al mondo ed è vero: è semplicemente adorabile!

E un altro motivo per cui ha fatto breccia nel cuoricino delle commari è che ha un innato talento comico, che si è visto non solo nelle inteviste di cui vi abbiamo già parlato, ma soprattutto nella recente apparizione al Saturday Night Live, dove ha dato prova della sua abilità anche come stand up comedian e ha scherzato (finalmente) con il vero Mark Zuckerberg e con un altro idolo di bradipina, Andy Samberg.

Geniale anche la parodia della versione americana di Skins, con gli attori costretti a pubblicizzare i prodotti piazzati nel programma e con la battuta sul nostro Belpaese quando parlano di giovani vagine”: basta pronunciare queste parole per far scattare subito il riferimento a Ruby e al nostro Premier Silvio Berlusconi, con la pubblicità al sito http://www.berlusconiisinnocente.net. Purtroppo il video non ve lo posso far vedere perché l’odiosa Nbc me lo censura…

Gli manca solo una cosa per essere il compare perfetto: liberarsi di quella vecchia della sua fidanzata!

Quant'è bello quando fa lo stronzetto

Ci piace anche con i capelli lisci

Con tanto tanto tanto tanto tanto tanto tanto tanto amore,

un’innamorata Maria Jessica

Il compare peacekeeper: Pio Marmaï

25 nov

Commari di tutto il mondo unitevi a noi e al nostro amore per quest’uomo di infinita beltà. Da tempo non eleggevamo un compare che ci mettesse così platealmente d’accordo e che ci mettesse – vuoi anche per quel suo nome che profuma di rosa – in pace con noi stesse. Già perché anche se non sembra dietro ogni elezione di ogni compare sono volati insulti, beghe da condominio fino a oggi, quando io e la bradipina senza battere ciglio abbiamo deciso di eleggere a compare l’attore francese Pio Marmaï. Nato a Strasburgo il 13 luglio del 1984, per diventare attore ha seguito vari corsi anche in Italia (anzi utente della rete, tu che forse hai mangiato una piadina con il nostro Pio, sappi che questo post è anche per te)  e il conservatorio di Créteil e poi ha concluso il tutto alla Scuola d’arte drammatica di Saint-Étienne, come dire in Francia non è così semplice diventare attore come nel nostro paesello… Del genere se un Luca Argentero qualunque solo con una presenza nella casa del Grande Fratello diventa attore, in Francia la situazione è ben diversa. Ma torniamo al nostro Pio, fra un film e l’altro ha anche il tempo di fondare con un gruppo di amici una compagnia teatrale dal nome altisonante Quincaillerie Moderne, come a dire soprammobile moderno… una sorta di gattino giapponese che abbassa la mano. Nel sito potete anche trovare l’email del bell’uomo, ma vi lasciamo fare le Miriam Tomponzi di turno. Recita in qualche pièce teatrale e poi al cinema in Didine fino a quando non entra a far parte del cast di uno dei maggiori film della scorsa stagione cinematografica francese: Le premier jour du reste de ta vie, dove il nostro Pio convola a nozze con immancabile vestito bianco kitsch, film che gli è valso anche la nomination a miglior attore rivelazione al César, il premio gli è l’ha soffiato il “fratello” Raph. Dopo questo film se è possibile si fa amare ancora di più e sposa la legge che amiamo di più. E per farsi amare ancora di più recita in una serie dedicata agli anni ’80! Il popolo di faccialibro ha già la risposta ai nostri patemi: il mitico gruppo “Pio Marmaï, will you marry me?”. Fra gli iscritti manco a dirlo c’è proprio lui! Ecco a voi qualche foto e qualche video di Pio:

Pio vérsion blanche et noir

Pio perplesso

Pio in camicia di flanella

Il trailer di Le premier jour du reste de ta vie

Una scena dal film

E un’intervista per il lancio di La loi de Murphy

Perché è il compare peacekeeping? Perché con la sua beltà mette d’accordo tutte e poi scusate, ma vi chiedete anche il perché???

Sentitamente vostra,

Maria Pia

Quando muore un’era… addio a John Hughes

9 ago

Appendete al chiodo le vostre leggins, lasciate a casa i vostri bomber e tagliate le punte dei vostri mullet: gli anni ’80 non esistono più, la migliore decade del pianeta così piena e così vuota si è spenta ieri notte all’età di 59 anni. Ci ha lasciate John Hughes, l’uomo che ha meglio di chiunque altro descritto la decade più amata: gli anni ’80. Lui che come una sorta di J.D. Salinger di era reaganiana dopo aver ricevuto fama e celebrità si era rintanato in una casa di campagna, lui che dopo aver consegnato la miglior generazione di attori dell’epoca ha deciso di smettere… Lui che con i suoi film ha fatto sognare anche noi, lui che ha dato un senso ai nostri pomeriggi di agosto, lui che ci ha fatto innamorare di Jake Ryan, Ferris Bueller, Duckie, Blane, Keith, Andrew Clark, John Bender,  … Lui che ci ha fatto identificare in Samantha Baker, Andie Walsh, Watts, Claire o Allison Reynolds. Questo regista nel bene o nel male ha segnato la nostra generazione, ci ha fatto sognare, ci ha fatto capire che gente come Jake Ryan esiste solo nelle pellicole, che uno come Blaine non lo si trova per strada e che essere oggetto di ossessione di tre ragazzi perfettamente perfetti è una cosa che esiste solo nei film. Sì, va bene… ma che film! Ecco alcuni tributi o se preferite un modo per rinfrescarvi la memoria una top list speciale.
Al 5° posto il film che ci ha fatto innamorare di Matthew Broderifck, molto prima che il cavallo di Sarah Jessica Parker lo facesse suo, una scena mitica tratta da Ferris Bueller’s Day Off o se preferite Una perfetta giornata di vacanza

A pari merito, dallo stesso film la sindrome di Stendhal di Cameron di fronte a un quadro di Seurat


Al 4° posto il bacio fra Watts e Keith, il suo migliore amico, da Somekind of Wonderful o se preferite Meraviglioso Batticuore


Al 3° posto un classico, tratto da un film scritto da Hughes, Pretty in Pink o se preferite Bella in rosa. Primo video, tutta la rabbia di Andie contro Blaine reo di aver rifiutato le sue chiamate (con Elegia dei New Order come sottofondo) malconsigliato dall’idiota di Steff


Seconda scena, la seconda parte della stessa scena (con un audio migliore) la vendetta del geniale Duckie ai danni del ricco pallone gonfiato


Al 2° posto non una scena, ma LA scena gli ultimi minuti di Sixteen Candles o se preferite Un compleanno da ricordare

Al 1° posto gli ultimi minuti del film forse più famoso e significativo di John Hughes, The Breakfast Club la pellicola che meglio incarna la splendida decade che la sua scomparsa ha ucciso e quei suoi personaggi, quei ragazzi un po’ fuori dal coro, un po’ particolari, in un certo senso il compito che i cinque consegnano a Vernon è una sorta di testamento, come la citazione di David Bowie che apre il film

Dear Mr. Vernon,
we accept the fact that we had to sacrifice a whole saturday in detention for whatever it is we did wrong, but we think you’re crazy for making us write an essay telling you who we think we are.
You see us as you want to see us, in the simplest terms, in the most convenient definitions. But what we found out, is that each one of us is a brain,
and an athlete,
and a basketcase,
a princess,
and a criminal.Does that answer your question?

Sincerely yours,

The Breakfast Club

E se non vi fosse bastato… Ecco un altro video sulle opere d’arte del mitico John Hughes

Sinceramente vostra,

Maria Molly o se preferite Maria Allyson o Maria Andie

Clizia, ma lo hai sposato Simon Le Bon?!

21 mag
Clizia appena sveglia... l'ha truccata la fatina del sonno?!

Clizia appena sveglia... l'ha truccata la fatina del sonno?!

Mentre i francesi avevano Sophie Marceau e Il tempo delle mele, gli americani si sollazzavano con Molly Ringwald e tutta l’allegra brigata del brat pack, noi avevamo Clizia Gurrado e Sposerò Simon Le Bon.
Anche se le commari in quegli anni erano ancora in fasce, si sono poi sorbite i film adolescenziali degli anni ’80 negli afosi e inutili pomeriggi estivi dell’ultimo decennio del ’900, quelli in cui non sapevi che fare e allora “Ma sì, vediamo che c’è su Italia1″. Se ti andava male beccavi qualche film di Jerry Calà, se eri fortunata sognavi con Molly e i suoi amici, oppure, almeno una volta sarà capitato a tutti, ti fermavi a guardare questa pellicola italiana dell’86, criticata da molti ma divenuta ormai un cult per chi è stato adolescente negli anni ’80-’90.
Parliamo appunto di Sposerò Simon Le Bon, un film che offre molti spunti. Il senso principale del racconto era: “Quanto sono belle le mie Timberland!” Sì, proprio così, perché ogni paninaro che si rispetti (ecco l’altro tema-chiave) portava quelle scarpe lì, con il Moncler e la t-shirt Naj Oleari. I paninari non sono assolutamente da sottovalutare, altrimenti i Pet Shop Boys non avrebbero dedicato loro una canzone. Un movimento che ha reso famosi (?!) i ragazzi milanesi nel mondo!!! Il film è tratto da un libro di un’adolescente, tale Clizia Gurrado, che dà il nome alla protagonista interpretata da Barbara Blanc ed è esilarante la scena del risveglio di lei, che sogna il suo idolo sull’altare  (senza mai riuscire a sposarlo)  e quando suona la sveglia è già truccata come se stesse per andare a fare un servizio fotografico, con tanto di lucidalabbra, ombretto, rimmel e tutti i crismi. Una recitazione da dilettante, come il resto del cast, costituito in buona parte da figli di papà: Luca Lionello (figlio di Oreste), Gianmarco Tognazzi (figlio di Ugo), e poi lei, l’amata/odiata Giuppy Izzo che ancora si faceva chiamare Federica (ma come si passa da Federica a Giuppy? Qualcuno ce lo spieghi, noi pensavamo si chiamasse Giuseppa). Una commare suggerisce che sarebbe stato meglio se la carriera di Giuppy fosse finita lì (ok le piaceva quando doppiava Gilmore Girls,  ma le ha rovinato Grey’s Anatomy) l’altra, sebbene si sforzi di sopportarla quando doppia Meredith o la pubblicità della Tim, un po’ le è affezionata in quanto voce di Bridget Jones. La convinzione delle commari è che in questo film ci sia in nuce il “moccismo”… Sì perché Federico Moccia in quegli anni era poco più che ventenne e cominciava a pensare a Tre metri sopra il cielo, e poi, da dove altro può aver preso i ridicoli nomi per i suoi personaggi? Infatti Lionello si chiamava Alex come Raoul Bova in Scusa ecc ecc, il nome del personaggio di Tognazzi invece era Cody (Cody?!?!?!?), che comunque fa cagare meno di Step (Step?!?!?!?!?!?!?!). A un Moccia o ancora peggio a una Melissa P noi continuiamo a preferire la cara Clizia, che non si sa bene cosa faccia oggi, qualcuno dice che scrive ricette per gatti (e questo fa di lei il nostro idolo…). A questo punto lanceremmo anche un appello: se qualcuno sa cosa fa la signora Gurrado, ce lo dica, siamo curiose, vogliamo almeno sapere, alla fine, chi diavolo ha sposato!!!

Per i nostalgici, qualche scena del film

Fanaticamente vostre,
Maria Clizia e Maria Giuppy

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