Le Commari tornano a lanciare una causa filantropica, un appello che dovrebbe essere condiviso dall’intera umanità per il suo stesso bene. Da un paio di giorni non si parla d’altro (cioè forse sì, ma tutto il resto fa schifo e noi vogliamo solo cose belle) che del video di Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt che cantano What Are You Doing New Years Eve? di Nancy Wilson (eccolo qui sotto).
Il video è stato lanciato dalla stessa Zooey nel sito hellogiggles.com che ha fondato con le sue amiche Sophia Rossi e Molly Mcaleer, ha subito ricevuto milioni di visite e di commenti e l’Huffington Post lo ha definito “the cutest thing ever” sulla sua pagina Facebook. Tutti i fan di Zooey vogliono una sola cosa: che lei si fidanzi con Joseph Gordon-Levitt, suo amico da 12 anni e con il quale è stata protagonista di una delle commedie sentimentali più belle degli ultimi tempi, 500 Days of Summer (di cui le Commari hanno già parlato con entusiasmo).
Già da quando è uscito il film pensavamo che questi due avrebbero dovuto fare coppia fissa anche nella vita, solo che c’era un piccolo problemino: lei era sposata con un musicista per niente alla sua altezza, Ben Gibbard. Ebbene, da qualche mese è arrivata la lieta notizia: Zooey si è separata da Ben e ora è sola soletta.
Solitamente le Commari dovrebbero, per predisposizione genetica, essere invidiose delle belle ragazze, ma con Zooey (come con Alexis Bledel) è praticamente impossibile, perché è adorabile quanto un gattino, perciò non si può far altro che sperare che si metta con uno altrettanto adorabile e faccia un sacco di figli per allietare anche le generazioni future con il frutto del miscuglio dei loro geni.
Jess e Nick in New Girl nell'ascensore
Tra l’altro, essendo ormai delle fan scatenate della sit-com New Girl di cui la Deschanel è protagonista, siamo anche diventate shippers della coppia Jess-Nick (interpretati da Zooey e Jake M. Johnson), relazione che, causa matrimonio di lui, non può riproporsi anche nella vita reale, ma non fa niente, perché nella realtà c’è un solo uomo per Zooey e si chiama Joseph Gordon-Levitt.
Forza ragazzi, sposatevi e fate tanti pargoletti belli e simpatici come voi, tutte le comari del mondo ne sarebbero felici!
Tanti auguri,
le vostre Maria Jess e Maria Summer
Tom Hansen e Summer Finn nella mitica scena dell'ascensore canticchiando There Is A Light That Never Goes Out degli Smiths
Facciamo una petizione, adottiamo quest’omino qui, Jong Tae Se, attaccante ventiseienne della Corea del Nord. Ha pianto come un bambino durante l’inno prima della sfida col Brasile (persa molto dignitosamente) e ci ha fatto un’immensa tenerezza. Forse pensava al Capo del Mondo del suo Paese. Possibile che gli tenga la famiglia in ostaggio? Che abbia minacciato di ammazzargli i parenti se non fa almeno un gol? Cosa gli passava per la mente in quel momento? Purtroppo non lo possiamo sapere e sebbene questi poracci della Corea del Nord ci suscitino non poca preoccupazione per il modo in cui vivono, scopriamo che proprio l’uomo nella fotoa, Jong ecc ecc, appunto, gioca in una squadra giapponese, quindi è un privilegiato e forse è anche il motivo per cui può permettersi di piangere perché probabilmente quelli che devono tornare in Corea non possono fare neanche quello…
Signore e signori diciamocelo: quest’anno i giudici di X Factor sono insopportabili quasi quanto i professori di Amici. E va bene, il programma defilippissimo non lo guardiamo più di cinque minuti, ma, a parte l’idiozia di far cantare o ballare per due tre volte la stessa cosa, il motivo per cui ce ne teniamo alla larga è proprio la lunghezza estrema delle liti. Lì se vuoi vedere qualcuno che canta (un paesano, come nel caso di bradipina) devi fare avanti e indietro col telecomando un milione di volte, finché non finiscono di litigare, e poi magari la canzone te la perdi perché dura un minutino… Bene, ditemi ora se anche a X Factor non sta succedendo la stessa cosa. CHE NOIA!!! Quante cacchio di volte dicono le stesse cose? Non se ne può più e tra l’altro ormai la trasmissione è Morganocentrica, c’è Morgan sempre e dovunque, anche i cantanti delle altre categorie hanno l’incubo di Morgan, si parla solo di lui, lui è X Factor, e considerato che ha il più bravo di tutti (Marco Mengoni) quasi di sicuro vincerà anche quest’anno. Quindi è come quando una squadra in campionato ha 20 punti di vantaggio già alla fine del girone d’andata: due palle!
E poi il Castoldi sta diventando insopportabile, troppo egocentrico. Lui dice che votano le ragazzine, perciò i Luana Biz non sono andati in ballottaggio prima della sesta puntata. Noi diciamo che sì, è vero che votano le ragazzine, ma votano per lui, per la sua squadra, perché Morgan alle ragazzine purtroppo piace e non si capisce come uno con la faccia da nano (con tutto rispetto) sia considerato bello. Potere della tv, quella tv che lui disprezza anche più della sua pallosissima collega Claudia Mori, che è più prugnosa di suo figlio… (e detto dalle commari la dice lunga).
E chi vuole farsi notare, tipo Carlo Pastore, che fa il pm al Processo a X Factor ed è sempre in studio anche il mercoledì sera al posto del nostro adorato Matteo Bordone, deve parlare di Morgan, delle sue scelte eccetera eccetera. Peraltro qualcuno dice che Pastore si voglia porre come l’Anti-Morgan, ma con quei suoi occhietti strizzati finisce sempre per leccargli il culo…
Comunque, in tutto questo ci dispiace soprattutto vedere la povera commare Mara Maionchiperdere pezzi di continuo. Dopo tre anni meriterebbe di vincerlo lei X Factor, o meglio, lo avrebbe dovuto vincere l’anno scorso con i Bastard sons of Dioniso che poracci sono arrivati secondi per 16 voti!
Alla noia di quest’anno però una soluzione potrebbe esserci e ve la proponiamo noi, come una delle nostre cause filantropiche: VOGLIAMO CHECCO ZALONE COME GIUDICE o al posto dell’inutile Mori o al posto dell’ormai insostenibile Morgan. Che poi, diciamocelo, Luca Medici, con il suo diploma al conservatorio, di musica ne capisce di sicuro e probabilmente ha venduto più dischi dei Bluvertigo. Pagheremmo per una lite tra lui e la Maionchi, quella sì che sarebbe da vedere. E non pensate che lo stiamo dicendo solo per scherzare, perché credete che Checco Zalone potrebbe essere semmai il giudice dei talenti incompresi. Siamo serissime! Lo vogliamo come giudice di una delle squadre vere o come super-giudice super partes. Vogliamo che vada lì a dare una svegliata a tutti, che assegni le canzoni, magari non semplici cover, ma alcune delle sue esilaranti parodie. Solo così X Factor può conquistare qualche punto in più di share, visto che gli spettatori latitano e ne hanno motivo, perché piuttosto che sopportarsi le lagne dei giudici, è meglio vedere le vaccate che gli autori di Chi ha incastrato Peter Pan fanno dire a quei bambini che, non ancora teen ager, sono già pronti a tutto per il successo.
Siamo pronte a lanciare una petizione, anzi, cercateci su facebook e aderite alla causa CHECCO ZALONE COME GIUDICE A X FACTOR.
Gustatevi il suo ultimo capolavoro, La Canzone della D’Addario.
Maria Checca e Maria Teresa (in onore della commare Mannino).
Le Commari odiano profondamene i bimbiminkia, sono i loro acerrimi nemici, infatti spesso capitano in questo blog a ricoprirle di insulti perché le due donnine hanno osato parlare di qualcuno dei loro idoli senza osannarlo come se fosse Gesù Cristo.
Qualche fortunato forse non sa ancora chi sono i bimbiminkia, e in questo caso, come al solito, rimandiamo al sito number one, Nonciclopedia, per una definizione accurata e puntuale.
Le Commari vorrebbero ribellarsi, ma sanno che la loro è, purtroppo, una battaglia persa, perché i bimbiminkia sono in maggioranza e un migliaio di loro si è addirittura impossessato di un gruppo di Facebook creato da una delle due Commari in onore di un comico che prende in giro i bimbiminkia. Ma loro sono così stupidi da non aver capito che quella del comico in questione è una parodia e continuano imperterriti a usare un linguaggio improponibile fatto di parole inesistenti nel vocabolario della lingua italiana.
Ma in fondo i bimbiminkia hanno dichiarato guerra all’italiano da prima di nascere e ancora peggio del parlato è il loro scritto. Per non si sa quale motivo hanno bandito l’uso della “c” e ricorrono invece sempre alla “k“, centellinano l’utilizzo delle vocali e scrivono come se stessero componendo un sms.
Ma il problema grave, che qui vogliamo mettere in risalto, è che i bimbiminkia dettano legge su tutto, guidano il mercato e se una cosa piace a loro è destinata a diventare un tormentone (e pazienza se è una stronzata colossale). Sono i principali responsabili della degenerazione dell’industria dell’enterteinment.
È colpa dei bimbiminkia se dobbiamo sorbirci ancora Uomini e Donne e Amici, High School Musical e Camp Rock, ma soprattutto i film e i libri di Moccia, i diari dei Cesaroni e dei Liceali e tutte le orripilanti vaccate connesse.
Il brutto è che adesso non solo la tv risente della dittatura dei bimbiminkia, ma anche gli altri mezzi. Un esempio: poiché quest’anno Maria De Filippi si è degnata di invitare un rappresentante per stazione radiofonica alla finale di Amici facendo loro un cazziatone in diretta, dobbiamo sorbirci le canzoni di Marco Carta, la Amoroso e compagnia brutta in ogni dove. Anche radio importanti come 105, Rds, Rtl 102.5 ci propinano queste canzonette a ogni ora, a volte addirittura una dopo l’altra. Tanto la Maria è abbastanza potente da assoldare autori di tormentoni a go go e le case discografiche ormai pendono dalle sue labbra. Come si spiegano i cambiamenti degli ultimi anni? Perché Giulia Ottonello non ha avuto successo e Marco Carta sì? Non c’è una spiegazione logica, se non la sempre maggiore influenza dei bimbiminkia. E le classifiche dei dischi e dei singoli sono ormai inguardabili.
Questi ragazzi sono talmente stupidi da credere che il cantante dei Tokio Hotel possa essere etero, che le storie raccontate da Moccia (e i nomi idioti che sceglie per i protagonisti) siano originali e romantiche, ma soprattutto possibili, che in tv si possa imparare a fare tutto (cantare, ballare, recitare ecc) e che le mutande di Corona siano un capo che non può mancare nel cassetto della biancheria.
La pubblicità è ovviamente rivolta a loro, i testimonial vengono scelti in base alle loro preferenze, soprattutto per gli spot più martellanti, quelli delle offerte per la telefonia mobile. Il nuovo tormentone della Tim diretto da Muccino e con protagonisti tre dementi che vogliono far musica a chi altri può essere rivolto se non ai fan dei talent che leggono i libri di Zanforlin e Sfondrini dove c’è sempre qualche sogno di mezzo?
Non sappiamo nemmeno a chi rivolgere il nostro appello e la nostra preghiera… LIBERATECI DAI BIMBIMINKIA o presto saremo costretti a soccombere e a esprimerci anche noi con dei rebus (cn tnt bllxm emoticon…), a cantare La forza mia, a comprare le suonerie più idiote che si possano immaginare, a riempire il web di glitter con nick da mocciosi e a idolatrare chi è apparso in tv anche solo mezza volta e per sbaglio.
Lo sappiamo che i bimbiminkia ormai non sono solo i teenager (ce ne sono anche tra i ventenni) ma chi è ancora sano di mente, per favore si unisca al nostro appello, si ribelli alla dittatura dei bimbiminkia.
Aggressivamente vostre,
Maria Kekka e Maria Kiara
P.S.
Per fare un esempio di notizie che interessano ai bimbiminkia, guardate ‘sto sito: tutte insieme fanno veramente paura… ma almeno sono autoironici, o forse non hanno capito che “bimbominkia” è un’offesa!
Prima i reggiseni li bruciavano, adesso no perché costano troppo.
In Inghilterra (anche se sarebbe giusto dire su Facebook) è nato un gruppo per proteggere una specie in via d’estinzione: le donne che non hanno una coppa B o una coppa C. Busts 4 Justice, questo il titolo del gruppo, che suona un po’ come “petti per la giustizia”, o, se preferite, “le giustiziere delle maggiorate”, capeggiate da Beckie Williams e Becky Mont. Numerose maggiorate inglesi si sono schierate contro il colosso dei supermercati Marks & Spencer, reo di far pagare due sterline in più (circa 2,25 euri) sui reggiseni di taglia superiore alla DD, ossia tutte le donne che hanno più di una quarta devono pagare di più per comprare i reggipetti. Ora, la cosa ha dell’assurdo, ma soprattutto è geniale la difesa del colosso dei supermercati (nato nel 1884 quando ancora in Italia si mungevano le vacche con più di 840 filiali in tutto il mondo, mica la Coop), che si nasconde dietro un ditale e dice: “Offriamo la collezione per le taglie grandi più completa e competitiva del mercato con reggiseni che vanno dalle 8 sterline e altri in seta da solo 14 sterline”. Ma giustamente la nostra paladina, novella Emmeline Pankhurst in reggiseno taglia 30G, si appella e dice: “Non devi pagare di più per una maglia XXL, perché noi dovremmo farlo?”. E di nuovo M&S dice che per i reggiseni coppe grandi “c’è molto più lavoro e molta più stoffa”, come dire: “Sei tettona? Ucciditi o chiedici scusa se per colpa tua dobbiamo usare 7 bimbi pakistani in più”. Ma il nostro idolo non ci sta e, dopo aver creato un gruppo (con l’altra paladina Becky), che a oggi conta più di 10mila iscritte, ha comprato un pacchetto di azioni del supermercato e ha detto: “Non mi sentono come cliente, forse lo faranno se sono un’azionista“. Beckie dice che Marks è l’unico supermercato ad applicare la tassa-tetta e che negli altri negozi non succede la stessa cosa. D’altronde cosa ci si poteva aspettare da un supermercato che nella sua web spiega come indossare un reggiseno del genere? Grazie, come se non lo sapessi fare da quando avevo 11 anni! Grazie di vero cuore, Mr. Marks & Spencer. Ma Beckie non ci sta e confessa: “Per anni ho indossato la taglia sbagliata grazie a Marks & Spencer. Farci pagare di più per non avere neanche la giusta taglia è terribile”. Le fa eco una donna che di tette grandi e cadenti se ne intende: “La gente ci scherza su, ma i reggiseni sono un argomento delicato per le donne e uno che sta bene può aumentare l’autostima”, ha affermato June Kenton, la donna che fa i reggiseni per nientepocodimeno che la Regina Elisabetta, “Cambia la vita di una donna indossare il giusto reggiseno. L’8% delle donne ne indossa uno di una taglia sbagliata. Molte indossano reggiseni con le coppe troppo piccole e il giro troppo largo”. Una volta Kate Winslet ha affermato che il suo seno è frutto di un reggiseno fantastico, sicuramente non è Marks & Spencer. Mentre la battaglia fa ancora notizia in Inghilterra, nessuno o quasi ne ha parlato in Italia anche perché sentire Cristina Dal Basso parlare della sua stessa difficoltà avrebbe fatto venire il voltastomaco a ogni donna, con questo non vogliamo distruggere la varesotta o la varestetta, anzi alla fine ci sta anche simpatica (Sìììììììììì Noooouuuuuuu), ma capite in Inghilterra hanno Beckie, noi abbiamo lei e una decerebrata 18enne partenopea. Come commari ovviamente appoggiamo – un po’ come si faceva con le tette sul banco – la causa di Busts 4 Justice, perché noi patteggiavamo per quel mito di Wonder Woman (e sogniamo di avere quel vestitino), perché noi sappiamo che cosa significa essere costrette in un reggiseno Playtex per anni (peraltro è inutile dire che gli splendidi prodotti per le taglie DD di M&S ci somigliano di brutto) sappiamo che cosa significa essere prese per il culo o semplicemente non in considerazione per i nostri seni… Noi siamo le combattenti che vestiamo in guêpière, siamo SailorBoobs, ma anche no… Aspettiamo con ansia la riunione degli azionisti di Marks il 2 luglio a cui il mito Beckie parteciperà, e saremo tutte lì sotto la sede di M&S con un reggiseno in mano… perché tutto il mondo deve sapere che anche le tettone nel loro piccolo (o nel loro grosso…) si incazzano. GO BECKIE, GO! FIGHT FOR US!
Neanche erano passate 24 ore e ha detto froci facendo infuriare e non poco le comunità gay. Dopo qualche ora ha detto che lei gente come Ferdi o il sexy ormeggiatore non le frequenterebbe mai, perché se non guadagnano 2000 euri al mese lei neanche li guarda. Lei, poi, si è vantata di passare la sera con il tacco quindici e uno champagnino a via Veneto, giustamente etichettata come zoccola dalla Gialappa’s. L’unica cosa carina che ha detto? Che esistono agenzie che ti affittano i nani per andare in discoteca, ma anche no. Questa volta però ha proprio toccato il fondo… Dopo aver riso in faccia a Jerry, sì avete capito bene il ragazzo cieco, in casa si scatena un putiferio ed ecco che volano parole grosse e bicchieri di cristallo. Ora la cosa fantastica è che dopo aver dato del deficiente a Gianluca, si è presa un fallita e per manifestare il suo disaccordo eccola scagliare un bicchiere in faccia al napoletano. Il napoletano a quel punto è giustamente impazzito e ha iniziato a urlare, tutti OVVIAMENTE sono dalla sua parte, eccetto Siria che non si capisce bene perché si continui a schierare dalla parte della folle e lo zerbino Nicola. Già l’architetto senza carattere che continua ad amare la romana come se nulla fosse… Ora, la situazione verrà risolta da chi di dovere, ma nel frattempo le commari vi propongono un paio di soluzioni alternative e una serie di regalini per la povera Federica e si fanno portatrici di una loro causa filantropica: Eliminiamo (fisicamente) Federica Rosatelli.
Una boccetta di Cianuro, un veleno che non passa mai di moda, chiedete a Blondi
Potremmo chiedere a Lucrezia Borgia se le presta un po’ di cantarella
Un chilo di farina di semi di noce vomica da usare al posto del fard
Un po’ di snorking nella formaldeide con la conseguenza della cecità
Nessuno osi dire che siamo state cattive… se abbiamo fatto 20 regalini a Federica suvvia! E poi adesso, invece di portarsi a spasso i nani potrà fare amicizia con le più variopinte specie animali e vegetali. Se poi vi siamo sembrate troppo cattive allora basta semplicemente farle pulire la peggiore toilet di Scozia (se preferite anche in VO).
L'ira funesta di Federica: non temete, un cocktail di barbiturici e alcool ci salverà
Quest’anno le commari non si sono filate per niente Amici. Il fatto è che questo programma è diventato, già da qualche anno, una lite continua. Litigano tutti: gli alunni perché spronati a farlo dagli rvm (ormai odiamo questa parola) che vengono fatti vedere loro apposta per aizzarli l’uno contro l’altro seminando zizzania; i professori perché… perché… non lo abbiamo capito perché! Dovrebbero essere adulti e non fare gli invidiosi, invece sono peggiori degli allievi.
Per questo le commari propongono ai produttori e agli autori di Amici di licenziare in tronco tutta la commissione. Ecco i sostituti che proponiamo per una commissione alternativa:
- Danza jazz (al posto di Steve La Chance):Jessy Malò, il tarantolato ballerino di Sicilia 5 e Tele D portato alla ribalta dalla Gialappa’s Band in Mai dire tv e il cui moonwalking è degno di Michael Jackson (guardate il video sotto).
- Danza classica (al posto di Alessandra “collodelpiede” Celentano): Miss Piggy, la maialina più irriverente del mondo che vale mille, che dico miliardi di celentane. Infatti, se la nipote del più noto molleggiato deve accontentarsi di aver ballato in qualche oscuro teatro durante il regime di Ceausescu, la Piggy ha ballato con nientepopodimenoche Rudolf Nureyev… come dire… mica pizza e fichi… (vedi video sotto).
- Danza moderna (Garrison Rochelle): noi amiamo Garrison, quello che vogliamo è solo che la coppia simbolo dei ’90′s, un po’ come i capelli lunghi di Federica Panicucci e gli Oasis, si ricomponga, indi aridatece Brian e Garrison;
- Danza hip-hop (Maura Paparo): vorremmo che Maura fosse affiancata dall’indimenticabile Stefano Bindinelli, perché un culo come il suo è sprecato ad aprire porte a via Condotti;
- Recitazione (al posto di Patrick Rossi Gastaldi): Jack McFarland, l’amico-attore di Will & Grace non può assolutamente mancare! Sia che si tratti di musical sia che si tratti di monologhi è il numero uno della recitazione mondiale (ma anche no…);
- Dizione (Fioretta Mari): neanche Chicco Sfondrini ha resistito così tanto e noi non siamo nessuno di fronte all’attaccamento di questa donna al suo posto di lavoro;
- Musica (Grazia di Michele, Gabriella Scalise, Luca Jurman, Fabrizio Palma, Beppe Vessicchio): prima di tutto, aridatece Pitteri. Vessicchio deve rimanere – sennò i Gialappi a San Remo non possono coglionarlo -, ma magari potrebbe essere coaudiuvato dal mito Pregadio che tanto adesso è disoccupato. Poi vogliamo Ciuchinocon il suo assistente, il Gatto con gli stivali per portare un po’ di allegria nella sala di canto. Infine, sempre tra gli insegnanti di musica, bisogna trovare un posto a Bruno Cuomo, il vincitore della prima (e unica) edizione di Operazione Trionfo.
- Direzione: via la De Filippi e fate largo all’unica vera regina della tivvù italiana… LORELLA CUCCARINI.
Infine, alla conduzione del serale, proponiamo di sostituire la stessa Buldozzer Maria De Filippi con Kermitla rana dei Muppet.
Tutto il groove di Jessy
Tutta la grazia di Miss Piggy
Con affetto smisurato,
Maria Filippa e Maria Maria
Non ci importa se per qualcuno sono stati gli anni di fango, perché eravamo piccole e non ce ne fregava niente della politica, per noi gli anni ’80 sono gli anni in cui tutto ha avuto inizio e non solo perché siamo nate noi, ma anche perché è nata la tv privata (e c’è stato il boom delle emittenti locali) e con essa la moda di attingere agli Usa e al Giappone per telefilm e cartoni, sono nati gli spot che ancora oggi tutti ricordano, i videoclip musicali, gli yuppies e giochi e oggetti memorabili. La nostra nuova causa filantropica nasce da una profonda nostalgia per gli anni della nostra infanzia e il nostro appello non è cazzeggiante come al solito, ma sincero e disperato. Vogliamo che almeno una rete tv (sul digitale o sul satellite) abbia un palinsesto interamente dedicato agli anni ’80 (magari con qualche tuffo negli anni ’90 con Il principe di Bel-Air e Bayside School).
Siamo una generazione di nostalgici e ne siamo orgogliosi perché erano gli anni migliori, quelli in cui i bambini non facevano i bulli e non riprendevano con il telefonino, usavano ancora i giochi di società e collezionavano le sorprese delle merendine e delle patatine. Tanti di noi come suoneria del cellulare hanno la sigla di Supercar o MacGyvere questo è il minimo. Chi non ha cercato di imitare il biondo Angus (interpretato da Richard Dean Anderson per cui ovviamente le commari avevano una cotta)? Chi non ha provato a costruire una mongolfiera con le lenzuola, a infilare una patata nel tubo di scappamento dell’auto di un antipatico per distruggerla, a tamponare le crepe di una vasca di acido con tavolette di cioccolato che diventano simili al mastice? A otto anni sapevamo cosa fosse lo zinco, ben prima di conoscere la sua valenza….
E poi Il mio amico Arnold,Tre cuori in affitto, Hazzard, A-Team dove li vogliamo mettere? E non possiamo mica dimenticare la robottina SuperVicky o I Jefferson e I Robinson, I ragazzi della III° C e i telefilm con Cristina D’Avena, Love boat e la Casa nella prateria, Visitors e Baby Sitter con il fidanzato virtuale di tutte noi, Scott Baio, Chucky di Happy Days che noi guardavamo tornate dall’asilo…
E i cartoni animati? Quanto fanno schifo quelli di oggi in confronto a Hello Spank e Memole, gli sportivi Mimì e Mila e Shiro, Holly e Benji o il golfista Lotti, gli eroi Yattaman e l’Uomo Tigre, i ladri Lupin e Occhi di Gatto, e poi Magica Emy (e quanto era bello Willy) e L’incantevole Creamy, Jem e le Holograms, per non parlare degli anime tipo Candy Candy e Georgie, che abbiamo capito solo da grandi. Sì perché quest’ultimo non era propriamente un genere per bimbi delle elementari e certe scene ti segnano… Arthur che scalda Georgie nel letto (nudo) ce lo ricordiamo tutti nonostante lo sforzo dell’allora Fininvest di tagliare le scene erotiche, che ce ne erano a bizzeffe, solo che non le capivamo ancora! E di certo non ce lo potevano spiegare Uan (che amavamo perché cercò di schiacciare i Puffi) o Five e compagnia. Perché non esiste più un Bim Bum Bam o un Ciao Ciao (i cui conduttori sono finiti nelle televendite di Gerry Scotti), perché i bambini di oggi si devono far rimbambire da Trebisonda e gli attoretti che parlano col birignao?!
E chi lo dice che la tv di Uomini e Donne, La Talpa e l’Isola dei famosi, Amici e Il grande fratello sia meno volgare di Drive In? Rivogliamo il pupazzo Tenerone e gridare con lui “pippo pippo pippo”. E che fine ha fatto il Cacao Meravigliao di Indietro tutta? E Popcorn di Cecchetto non era meglio di Scalo76? I compari ricorderanno con piacere Colpo Grosso, ma non dimentichiamo nemmeno Tra moglie e marito e Il gioco delle coppie o i primi Giochi senza frontiere e Il pranzo è servito. Perché la Carrà non torna a condurre Pronto Raffaella? E soprattutto, perché non fanno più (a un orario decente che non sia le due di notte) L’Almanacco del giorno dopo? Rimpiangiamo tutto, da Sbirulino al corvo Rockfeller, da Kiss me Licia alle comiche di Benny Hill.
Per non parlare della pubblicità di quando non c’erano sullo schermo scorreggie e danze erotiche, ma di quando tutti piangevamo per una bimba che portava a casa un gattino inzuppato. Quando eravamo persi fra le note di Pavane e il fascino di Lulù, l’uomo bidimensionale che cantava Ta-Ta-Ta-Tabù e ancora Chiripiripi Kodak, recuperato poi nel ruolo del “figlio” del diavolo in The Passion, per non parlare della ragazza Nuvenia che si buttava con il paracadute con il ciclo addosso, mica faceva le ruote al provino per vj. Per questo motivo abbiamo deciso di far nascere una nuova sezione: Consigli per gli acquisti, in cui inseriremo quello che per noi è lo spot della settimana, del mese di quello che vogliamo. Non solo spot, vogliamo quei film, quelli di John Hughes, in cui tutti i sogni si realizzano. Quelli in cui Molly Ringwald festeggiava il compleanno più bello della sua storia, quelli in cui era una ragazza left of center, ma poteva diventare bella in rosa. Quegli eroi che non si divertivano a fare stupidi doppi sensi, ma a ridare la musica a una città della Bible belt. Quelli che per rinconquistarti usavano le parole di Peter Gabriel, mica quelle delle Spice Girl (Lloyd Dobler, compare ad honorem e uomo perfetto). E poi come dimenticare la simpatia dei Goonies senza dimenticare che loro sono good enough. O il meraviglioso gruppo di misfitsche sono i protagonisti della più nota ora di castigo della storia del cinema? Sto ovviamente parlando di opere d’arte del cinema come Un compleanno da ricordare, Bella in rosa, Footloose, Non per soldi… ma per amore(orribile traduzione di Say Anything), I Goonies e The Breakfast Club, film omaggiati in tutte le produzioni che sono arrivate dopo…Il Bender che tutti amiamo è un omaggio al Bender con la camicia di flanella che vediamo nel film di John Hughes. E non solo come dimenticare l’uomo migliore che abbia mai toccato il suolo mondiale: Lloyd Dobler?
Non solo cinema, quelle canzoni al sapor di harmonizer, le prime vere girl band, le prime vere boy band, la new wave e tutti quei gruppi che nati a Manchester (o meglio Madchester) avrebbero influenzato la musica mondiale… Nomi come The Smiths, Joy Division e ancora i Cure, gli U2, i R.E.M. qualsiasi ritmo, nota e canzone nata in questi anni – nel bene o nel male – hanno influenzato tutta la musica a venire. Per non parlare dei video, nati proprio in questi anni e ancora oggi indimenticabili.
Per queste ragioni e alte mille ancora noi rivogliamo una televisione con le losanghe, fucsia e con le leggins addosso…Ridateci una tv che in tutto e per tutto sia anni ’80! Ecco due video simbolo di quest’epoca e due video che vi faranno capire perché il palinsesto anni ’80 è un dovere prima di tutto morale!
Se volete farci qualche segnalazione o più semplicemente insultarci, adularci, mandarci a quel paese, chiederci se siamo normali, scriveteci a questo indirizzo: marujas@libero.it. Risposta assicurata.