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Wanna Marchi e il megaspottone al bar del genero

7 ott

Che i telegiornali italiani cadano ogni giorno di più nel ridicolo è un dato di fatto ormai da anni, ma che si mettano tutti insieme a fare un megaspottone all’attività commerciale del parente di una detenuta fa accapponare la pelle.

Chi ha avuto la sventura di guardare i tg oggi si sarà sicuramente sorbito almeno una volta un servizio su Wanna Marchi che, essendo in semilibertà, ha cominciato a lavorare nel bar del fidanzato di sua figlia.

 A differenza degli “eccellenti” giornalisti dei tg dei principali canali tv, noi evitiamo di dire il nome del locale e il luogo in cui si trova, tanto, se proprio lo volete sapere, vi basta fare un rapido giretto nella Rete o ripescare il servizio del capolavoro confezionato ogni giorno da Minzolini e i suoi sventurati dipendenti.

Tanto per cominciare, dire che Wanna Marchi lavora in un bar è una notizia del cazzo che non dovrebbe nemmeno essere data perché non dovrebbe importare a nessuno, e invece, grazie al potere dell’agenda setting, ora milioni di persone se ne interesseranno.

Magari quegli stessi milioni che fanno i provini per il Grande Fratello o guardano Uomini e donne e quindi sono totalmente incapaci di intendere e di volere. Forse anche quei dementi che, per esempio, andavano in pellegrinaggio ad Avetrana a vedere il garage in cui è stata uccisa una ragazzina.

Pensate a questi idioti che guardano la tv e ricevono dai telegiornalisti indirizzo e nome del locale in cui lavora una tizia che è in qualche modo famosa. C’è solo una parola per definire quello che è stato fatto oggi: una mega marchetta!

Il fatto è che è difficile pensare che il genero di Wanna Marchi abbia pagato tutti quei giornalisti e quindi la spiegazione è ancora più penosa: in Italia abbiamo giornalisti che non sanno scegliere le notizie né le sanno dare.

Va be’, non è una novità, ma ci si incomincia a stancare veramente di questa insipienza diffusa, di questa ricerca della spettacolarizzazione a tutti i costi, di questo voyerismo perverso. Almeno avessero avuto la decenza di non dire in quale strada si trova il bar… non ci sembra di pretendere molto!

Con indignazione,

la vostra Maria Francesca di Sales

Gianmarco Pozzecco perché lo fai?!?!?! L’omo vero non Baila…

26 set

Non bastava vedere Kim Rossi Stuart (il nostro sempre eterno Romualdo) innamorato perso di quella smandrappa inutile di Ilaria Spada, che, diciamolo, in confronto a lui è pure racchia ed è ovvio che l’ha incastrato con la storia del figlio…

Ecco che in questi ultimi giorni settembrini per le Commari arriva un’altra grande delusione da parte di uno dei loro (mille) amori adolescenziali: Gianmarco Pozzecco partecipa a un talent-reality o quello che cacchio è, Baila su Canale 5 condotto da Barbara D’Urso, la donnina delle facce.

Non è servita nemmeno la sentenza che accoglie il reclamo di Milly Carlucci per bloccare l’ennesimo programma sulla danza. Forse è vero che Baila è diverso da Ballando con le stelle, ma se fossimo state noi il giudice lo avremmo bloccato con tutte le forze per un solo motivo: NON POSSIAMO VEDERE GIANMARCO POZZECCO CHE BALLA!!!

Prima di tutto perché ne siamo state per anni innamorate perse e per noi, donnine del Sud, l’uomo vero non balla! Secondo, perché ora che lo abbiamo visto ballare per davvero dobbiamo dire che è proprio imbarazzante e anche un palo della luce ballerebbe meglio. Due son le cose: o sei un ballerino vero e quindi sexy o STAI FERMO!

La nostra adorata Mosca Atomica ci ha spezzato il cuore, tanto che quando una delle due commari (io, bradipina) ha detto all’altra (la fille de poche) che Pozzecco stava partecipando a Baila, la seconda (cioè la fille) ha commentato: “Sarebbe stato addirittura meglio se avesse sposato la Cacciatori“. Ed è bene precisare che quando i due erano seriamente fidanzati noi siamo state a lutto per un po’ per poi fare una festa esagerata (come diceva Nico il Sardo di Aldo, Giovanni e Giacomo) appena il matrimonio è saltato.

Ma il peggio deve ancora arrivare… Avete visto con chi balla Pozzecco nella trasmissione della D’Urso? Con Raffaella Fico, quella che millantava una storia d’amore con Cristiano Ronaldo e ora è tutta gioiosa nel dichiarare al mondo intero (e non perde occasione per farlo) che sta con Mario Balotelli. A questo punto una sola cosa può risollevarci il morale: una bella rissa (che ci piace sempre tanto) tra Balotelli e Pozzecco, tanto sono entrambi abbastanza fuori di brocca da prendersi a testate sul naso davanti a tutti.

Boicottiamo il Festival di Sanremo 2011

27 gen
Abbiamo incominciato a parlare male del Festival di Sanremo 2011 appena abbiamo saputo ufficialmente il nome dei conduttori. Ne abbiamo dette di tutti i colori, però… vogliamo proprio insistere! Ci stanno talmente sulle palle tutti e cinque che non riusciamo a fare a meno di pregare notte e giorno affinché il Festival di quest’anno sia un insuccesso clamoroso. Abbiamo anche fondato un gruppo su Facebook (iscrivetevi qui).
Direte: ma almeno guardatelo prima di criticarlo. Assolutamente no, un festival con ‘sta gente qui non si deve proprio guardare, lo si deve BOICOTTARE, affinché la Rai capisca che i soldi che in questi giorni ci sta elemosinando per il canone (comportandosi peggio dei poveracci che si piazzano fuori dai supermercati) deve spenderli meglio.
Nel pezzo a cui facevamo riferimento prima, pubblicato sullo Stivale Bucato, parlavamo di “trionfo della cultura”, intesa come “cul-tura”, come dire, una sorta di “culto del culo”, perché sinceramente Elisabetta Canalis e Belén Rodriguez cosa diavolo hanno oltre quello?
Ora direte: ah ma siete invidiose! Assolutamente no! Non ci piacciono perché, come abbiamo già detto, gli esseri come quelle fanno fare duemila passi indietro a tutte le conquiste delle paladine del femminismo. Notoriamente, non sanno fare nulla, anche se durante il Festival gli autori faranno di tutto per dimostrare che sanno ballare, cantare e presentare (ahahahahah) e non piacciono nemmeno tanto al pubblico, visto che molti loro programmi sono stati dei flop. Piacciono solo ai segaioli e su Belén ne abbiamo la prova, viste le centinaia di migliaia di appassionati di onanismo che hanno guardato il nostro video-burla di un po’ di tempo fa (e gli indicibili insulti che ci siamo prese a causa della loro frustrazione).
Continuare a propinare in tv donne come quelle è un’offesa a tutte le altre donne, quelle che si fanno il mazzo dalla mattina alla sera per stare dietro ai figli o fare gli esami all’università o trovare un posto di lavoro decente.
Questo, diciamo, è il motivo serio per cui odiamo questo festival, ma ora vi facciamo un elenco di altri motivi.
1 – Da quando ha sposestato la Gialappa’s Band la Rai merita tutto il male possibile. (I Gialappi commenteranno quest’anno su Rtl 102.5)
2 – Una tripletta degli Amici di Maria De Filippi (2009 Marco Carta, 2010 Valerio Scanu, quest’anno partecipa Emma Marrone con i Modà) sarebbe meno sopportabile della triplete dell’Inter.
3 – La Canalis fa venire l’ansia quando parla. Qualcuno ricorda il Festivalbar condotto da lei? O quella trasmissione sui cani? Le tremava la voce: è umano, ma non dovrebbe succedere a chi di mestiere vuol fare la presentatrice e prende tanti soldi per farlo…
4 – Grandi ospiti stranieri? La Lavigne per i bimbiminkia e i Take That con Robbie Williams che però si son già visti mesi fa a X Factor… Ma per piacere!!! E De Niro perché viene? Per pubblicizzare il nuovo Manuale d’amore? Allora non ci dite che lo state pagando pure, dovrebbe pagare lui! Ma soprattutto De Niro che fa Manuale d’Amore?!? Ma questo merita un altro post…
5 – Il Festival di Sanremo è morto quando Luigi Tenco si è suicidato… indi per noi aspettare i 90 anni di una farsa è una cosa senza senso
6 – Roberto Vecchioni che canta Chiamami ancora amore sembra tanto una risposta a Federico Moccia della terza età!!!
7 – Se Giacomo Celentano non ha vinto il premio della critica e gli Elii non hanno vinto il Festival (truccato) anni orsono, questa competizione non merita la nostra attenzione.
8 – I fiori sul palco fanno cagare, ma com’è… nessuno dei partecipanti è allergico alle graminacee??
9 – Al Bano doveva smettere di cantare quando si è separato da Romina, mentre Patty Pravo ormai è talmente stirata che non riesce ad articolare e dunque non azzecca una nota nemmeno per sbaglio
10 – Caro Morandi, se a te piace mangiare la merda (non lo diciamo noi eh), non è detto che al resto degli italiani piaccia guardarla.
Con spirito distruttivo,
le vostre Maria Fabia e Maria Luciana

Lo scoop delle Commari: in esclusiva il video hard di Belén Rodriguez

14 mag

Le Commari ce l’hanno fatta, sono riuscite nell’impresa in cui persino Fabrizio Corona ha fallito, lì dove anche Alfonso Signorini si è dovuto arrendere.
Abbiamo superato ostacoli che nemmeno Gabriele Parpiglia e Selvaggia Lucarelli messi insieme riuscirebbero a oltrepassare, ma alla fine, ci siamo! Abbiamo trovato il video hard che è sulla bocca di tutti, quello che ritrae Belén Rodríguez con un ragazzo argentino, tale Tobias Blanco, il tizio che nei giorni scorsi aveva ricattato Corona. Su una cosa però l’irascibile fidanzato (ex?) della showgirl prezzemolina aveva ragione: il video risale a quando Belén era ancora minorenne ed era alle sue prime esperienze. Nonostante il forte accento argentino (che peraltro somiglia al piemontese) dei protagonisti, a un certo punto si capisce che lei dice a lui: “Un anno fa ero ancora una bambina, un frutto acerbo che tu hai colto da uomo”.

Guardatelo fino alla fine (ma solo se avete più di 18 anni, sono scene di sesso bollente), prima c’è un filtro anti-minorenni.

P.S. Se Dailymotion non ve lo fa vedere cliccate qui.

Con simpatia,
Maria Bellona e Maria sPia

La grandezza dell’Italia per i gieffini? La mafia e il pisello di Massimo… Quando la demenza non ha confini

11 gen

Italiani, popolo di santi, di navigatori, di poeti e di… teste di cazzo!!! Sì perché alcuni nostri connazionali, soprattutto quando vanno all’estero, danno il peggio di sé, si abbassano ai livelli più infimi pur di confermare tutti i luoghi comuni, anche sbagliatissimi, sul conto degli abitanti del Belpaese. Ed ecco che ovviamente, i peggiori rappresentanti della specie, cioè gli inquilini della casa del Grande Fratello, non potevano sfruttare peggio l’occasione di trascorrere una settimana nella ridente Spagna. Per far capire agli iberici la grandezza e l’eccellenza dell’Italia di cosa si mettono a parlare, esaltandola, Carmela e Massimo? Della mafia!!! Dicendo che la mafia italiana è inserita in ogni dove e che quella russa o cinese in confronto non fanno paura nemmeno ai conigli.
Forse è bene precisare che non abbiamo visto e sentito direttamente queste parole, ci mancherebbe… non stiamo guardando il GF italiano quest’anno, figuriamoci se ci preoccupiamo anche del Gran Hermano. Però abbiamo letto queste informazioni su un blog che seguiamo spesso e che è molto affidabile. Nello stesso articolo, peraltro, si parla anche di una gara che Massimo ha fatto con gli spagnoli. Oggetto della gara: il loro pisello. Non s’è capito se per la lunghezza, la grossezza o qualcos’altro, ma stenderemmo volentieri un velo pietoso. Probabilmente ci penserà la Gialappa’s a far rivedere il pezzo incriminato, oppure potete vederlo nel blog a cui vi rimandiamo, avvisandovi che pensare che questo qui è andato in Spagna per parlare di queste cose vi farà davvero vergognare di appartenere alla sua stessa nazione. Anche se sempre meglio una discussione sui piselli che una piena esaltazione della mafia.
In fondo da menti brillanti come quelle di Massimo e Carmela che ci si può aspettare? Che decantino la Divina Commedia o la bellezza della Cappella Sistina? Questi individui non conoscono i veri capolavori italiani e finiscono per vantarsi della mafia e… di ‘sto cazzo!
Non meravigliatevi se noi spesso in questo blog finiamo per parlare della tv francese, almeno lì un Gf non ce l’hanno e ci sarà un motivo! Alla cultura ci tengono sicuramente più degli italiani, pur non avendo tutti i patrimoni Unesco che possiamo vantare noi. Non ce lo immaginiamo uno Yann Barthès alle prese con una velina nel suo programma e non ci stupiamo se ogni qualvolta si faccia riferimento al nostro Paese sullo schermo appaiono donne seminude in atteggiamenti provocanti, sinceramente siamo arcistufe di questo, non capiamo il perché negli altri Paesi esista una decenza che noi ci sogniamo, non capiamo come nei Paesi vicini esistono sì le cose trash, ma almeno si può sempre optare per la cultura…. Non capiamo davvero perché a noi in Italia è stata negata in partenza, forse alle menti dietro i programmi tv, ne conosciamo ahimé una che più che mente è una DEMENTE, ci vogliono così… Vogliono continuare a relegare la cultura o in tarda nottata, o a pagamento o ancora peggio il sabato mattina…Che qualcuno ci salvi… Giannino, pensaci tu!!!!

In Yann we trust

Michel Denisot, ti stimiamo

Yann e Michel Denisot, due prodotti francesi da esportare

Indignatamente vostre,
Maria Yanna e Maria Michèle

Alla scoperta della pingpinguistica

20 mag

Oggi vi parliamo di un soggetto unico, di un autentico idolo, di un mito di tutti gli amanti e no dei freaks: He Pingping, 20 anni e 74 cm di altezza, l’uomo più piccolo del pianeta.  Diventato il piccolo principe del teleschermo italico, grazie allo Show dei Record,  Ping Ping sembra Cicciobello, ma in realtà fuma e ha già la donna e gli piacciono molto le tette. E prorpio come il piccolo principe e Cicciobello, Ping Ping parla una lingua tutta sua. Mongole di origine, la sua lingua si compone essenzialmente di vagiti senza apparente senso. Ora, nessuna delle due commari è esperta di lingua mongola, ma il nostro dubbio è A CHI VUOL DARLA A BERE L’INTERPRETE?
Lasciando da parte il fatto assurdo che Pingping e la sua interprete sembra che parlino klingonese, una lingua che conoscono solo loro e incomprensibile ai più. Il minuscolo essere umano si esprime in monosillabi e lei traduce interi discorsi, tipo se Pingping dice “Uaaa” viene tradotto “io non ho paura”, “Buaaa” diventa “è più alto di me”, “Uapapapa” è “mi piace questa cosa”, “Ipi” è “perché sei gelosa”, “Oapoa” è “ma tu sei sempre bellissima”… ora questi sono alcuni degli esempi tangibili di pingpinguistica, la linguistica pingpinguiana. Se solo Chomsky lo ascoltasse per qualche minuto, ne farebbe un trattato… Già me lo vedo: Pingping in versione intellettuale con un paio di occhiali di Barbie esprimersi in monosillabi: “Uapauaaaaaaaaaaa” vuol dire “Di certo la maieutica mi ha emozionato”, e “Uaaaaaaaapoaaaaa” è “Non credo alla relatività quantistica” e poi l’impensabile “Oapoaaauaaaaaaa” è “Mao era un poco di buono”. Una volta sentito questo, il governo di Pechino invia una spedizione punitiva per distruggere Pingping a scarpate, povero piccolo freak 2.0! Vi risparmiamo i video dello Show dei Record, perché ahimé causano una strana dipendenza, ma eccovi un estratto di Freaks il film a cui neanche troppo tacitamente lo Show della D’Urso si ispira. In questo video i protagonisti (veri) dell’horror di Browning ed è inutile dire che il minuscolo Ping sarebbe stato accolto dall’allegra brigata con un sonoro:“Gooble, gobble, we accept him, we accept him, one of us, one of us!”.

Ok, non ho potuto evitarlo, ma sappiate che ho postato questo video solo a scopo scientifico:

Uaaaaaaaaaaaaaaa,

Maria Barbara/Freak

Liberateci dalla dittatura dei bimbiminkia

11 mag

fans_tokio_hotelLe Commari odiano profondamene i bimbiminkia, sono i loro acerrimi nemici, infatti spesso capitano in questo blog a ricoprirle di insulti perché le due donnine hanno osato parlare di qualcuno dei loro idoli senza osannarlo come se fosse Gesù Cristo.
Qualche fortunato forse non sa ancora chi sono i bimbiminkia, e in questo caso, come al solito, rimandiamo al sito number one, Nonciclopedia, per una definizione accurata e puntuale.
Le Commari vorrebbero ribellarsi, ma sanno che la loro è, purtroppo, una battaglia persa, perché i bimbiminkia sono in maggioranza e un migliaio di loro si è addirittura impossessato di un gruppo di Facebook creato da una delle due Commari in onore di un comico che prende in giro i bimbiminkia. Ma loro sono così stupidi da non aver capito che quella del comico in questione è una parodia e continuano imperterriti a usare un linguaggio improponibile fatto di parole inesistenti nel vocabolario della lingua italiana.
Ma in fondo i bimbiminkia hanno dichiarato guerra all’italiano da prima di nascere e ancora peggio del parlato è il loro scritto. Per non si sa quale motivo hanno bandito l’uso della “c” e ricorrono invece sempre alla “k“, centellinano l’utilizzo delle vocali e scrivono come se stessero componendo un sms.

Ma il problema grave, che qui vogliamo mettere in risalto, è che i bimbiminkia dettano legge su tutto, guidano il mercato e se una cosa piace a loro è destinata a diventare un tormentone (e pazienza se è una stronzata colossale). Sono i principali responsabili della degenerazione dell’industria dell’enterteinment.
È colpa dei bimbiminkia se dobbiamo sorbirci ancora Uomini e Donne e Amici, High School Musical e Camp Rock, ma soprattutto i film e i libri di Moccia, i diari dei Cesaroni e dei Liceali e tutte le orripilanti vaccate connesse.
Il brutto è che adesso non solo la tv risente della dittatura dei bimbiminkia, ma anche gli altri mezzi. Un esempio: poiché quest’anno Maria De Filippi si è degnata di invitare un rappresentante per stazione radiofonica alla finale di Amici facendo loro un cazziatone in diretta, dobbiamo sorbirci le canzoni di Marco Carta, la Amoroso e compagnia brutta in ogni dove. Anche radio importanti come 105, Rds, Rtl 102.5 ci propinano queste canzonette a ogni ora, a volte addirittura una dopo l’altra. Tanto la Maria è abbastanza potente da assoldare autori di tormentoni a go go e le case discografiche ormai pendono dalle sue labbra. Come si spiegano i cambiamenti degli ultimi anni? Perché Giulia Ottonello non ha avuto successo e Marco Carta sì? Non c’è una spiegazione logica, se non la sempre maggiore influenza dei bimbiminkia. E le classifiche dei dischi e dei singoli sono ormai inguardabili.
Questi ragazzi sono talmente stupidi da credere che il cantante dei Tokio Hotel possa essere etero, che le storie raccontate da Moccia (e i nomi idioti che sceglie per i protagonisti) siano originali e romantiche, ma soprattutto possibili, che in tv si possa imparare a fare tutto (cantare, ballare, recitare ecc) e che le mutande di Corona siano un capo che non può mancare nel cassetto della biancheria.
La pubblicità è ovviamente rivolta a loro, i testimonial vengono scelti in base alle loro preferenze, soprattutto per gli spot più martellanti, quelli delle offerte per la telefonia mobile. Il nuovo tormentone della Tim diretto da Muccino e con protagonisti tre dementi che vogliono far musica a chi altri può essere rivolto se non ai fan dei talent che leggono i libri di Zanforlin e Sfondrini dove c’è sempre qualche sogno di mezzo?
Non sappiamo nemmeno a chi rivolgere il nostro appello e la nostra preghiera… LIBERATECI DAI BIMBIMINKIA o presto saremo costretti a soccombere e a esprimerci anche noi con dei rebus (cn tnt bllxm emoticon…), a cantare La forza mia, a comprare le suonerie più idiote che si possano immaginare, a riempire il web di glitter con nick da mocciosi e a idolatrare chi è apparso in tv anche solo mezza volta e per sbaglio.
Lo sappiamo che i bimbiminkia ormai non sono solo i teenager (ce ne sono anche tra i ventenni) ma chi è ancora sano di mente, per favore si unisca al nostro appello, si ribelli alla dittatura dei bimbiminkia.

Aggressivamente vostre,

Maria Kekka e Maria Kiara

P.S.
Per fare un esempio di notizie che interessano ai bimbiminkia, guardate ‘sto sito: tutte insieme fanno veramente paura… ma almeno sono autoironici, o forse non hanno capito che “bimbominkia” è un’offesa!

Shame on you! #1 – Arne Friedrich

28 apr

Dalla padella alla brace, dalle stelle alle stalle… anche le Commari nel loro piccolo piangono, hanno le loro cadute dal cuore. Apriamo la nuova rubrica Shame on you! con uno di quelli che anni fa ci faceva palpitare il cuore: il caro buon vecchio Arne Friedrich.
Eletto a furor di commari il più bello del mondiale 2006 (ok posso dirlo… io volevo Aimar al primo posto!) ecco che oggi invece ci mete la pata, un modo tenero spagnolo per dire… cagarla! Il nostro Arne, dopo averci fatto toccare il cielo con un dito cade rovinosamente dal nostro cuore.
Cos’avrà fatto? Si sarà sposato? No, peggio! Ha manifestato platealmente, con il suo fu bel visino, con tutte le sue lentiggini, il suo sostegno all’introduzione dell’ora di religione nelle scuole di Berlino (oltre alla già esistente ora di etica). Lui capitano dell’Hertha, è un po’ come se Francesco Totti chiedesse di ampliare l’obbligo scolastico al PhD. Bella buccia di banana, Arne… Come direbbe un Pippo Baudo di DriveIniana memoria… “Arne, arne… questo non me lo dovevi fare! Hai toppato Arne!“.
Ma come è possibile che tutti i Paesi vogliono assomigliarci nel peggio? Non è che vogliono espandere i Patti Lateranensi a tutto il mondo? Ormai la chiesa è ovunque e sono quasi certa  di aver visto un fumetto su Topolino pro-Vaticano? Come dire, il Vaticano è cosa nostra…
Ora, Arne dicci perché?????? Perché????? Come se no bastasse, la pubblicità è la morte della laicità… si parla di libera scelta e un paio di righe più sotto, scritto come se fosse Aut. Min. Ric., si legge che lui vuole che i piccoli ignari scolari e scolarette di Berlino possano scegliere, possano dire la loro sul referendum per introdurre l’ora di religione obbligatoria, una cosa che esiste già anche in altri Lander. Come dire, Berlino datte una svegliata! Per fortuna i berlinesi hanno votato no all’aggiuntiva ora di religione… come avrebbe detto JFK “Ich bin Berliner” e sicuramente avrebbe aggiunto: Shame on you, Arne!

arne-friedrich-fur-die-freie-wahl

Indignatamente vostra,

Maria Honta

p.s. Ringraziamo la commare Daniela per l’indespensabile aiuto linguistico.

Quando il giornalismo dà il peggio di sé

7 apr

Per una volta anche le Commari parlano seriamente. Sì perché quello che stanno vedendo in questi giorni le sta facendo vergognare di appartenere alla categoria dei giornalisti e non potevano restare zitte.
Nelle situazioni più tragiche il giornalismo italiano dà il peggio di sé. E considerato che già di solito non è un bijoux, vuol dire che in queste circostanze è veramente inguardabile, inascoltabile, illegibile.
Per riempire le due-tre ore della prima serata, Raiuno con Porta a Porta e Canale5 con Tg5/Matrix non sapevano più cosa inventarsi. Allora ecco che Mimun manda una giornalista a rompere le balle alla gente già esausta rifugiatasi nelle macchine per la notte. E non si accontenta di disturbare una o due persone, continua imperterrita nonostante gli intervistati dicano tutti la stessa identica cosa, finché evidentemente qualcuno dall’alto non le dice basta. Ora, proprio perché questo mestiere lo conosciamo, non diamo la colpa alla povera giornalista (di cui mi sfugge il nome), perché sicuramene le è stato ordinato di fare un servizio del genere.
Addirittura Pietro Suber ha dovuto chiedere la cortesia di farsi intervistare a una famiglia che stava riposando in una tenda. E Toni Capuozzo, con molta educazione, ha fatto capire che lui e i suoi colleghi si sentivano a disagio nel fare quel tipo di servizi, ma evidentemente dall’alto non volevano sentirli e continuavano a scavare in ogni minimo dettaglio.
Il giornalismo italiano quando ci sono tragedie in corso diventa più morboso di un reality, più insistente di un paparazzo, più maleducato di Tarzan prima che incontrasse Jane.
Ma il picco del cattivo gusto lo ha raggiunto, come spesso succede, il Tg1, che nell’edizione delle 13.30 del 7 aprile ha fatto leggere a Susanna Petruni tutti i dati Auditel registrati dalle edizioni della giornata precedente e ovviamente incentrate sul terremoto in Abruzzo. Quando l’ho sentito non ci volevo credere. Ma che cazzo aspetta Riotta ad andarsene? Non lo hanno spostato al Sole24Ore? Secondo noi dovrebbero proprio lasciarlo a casa.
E Bruno Vespa che nonostante tanta gente sia senza casa si preoccupa delle chiese della sua città natale?
L’informazione in Italia è nelle mani sbagliate da anni e chissà per quanto ancora dovremo sopportare questo strazio.
Non si salvano nemmeno i siti web. Dal corriere.it a repubblica.it e compagnia sono tutti fissati con la storia del reporter diffuso. Vogliono filmati e foto fatte dai cittadini, però non fanno niente per controllare che quello che arriva è vero. Un blogger ha mandato una foto tratta da Flickr di un disastro avvenuto in un altro contesto e il corriere.it l’ha pubblicata in homepage… Ovviamente il blogger li ha sputtanati e non è stato l’unico.
Sola una cosa possiamo dire ai giornalisti che si stanno comportando in questo modo barbaro: vergognatevi.

Ecco il Tg1 che si vanta degli ascolti:

Sconvolte e frustrate le vostre Maria Chiara e Maria Lucia.

Aggiornamento: Siamo completamente d’accordo con tutto quello che ha detto il mitico Aldo Grasso sulla – sua definizione – “caduta di stile” del Tg1.

Male che vada fondiamo il Partito delle Commari

7 mar

poscacchi1Come sfuggire al precariato, alla paura del futuro, alla disoccupazione, all’incertezza di quando e come si raggiungerà la pensione?
Facile, basta farsi eleggere in Parlamento. E ci possiamo scommettere che se fossimo disposte a qualche compromessuccio, a rinunciare alla nostra integrità morale, a venderci il cervello su eBay e l’anima su Amazon, a cominciare a fare promesse immantenibili, avremmo subito accesso a Montecitorio (per Palazzo Madama siamo ancora troppo giovani). O magari, ancora meglio, al Parlamento Europeo. Tanto questo blog è la prova che già siamo molto brave a sparare vaccate e lo facciamo con una certa disinvoltura, quindi saremmo delle perfette politicanti.
E considerato che siamo donne, nonostante l’annoso problema delle quote rosa, potremmo invece trovare una scorciatoia per arrivare a uno scranno: basta darla alla persona giusta.
Visti i tizi che passano da piazza Colonna e dintorni, io e la mia commare non sfigureremmo per niente, almeno sappiamo che cosa sono il Darfur e la Consob e un milione di altre cose che nemmeno un terzo dei parlamentari eletti sanno. E non perché siamo dei geni, ma semplicemente perché uno straccio (anzi due) di laurea ce l’abbiamo e anche qualcosa in più e poi per essere più colti di un parlamentare medio basta la terza media (ma avendo studiato per davvero e non per finta).
Ma vediamo perché vale la pena essere un parlamentare, magari uno di quelli che nessuno conosce, che si fa i fatti suoi senza metterci la faccia. Intanto, pagheremmo il caffè solo 45 centesimi (una roba che non esiste nemmeno nelle macchinette aziendali), poi avremmo il bonus per il parrucchiere (dicono che l’hanno tolto, ma chi ci crede), l’autista, in Sicilia potremmo addirittura usufruire di una corsia preferenziale, potremmo pranzare da regine con nemmeno due euro, ma soprattutto, finito di “lavorare” avremmo un vitalizio e un contributo a titolo di reinserimento sociale (?!?) e, toccando ferro, pure un’indennità funeraria!
E se proprio non riusciamo a farci eleggere, potremmo sempre fare noi le autiste delle auto blu o le parrucchiere o le operaie di qualsivoglia genere e farci raccomandare da qualcuno per essere assunte alla Camera: guadagneremmo comunque più di un professore universitario o di un luminare di medicina.
Lo so che sono cose che si ripetono spesso, ma allora perché se ne parla ma poi non cambia mai niente? Perché veniamo a sapere che i senatori italiani guadagnano 144.084,36 euro all’anno per non fare un cazzo e tanta gente che lavora davvero non guadagna neanche un decimo?
Ho sempre pensato, sentendo quanto guadagnano quelli che lavorano in tv, che il mondo va alla rovescia, che uno che fa un mestiere che lo diverte ha uno stipendio assurdamente alto rispetto a un poveretto che si spezza la schiena in miniera e rischia pure la vita. E su questo punto i parlamentari facevano i moralisti (l’unica cosa che sanno davvero fare), tanto che tre di loro volevano fare un’interrogazione parlamentare per il cachet di Bonolis che ha preso un milione di euro per Sanremo. Però siceramente loro sono gli ultimi che possono fare questi discorsi: si guardassero prima nelle loro tasche, troppo piene rispetto a quello che fanno.
E specifichiamo che lo sappiamo bene cosa fanno, perché bradipina e la fille de poche per mesi sono state appresso ai politici e non si spiegavano perché quei simpaticoni, cominciando un inutile e noiosissimo convegno, dicessero sempre “Apriamo i lavori”. Ma quali lavori?! Non producono niente, non arrivano a nessuna soluzione, parlano e sparlano di cazzate pure e per organizzare quelle vaccate spendono pure soldi. Ma andassero a zappare, almeno si renderebbero utili.
E il bello è che si lamentano se non hanno il gelato al bar, pardon, alla buvette del Senato. Scrocconi e viziati di merda!

P.S.
Se cercate informazioni serie su questo argomento potete trovarle qui, qui e qui.

Se ce l'hanno fatta loro possiamo farcela anche noi

Se ce l'hanno fatta loro possiamo farcela anche noi

La vostra indignatissima Maria Eletta

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