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Il compare glamour: Sam Page

27 gen

Ammettiamolo: quando lo vedete pensate “ma dov’è che l’ho visto questo???”. Bene, il bel faccino di Sam Page è uno di quelli che non si scorde facilmente… E no, non è Ken di Barbie. Forse vi ricordate di lui perché una volta ha baciato Serena van der Woodsen, un’altra è stato troppo violento con Joan Harris o l’altra ancora è stato il figlio segreto di Bree van den Kamp. E, secondo quanto riporta la sua biografia su imdb (tristemente da qualche mese tradotta in italiano), ha recitato nella Valle dei Pini, ma noi vi possiamo assicurare che è il re, il monarca assoluto della Valle dei Tronchi di Pino. Manco a dirlo il giovane Sam, nato nel Wisconsin nel 1976, nella sua città natìa era un jock, si legga sportivo e non conchiglia, ed era il capitano delle squadre di football e di baseball. Indi, un po’ ce lo immaginavamo a tirare delle freschissime limonate in faccia ai passanti, ma anche perché, come un moderno Padre Tereso, Sam era diverso. Non solo, un altro stereotipo che si addice al bel Sam è che porta a spasso il cane. Sì, sapete i compari che scendono il cane e lo pisciano? Lui lo fa con la sua amata Oey, un golden retriever che è l’unica femmina della sua vita… sweet!

Ma quant’è bello?? È talmento tronco di pino che (occhio seguirà spoiler, perciò lo scriverò in bianco, evidenziate se volete leggere… ) corteggia Serena van der Woodsen, e lei, la tonna perfetta, lo rifiuta, roba da pazzi. È talmente bello che soprassidiamo al fatto che in una puntata di Mad Men, nonostante sia un dottorino (e perciò non ha bisogno di sotterfugi) abbia abusato della sua futura mugghiera Joan Harris.
C’è un però: vorremmo presto vedere questo wanna be professore e anzi è molto, ma molto green, visto che si è laureato in ecologia ed scienze evoluzionistiche scrivendo una tesi sulle abitudini delle gambusie femmine. E non solo, questo bell’omino si è anche laureato a Princeton, sentito bene: non ha preso una laurea per posta come qualche oscura presenza delle nostre tv…

Cose che si trovano digitando il nome di Sam Page su YouTube…

Dr. Page, sta cercando di sedurci?*

*citando la mitica battuta di Joan Harris

Sam Page è bello anche in versione educando aspirante serial killer

È bello anche se indossa vestiti a caso

È bello anche quando è vestito un po' meglio

... ma soprattutto è bello con pochi vestiti addosso

Certo che poi quando ne ha ancora di meno…..

Perché è il compare della settimana? Come direbbero negli States he got the looks and he got the brains, too nel senso che è bono, ma è anche un essere pensante. E poi perché ci piace immaginarlo con un plaid color marrone e rigorosamente ikea  e con delle ciabatte allineate a vedere soap operas con noi. Visto che le sue sorelle lo costringevano a guardare Giorni delle nostre vite non vediamo perché non debba farlo anche con noi.

Sinceramente vostre,

Mary Samantha e Mary Joan

Il compare costante – Desmond David Hume

25 mag

Al liceo David Hume e la sua filosofia ci facevano alquanto cagare, ma poi sulla via delle Hawaii eccoci folgorate dal suo fratello figo Desmond. Per chi non lo avesse capito – per coloro i quali vivono effettivamente in una botola – stiamo parlando dello scozzese che ci ha rubato il cuore nel 2005 (ben prima che un altro scozzese facesse del cuore della fille un mocio Vileda), Desmond Hume, interpretato da Henry Ian Cusick un attore scozzese – peruviano. Bene, le commari da quando è finito Lost non fanno che sognare che il brotha torni subito a farle visita in un flash-forward o flash-back temporale. Colpite da subito dal suo accento, dal suo naso indubbiamente storto, il suo amore per Penny poi… è una delle cose migliori mai scritte dai tempi di Rory Gilmore e Jess Mariano. Da quando ha fatto capolino sull’isola per noi è statoil vero motivo per vedere Lost, altro che orsi polari, ghiaccioli, labrador e dubbi. Per noi Lost è Desmond e non solo per noi… Già, perché come Daniel Faraday un giorno scrisse: “If anything goes wrong, Desmond Hume will be my constant“. Da quel momento anche per noi Desmond è diventato la costante… Concordiamo con le fan spagnole di Perdidos che dicono che Desmond è la causa delle loro alte aspettative in fatto di uomini. Il signor Hume con quel suo accento, i suoi capelli (grassi) e la sua camicia blu trucida aperta sul petto… ci ha cambiato i connotati. If anything goes wrong, Desmond Hume will be Commari’s constant!
See ya in anotha life, brotha!

Desmond in borghese

Desmond e Penny

Ok, dovete andare a vedervelo su youtube, ma merita… vi giuro merita!

Sentitamente vostre,
Maria Isola e Maria Penny

Save Mischa Barton!

11 gen

Qualcuno faccia qualcosa… vi prego prima che sia troppo tardi, prima che questa donnina ci diventi una taglia 48! Qualcuno la fermi prima che addenti un’altra ciambella zozza o un altro cheeseburger, qualcuno salvi MARISSA ehm Misha Burton. Ormai da tempo l’ex icona di stile, l’ex attrice di O.C., l’ex attrice di The Beautiful Life, l’ex di quel tronco di pinès – prossimo compare patinato – Jamie Dornan, l’ex del cantante dei Kooks, l’ex testimonial di CK, di Neutrogena (ammesso e concesso che un brufolo abbia mai osato posarsi sulla pelle diafana della bella Mischa)… Lei, signore mie, va salvata. Lei che, per me e bradi, è l’unica donna che avrebbe potuto far diventare un autentico teddy boy quell’avanzo di galera di Ryan, lei che anche se così magra ci stava così simpatica. Lei che era si presentava a scuola con una borsa Chanel, il mercoledì, una Tod’s il giovedì e una Kelly tanto per gradire quando aveva gli esami di fine anno… Lei che si era fidanzato con un puzzone dal nome che evoca a la fille de poche un noto giocatore della sua Viola, lei che prima di conoscere i bassi fondi – pur sempre indossando la sua inseparabile borsa Bottega Veneta – aveva conosciuto l’ammore del surfista bambino Johnny (poi morto) e che prima si era lasciata andare a un bacio saffico corredato dalla colonna sonora più bella mai pensata per un telefilm negli ultimi sedici anni. Lei così hard to get, eppure così outgoing… Noi amavamo Marissa e come mezza rete abbiamo tentato di salvarla, ma non è servito a nulla è stata rimpiazzata dalla vocina annoying di Taylor, anche se ammettiamo che amavamo la coppia che lei formava con Ryan. Dopo aver tentato di salvare Marissa inutilmente, ci troviamo a tentare di salvare lei la vera Mischa, ingrassata è irriconoscibile, sembra ormai la copia fashionista di Reagan, la bimba dell’Esorcista, e sembrano passati anni luce da quando era un’icona di stile… Marissa, ti giuriamo questa volta… TI SALVEREMO!

Mischa, grassa in un modo assurdo

Mischa bella in un modo assurdo

E poi come dimenticare, il fatto di cronaca che ci ha reso orgogliose, il mugshot di Mischa:

Mischa, pericolosa in un modo assurdo

Adesso, bando alle ciaccie… è ora di salvarla!

Ecco Eve, the apple of my eye, best song ever placed in a tv series



La dimostrazione che Marissa si poteva salvare sulle note di Into Dust di Mazzy Star (ok è un pezzo della prima stagione, ma who cares)


Elegantemente e grassamente vostre,
Maria Marissa e Maria Mischa

Il compare che non deve chiedere mai: Don Draper

20 set

Donne, credeteci: ognuna di noi dovrebbe avere un Don Draper. Perché Don è un eroe, perché Don è perennemente vestito come si deve, perché come Gigen non esce di casa senza il suo borsalino, perché anche quando si toglie la divisa da lavoro indossa comunque un pigiama Frette e se non è Frette non è sicuramente Gap. Ma chi è Don Draper? Don è il personaggio principale di quell’opera d’arte del piccolo schermo chiamata Mad Men. Ambientata negli anni ’60 a Manhattan, Mad Men è veramente una delle migliori serie mai scritte, non solo perché ricrea fedelmente la vita, il lavoro, il modo di pensare, gli abiti e l’aria dei ruggenti anni ’60. Siamo in un’agenzia di pubblicità di fama, la Sterling Cooper, il cui capo è uno strano vecchino fissato con l’orientale (Cooper), mentre l’altro è esaltato dal triangolino (Sterling), fra i due si inserisce LUI, il Don Draper, l’uomo che tutti vorrebbero essere e l’uomo che tutte le donne vorrebbero avere nel proprio letto, tutte tranne la commare ad honorem Betty Draper, la sua bellissima moglie. Don, interpretato dal tronco di pines di Jon Hamm, non è solo bello ma è anche incredibilmente bravo nel suo lavoro, l’uomo a cui si devono tutti, ma dico tutti i contratti migliori. E poi vederlo fasciato sempre in quei completini eleganti, in quei gessati, con quell’aria misteriosa, sorseggiando il suo cocktail, fumando il suo sigaro…Donne credeteci… tutte dovrebbero avere un DON DRAPER. Don è talmente figo che è anche candidato agli Emmy e mica solo una volta…. Ecco un video e degli scatti per conoscerlo meglio

Don recita un poema di Frank O’Hara

Don e il borsalino, inscindibili

Don e il borsalino, inscindibili

Don e il suo sigaro

Don e il suo sigaro

Sentitamente vostra,
Maria Peggy (Olson)

Zach Levi (aka Chuck Bartowski) il compare geek

15 giu

zach2La sindrome del secchione colpisce ancora. Che le commari subiscano il fascino di questo tipo di ragazzuoli si era già capito, lo abbiamo ribadito più e più volte. Ma la folgorazione per Zach Levi (che si pronuncia Livai, mi raccomando), interprete di Chuck Bartowski (su Italia1 il martedì in seconda serata) è stata immediata e non ha lasciato scampo.
Non sappiamo chi ci piaccia di più, cioè se Zach o Chuck, ma non stiamo qui a precisare. La verità è che sia nei panni del commesso/agente segreto sia in quelli di Kipp Steadman il Segretario di Perfetti ma non troppo, il bel Zachary ci piace proprio tanto e non potevamo non comparizzarlo.
Il personaggio di Chuck poi è geniale ed è reso ancora più ammirabile dal doppiaggio di Nanni Baldini (come in Perfetti del resto). A nostro avviso però Chuck non è un nerd, tant’è che non si è nemmeno laureato perché espulso da Stanford per colpa del suo compagno di stanza. Più che altro noi lo definiremmo un geek, un appassionato di tecnologia, secchione sì, ma non troppo. Insomma si sa, la differenza tra nerd e geek è sottile, ma il secondo è da sempre molto più affascinante del primo e Chuck è un geek, punto!
Ma veniamo a Zach, a questo figliuolo dal sorriso imbarazzantemente splendente. Bello è dire poco. Dal nome si penserebbe che è ebreo, invece ha precisato di essere cristiano, nato il 29 settembre del 1980. Qualcosa ci fa pensare che anche lui sia un po’ geek come il personaggio che interpreta, visto che ha 14 punti sulla mano destra a causa di una ferita che si è fatto per aver giocato a tennis fino all’una di notte con la Nintendo Wii. Infatti lui e il suo amico Joshua Gomez (nella serie Morgan Grimes) vengono spesso invitati alle presentazioni di nuovi videogiochi.
Bando alle ciance, vi lasciamo a qualche foto e a un video di questa meraviglia umana.

zachary-levi-meb2009Chuck

Guardate quanto è davvero fissato con i videogames…

Geekamente vostre,
Maria Lydia e Maria Sarah

Il compare agli antipodi: David Lyons a.k.a. Dr. Brenner

10 giu

Per anni ho seguito ER subendo l’idiota che ti raccontava lo spoiler, la notizia trapelata da qualche sito o da qualche video visto per sbaglio su internet. Per ben 15 anni ho atteso, come si fa con l’estate, la messa in onda di una delle mie serie preferite di sempre fino a quando, proprio come un fulmine a ciel sereno ecco arrivare il recurring che non ti aspetti. Dicesi recurring, il personaggio di una serie che magari si fa al massimo una o due stagioni, fino a quando se gli va di chiulo arriva allo status di starring, ora ER di recurring ne avrà avuti qualcosa come un migliaio, ma mai nessuno bello come lui. Lui è David Lyons ed è talmente bello che non solo lo comparizziamo, ma ha anche rovinato la quindicesima (e ultima) stagione di ER alla sottoscritta. Lyons interpreta un dottore australiano Simon Brenner che diciamolo all’inizio sta un  po’ sulle balls a tutti. Un po’ perché nipote di Anspaugh e chi ama ER odia Anspaugh, un po’ perché è un fimminaru incallito, tipo ha mille donne di cui non ricorda la mattina dopo neanche il nome. Uno così diciamolo lo ami e lo odi… Ma c’è voluto poco che il bel dottorino è passato da uno stato di “sì bello, ma che infame” a causarci svenimenti e abbassamenti di pressione. Di Lyons sappiamo ben poco, si sa che è australiano, è nato nel 1976, in patria ha recitato in una serie di successo, una sorta di Gente di mare versione australiana (che la commare si è ammollata senza sottotitolo alcuno capendone il 40%) della serie noi abbiamo quel buddace di Lorenzo Crespi, in Australia hanno uno così… medidate, meditate… Lyons ha fatto un film e la tv astelleestriscie – che si sa ha l’occhio lungo – lo ha già coaptato per una serie copia di Lost, ma che ceeee frega, basta che rivediamo quei suoi riccioli d’oro, quel suo sorrisino, quella sua voce roca che ha fatto capitolare a sé la sedicenne più vecchia al mondo, al secolo Neela Rasgotr(oi)a, che ha recitato nel film che l’ha resa famosa la parte di una sedicenne quando ha avuto il prepensionamento. L’idiota è talmente idiota che in ER l’ha lasciato. Sta maledetta, ma come si fa? Poi cioè voglio dire lui ti dona Venezia e tu ti metti con uno zoppo (Ray deve morire)? Dicevamo si sa ben poco di Lyons, sappiamo però che è stato l’effetto scatenante dell’australiana. Sappiamo, invece, molto di più di Brenner, sappiamo che sua madre era una baldracca, che è stato vittima di un pedofilo, che indossa solo cravatte fighissime, che gioca a rugby, che ha un cuore grande cosìììììììììììììììì! Vabbè bando alle ciancie ed ecco a voi il compare agli antipodi. Ah, in pieno delirio causa influenza australe, ci siamo dimenticate perché l’abbiamo eletto compare agli antipodi. Aiuto, Dottore, chiami un dottore!!!!

Brenner in versione drammatica

Brenner in versione romantica

Brenner e basta

Brenner e basta

 

Cosa c'è di più bello di David Lyons all'imbrunire?

Cosa c'è di più bello di David Lyons all'imbrunire?

Perché è il compare della settimana? Perché è una versione intrepida del Dr. Carter, perché è quello che Malucci sognava di essere, perché è quello che sarebbe stato Ciccio se solo avesse avuto i capelli e un accento australiano, perché solo lui può sostituire il Dr. Ross nei nostri cuori e si mangia in un sol boccone quella zecca schifosa di Stranamore.

Infermamente vostra,

Maria Simona (Fuffolo)

High Fidelity#2: I momenti più drammatici del piccolo schermo

10 apr

Premessa quando ho proposto questa toplist all’altra commare era entusiasta. Quando le ho proposto una bozza di classifica ho scoperto a mie spese un paio di cosette:  prima cosa la mia collega commare non ha mai visto CSI e Squadra Emergenza e odia il genere drama in quanto tale, seconda cosa la mia commare collega non ha ben compreso la differenza fra sitcom e drama su cui si basa la tv americana, vabbe esistono i dramedy, ma non sono molti e se si piange lo si fa per la parte “drama” e non per la parte “comedy”.  Per lei un momento triste è l’addio fra la scimmietta Marcel e Ross in Friends, il momento in cui io ero tagliata in due dalle risate. Passata la premessa, ecco il secondo capitolo della top 5 delle Commari questa volta dopo le risse, i momenti più tristi del teleschermo secondo me e specifico, visto il rifiuto dell’altra Commare per tutto ciò che fa dramma. Sono convinta che quando guarda La Corrida e la gente esce fuori (sì io transitivizzo il verbo uscire) i campanacci lei piange. Ecco dunque la mia top 5 con qualche pari merito:

1) La morte di André in Lady Oscar: per dire è una cosa che se guardo ancora oggi mi uccido, nonostante so benissimo come va a finire, il dolore di Oscar è bello in qualsiasi lingua voi lo vediate… anche in catalano!

2) Ogni momento di Grey’s Anatomy e Cold Case: come recitano due gruppi di Facebook a riguardo Yes, I did cry during Grey’s Anatomy: Every moment counts e Cold Case is the only thing that makes me cry.  Come dire 100% totalmente d’accordo, il modo di raccontare il dolore di queste serie è sempre toccante e posso dire con orgoglio di aver pianto per quasi tutte le puntate. Due pout-pourri uno con le note (tristissime) di Damien Rice e l’altra con la bellissima In Your Eyes di Peter Gabriel.

3) La morte di Cyril O’Reily in OZ : ammetto OZ è il mio guilty pleasure, l’ho scoperto per caso e l’ho amato dal primo fotogramma. Questa è stata una delle poche volte in cui ho pianto, l’esecuzione di Cyril. A Cyril mancava qualche rotella, quindi quando è stato condannato a morte gli avevano raccontato una palla dicendogli che erano degli esami a cui si doveva sottoporre. La protesta rumorosa nel Paradiso e Ryan il fratello distrutto che manda a cagare il padre alla fine…. Questo è poesia! Vi avvertiamo, questo video è per chi ha stomaci forti.

4) Cassie a NY in Skins: come per OZ ho amato Skins dal primo momento, ho divorato le due stagioni in meno di due settimane, la serie più neorealista del pianeta ci ha regalato vari momenti tristi: Sid e il cast cantano Wild World alla fine della prima stagione, la morte di Chris e Cassie a NY. Questo momento  non è molto tragico, ma le meravigliose note di Adele rendono questo momento una perla.

5) Last, but not least… La morte di Greene di ER, la serie è ahimé finita, ma questo resta il momento più triste di 15 di storia del Cook County, anche se la morte del figlio di Carter

Tutto ciò mi ha veramente ucciso, spero che la mia top 5 vi sia piaciuta.

Tristemente vostra,
Maria Lacrimosa

High fidelity#1: Le risse che avremmo voluto vedere, ma anche no…

24 mar

Cari amicici o nemicici (che mi sa che siete di più perché solitamente grazie a questo blog raccogliamo insulti di ogni tipo), ecco a voi la nuova rubrica delle Commari. Dopo un lungo travaglio dovuto all’insana pigrizia delle due blogger (perché se una è onesta e si chiama bradipina, anche la fille de poche non è da meno in quanto a “lo faccio dopo”, come dice un ormai celebre gruppo di facebook), ma anche e soprattutto alla  distanza che le separa… finalmente vi proponiamo la prima puntata di High Fidelity/Alta fedeltà. Ci pensiamo da mesi, ma non abbiamo mai avuto voglia di scriverla. Se ne poteva in effetti fare a meno? Mah, noi pensiamo di no. Grazie a questa rubrica ricordiamo un capolavoro della letteratura britannica contemporanea  (del mitico Nick Hornby), il libro dal quale prendiamo in prestito il nome e che è stato anche trasposto in un film con protagonista l’idolo delle Commari John Cusack (molto presto compare).
Ora vi chiederete perché abbiamo scelto questo nome. Ve lo spieghiamo subito. Se vi ricordate il libro/film (se non lo ricordate vergognatevi e andate a comprarlo subito!), il protagonista Rob Fleming (Rob Gordon nel film) e i suoi amici Dick e Barry erano soliti fare classifiche di cinque posti: le famose Top Five. Nella maggior parte dei casi l’argomento era la musica, ma non sempre.
Bene, da oggi in poi, quando ne avranno voglia, le Commari stileranno le loro Top5 sugli argomenti più disparati.
Per la prima “puntata” abbiamo preso spunto dalla cronaca, ecco quindi le risse cui avremmo voluto assistere, ma anche no, perché potrebbero essere state molto pericolose…

1) Rissa tra i rugbisti Sébastien Chabal (non a caso detto l’Orco e clone del musicista transalpino Sébastien Tellier) e Martín Leandro Castrogiovanni avvenuta domenica notte all’Art Cafè di Roma durante il “quarto tempo”. Motivo del contendere pare sia stata la ragazza di Castrogiovanni, la sciatrice Giulia Candiago, infastidita da Chabal. Bene, noi l’avremmo voluta vedere questa rissa ma immaginiamo la paura dei presenti davanti a questi due omaccioni ubriachi e incazzati. Una rissa del genere fa davvero paura, ma anche no, volete mettere tutto quel testosterone??? E poi mettiamoci nei panni della ringalluzzita Candiago che si vanta il giorno dopo mentre si fa un pedicure.

2) Rissa a Oz, la serie tv che ha cambiato la vita di  una delle due commari (la fille). Nel penitenziario più famoso della tv le risse erano all’ordine del giorno: italiani (siciliani) contro latinos, irlandesi contro musulmani, africani contro  cattolici, ariani contro tutti e anche i trans si difendevano egregiamente. Tra sangue, botte e insulti le risse certe volte erano da brividi, ma volete mettere essere l’ufficiale di polizia a sedare la lite fra  i due amanti Beecher e Keller? In questo video un bel montaggio del meglio della terza stagione.

3) Le risse tra Fabrizio Corona e i poliziotti/paparazzi/carabinieri/vigili/passanti/nine moric e qualsiasi altra cosa gli sia capitata davanti. Anche  alla Fattoria non è stato da meno ed ecco che in meno di una settimana in Brasile ha litigato anche con lo sterco del maiale (su una cosa siamo d’accordo Milo Coretti va ucciso a badilate). Quest’uomo più insopportabile della sabbia nelle mutande, ma altresì affascinante (solo per la fille, perché la bradi lo eliminerebbe dalla faccia della terra), ha litigato con chiunque e possiamo scommettere che continuerà a farlo. E poi è troppo rancoroso e bullo per non menargli nelle gengive (e chissà potremmo riportarlo alla ragione e così i suoi tatuaggi scompariranno e tornerà a essere un ragazzo bello e compito tipico della Milano da Bere anni ’80)

4) Rissa storica fra Christina Yang e Meredith Grey a Grey’s Anatomy: quella che in inglese viene definita catfight, un litigio fra donne fino all’ultima unghia rotta, anche se in questo caso no nail involved, si usano i guanti di lattice… La immaginiamo così: stufa, arcistufa delle solite panzanate di Meredith, Christina strozza  Meredithcon lo stetoscopio, con una mano la immobilizza e con l’altra le dà una dose di sedativo che potrebbe mettere k.o. un purosangue… Ed eccola dopo averla battuta, uscire trionfante fra gli abbracci e i baci di George, la Nazi, Chief, Sloan e anche Mc Dreamy, che FINALMENTE torna sul mercato. Forse delle 5 è l’unica lite  cui davvero vorremmo essere presenti.

5) Rimaniamo in tema telefilmico ed ecco che arriva il cattivo di Heroes, l’uomo che bradipina ama alla follia: Sylar. Già la tua vita è scombussolata e scopri di avere un potere fichissimo, tipo leggi nel pensiero, voli, le tue cellule sono iper cool, parli ruttando. Ma poi un uomo tomo tomo cacchio cacchio entra nella tua vita e in men che non si dica ti  apre il cervello e ti fotte il potere … Che dire, scappi chi può… anche se Bradi non è propriamente d’accordo.

La cat-fight fra le specializzande Meredith Grey e Christina Yang

La cat-fight fra le specializzande Meredith Grey e Christina Yang

Rissossamente vostre,

Maria Nickoletta e Maria Roberta

Il brutto anatroccolo 2.0: la storia di Dev Patel

13 mar

Premessa, una delle due commari voleva ergere il giovine attore inglese di origine indiana a compare ad honorem. Per chi non lo conosce Dev Patel è un diciottenne inglese, born and bred a Londra, che è noto (a molti) per aver prestato il suo volto sbarbatello ad Anwar, uno dei personaggi principali di quel capolavoro chiamato Skins, una serie televisiva inglese ambientata a Bristol e recitata da sbarbatelli tutti non ancora ventenni prelevati fra mille e mille sbarbatelli di sua Maestà. Anwar è un giovane indiano di religione musulmana con un unico obiettivo: perdere la sua verginità, per questo motivo durante le prime due stagioni è quasi sempre ignudo. A chi ha visto la serie Anwar sembrava bruttino, ma già dalla seconda puntata non potevi evitare di trovarlo carino. Fra i tanti fan di Skins nel paese della regina Elisabetta c’è anche la giovine figlia del mito assoluto Danny Boyle, che appena sente che il papi sta per girare un film indiano con un cast tutto indiano ispirato a un libro scritto da un indiano consiglia al papà di Trainspotting di scegliere Dev Patel come protagonista. Ed ecco che il diciottenne parte alla volta di Bombay e si cala nei panni di un comune cameriere di una delle città più popolose del pianeta, cancella il suo (irresistibile) accento british e si trasforma nell’eroe senza macchia Jamal Malik. Dev Patel è felice per aver recitato in un film diretto dal suo idolo Danny Boyle. In Slumdog Millionaire recita anche la splendida – non è un eufemismo – Freida Pinto, un’attrice indiana – anche lei come Patel alla sua prima prova in un film – con un passato di modella. Freida è bellissima,  è sublime, mentre Dev è dinoccolato, magro… sembra un grissino. Ma come sappiamo a ogni grissino è applicabile il teorema del Tonno Rio Mare e come faceva il grissino dello spot, anche Dev affonda nel tonno. Ed eccolo trasformarsi da brutto anatroccolo in cigno. Si rade i baffetti, crescono i suoi capelli e per contratto indossa la cravatta ed eccolo pronto a promuovere il film candidato a 10 statuette (di Oscar ne ha vinti 8). Solita trafila:  una sera da David Letterman, un’altra da Jimmy Kimmel, poi va a fare visita a Craig Ferguson e infine va da Jon Stewart.  Ma siccome Dev non balla da solo eccolo insieme a Freida Pinto al Today Show, a insegnare i passi a Tyra Banks o a portare scompiglio nello studio di Ellen. Tutto questo per promuovere il film direte voi… ebbene sì! Bene, finita la promozione Slumdog Millionaire sbanca ai Golden Globe e agli Oscar, ma non vogliamo parlarvi di questa vittoria… Eh eh, da brave commari siamo molto più interessate alla vita sentimentale del bel Dev ed eccolo che tomo tomo cacchio conquista il cuore della bella Freida, un po’ come se il bruttino del liceo portasse al ballo il capo delle cheerleader. Per questo amiamo Dev perché è come se io e la commare uscissimo da un ristorante mano nella mano con un compare. Dev ci è riuscito, è passato da essere uno sbarbatello che prende il metrò tutti i giorni a essere un – diciamolo – sex symbol. Il brutto anatroccolo si è trasformato in cigno e Freida questo lo sa.

Da brutto anatroccolo a cigno

Da brutto anatroccolo a cigno

Freida e Dev

Freida e Dev

Ed ecco il video di Jai Ho, condizione sine qua non per comprendere il perché i due attori perdono la loro dignità ballando una coreografia made in Bollywood in tutti i programmi dell’etere statunitense e con all’attivo numerose parodie e ahimé ha già un remake

Bollywoodianamente vostra,

Maria Latika

Il compare della settimana: Kevin McKidd aka Dr. Owen Hunt

9 mar

Da un po’ le commari sono affette dalla sindrome di Pippi Calzelunghe, amano i capelli rossi e allo stesso tempo si professano amanti delle lentiggini. Così hanno scelto Malik Zidi e dopo un francese eccovi servite con un altro pel di carota, questa volta scozzese, già perché chi di Malpelo ferisce, di Malpelo perisce. Eccovi dunque Kevin McKidd. Direte e mo’ chi è questo? Chi ama Danny Boyle l’ha già visto quasi quindici anni fa nei panni di Tommy e chi di voi ha letto Trainspotting conosce la triste storia di Tommy e la sua caduta nel vortice della droga… Bene e poi? Non temete per rilanciare  la sua carriera il McKidd si barcamena nel mondo delle serie tv, interpretando prima un antico romano, poi un uomo venuto dal futuro e per non farsi mancare niente eccolo nei panni di un reduce dell’Iraq. McKidd, di cui ancora non ci è ancora chiaro il colore dei capelli, lo amiamo proprio per questo suo ultimo ruolo (anche se l’altra commare lo ama nel ruolo di uomo del futuro), un medico d’urgenza che appena tornato dal fronte per trovare un po’ di pace, si trasferisce nell’ospedale più ormonale della tv e dopo neanche una settimana, eccolo che vuole tornare nella terra che fu di Saddam. Un po’ tomo tomo cacchio fa innamorare di sé Cristina Yang. Premessa tutti i fan di Grey’s Anatomy sperano, da quando il bellissimo Isaiah Washington ha lasciato (giustamente) la serie, che la mitica Yang abbia un fidanzato con gli attributi… E con grande orgoglio e con il Mclinguaggio possiamo dire che McHunk (il Dr. Figo), ultimo dopo McDreamy (Stranamore) e McSteamy (Dr. Bollore), viene eletto McBest.
La cosa che amiamo di più del loro amore è che lo reputiamo vittoriano, vittoriano nel senso positivo del termine, un po’ nato in sordina, un po’ perché mette in primo piano i veri sentimenti e soprattutto li adoriamo perché la Yang non ci sfracella la devozione come fa 24 ore su 24 Meredith Grey.

McHunk

Kevin McKidd è Owen Hunt "McHunk"

Ed ecco il video incriminato:

Perché il compare della settimana? Avevamo già espresso il nostro apprezzamento per i dottori in quanto tale e la nostra rinnovata passione per i Malpelo ci fa amare Kevin McKidd e il Dr. Hunt con lo stesso trasporto. La storia d’amore con Cristina ha fatto il resto, lei moderna Elizabeth, lui Darcy in camice: tutto a ritmo di baci, ventole, pezzi di ghiaccio conficcati, maiali da squartare, mani che si sfiorano e nuche scoperte… Come direbbe Dean Martin… That’s amore, altro che McDreamy e Meredith Grey.

Chirurgicamente vostra,
Maria Shonda

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