Archive | ottobre, 2008

Il primo compare del mese

28 Ott

Con grande orgoglio, vi presentiamo il primo sondaggio che decreterà il vincitore dell’ambitissimo titolo: il Compare del Mese. In ballottaggio quattro candidati del vecchio Continente, o meglio quattro candidati che si sono combattuti aspramente durante la Guerra dei Cent’Anni. Lo scozzese – anche se ha passato la sua vita in Kent – Guy Berryman, il gallese – ma americano di famiglia – Matthew Rhys, contro i belli gallici composto dal compare a honrem Yann Barthès, Mathieu Kassovitz-Vincent Cassel. Chi vincerà fra la vicina Francia e il Regno Unito? Alle commari l’ardua sentenza…

Guy Berryman

Guy Berryman

Matthew Rhys

Matthew Rhys

Yann Barthès

Mathieu Kassovitz

Vincent Cassel

Vincent Cassel

Maria Mannheimer

Il compare della settimana: Mathieu Kassovitz – Vincent Cassel

27 Ott

Di ritorno da altri lidi, eccomi nelle veste di una commère qualsiasi a parlarvi del compare della settimana che questa volta eccezionalmente è doppio. Sì, un po’ come Kris & Kris, Gianni e Pinotto, le gemelle (insopportabili) dell’Isola e gli altri due della Talpa… Ecco a voi il doppio Compare, che vale però solo per uno: è con immenso piacere che vi presento Mathieu Kassovitz e Vincent Cassel. Vincent e Mathieu, o se preferite Mathieu e Vincent vengono da due famiglie di artisti. Il (defunto) padre di Cassel, Jean-Pierre, è stato uno dei più importanti attori francesi, il papi del Kasso è un regista di origine ebraica. I due sono amici, Mathieu ha diretto Vincent nel capolavoro L’Odio e ne I Fiumi di Porpora, hanno anche recitato insieme nel filmetto Birthday Girl in cui sono i cugini loschi della russa Nadia Kidman.  Se Cassel è più conosciuto per essere il signor Bellucci, Kassovitz è agli occhi di molti Nino Quincampoix, come la strada, l’uomo che colleziona le foto del photomaton e le risate strane e che ruba il cuore alla cara commare Amélie (al secolo lafilledepoche). Da sempre chi vi scrive crede che questi due siano due compari meravigliosi e lotta con tutte quelle che ribattono “ma come fai a dire che sono belli?”. Quello che dico sempre è “se commare Monica ha visto del bello in Vincent, lo puoi vedere anche tu”. Per Mathieu ci sono meno voci contrarie, ma sol perché nonostante la naschia (nel senso calabrese del termine, condizione sine qua non  per piacere alla commare) è ricordato da chi è andato al cinema anche una volta sola e lo ha visto far battere il cuore della giovine Amélie.
Vincent nasce il 23 novembre del 1966 (il suo vero cognome è Crochon), ha frequentato una scuola di circo come un altro bello del cinema francese Guillaume Canet. Ha conosciuto la bella Monica, che Oltralpe ha una fama peggiore di quella di cui Sandra Milo gode qui. Sul set di L”appartamento si fidanzano, poi si sposano e hanno una figlia dal nome improponibile Deeva.
Mathieu
nasce il 3 agosto del 1967 a Parigi, il papi si diceva è un regista di origine ebraico-ungherese che ha lasciato Budapest nel 1956. Mathieu si mette in mostra dirigendo Métisse, una commedia sul melting pot parigino, interpretata dalla moglie (ex?) Julie Mauduech, ma soprattutto regala a pubblico e critica il capolavoro La Haine. Fra i belli gallici – e credetemi ce ne sono a bizzeffe – sono una voce fuori dal coro, forse perché per il loro modo di essere, di vivere il cinema, di rapportarsi alla vita, non rappresentano dei belli ante litteram, ma proprio per questo motivo noi li amiamo.

Mathieu, quando faceva il testimonial per Miracle Homme

L'oscuro fascino di Vincent

L'oscuro fascino di Vincent

Perché sono il compare della settimana?
Perché sono francesi – è un’ottima ragione -, perché in quanto francesi sono affascinanti e charmant per definizione e poi perché non li troveresti mai perfetti allo stile di Butterato Pitt e proprio questo è il loro fascino.

Immensamente vostra,
Marie Amélie

P.S. Con i quattro compari parte il sondaggio del mese…Votate, votate, votateeeeeeeee

Consigli per gli acquisti

23 Ott

Questa settimana non vi abbiamo proposto nessun compare a causa della vacanza Oltralpe di una delle commari. Non vi preoccupate, ci rifaremo presto e daremo avvio alle votazioni…
Intanto, ecco un consiglio per gli acquisti, cioè uno spot storico. Quello che abbiamo scelto è del 1987, ma è andato in onda per cinque anni di seguito e la musichetta è entrata nella testa di tutti gli italiani. Chi non ricorda la melodia fischiettata e la frase Si chiama Zucchetti la libertà di fare con l’acqua tutto ciò che ti va? Beh, se proprio non vi viene in mente, beccatevi il video…
Il protagonista si chiama Beppe Tosco e ovviamente non è un idraulico, ma un grande autore televisivo (collabora anche con la Littizzetto).

Vogliamo un palinsesto anni ’80!

16 Ott
L'immagine simbolo di un'intera epoca. I due hanno divorziato, il bimbo si è suicidato

L'immagine simbolo di un'intera epoca

Non ci importa se per qualcuno sono stati gli anni di fango, perché eravamo piccole e non ce ne fregava niente della politica, per noi gli anni ’80 sono gli anni in cui tutto ha avuto inizio e non solo perché siamo nate noi, ma anche perché è nata la tv privata (e c’è stato il boom delle emittenti locali) e con essa la moda di attingere agli Usa e al Giappone per telefilm e cartoni, sono nati gli spot che ancora oggi tutti ricordano, i videoclip musicali, gli yuppies e giochi e oggetti memorabili. La nostra nuova causa filantropica nasce da una profonda nostalgia per gli anni della nostra infanzia e il nostro appello non è cazzeggiante come al solito, ma sincero e disperato. Vogliamo che almeno una rete tv (sul digitale o sul satellite) abbia un palinsesto interamente dedicato agli anni ’80 (magari con qualche tuffo negli anni ’90 con Il principe di Bel-Air e Bayside School).
Siamo una generazione di nostalgici e ne siamo orgogliosi perché erano gli anni migliori, quelli in cui i bambini non facevano i bulli e non riprendevano con il telefonino, usavano ancora i giochi di società e collezionavano le sorprese delle merendine e delle patatine. Tanti di noi come suoneria del cellulare hanno la sigla di Supercar o MacGyver e questo è il minimo. Chi non ha cercato di imitare il biondo Angus (interpretato da Richard Dean Anderson per cui ovviamente le commari avevano una cotta)? Chi non ha provato a costruire una mongolfiera con le lenzuola, a infilare una patata nel tubo di scappamento dell’auto di un antipatico per distruggerla, a tamponare le crepe di una vasca di acido con tavolette di cioccolato che diventano simili al mastice? A otto anni sapevamo cosa fosse lo zinco, ben prima di conoscere la sua valenza….
E poi Il mio amico Arnold, Tre cuori in affitto, Hazzard, A-Team dove li vogliamo mettere? E non possiamo mica dimenticare la robottina SuperVicky o I Jefferson e I Robinson, I ragazzi della III° C e i telefilm con Cristina D’Avena, Love boat e la Casa nella prateria, Visitors e Baby Sitter con il fidanzato virtuale di tutte noi, Scott Baio, Chucky di Happy Days che noi guardavamo tornate dall’asilo…
E i cartoni animati? Quanto fanno schifo quelli di oggi in confronto a Hello Spank e Memole, gli sportivi Mimì e Mila e Shiro, Holly e Benji o il golfista Lotti, gli eroi Yattaman e l’Uomo Tigre, i ladri Lupin e Occhi di Gatto, e poi Magica Emy (e quanto era bello Willy) e L’incantevole Creamy, Jem e le Holograms, per non parlare degli anime tipo Candy Candy e Georgie, che abbiamo capito solo da grandi. Sì perché quest’ultimo non era propriamente un genere per bimbi delle elementari e certe scene ti segnano… Arthur che scalda Georgie nel letto (nudo) ce lo ricordiamo tutti nonostante lo sforzo dell’allora Fininvest di tagliare le scene erotiche, che ce ne erano a bizzeffe, solo che non le capivamo ancora! E di certo non ce lo potevano spiegare Uan (che amavamo perché cercò di schiacciare i Puffi) o Five e compagnia. Perché non esiste più un Bim Bum Bam o un Ciao Ciao (i cui conduttori sono finiti nelle televendite di Gerry Scotti), perché i bambini di oggi si devono far rimbambire da Trebisonda e gli attoretti che parlano col birignao?!
E chi lo dice che la tv di Uomini e Donne, La Talpa e l’Isola dei famosi, Amici e Il grande fratello sia meno volgare di Drive In? Rivogliamo il pupazzo Tenerone e gridare con lui “pippo pippo pippo”. E che fine ha fatto il Cacao Meravigliao di Indietro tutta? E Popcorn di Cecchetto non era meglio di Scalo76? I compari ricorderanno con piacere Colpo Grosso, ma non dimentichiamo nemmeno Tra moglie e marito e Il gioco delle coppie o i primi Giochi senza frontiere e Il pranzo è servito. Perché la Carrà non torna a condurre Pronto Raffaella? E soprattutto, perché non fanno più (a un orario decente che non sia le due di notte) L’Almanacco del giorno dopo? Rimpiangiamo tutto, da Sbirulino al corvo Rockfeller, da Kiss me Licia alle comiche di Benny Hill.
Per non parlare della pubblicità di quando non c’erano sullo schermo scorreggie e danze erotiche, ma di quando tutti piangevamo per una bimba che portava a casa un gattino inzuppato. Quando eravamo persi fra le note di Pavane e il fascino di Lulù, l’uomo bidimensionale che cantava Ta-Ta-Ta-Tabù e ancora Chiripiripi Kodak, recuperato poi nel ruolo del “figlio” del diavolo in The Passion, per non parlare della ragazza Nuvenia che si buttava con il paracadute con il ciclo addosso, mica faceva le ruote al provino per vj. Per questo motivo abbiamo deciso di far nascere una nuova sezione: Consigli per gli acquisti, in cui inseriremo quello che per noi è lo spot della settimana, del mese di quello che vogliamo. Non solo spot, vogliamo quei film, quelli di John Hughes, in cui tutti i sogni si realizzano. Quelli in cui Molly Ringwald festeggiava il compleanno più bello della sua storia, quelli in cui era una ragazza left of center, ma poteva diventare bella in rosa. Quegli eroi che non si divertivano a fare stupidi doppi sensi, ma a ridare la musica a una città della Bible belt. Quelli che per rinconquistarti usavano le parole di Peter Gabriel, mica quelle delle Spice Girl (Lloyd Dobler, compare ad honorem e uomo perfetto). E poi come dimenticare la simpatia dei Goonies senza dimenticare che loro sono good enough. O il meraviglioso gruppo di misfits che sono i protagonisti della più nota ora di castigo della storia del cinema? Sto ovviamente parlando di opere d’arte del cinema come Un compleanno da ricordare, Bella in rosa, Footloose, Non per soldi… ma per amore (orribile traduzione di Say Anything), I Goonies e The Breakfast Club, film omaggiati in tutte le produzioni che sono arrivate dopo…Il Bender che tutti amiamo è un omaggio al Bender con la camicia di flanella che vediamo nel film di John Hughes. E non solo come dimenticare l’uomo migliore che abbia mai toccato il suolo mondiale: Lloyd Dobler?
Non solo cinema, quelle canzoni al sapor di harmonizer, le prime vere girl band, le prime vere boy band, la new wave e tutti quei gruppi che nati a Manchester (o meglio Madchester) avrebbero influenzato la musica mondiale… Nomi come The Smiths, Joy Division e ancora i Cure, gli U2, i R.E.M. qualsiasi ritmo, nota e canzone nata in questi anni – nel bene o nel male – hanno influenzato tutta la musica a venire. Per non parlare dei video, nati proprio in questi anni e ancora oggi indimenticabili.
Per queste ragioni e alte mille ancora noi rivogliamo una televisione con le losanghe, fucsia e con le leggins addosso…Ridateci una tv che in tutto e per tutto sia anni ’80! Ecco due video simbolo di quest’epoca e due video che vi faranno capire perché il palinsesto anni ’80 è un dovere prima di tutto morale!

Lo SPOT degli anni ’80

To know Lloyd Dobler is to love him

Maria Oscar e Maria Molly

Il compare della settimana: Matthew Rhys

14 Ott

Chi ci conosce lo sa, le commari amano le serie televisive, una delle loro preferite è Brothers and Sisters e basta vederla per cinque minuti e si capisce subito il perché. Anzi, bastano solo trenta secondi e sai già di essere una Walker. Siamo qui a parlarvi di uno dei membri della famiglia Walker: Kevin. Nella finzione Kevin è gaio, ma l’attore che lo interpreta è 100% etero. Matthew Rhys nasce in Galles il 4 novembre 1974, vive tutta la sua vita a Cardiff dividendosi fra recite scolastiche in cui interpreta Elvis e interminabili partite di rugby. Sì perché il nostro Matthew ha – come tutti i gallesi – giocato a rugby e ama così tanto questo nobile sport che ha affermato che potrebbe lasciare la carriera d’attore solo per entrare nel XV gallese.  Già perché Matthew è gallese, è andato a una scuola in cui gli hanno insegnato la lingua gallica e soprattutto maschera benissimo il suo accento e recita con un’inflessione perfetta statunitense in Brothers. Tant’è che una volta su due il giornalista americano di turno ci casca e inizia a fargli i complimenti, ma è solo una scusa per arrivare al suo cuore. In passato infatti Matthew ha avuto una tresca con quella b… di Sienna Miller, i due si sono conosciuti sul set di The Edge of Love, il film in cui il nostro eroe intavola il più classico dei ménage à trois dividendosi fra Keira Knightley e Sienna. Nel film, Matt interpreta un assoluto mito gallese, il poeta Dylan Thomas. I due sono rimasti amici e si deve al nostro compare l’unione scandalosa fra Sienna e suo fratello Balthazar Getty. Non solo cinema, Matt è diventato famoso in Inghilterra per aver interpretato nel West End il ruolo che fu di Dustin Hoffman nella trasposizione teatrale de Il Laureato, in cui si faceva sedurre dalla Signora Robinson di turno-Kelly McGillis. Matt ha anche affermato di essersi “emozionato” di fronte a una delle sue fantasie erotiche di acniana memoria. Nel telefilm fa coppia fissa con Luke MacFarlane, l’attore canadese gay dichiarato che vanta come ex Georgino O’Malley e che secondo la regina Perez è l’uomo di Wentworth Miller. Fuori dal set Kevin fa combutta con l’altro fratello – e forse prossimo compare – Justin, i due vanno a femmine insieme e dio solo sa se io e la commare vorremmo ritrovarceli davanti. Non solo è amico dell’Annable nazionale, ma è anche amico della star del cinema gallese, non Anthony Hopkins, più in basso, no Catherine Zeta-Jones, chi glielo dice a Michael Douglas, è amico di Ioan Gruffudd, l’uomo elastico dei Fantastici 4. I due, infatti, hanno condiviso un appartamento a Londra fino al matrimonio di Hornblower con Alice Evans, che in Italia conosciamo perché faceva Le ragazze di Piazza di Spagna, e no non è la Mondello e la Belvedere è l’altra. Matthew era il testimone di nozze del bel Ioan e ha sempre affermato che era solito fregargli i vestiti.  Per vedere l’innegabile feeling che c’è fra i due vi consigliamo di vedere il video che apre la pagina dedicata al compare della settimana, in cui si sente il VERO accento di Matt e in cui si vede Ioan parlare gallese. Cosa dire di più, forse abbiamo detto abbastanza…Vi lasciamo a due foto e a un video geniale di papere tratte dalla prima stagione di Brothers, ma non temete non è l’unico, con i primi esclusi da questo post vogliamo aprire una nuova sezione del nostro cortiletto. Ecco Matthew in tutto il suo folle splendore…

Un uomo in frac

Un uomo in frac

Matt in bianco e nero

Matt in bianco e nero

Perché è il compare della settimana?
Vuoi per la fossetta, per il personaggio che interpreta (una commare ante litteram), per quegli occhioni, per la calvizie incipiente, perché è un attore di razza, per la sua innata simpatia o per la passione per il rugby. Non vi bastano?

Ossequi,

Maria Nora

Tra santi e vip: Giacomo Celentano

12 Ott
Ecco Katia e Giacomo, oggi notevolmente inquartato rispetto al video che potete (anzi dovete) vedere sotto. I due continuano ancora imperterriti a cantare insieme

Ecco Katia e Giacomo, oggi notevolmente inquartato rispetto al video che potete (anzi dovete) vedere sotto. I due continuano ancora imperterriti a cantare insieme

Può un uomo avere tra i top amici sul myspace Sister Faustina e fare affari con gente che produce Sexy DJ di Stefania Rocca o El amor di Natalia Estrada e ancora vaccate varie di Jennifer Rodriguez, Randy Ingerman, Federica Moro e Tessa Gelisio? Può, se si chiama Giacomo Celentano. Proprio lui, il figlio del Molleggiato e Claudia Mori. Meglio noto come il Celentano sfigato, perché in una famiglia di artisti, dove addirittura Rosita ha quagliato qualcosa, lui ha rimediato soprattutto figuracce con dischi che conoscono in quattro gatti. Peraltro nemmeno i suoi se lo filano più di tanto, visto che quando provò a partecipare per la prima volta a Sanremo, davanti gli dissero che la canzone che voleva presentare era bella, ma di dietro non lo appoggiarono nemmeno un po’ e lui questa se l’è legata la dito. A Sanremo poi ci arrivò, ma vedremo più avanti come… Non si può parlare di Giacomo Celentano senza parlare anche di Katia Guccione. Chiiiii??? Sua moglie dal 2002, di undici anni più giovane, che si definisce “una Cenerentola figlia del popolo che ha incontrato un principe azzurro e porta avanti un cammino di fede e amore con lui“. Sì perché i due sono estremamente cattolici e lui ancora prima di incontrarla faceva parte del gruppo “Rinnovamento dello spirito” e scriveva canzoni religiose. Nel ’99 ha partecipato anche al Sanremo religioso di cui noi ignoravamo l’esistenza prima di indagare sul Celentanino. Giacomo o anche Giack come si fa chiamare ha sposato Katia nel 2002, ma prima i due avevano convissuto a casa dei genitori di lei per tre anni e, dicono, come fratello e sorella perché credono nella castità prima del matrimonio. Quando si son sposati lui aveve 35 anni… però, paziente questo omino qui…
A proposito del matrimonio, inteso come cerimonia, Adriano e Claudia Mori sono arrivati in ritardo, vestiti da straccioni e con grandi occhiali scuri per non farsi riconoscere e lei è anche andata via prima del banchetto di nozze perché aveva un impegno. Beh, una che prende un impegno nel giorno del matrimonio del figlio quanto ci tiene a lui da 1 a 10? Mbo’.
Oggi Giacomo si è messo in affari con Miki Del Prete, Sagrada Efrem e Arnaldo Curti in una società dal nome Celentano’s Club, ma in cui l’unico vero Celentano, Adriano, non c’entra niente. Diciamo che è un modo per sfruttare l’unica cosa buona che Giacomo possieda, il cognome! Di cosa si occupa? Di tutto, da produzioni discografiche e cinematografiche a eventi di vario tipo, marketing, format tv, ufficio stampa, promozione radio e tv fino al noleggio di yacht, ville, jet, auto di lusso e sportive. Speriamo abbia più successo promuovendo gli altri, visto che da solo non ha saputo promuoversi lamentandosi dello scarso appoggio della famiglia. Uno che lo apprezzava però c’è. Si tratta di Mario Lavezzi, che ne ha tessuto le lodi, ma poi ha detto: “Non ho accettato di occuparmene solo per mancanza di tempo“. Cioè in sostanza non si è nemmeno sforzato di trovare una scusa!
Ma noi vogliamo ricordarlo così, il caro Giacomino, con la bandana in testa di silviesca memoria (o una tovaglia, come dice Fabio De Luigi), le occhiaie profonde e la faccia da dodicenne. Guardate il video sotto, è la sua memorabile partecipazione a San Remo nel 2002 con il commento della Gialappa’s e l’esilarante risata contagiosa del signor Carlo. Da notare che la canzone si intitola You and me (come una nota tariffa) e a un certo punto entra Katia con un cellulare. Non si contano ancora i danni d’immagine che la Vodafone ha involontariamente rimediato dopo questa esibizione…

Gli “Amici” di Carmen Sandiego

10 Ott

Con questo post inauguriamo una nuova sezione del blog, una sezione che vi farà piangere, vi farà commuovere, vi farà ricordare, la cosiddetta Naftalina o Il Baule in cui parleremo di cose del passato che stanno a cuore alle Commari. Amiamo il trash, anzi sguazziamo nel trash e per noi Amici ha sempre rappresentato il momento più alto della kitscheria televisiva. Ma c’è un ma in quello che era nato come il più grande ufficio di collocamento televisivo, quello che strizzava l’occhio e dava la mano a Leroy e alla signorina Grant, tanto che la primissima edizione si intitolava proprio Saranno Famosi… mica tanto! Riguardando il sito della primissima edizione – ancora oggi la più ricordata dalle due Commari – scorrendo i nomi dell’ipotetico post, la domanda che ci siamo poste in continuazione era su ogni concorrente era: “CHE FINE HA FATTO?” e da qui il collegamento a uno dei miti della nostra infanzia il passo è davvero breve. Ed ecco il nostro remake…

Della prima edizione ricordiamo solo Gigi Garretta, lo studente Lumsa Andrea Cardillo e la sua compagna di vita Valeria, Marianna la Heather Parisi di Taranto, con il padre in galera e poi la defunta categoria “presentatori televisivi” e il fratello meno famoso di Pino Insegno. Le Commari avevano un debole conclamato per Renato Sannio, con tanto di cv su internet e profilo in Feisbuk. Ma cosà avranno fatto dopo? Avranno sorpreso tutti quanti coi gioielli del Burundi? No. Garretta per esempio ha condotto The box, il giochino snervante che alle due di notte vedevamo solo noi due e qualche netturbino. Sannio invece ha intrapreso la carriera di sceneggiatore di sit-com come Camera Cafè e Quelli dell’Intervallo, e questo gli fa onore. Valeria è fuggita in Venezuela a lavorare per Marco Polo, Marianna non si sa, forse, come molti altri,  è ancora nel giro Costanzo-De Filippi, ma noi questi li ignoriamo…

La seconda edizione è ricordata soprattutto per un uomo dal nome assurdo GUGU, che va bene che le Commari amano Guga Kuerten, ma Gugu che nome è? E soprattutto per  Stefano Bindinelli, uno dei più belli ad aver mai toccato il suolo del palco di Cinecittà. E cosa fa ora il bel Stefano?  Ruba i laghi in Scandinavia e i cammelli del Sahara? No, purtroppo lui e il suo deretano non hanno avuto il successo che si meritavano ed ecco che il giovine sardo è costretto a lavorare in uno negozio del centro di Roma, vi prego diteci qual è, conosciamo commari che ucciderebbero per di sapere in quale boutique apre le porte o a chi dona il suo sorriso. Di questa annata si ricorda anche Paolo Stella, che a una delle commari piaceva tanto perché le ricordava un divino attore spagnolo che una maruja ha intravisto a Barcellona, speriamo invece che Luca Basto sia passato a miglior vita o almeno per contrappasso dantesco si ritrovi a fare il panettiere a casa sua. Ma attenzione, in questa edizione forse qualcuno ce l’ha fatta ed è uscito per 24 ore con Michelle Hunziker!

La terza edizione la ricordiamo per l’arrivo in gommone di numerosi concorrenti, se Kledi Kladiu vi sembra abbastanza non continuate a leggere. Mentre l’edizione precedente aveva ospitato Anbeta, che oltre a un’assurda somiglianza con Milena Vukotic è una fantastica ballerina, da quest’edizione gli albanesi si moltiplicano. Di Amici numero 3 ricordiamo solo Anna Dalton perché ci ha fatto scoprire un gruppo geniale su facebook e ha aiutato Bisio nella pubblicità delle pagine gialle, e Leon Cino… e sì è il suo vero nome.
E proprio con un gommone navighiamo verso le due edizioni dimenticate persino da due principessine del kitsch televisivo e passate agli annali solo per Piero Romitelli, il clone di Bimbo Sturby – che è andato anche a Sanremo  con Pietro Napolitano – e per un altro membro del gruppo del Gommone, forse il condottiero dello stesso Klejdi. Nella quarta c’era anche un certo Alberto Galetti, che era Daniele de “I liceali”, la fiction di Canale5.  La quinta non ricordiamo neanche quando è iniziata, ma la citiamo per via di un altro alfiere del canotto, Elian. Ed eccoci navigare alla sesta dove arriva il principe del canotto, il ginnasta Bambi. Quest’edizione però vogliamo dimenticarla: è il momento più basso della carriera di Yuri-Chechi-Chechi-Yuri e perché ha lanciato – ahimé – la professoressa Celentano. Ci piace ricordarla per lo spagnolo dal nome messianico. Già, Cristo, ve lo ricordate? Dov’è oggi? Magari scorribanda per il mondo da Pechino a Barcellona. Quello che è certo è che è stato dirottato da Amici a San Remo per poi tornare nella sua terra natìa, ma con i suoi 39 fratelli fa ancora furori. La cantante Karima Ammar non vinse per un pelo, ma Rudy Zerbi (che noi amiamo perché amico della Gialappa’s) le fece delle promesse. Sono state mantenute e magari Karima dal Mar Rosso in Groenlandia va cantando vecchi blues? No, apre i concerti di cantanti famosi nella sua città, Lucca.

Qualcuno ce l’ha fatta come tre che cantano nel musical di Cocciante, Antonino che ha fatto un paio di cd, la Fantauzzi che compare ogni tanto in tv o al cinema, la Ghio che ha perso sei taglie sta in prima serata su Raiuno il sabato sera, ma la sigla dell’anno scorso “Uno su mille ce la fa” era molto, molto, ma proprio molto azzeccata. E in generale il grande pubblico questi qui non se li fila. Ai concorrenti della settima edizione, quindi, ricordiamo che questo programma non gli darà la notorietà, visto che se l’è presa tutta la Celentano, che va in tv solo perché ha il cognome del molleggiato e non c’è scampo se decide di portarsi via la giungla

questo appare quando si vuole sapere cosa stanno facendo alcuni ex di Amici

FILE NOT FOUND: questo appare quando si vuole sapere cosa stanno facendo alcuni ex di Amici

Avvistamenti – Anche le Commari hanno avuto esperienze di incontri ravvicinati con i vecchi “Amici”. Per esempio, la fille de poche si è ritrovata Cricetino-Fumarola sullo stesso Eurostar da Firenze a Roma e Paolo Stella su un aereo per la Sardegna (sì, andava a Porto Cervo, ma s’è pentita e non lo farà più, l’unica cosa buona è stata la scoperta del pane carasau che lei chiama gurasau…). Lo stesso Stella è stato avvistato su un autobus notturno (il 45) da Bradi Pina, che ha incontrato anche Lidia Cocciolo in fila al supermercato sotto casa e Manola Moslehi sulla metropolitana (vestita e pettinata malissimo). In tutte le circostanze le Commari hanno fatto finta di nulla, al massimo hanno dato una gomitatina a chi le accompagnava e ci hanno messo pure qualche secondo per mettere a fuoco e capire chi erano quei volti conosciuti. E comunque non erano le sole a ignorare i poveri amichetti sfigatucci, anzi, tutta la gente intorno sembrava ancora più ignara di avere di fronte un figlioccio di Maria De Filippi. Infatti è solo grazie alla loro acuta teledipendenza che le Commari li hanno riconosciuti (e con un discreto sforzo per di più), ma per le persone normali, altro che “saranno famosi”, il titolo doveva essere “saranno dimenticati”… Ma Carmen lei no perché la sua mano è molto lesta, da Chicago a Timbictù, arriva a Nashville, da Tokyo, via Roma e Milano, Parigi, Argentina e poi tornerà. No, perché non ci si dimentica così facilmente della DONNA che ci ha insegnato il valore della geografia, lei che ha dato il titolo a questo post lo chiude in bellezza con l’inno della sezione più puzzolente che un blog abbia mai avuto:

Con affetto, Maria Filippa e Maria Costanza