Riotta 2.0: da inviato speciale a chierichetto

8 Feb

gianni-riotta-sorride2_lap_tnLe Commari da un po’ di tempo vorrebbero capire quale malware sì è impossessato del povero Gianni Riotta, direttore del Tg1. Come può un uomo che ha cominciato la sua carriera come corrispondente del Manifesto (ma anche figlio di papà al Giornale di Sicilia) finire a leccare il culo in modo barbaro ai cattolici?
Cosa è successo? Perché da quando c’è lui improvvisamente al Tg1 non bastava più un vaticanista (Fabio Zavattaro) ma ne hanno dovuto chiamare un altro dal Tg3 (Aldo Maria Valli)? Perché ogni giorno ci dobbiamo sorbire il pezzo su quello che ha fatto il Papa? Che ci frega se ha starnutito o ha avuto lo squaraus? E non è che dobbiamo sapere come la pensa Ratzinger su ogni minima cosa accaduta in Italia, nel mondo o nell’universo…
Ancora, perché con Benjamin fa i marchettoni ai libri cattolici? Com’è che ha fatto da relatore alla presentazione del libro di Giuseppe Corigliano dell’Opus Dei e ha elogiato quest’ultima in prima pagina sul Corsera per come aveva affrontato l’affaire Codice Da Vinci?
Ma che gli è successo? All’improvviso s’è svegliato e ha deciso di voler essere cattolico al 100 per cento alla faccia della laicità? Ma è normale che il tg più importante d’Italia, quello realizzato con i soldini di noi contribuenti sia diventato paragonabile a quello di Sat2000?
Un uomo che ha fatto il corrispondente da New York per le più importanti testate, si è laureato alla Columbia, ha insegnato a Princeton, ha scritto per il Washington Post, Le Monde e compagnia bella, che dovrebbe avere una indiscussa professionalità come può dedicare 25 minuti (VENTICINQUE contati con l’orologio di bradipina) del Tg1 del sabato sera al caso di Eluana Englaro? Una donna nei confronti della quale l’accanimento più che terapeutico è stato mediatico… E lui sta lì in prima fila a fare l’avvoltoio come la maggior parte dei politici italiani perché è una questione che sta a cuore alla chiesa e quando si tratta di fare i ruffiani con la chiesa si è pronti a tutto…
Anche se avesse fatto una passeggiata sulla via di Damasco, che se lo tenga per sé, la fede e la religione sono una cosa privata che non deve influenzare il lavoro di nessuno.
Insomma, non c’è speranza di riavere il vecchio Riotta? Dobbiamo tenerci questa brutta copia molto più somigliante a un chierichetto che a un giornalista e pagarla pure per dirigere il Tg1?!

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3 Risposte to “Riotta 2.0: da inviato speciale a chierichetto”

  1. lafilledepoche 09/02/09 a 18:01 #

    Secondo me il malware l’ha posseduto durante una sonnecchiante e sonnecchiosa riunione di redazione al CdS, o è stato causato da una strigliata di Paolo “I’m the best” Mieli, fatto sta che con questo post e con il mio commento possiamo dire addio all’assunzione in Rai e nel gruppo Rcs.

  2. freeangel81 09/02/09 a 19:06 #

    Che dite, per riavere il Gianni Riotta di prima accendiamo un cero in chiesa? 😉

  3. bradipina 09/02/09 a 19:40 #

    lol mi sa che è un’ottima idea! ;-D

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