Sanremo: Bonolis, Benigni, Povia e altre vaccate

19 Feb

nessunoWe’, lo so che il titolo fa cagare, ma la pigrizia spesso intorpidisce la mia creatività… Sempre meglio che titolare “Perché Sanremo è Sanremo” come l’80 per cento dei post sul Festival. Che poi mi chiedo ancora perché non hanno conservato quella canzone meravigliosa come sigla. Fiumi di parole sono tutte uguali ma qualcuna di loro ha delle piccole ali e magari chissà domani voleremo perché Sanremo è Sanremo. E all’improvviso viene voglia di cantare eeeeeeee, insieme a un altro viene voglia di cantare eeeeeeee, se viene voglia di cantare canteremo, proviamo a crederci e poi vedremo, se viene voglia di cantare canteremo, perché Sanremo è Sanremo… o qualcosa del genere (e rigorosamente con punteggiatura approssimativa). Più o meno me la ricordo bene perché la Gialappa’s continua a usarla come sigla di RaiDire Sanremo.
Il fatto che ve l’abbia canticchiata quasi tutta per riempire il post vi fa capire che non è che abbia cose molto originali da dire su questa edizione. Gli ascolti vanno bene e non è che abbia capito perché. Cioè, non fa completamente schifo, ma senza gialappi nelle orecchie sicuramente non riuscirei a guardarlo.
A quanto dicono Benigni ha fatto il botto ed è abbastanza ovvio, visto che da quando ha vinto l’Oscar è uno degli attori più sopravvalutati al mondo. Sinceramente rido molto di più con un comico  preso a caso da Zelig. Non è necessario che sia un Giacobazzi o una Geppi Cucciari, che mi fanno proprio scompisciare, bastano pure Katia e Valeria o BruceKetta o… ‘ndo cojo cojo insomma. Alla fine Benigni parla sempre di Berlusconi (e non ci vuole molto a far ridere parlando di lui, visto che fa ridere anche da solo), poi spara una poesia finale e tutti a dire Ohhhh ma come è bella questa poesia. Basta aver fatto il liceo per conoscere le robe che Benigni propone in tv. Come dice Fiorello (lui sì che non è mai banale e non ha bisogno di ricorrere sempre ai soliti discorsi su Silvio per farci ridere), con la Divina Commedia ci siamo fatti già ‘du palle a scuola, perché rileggerla? Tanto se uno non l’ha letta a scuola difficile che sia un intellettuale. Proviamo a interrogare su Dante uno di quelli che è rimasto estasiato da Benigni e vediamo se ci ha davvero capito qualcosa o ha fatto solo il falso moralista…
Anche la lettera di Oscar Wilde è arcinota e poi Benigni non è che sia Gassman che ti faceva venire la pelle d’oca quando recitava.
Sia chiaro che qualche risata me la strappa, per me non è mai tutto bianco o tutto nero. Però rimane il fatto che Zelig mi fa ridere molto molto ma proprio molto di più. Direte Sì ma fa ascolti. Lo so, infatti credo che l’Auditel sia la rovina dell’Italia, visto che certi programmacci purtroppo vanno avanti perché fanno audience (però lungi da me paragonare Benigni a Uomini e donne e robacce varie). E non dimentichiamoci che per meno di mezz’ora s’è beccato 350mila euro, non ha rilasciato interviste e vuole pure i diritti delle sue partecipazioni. Non faccia il comunista, please.
E veniamo a Povia. In tutta sincerità, la sua canzone è musicalmente una delle mie preferite. Perciò è un peccato che abbia sprecato la melodia per un testo così. Oddio, il testo non è niente di terribile, non è quello che vuole far credere Grillini. Però nemmeno se ne sentiva il bisogno. Molto meglio i bambini e i piccioni. Anche se a me viene da fare una riflessione: se Cristicchi ha vinto con una canzone in cui alla fine un matto si suicida (ed è ovvio che non tutti i matti si suicidano), perché Povia non può cantare una canzone in cui un gay diventa etero? Certo, sarebbe bello che poi magari scrivesse una canzone che parli del processo inverso, che peraltro è molto più frequente (cioè un etero che diventa gay), anche perché, come dice il signor Giorgio Gherarducci, i gay si divertono molto di più (altrimenti non si chiamerebbero “gay” tra l’altro…). Devo ammettere però che, anche se non è grave ciò che Povia dice nella canzone, un po’ di più lo è quello che dice il presunto vero Luca. E io non capisco come possano essere la stessa persona, visto che il testo di Povia dice “non sono andato da psicologi psichiatri preti o scienziati”, mentre il tizio è andato da un cattolico integralista (e te pareva). La mia convinzione è che il vero Luca, se davvero ha provato a farsi guarire da ‘sto Joseph Nicolosi, in realtà è ancora gay… Mentre Povia, che non ha disdegnato di partecipare al Family Day, voleva leccare il c… a una certa parte politica (che magari non sta in Parlamento, ma purtroppo conta molto di più di quelli che si siedono sugli scranni di Montecitorio e Palazzo Madama ed è politica lo stesso).
Per il resto: meravigliosa Katy Perry; Marco Carta che cappero si era messo il primo giorno? E poi, vestito a parte, la canzone mi sembra un tentativo di proporsi come il nuovo Ramazzotti e spero che fallisca… Arisa potrebbe diventare il mio idolo (anche se è vero che somiglia a Nicola del GF9); Pupo è un mito quando scherza, ma il trio è inspiegabile; linciate Albano; Patty Pravo ormai sembra un rettile.

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2 Risposte to “Sanremo: Bonolis, Benigni, Povia e altre vaccate”

  1. nicoletta benigna 18/03/12 a 23:40 #

    Ehm, Zelig meglio di Benigni? Contente voi… -.-

  2. Checa 27/03/12 a 23:06 #

    Bah,paragonare Benigni a i comici di Zelig…contente voi.

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