Archivio | marzo, 2009

Consigli per gli acquisti: Miss Dior Chérie – L’Eau

31 Mar

Mentre le commari confabulano sul futuro passaggio nel web-etere ecco che si innamorano follemente di uno spot televisivo. Neanche un battito di ciglia dopo è stato scelto come nuovo consiglio per gli acquisti. Per varie ragioni: lo spot è diretto da quel mito di Sofia Coppola, è girato in una città che le commari amano (se non l’avete capito di quale stiamo parlando vi consigliamo vivamente di andare a fare il provino per il Grande Fratello 10) e poi perché ha quell’aria e quella poesia che sembrano uscite da Sandy dai mille colori. I palloncini il vestitino rosa, gli splendidi occhiali non c’è nulla in questo spot che le commari non amino. Adorano addirittura il prodotto che è reclamato…  perché un po’ siamo Miss Dior Chérie anche se non così belle… ma dentro di noi si alberga una fanciullina che parla con la r moscia e che va in giro in bici per le vie di qualche arrondissement. Amiamo persino il modello che si vede alla fine così dannatamente francese, come la ragazza (anche se bielorussa di origine) e la canzone dello spot del mito e commare Brigitte Bardot. Oui, nous nous jouons

Il poster della campagna altresì meraviglioso

Il poster della campagna altresì meraviglioso

Profumatamente vostra,

Maria Diora

High fidelity#1: Le risse che avremmo voluto vedere, ma anche no…

24 Mar

Cari amicici o nemicici (che mi sa che siete di più perché solitamente grazie a questo blog raccogliamo insulti di ogni tipo), ecco a voi la nuova rubrica delle Commari. Dopo un lungo travaglio dovuto all’insana pigrizia delle due blogger (perché se una è onesta e si chiama bradipina, anche la fille de poche non è da meno in quanto a “lo faccio dopo”, come dice un ormai celebre gruppo di facebook), ma anche e soprattutto alla  distanza che le separa… finalmente vi proponiamo la prima puntata di High Fidelity/Alta fedeltà. Ci pensiamo da mesi, ma non abbiamo mai avuto voglia di scriverla. Se ne poteva in effetti fare a meno? Mah, noi pensiamo di no. Grazie a questa rubrica ricordiamo un capolavoro della letteratura britannica contemporanea  (del mitico Nick Hornby), il libro dal quale prendiamo in prestito il nome e che è stato anche trasposto in un film con protagonista l’idolo delle Commari John Cusack (molto presto compare).
Ora vi chiederete perché abbiamo scelto questo nome. Ve lo spieghiamo subito. Se vi ricordate il libro/film (se non lo ricordate vergognatevi e andate a comprarlo subito!), il protagonista Rob Fleming (Rob Gordon nel film) e i suoi amici Dick e Barry erano soliti fare classifiche di cinque posti: le famose Top Five. Nella maggior parte dei casi l’argomento era la musica, ma non sempre.
Bene, da oggi in poi, quando ne avranno voglia, le Commari stileranno le loro Top5 sugli argomenti più disparati.
Per la prima “puntata” abbiamo preso spunto dalla cronaca, ecco quindi le risse cui avremmo voluto assistere, ma anche no, perché potrebbero essere state molto pericolose…

1) Rissa tra i rugbisti Sébastien Chabal (non a caso detto l’Orco e clone del musicista transalpino Sébastien Tellier) e Martín Leandro Castrogiovanni avvenuta domenica notte all’Art Cafè di Roma durante il “quarto tempo”. Motivo del contendere pare sia stata la ragazza di Castrogiovanni, la sciatrice Giulia Candiago, infastidita da Chabal. Bene, noi l’avremmo voluta vedere questa rissa ma immaginiamo la paura dei presenti davanti a questi due omaccioni ubriachi e incazzati. Una rissa del genere fa davvero paura, ma anche no, volete mettere tutto quel testosterone??? E poi mettiamoci nei panni della ringalluzzita Candiago che si vanta il giorno dopo mentre si fa un pedicure.

2) Rissa a Oz, la serie tv che ha cambiato la vita di  una delle due commari (la fille). Nel penitenziario più famoso della tv le risse erano all’ordine del giorno: italiani (siciliani) contro latinos, irlandesi contro musulmani, africani contro  cattolici, ariani contro tutti e anche i trans si difendevano egregiamente. Tra sangue, botte e insulti le risse certe volte erano da brividi, ma volete mettere essere l’ufficiale di polizia a sedare la lite fra  i due amanti Beecher e Keller? In questo video un bel montaggio del meglio della terza stagione.

3) Le risse tra Fabrizio Corona e i poliziotti/paparazzi/carabinieri/vigili/passanti/nine moric e qualsiasi altra cosa gli sia capitata davanti. Anche  alla Fattoria non è stato da meno ed ecco che in meno di una settimana in Brasile ha litigato anche con lo sterco del maiale (su una cosa siamo d’accordo Milo Coretti va ucciso a badilate). Quest’uomo più insopportabile della sabbia nelle mutande, ma altresì affascinante (solo per la fille, perché la bradi lo eliminerebbe dalla faccia della terra), ha litigato con chiunque e possiamo scommettere che continuerà a farlo. E poi è troppo rancoroso e bullo per non menargli nelle gengive (e chissà potremmo riportarlo alla ragione e così i suoi tatuaggi scompariranno e tornerà a essere un ragazzo bello e compito tipico della Milano da Bere anni ’80)

4) Rissa storica fra Christina Yang e Meredith Grey a Grey’s Anatomy: quella che in inglese viene definita catfight, un litigio fra donne fino all’ultima unghia rotta, anche se in questo caso no nail involved, si usano i guanti di lattice… La immaginiamo così: stufa, arcistufa delle solite panzanate di Meredith, Christina strozza  Meredithcon lo stetoscopio, con una mano la immobilizza e con l’altra le dà una dose di sedativo che potrebbe mettere k.o. un purosangue… Ed eccola dopo averla battuta, uscire trionfante fra gli abbracci e i baci di George, la Nazi, Chief, Sloan e anche Mc Dreamy, che FINALMENTE torna sul mercato. Forse delle 5 è l’unica lite  cui davvero vorremmo essere presenti.

5) Rimaniamo in tema telefilmico ed ecco che arriva il cattivo di Heroes, l’uomo che bradipina ama alla follia: Sylar. Già la tua vita è scombussolata e scopri di avere un potere fichissimo, tipo leggi nel pensiero, voli, le tue cellule sono iper cool, parli ruttando. Ma poi un uomo tomo tomo cacchio cacchio entra nella tua vita e in men che non si dica ti  apre il cervello e ti fotte il potere … Che dire, scappi chi può… anche se Bradi non è propriamente d’accordo.

La cat-fight fra le specializzande Meredith Grey e Christina Yang

La cat-fight fra le specializzande Meredith Grey e Christina Yang

Rissossamente vostre,

Maria Nickoletta e Maria Roberta

Il brutto anatroccolo 2.0: la storia di Dev Patel

13 Mar

Premessa, una delle due commari voleva ergere il giovine attore inglese di origine indiana a compare ad honorem. Per chi non lo conosce Dev Patel è un diciottenne inglese, born and bred a Londra, che è noto (a molti) per aver prestato il suo volto sbarbatello ad Anwar, uno dei personaggi principali di quel capolavoro chiamato Skins, una serie televisiva inglese ambientata a Bristol e recitata da sbarbatelli tutti non ancora ventenni prelevati fra mille e mille sbarbatelli di sua Maestà. Anwar è un giovane indiano di religione musulmana con un unico obiettivo: perdere la sua verginità, per questo motivo durante le prime due stagioni è quasi sempre ignudo. A chi ha visto la serie Anwar sembrava bruttino, ma già dalla seconda puntata non potevi evitare di trovarlo carino. Fra i tanti fan di Skins nel paese della regina Elisabetta c’è anche la giovine figlia del mito assoluto Danny Boyle, che appena sente che il papi sta per girare un film indiano con un cast tutto indiano ispirato a un libro scritto da un indiano consiglia al papà di Trainspotting di scegliere Dev Patel come protagonista. Ed ecco che il diciottenne parte alla volta di Bombay e si cala nei panni di un comune cameriere di una delle città più popolose del pianeta, cancella il suo (irresistibile) accento british e si trasforma nell’eroe senza macchia Jamal Malik. Dev Patel è felice per aver recitato in un film diretto dal suo idolo Danny Boyle. In Slumdog Millionaire recita anche la splendida – non è un eufemismo – Freida Pinto, un’attrice indiana – anche lei come Patel alla sua prima prova in un film – con un passato di modella. Freida è bellissima,  è sublime, mentre Dev è dinoccolato, magro… sembra un grissino. Ma come sappiamo a ogni grissino è applicabile il teorema del Tonno Rio Mare e come faceva il grissino dello spot, anche Dev affonda nel tonno. Ed eccolo trasformarsi da brutto anatroccolo in cigno. Si rade i baffetti, crescono i suoi capelli e per contratto indossa la cravatta ed eccolo pronto a promuovere il film candidato a 10 statuette (di Oscar ne ha vinti 8). Solita trafila:  una sera da David Letterman, un’altra da Jimmy Kimmel, poi va a fare visita a Craig Ferguson e infine va da Jon Stewart.  Ma siccome Dev non balla da solo eccolo insieme a Freida Pinto al Today Show, a insegnare i passi a Tyra Banks o a portare scompiglio nello studio di Ellen. Tutto questo per promuovere il film direte voi… ebbene sì! Bene, finita la promozione Slumdog Millionaire sbanca ai Golden Globe e agli Oscar, ma non vogliamo parlarvi di questa vittoria… Eh eh, da brave commari siamo molto più interessate alla vita sentimentale del bel Dev ed eccolo che tomo tomo cacchio conquista il cuore della bella Freida, un po’ come se il bruttino del liceo portasse al ballo il capo delle cheerleader. Per questo amiamo Dev perché è come se io e la commare uscissimo da un ristorante mano nella mano con un compare. Dev ci è riuscito, è passato da essere uno sbarbatello che prende il metrò tutti i giorni a essere un – diciamolo – sex symbol. Il brutto anatroccolo si è trasformato in cigno e Freida questo lo sa.

Da brutto anatroccolo a cigno

Da brutto anatroccolo a cigno

Freida e Dev

Freida e Dev

Ed ecco il video di Jai Ho, condizione sine qua non per comprendere il perché i due attori perdono la loro dignità ballando una coreografia made in Bollywood in tutti i programmi dell’etere statunitense e con all’attivo numerose parodie e ahimé ha già un remake

Bollywoodianamente vostra,

Maria Latika

Il compare della settimana: Kevin McKidd aka Dr. Owen Hunt

9 Mar

Da un po’ le commari sono affette dalla sindrome di Pippi Calzelunghe, amano i capelli rossi e allo stesso tempo si professano amanti delle lentiggini. Così hanno scelto Malik Zidi e dopo un francese eccovi servite con un altro pel di carota, questa volta scozzese, già perché chi di Malpelo ferisce, di Malpelo perisce. Eccovi dunque Kevin McKidd. Direte e mo’ chi è questo? Chi ama Danny Boyle l’ha già visto quasi quindici anni fa nei panni di Tommy e chi di voi ha letto Trainspotting conosce la triste storia di Tommy e la sua caduta nel vortice della droga… Bene e poi? Non temete per rilanciare  la sua carriera il McKidd si barcamena nel mondo delle serie tv, interpretando prima un antico romano, poi un uomo venuto dal futuro e per non farsi mancare niente eccolo nei panni di un reduce dell’Iraq. McKidd, di cui ancora non ci è ancora chiaro il colore dei capelli, lo amiamo proprio per questo suo ultimo ruolo (anche se l’altra commare lo ama nel ruolo di uomo del futuro), un medico d’urgenza che appena tornato dal fronte per trovare un po’ di pace, si trasferisce nell’ospedale più ormonale della tv e dopo neanche una settimana, eccolo che vuole tornare nella terra che fu di Saddam. Un po’ tomo tomo cacchio fa innamorare di sé Cristina Yang. Premessa tutti i fan di Grey’s Anatomy sperano, da quando il bellissimo Isaiah Washington ha lasciato (giustamente) la serie, che la mitica Yang abbia un fidanzato con gli attributi… E con grande orgoglio e con il Mclinguaggio possiamo dire che McHunk (il Dr. Figo), ultimo dopo McDreamy (Stranamore) e McSteamy (Dr. Bollore), viene eletto McBest.
La cosa che amiamo di più del loro amore è che lo reputiamo vittoriano, vittoriano nel senso positivo del termine, un po’ nato in sordina, un po’ perché mette in primo piano i veri sentimenti e soprattutto li adoriamo perché la Yang non ci sfracella la devozione come fa 24 ore su 24 Meredith Grey.

McHunk

Kevin McKidd è Owen Hunt "McHunk"

Ed ecco il video incriminato:

Perché il compare della settimana? Avevamo già espresso il nostro apprezzamento per i dottori in quanto tale e la nostra rinnovata passione per i Malpelo ci fa amare Kevin McKidd e il Dr. Hunt con lo stesso trasporto. La storia d’amore con Cristina ha fatto il resto, lei moderna Elizabeth, lui Darcy in camice: tutto a ritmo di baci, ventole, pezzi di ghiaccio conficcati, maiali da squartare, mani che si sfiorano e nuche scoperte… Come direbbe Dean Martin… That’s amore, altro che McDreamy e Meredith Grey.

Chirurgicamente vostra,
Maria Shonda

Male che vada fondiamo il Partito delle Commari

7 Mar

poscacchi1Come sfuggire al precariato, alla paura del futuro, alla disoccupazione, all’incertezza di quando e come si raggiungerà la pensione?
Facile, basta farsi eleggere in Parlamento. E ci possiamo scommettere che se fossimo disposte a qualche compromessuccio, a rinunciare alla nostra integrità morale, a venderci il cervello su eBay e l’anima su Amazon, a cominciare a fare promesse immantenibili, avremmo subito accesso a Montecitorio (per Palazzo Madama siamo ancora troppo giovani). O magari, ancora meglio, al Parlamento Europeo. Tanto questo blog è la prova che già siamo molto brave a sparare vaccate e lo facciamo con una certa disinvoltura, quindi saremmo delle perfette politicanti.
E considerato che siamo donne, nonostante l’annoso problema delle quote rosa, potremmo invece trovare una scorciatoia per arrivare a uno scranno: basta darla alla persona giusta.
Visti i tizi che passano da piazza Colonna e dintorni, io e la mia commare non sfigureremmo per niente, almeno sappiamo che cosa sono il Darfur e la Consob e un milione di altre cose che nemmeno un terzo dei parlamentari eletti sanno. E non perché siamo dei geni, ma semplicemente perché uno straccio (anzi due) di laurea ce l’abbiamo e anche qualcosa in più e poi per essere più colti di un parlamentare medio basta la terza media (ma avendo studiato per davvero e non per finta).
Ma vediamo perché vale la pena essere un parlamentare, magari uno di quelli che nessuno conosce, che si fa i fatti suoi senza metterci la faccia. Intanto, pagheremmo il caffè solo 45 centesimi (una roba che non esiste nemmeno nelle macchinette aziendali), poi avremmo il bonus per il parrucchiere (dicono che l’hanno tolto, ma chi ci crede), l’autista, in Sicilia potremmo addirittura usufruire di una corsia preferenziale, potremmo pranzare da regine con nemmeno due euro, ma soprattutto, finito di “lavorare” avremmo un vitalizio e un contributo a titolo di reinserimento sociale (?!?) e, toccando ferro, pure un’indennità funeraria!
E se proprio non riusciamo a farci eleggere, potremmo sempre fare noi le autiste delle auto blu o le parrucchiere o le operaie di qualsivoglia genere e farci raccomandare da qualcuno per essere assunte alla Camera: guadagneremmo comunque più di un professore universitario o di un luminare di medicina.
Lo so che sono cose che si ripetono spesso, ma allora perché se ne parla ma poi non cambia mai niente? Perché veniamo a sapere che i senatori italiani guadagnano 144.084,36 euro all’anno per non fare un cazzo e tanta gente che lavora davvero non guadagna neanche un decimo?
Ho sempre pensato, sentendo quanto guadagnano quelli che lavorano in tv, che il mondo va alla rovescia, che uno che fa un mestiere che lo diverte ha uno stipendio assurdamente alto rispetto a un poveretto che si spezza la schiena in miniera e rischia pure la vita. E su questo punto i parlamentari facevano i moralisti (l’unica cosa che sanno davvero fare), tanto che tre di loro volevano fare un’interrogazione parlamentare per il cachet di Bonolis che ha preso un milione di euro per Sanremo. Però siceramente loro sono gli ultimi che possono fare questi discorsi: si guardassero prima nelle loro tasche, troppo piene rispetto a quello che fanno.
E specifichiamo che lo sappiamo bene cosa fanno, perché bradipina e la fille de poche per mesi sono state appresso ai politici e non si spiegavano perché quei simpaticoni, cominciando un inutile e noiosissimo convegno, dicessero sempre “Apriamo i lavori”. Ma quali lavori?! Non producono niente, non arrivano a nessuna soluzione, parlano e sparlano di cazzate pure e per organizzare quelle vaccate spendono pure soldi. Ma andassero a zappare, almeno si renderebbero utili.
E il bello è che si lamentano se non hanno il gelato al bar, pardon, alla buvette del Senato. Scrocconi e viziati di merda!

P.S.
Se cercate informazioni serie su questo argomento potete trovarle qui, qui e qui.

Se ce l'hanno fatta loro possiamo farcela anche noi

Se ce l'hanno fatta loro possiamo farcela anche noi

La vostra indignatissima Maria Eletta