Quando il giornalismo dà il peggio di sé

7 Apr

Per una volta anche le Commari parlano seriamente. Sì perché quello che stanno vedendo in questi giorni le sta facendo vergognare di appartenere alla categoria dei giornalisti e non potevano restare zitte.
Nelle situazioni più tragiche il giornalismo italiano dà il peggio di sé. E considerato che già di solito non è un bijoux, vuol dire che in queste circostanze è veramente inguardabile, inascoltabile, illegibile.
Per riempire le due-tre ore della prima serata, Raiuno con Porta a Porta e Canale5 con Tg5/Matrix non sapevano più cosa inventarsi. Allora ecco che Mimun manda una giornalista a rompere le balle alla gente già esausta rifugiatasi nelle macchine per la notte. E non si accontenta di disturbare una o due persone, continua imperterrita nonostante gli intervistati dicano tutti la stessa identica cosa, finché evidentemente qualcuno dall’alto non le dice basta. Ora, proprio perché questo mestiere lo conosciamo, non diamo la colpa alla povera giornalista (di cui mi sfugge il nome), perché sicuramene le è stato ordinato di fare un servizio del genere.
Addirittura Pietro Suber ha dovuto chiedere la cortesia di farsi intervistare a una famiglia che stava riposando in una tenda. E Toni Capuozzo, con molta educazione, ha fatto capire che lui e i suoi colleghi si sentivano a disagio nel fare quel tipo di servizi, ma evidentemente dall’alto non volevano sentirli e continuavano a scavare in ogni minimo dettaglio.
Il giornalismo italiano quando ci sono tragedie in corso diventa più morboso di un reality, più insistente di un paparazzo, più maleducato di Tarzan prima che incontrasse Jane.
Ma il picco del cattivo gusto lo ha raggiunto, come spesso succede, il Tg1, che nell’edizione delle 13.30 del 7 aprile ha fatto leggere a Susanna Petruni tutti i dati Auditel registrati dalle edizioni della giornata precedente e ovviamente incentrate sul terremoto in Abruzzo. Quando l’ho sentito non ci volevo credere. Ma che cazzo aspetta Riotta ad andarsene? Non lo hanno spostato al Sole24Ore? Secondo noi dovrebbero proprio lasciarlo a casa.
E Bruno Vespa che nonostante tanta gente sia senza casa si preoccupa delle chiese della sua città natale?
L’informazione in Italia è nelle mani sbagliate da anni e chissà per quanto ancora dovremo sopportare questo strazio.
Non si salvano nemmeno i siti web. Dal corriere.it a repubblica.it e compagnia sono tutti fissati con la storia del reporter diffuso. Vogliono filmati e foto fatte dai cittadini, però non fanno niente per controllare che quello che arriva è vero. Un blogger ha mandato una foto tratta da Flickr di un disastro avvenuto in un altro contesto e il corriere.it l’ha pubblicata in homepage… Ovviamente il blogger li ha sputtanati e non è stato l’unico.
Sola una cosa possiamo dire ai giornalisti che si stanno comportando in questo modo barbaro: vergognatevi.

Ecco il Tg1 che si vanta degli ascolti:

Sconvolte e frustrate le vostre Maria Chiara e Maria Lucia.

Aggiornamento: Siamo completamente d’accordo con tutto quello che ha detto il mitico Aldo Grasso sulla – sua definizione – “caduta di stile” del Tg1.

5 Risposte to “Quando il giornalismo dà il peggio di sé”

  1. lafilledepoche 07/04/09 a 19:12 #

    la cosa più bella è che ti insegnano la deontologia… non ho parole!

  2. bradipina 07/04/09 a 21:36 #

    Tanto della deoontologia se ne strasbattono già quando fanno vedere mille volte persone sanguinanti, gente sulle barelle o addirittura si ficcano negli ospedali per strappare un’intervista…

  3. bradipina 08/04/09 a 16:11 #

    beh, sì, ma leverei “mitico” come aggettivo di Aldo Grasso, spesso di vaccate ne spara pure lui, anche se in certi casi (come questo) si può essere d’accordo.

  4. lafilledepoche 08/04/09 a 17:21 #

    no aldo è sopra ogni cosa….

Trackbacks/Pingbacks

  1. 00:01:08:932 « Garolfo On Line - 08/04/09

    […] il Garolfo non può che annotare sul proprio taccuino i tratti salienti della catodica, desolante, essenza dell’italica penisola. Certificata dalla bionda Susy e condensata in un minuto, otto secondi, […]

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