Archivio | maggio, 2009

Clizia, ma lo hai sposato Simon Le Bon?!

21 Mag
Clizia appena sveglia... l'ha truccata la fatina del sonno?!

Clizia appena sveglia... l'ha truccata la fatina del sonno?!

Mentre i francesi avevano Sophie Marceau e Il tempo delle mele, gli americani si sollazzavano con Molly Ringwald e tutta l’allegra brigata del brat pack, noi avevamo Clizia Gurrado e Sposerò Simon Le Bon.
Anche se le commari in quegli anni erano ancora in fasce, si sono poi sorbite i film adolescenziali degli anni ’80 negli afosi e inutili pomeriggi estivi dell’ultimo decennio del ‘900, quelli in cui non sapevi che fare e allora “Ma sì, vediamo che c’è su Italia1”. Se ti andava male beccavi qualche film di Jerry Calà, se eri fortunata sognavi con Molly e i suoi amici, oppure, almeno una volta sarà capitato a tutti, ti fermavi a guardare questa pellicola italiana dell’86, criticata da molti ma divenuta ormai un cult per chi è stato adolescente negli anni ’80-’90.
Parliamo appunto di Sposerò Simon Le Bon, un film che offre molti spunti. Il senso principale del racconto era: “Quanto sono belle le mie Timberland!” Sì, proprio così, perché ogni paninaro che si rispetti (ecco l’altro tema-chiave) portava quelle scarpe lì, con il Moncler e la t-shirt Naj Oleari. I paninari non sono assolutamente da sottovalutare, altrimenti i Pet Shop Boys non avrebbero dedicato loro una canzone. Un movimento che ha reso famosi (?!) i ragazzi milanesi nel mondo!!! Il film è tratto da un libro di un’adolescente, tale Clizia Gurrado, che dà il nome alla protagonista interpretata da Barbara Blanc ed è esilarante la scena del risveglio di lei, che sogna il suo idolo sull’altare  (senza mai riuscire a sposarlo)  e quando suona la sveglia è già truccata come se stesse per andare a fare un servizio fotografico, con tanto di lucidalabbra, ombretto, rimmel e tutti i crismi. Una recitazione da dilettante, come il resto del cast, costituito in buona parte da figli di papà: Luca Lionello (figlio di Oreste), Gianmarco Tognazzi (figlio di Ugo), e poi lei, l’amata/odiata Giuppy Izzo che ancora si faceva chiamare Federica (ma come si passa da Federica a Giuppy? Qualcuno ce lo spieghi, noi pensavamo si chiamasse Giuseppa). Una commare suggerisce che sarebbe stato meglio se la carriera di Giuppy fosse finita lì (ok le piaceva quando doppiava Gilmore Girls,  ma le ha rovinato Grey’s Anatomy) l’altra, sebbene si sforzi di sopportarla quando doppia Meredith o la pubblicità della Tim, un po’ le è affezionata in quanto voce di Bridget Jones. La convinzione delle commari è che in questo film ci sia in nuce il “moccismo”… Sì perché Federico Moccia in quegli anni era poco più che ventenne e cominciava a pensare a Tre metri sopra il cielo, e poi, da dove altro può aver preso i ridicoli nomi per i suoi personaggi? Infatti Lionello si chiamava Alex come Raoul Bova in Scusa ecc ecc, il nome del personaggio di Tognazzi invece era Cody (Cody?!?!?!?), che comunque fa cagare meno di Step (Step?!?!?!?!?!?!?!). A un Moccia o ancora peggio a una Melissa P noi continuiamo a preferire la cara Clizia, che non si sa bene cosa faccia oggi, qualcuno dice che scrive ricette per gatti (e questo fa di lei il nostro idolo…). A questo punto lanceremmo anche un appello: se qualcuno sa cosa fa la signora Gurrado, ce lo dica, siamo curiose, vogliamo almeno sapere, alla fine, chi diavolo ha sposato!!!

Per i nostalgici, qualche scena del film

Fanaticamente vostre,
Maria Clizia e Maria Giuppy

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Alla scoperta della pingpinguistica

20 Mag

Oggi vi parliamo di un soggetto unico, di un autentico idolo, di un mito di tutti gli amanti e no dei freaks: He Pingping, 20 anni e 74 cm di altezza, l’uomo più piccolo del pianeta.  Diventato il piccolo principe del teleschermo italico, grazie allo Show dei Record,  Ping Ping sembra Cicciobello, ma in realtà fuma e ha già la donna e gli piacciono molto le tette. E prorpio come il piccolo principe e Cicciobello, Ping Ping parla una lingua tutta sua. Mongole di origine, la sua lingua si compone essenzialmente di vagiti senza apparente senso. Ora, nessuna delle due commari è esperta di lingua mongola, ma il nostro dubbio è A CHI VUOL DARLA A BERE L’INTERPRETE?
Lasciando da parte il fatto assurdo che Pingping e la sua interprete sembra che parlino klingonese, una lingua che conoscono solo loro e incomprensibile ai più. Il minuscolo essere umano si esprime in monosillabi e lei traduce interi discorsi, tipo se Pingping dice “Uaaa” viene tradotto “io non ho paura”, “Buaaa” diventa “è più alto di me”, “Uapapapa” è “mi piace questa cosa”, “Ipi” è “perché sei gelosa”, “Oapoa” è “ma tu sei sempre bellissima”… ora questi sono alcuni degli esempi tangibili di pingpinguistica, la linguistica pingpinguiana. Se solo Chomsky lo ascoltasse per qualche minuto, ne farebbe un trattato… Già me lo vedo: Pingping in versione intellettuale con un paio di occhiali di Barbie esprimersi in monosillabi: “Uapauaaaaaaaaaaa” vuol dire “Di certo la maieutica mi ha emozionato”, e “Uaaaaaaaapoaaaaa” è “Non credo alla relatività quantistica” e poi l’impensabile “Oapoaaauaaaaaaa” è “Mao era un poco di buono”. Una volta sentito questo, il governo di Pechino invia una spedizione punitiva per distruggere Pingping a scarpate, povero piccolo freak 2.0! Vi risparmiamo i video dello Show dei Record, perché ahimé causano una strana dipendenza, ma eccovi un estratto di Freaks il film a cui neanche troppo tacitamente lo Show della D’Urso si ispira. In questo video i protagonisti (veri) dell’horror di Browning ed è inutile dire che il minuscolo Ping sarebbe stato accolto dall’allegra brigata con un sonoro:“Gooble, gobble, we accept him, we accept him, one of us, one of us!”.

Ok, non ho potuto evitarlo, ma sappiate che ho postato questo video solo a scopo scientifico:

Uaaaaaaaaaaaaaaa,

Maria Barbara/Freak

Liberateci dalla dittatura dei bimbiminkia

11 Mag

fans_tokio_hotelLe Commari odiano profondamene i bimbiminkia, sono i loro acerrimi nemici, infatti spesso capitano in questo blog a ricoprirle di insulti perché le due donnine hanno osato parlare di qualcuno dei loro idoli senza osannarlo come se fosse Gesù Cristo.
Qualche fortunato forse non sa ancora chi sono i bimbiminkia, e in questo caso, come al solito, rimandiamo al sito number one, Nonciclopedia, per una definizione accurata e puntuale.
Le Commari vorrebbero ribellarsi, ma sanno che la loro è, purtroppo, una battaglia persa, perché i bimbiminkia sono in maggioranza e un migliaio di loro si è addirittura impossessato di un gruppo di Facebook creato da una delle due Commari in onore di un comico che prende in giro i bimbiminkia. Ma loro sono così stupidi da non aver capito che quella del comico in questione è una parodia e continuano imperterriti a usare un linguaggio improponibile fatto di parole inesistenti nel vocabolario della lingua italiana.
Ma in fondo i bimbiminkia hanno dichiarato guerra all’italiano da prima di nascere e ancora peggio del parlato è il loro scritto. Per non si sa quale motivo hanno bandito l’uso della “c” e ricorrono invece sempre alla “k“, centellinano l’utilizzo delle vocali e scrivono come se stessero componendo un sms.

Ma il problema grave, che qui vogliamo mettere in risalto, è che i bimbiminkia dettano legge su tutto, guidano il mercato e se una cosa piace a loro è destinata a diventare un tormentone (e pazienza se è una stronzata colossale). Sono i principali responsabili della degenerazione dell’industria dell’enterteinment.
È colpa dei bimbiminkia se dobbiamo sorbirci ancora Uomini e Donne e Amici, High School Musical e Camp Rock, ma soprattutto i film e i libri di Moccia, i diari dei Cesaroni e dei Liceali e tutte le orripilanti vaccate connesse.
Il brutto è che adesso non solo la tv risente della dittatura dei bimbiminkia, ma anche gli altri mezzi. Un esempio: poiché quest’anno Maria De Filippi si è degnata di invitare un rappresentante per stazione radiofonica alla finale di Amici facendo loro un cazziatone in diretta, dobbiamo sorbirci le canzoni di Marco Carta, la Amoroso e compagnia brutta in ogni dove. Anche radio importanti come 105, Rds, Rtl 102.5 ci propinano queste canzonette a ogni ora, a volte addirittura una dopo l’altra. Tanto la Maria è abbastanza potente da assoldare autori di tormentoni a go go e le case discografiche ormai pendono dalle sue labbra. Come si spiegano i cambiamenti degli ultimi anni? Perché Giulia Ottonello non ha avuto successo e Marco Carta sì? Non c’è una spiegazione logica, se non la sempre maggiore influenza dei bimbiminkia. E le classifiche dei dischi e dei singoli sono ormai inguardabili.
Questi ragazzi sono talmente stupidi da credere che il cantante dei Tokio Hotel possa essere etero, che le storie raccontate da Moccia (e i nomi idioti che sceglie per i protagonisti) siano originali e romantiche, ma soprattutto possibili, che in tv si possa imparare a fare tutto (cantare, ballare, recitare ecc) e che le mutande di Corona siano un capo che non può mancare nel cassetto della biancheria.
La pubblicità è ovviamente rivolta a loro, i testimonial vengono scelti in base alle loro preferenze, soprattutto per gli spot più martellanti, quelli delle offerte per la telefonia mobile. Il nuovo tormentone della Tim diretto da Muccino e con protagonisti tre dementi che vogliono far musica a chi altri può essere rivolto se non ai fan dei talent che leggono i libri di Zanforlin e Sfondrini dove c’è sempre qualche sogno di mezzo?
Non sappiamo nemmeno a chi rivolgere il nostro appello e la nostra preghiera… LIBERATECI DAI BIMBIMINKIA o presto saremo costretti a soccombere e a esprimerci anche noi con dei rebus (cn tnt bllxm emoticon…), a cantare La forza mia, a comprare le suonerie più idiote che si possano immaginare, a riempire il web di glitter con nick da mocciosi e a idolatrare chi è apparso in tv anche solo mezza volta e per sbaglio.
Lo sappiamo che i bimbiminkia ormai non sono solo i teenager (ce ne sono anche tra i ventenni) ma chi è ancora sano di mente, per favore si unisca al nostro appello, si ribelli alla dittatura dei bimbiminkia.

Aggressivamente vostre,

Maria Kekka e Maria Kiara

P.S.
Per fare un esempio di notizie che interessano ai bimbiminkia, guardate ‘sto sito: tutte insieme fanno veramente paura… ma almeno sono autoironici, o forse non hanno capito che “bimbominkia” è un’offesa!

Commare Julia, anche con la pancia moscia sei una pretty woman

9 Mag

Julia RobertsIl fatto che una grande star di Hollywood abbia la pancia flaccida fa notizia. Altrimenti uno dei più importanti giornali/siti italiani non se ne sarebbe occupato. Ecco quindi che il corriere.it riprende la news riportata dal Daily Mail sulla trippa un po’ penzolante della divina Julia Roberts.
La risposta delle Commari è: ma chi se ne frega! Questa donna ha 41 anni, tre figli partoriti da lei (e non adottati in qualche luogo sperduto), una carriera straordinaria e tanti soldi da poter coprire un paese intero.
E poi, anche in questa foto in cui si vede qualche difettuccio fisico, il sorriso, che è ciò che l’ha resa davvero famosa, è sempre quello di  Vivian Ward, nonostante il tempo che è passato.
La Roberts è una di quelle donne diventate famose non solo perché smandrappe, ma soprattutto perché molto brave. Un’attrice amata anche dalle donne. Basta vedere qualche extra dei film che ha girato (soprattutto quelli con George Clooney e Brad Pitt, suoi amici con i quali scherza sempre), per capire che dietro il suo sorriso c’è di più: una reale solarità. Allora basta guardarle la pancia e il culo mentre è in vacanza con la famiglia, spioni!
Probabilmente molte donne si sentiranno sollevate vedendo che anche una stella come Julia Roberts non è più perfetta, ma noi non crediamo che possa essere poi tanto d’aiuto, prima di tutto perché se la cosa viene messa in evidenza vuol dire che è comunque un’anomalia, poi perché tanto i modelli che ci propinano sono sempre quelli di strafighe semi-anoressiche (magrezza reale, curve e nasi finti). Alcuni commenti positivi sulla mamma-Julia con la trippa moscia rischiano di essere alquanto ipocriti, purtroppo, perché fatti da gente  o giornali che poi parlano sempre delle solite ochette col fisico mozzafiato e il cervello lobotomizzato (Belen & Company). Scommettiamo che anche la povera Julia (chiaramente commare ad honorem), se vorrà far vedere il suo addome in qualche film, dovrà rinchiudersi in palestra per un po’?

Con stima per Julia,

Maria Julianne e Maria Anna

P.S.
Non venite a dire robe del tipo “Ma se non ve ne frega niente della pancia della Roberts perché ne parlate?”. Noi vogliamo semplicemente mettere in risalto l’ipocrisia di certi giornali, perché per noi Julia è divina sempre e comunque. Non commentiamo la sua pancia, ma il fatto che la sua pancia faccia notizia…

La battaglia delle tettone

7 Mag

Prima i reggiseni li bruciavano, adesso no perché costano troppo.
In Inghilterra (anche se sarebbe giusto dire su Facebook) è nato un gruppo per proteggere una specie in via d’estinzione: le donne che non hanno una coppa B o una coppa C. Busts 4 Justice, questo il titolo del gruppo,  che suona un po’ come “petti per la giustizia”, o, se preferite, “le giustiziere delle maggiorate”, capeggiate da Beckie Williams e Becky Mont. Numerose maggiorate inglesi si sono schierate contro il colosso dei supermercati Marks & Spencer, reo di far pagare due sterline in più (circa 2,25 euri) sui reggiseni di taglia superiore alla DD, ossia tutte le donne che hanno più di una quarta devono pagare di più per comprare i reggipetti. Ora, la cosa ha dell’assurdo, ma soprattutto è geniale la difesa del colosso dei supermercati (nato nel 1884 quando ancora in Italia si mungevano le vacche con più di 840 filiali in tutto il mondo, mica la Coop), che si nasconde dietro un ditale e dice:  “Offriamo la collezione per le taglie grandi più completa e competitiva del mercato con reggiseni che vanno dalle 8 sterline e altri in seta da solo 14 sterline”. Ma giustamente la nostra paladina, novella Emmeline Pankhurst in reggiseno taglia 30G, si appella e dice: “Non devi pagare di più per una maglia XXL, perché noi dovremmo farlo?”. E di nuovo M&S dice che per i reggiseni coppe grandi “c’è molto più lavoro e molta più stoffa”, come dire: “Sei tettona? Ucciditi o chiedici scusa se per colpa tua dobbiamo usare 7 bimbi pakistani in più”. Ma il nostro idolo non ci sta e, dopo aver creato un gruppo (con l’altra paladina Becky), che a oggi conta più di 10mila iscritte, ha comprato un pacchetto di azioni del supermercato e ha detto: “Non mi sentono come cliente, forse lo faranno se sono un’azionista“.  Beckie dice che Marks è l’unico supermercato ad applicare la tassa-tetta e che negli altri negozi non succede la stessa cosa. D’altronde cosa ci si poteva aspettare da un supermercato che nella sua web spiega come indossare un reggiseno del genere? Grazie, come se non lo sapessi fare da quando avevo 11 anni! Grazie di vero cuore, Mr. Marks & Spencer. Ma Beckie non ci sta e confessa: “Per anni ho indossato la taglia sbagliata grazie a Marks & Spencer. Farci pagare di più per non avere neanche la giusta taglia è terribile”.  Le fa eco una donna che di tette grandi e cadenti se ne intende: “La gente ci scherza su, ma i reggiseni sono un argomento delicato per le donne e uno che sta bene può aumentare l’autostima”, ha affermato June Kenton, la donna che fa i reggiseni per nientepocodimeno che la Regina Elisabetta, “Cambia la vita di una donna indossare il giusto reggiseno. L’8% delle donne ne indossa uno di una taglia sbagliata. Molte indossano reggiseni con le coppe troppo piccole e il giro troppo largo”.  Una volta Kate Winslet ha affermato che il suo seno è frutto di un reggiseno fantastico, sicuramente non è Marks & Spencer. Mentre la battaglia fa ancora notizia in  Inghilterra, nessuno o quasi ne ha parlato in Italia anche perché sentire Cristina Dal Basso parlare della sua stessa difficoltà avrebbe fatto venire il voltastomaco a ogni donna, con questo non vogliamo distruggere la varesotta o la varestetta, anzi alla fine ci sta anche simpatica (Sìììììììììì Noooouuuuuuu), ma capite in Inghilterra hanno Beckie, noi abbiamo lei e una decerebrata 18enne partenopea. Come commari ovviamente appoggiamo – un po’ come si faceva con le tette sul banco – la causa di Busts 4 Justice, perché noi patteggiavamo per quel mito di Wonder Woman (e sogniamo di avere quel vestitino), perché noi sappiamo che cosa significa essere costrette in un reggiseno Playtex per anni (peraltro è inutile dire che gli splendidi prodotti per le taglie DD di M&S ci somigliano di brutto) sappiamo che cosa significa essere prese per il culo o semplicemente non in considerazione per i nostri seni… Noi siamo le combattenti che vestiamo in guêpière, siamo SailorBoobs, ma anche no… Aspettiamo con ansia la riunione degli azionisti di Marks il 2 luglio a cui il mito Beckie parteciperà, e saremo tutte lì sotto la sede di M&S con un reggiseno in mano… perché tutto il mondo deve sapere che anche le tettone nel loro piccolo (o nel loro grosso…) si incazzano.  GO BECKIE, GO! FIGHT FOR US!

Beckie e la sua arma

Beckie e la sua arma

Collericamente vostre,

Maria Beckie e Maria Becky

Riscopriamo Gianni Togni

1 Mag
Forse non abbiamo scelto la foto migliore... qui sembra un disadattato che è uscito d un casale in cui si compiono omicidi seriali... Gianni perdonaci, ma vogliamo ricordarti così, giovane capellone

Forse non abbiamo scelto la foto migliore... qui sembra un disadattato che è uscito da un casale in cui si compiono omicidi seriali... Gianni perdonaci, ma vogliamo ricordarti così, giovane capellone

Perché non ci vengano a dire che noi commari siamo superficiali e parliamo solo di compari… Oggi abbiamo deciso di dedicare il nostro tempo a un uomo che potrebbe essere nostro padre, figo non lo è mai stato, ma ha scritto canzoni entrate nella storia della musica italiana, anche se è snobbato dai musicisti intellettualoidi, che pensano che se una canzone è orecchiabile fa cagare.
Viva invece l’orecchiabilità e viva Gianni Togni. Ve lo ricordate? Non ha niente a che fare con il circo, ma per farvelo tornare in mente basta dire: “E guardo il mondo da un oblò…“. Bene, adesso sapete tutti a chi ci riferiamo.
Da dove ci è venuto di lanciare la causa filantropica Riscopriamo Gianni Togni? Dal fatto che una delle commari, facendo parecchia strada in macchina, è costretta a cambiare spesso stazione radiofonica, e quando 105 o 102.5 non si sentono più ascolta quello che capita. Per due volte in pochi giorni ha beccato in radio locali una canzone bellissima e, beata ignoranza, non sapeva di chi fosse. Si tratta di Giulia ed è proprio di Gianni Togni. Pur sembrando scritta da un donatore di organi le è sembrata subito carina, le Vibrazioni gli fanno un baffo… Lì per lì sembrava una canzone un po’ trash, sicuramente anni ’80 (e qui ci ha preso…), non riconosceva il cantante. Quando quella canzone spaccava la commare non aveva nemmeno due anni, quindi diciamo che è giustificata in qualche modo, ma adesso che grazie a internet ha capito di chi è, ritiene che Gianni Togni vada riscoperto, non si deve abbandonare un uomo di cotanto coraggio. Siamo sicure che la sua cerchia di fan ce l’ha ancora, ma non lo vediamo in giro da un botto. Eppure qualche anno fa ha vinto un premio per la colonna sonora del film che porta come titolo il verso più famoso di Luna e Maurizio Costanzo gli ha dedicato una puntata intera di una sua trasmissione. Ecco, forse è proprio questo che ci fa preoccupare, perché Costanzo in genere cerca casi umani…
Gianni, torna tra noi, fatti vedere, cantaci qualcosa! Tanto il panorama musicale italiano di oggi peggio di così non può fare, con Marco Carta e Amici vari che conquistano le classifica dall’alto (o dal basso?) di non si sa che cosa… Gianni, pensaci tu a risollevarci, torna, Gianni, nostro caro, salvaci tu, non ci credi, senti la nostra voce, è con questa che ti supplichiamo, non lasciarci in mano agli avvoltoi…

Con profonda e sincera nostalgia,
Maria Giulia e Maria Luna (travestite da Pierrot)

Commluns#1 – Presidente, candidi noi!

1 Mag

Sono state pubblicate le liste dei candidati alle Elezioni Europee e disgraziatamente Nonna Papera e Minchia Sabbry neanche quest’anno ce l’hanno fatta. Ce l’ha fatta invece l’ex lettoronza Barbara Matera, curriculum politico una partecipazione a Notti sul ghiaccio, Carabinieri 7 e Don Matteo. Ma viene ricordata per essere stata una delle letteronze (le vallette prese di mira dalla Gialappa’s) e per essere quella che ha usurpato il posto al mito e commare ad honorem Nicoletta Orsomando.  Dopo questa breve introduzione, pubblichiamo un intervento dell’amica e commare Emanuela sulle doti politiche per diventare (si spera di no) parlamentare europeo. Questo intervento apre una nuova rubrica del blog, i Commluns,  neologismo nato dalla fusione di Commari e Columns, la parola inglese per editoriali.

Presidente, candidi me.
Visto che suo figlio è innamorato e felicemente accoppiato, non posso sposarlo.
Le chiedo quindi di candidarmi alle elezioni europee.

Le prometto che farò finta di non aver sostenuto due esami di diritto europeo, pur di essere ammessa al corso di formazione.
Dimenticherò i congiuntivi e le locuzioni avverbiali, se dovesse servire a qualcosa.

Presidente, candidi me.

È vero, il mio 110 e lode non varrà mai quanto le misure di una pin up da 90-60-90, ma -sempre all’occorrenza- sono pronta a ripudiare laurea, lodi e baci accademici.
Però, presidente, candidi me.
Non ho partecipato al Grande fratello, lo so, ma quando pensavo ingenuamente che studiare mi sarebbe servito a qualcosa nella vita, ho vissuto in una comune.

So anche che non ho fatto l’annunciatrice televisiva, ma ho imparato bene tutte le movenze: mi tornano utili ogni volta che busso a qualche porta per un colloquio e non risponde nessuno.
Presidente, candidi me.

Sono giovane e ho voglia di imparare.
Mi candidi perché so tutto sulle famiglie monarchiche, anche se non sono mai stata a Uomini e donne a fare la tronista.
Mi candidi perché ho capito per tempo che fare la letteronza sarebbe stato meglio che diventare una letterata.
Dia un senso al fatto che, se non mi candida, il mio unico scopo nella vita diventerà lucidare i vetri di casa. Altro che Cento vetrine su Canale5.
Mi candidi perché conosco la geopolitica internazionale, anche se sull’isola dei famosi non ci andrò mai.
Mi candidi per dimostrare ai suoi elettori che oltre le gambe c’è di più. Nel mio caso, un piede che calza il 38.

Casomai non dovesse proprio candidarmi, almeno mi trovi un rospo che diventa principe azzurro con tanto di scarpetta di cristallo! Sono disposta anche a fargli un Incantesimo.

Maria Emanuela