Che vita sarebbe senza Amélie Poulain

2 Gen

Undici anni fa (sì signore mie siamo già nel 2013!), Jean-Pierre Jeunet ci ha regalato un capolavoro: Il favoloso mondo di Amélie, o se preferite Le Fabuleux Destin d’Amélie Poulain, più semplicemente Amélie. Questo film frances,e che ha cambiato radicalmente la vita di chi vi scrive, è sempre un piccolo e autentico capolavoro. Vuoi per la colonna sonora di Yann Tiersen, vuoi perché Parigi è sempre Parigi, vuoi per la delicata storia d’amore, vuoi per le atmosfere al limite del reale, ma Amélie è entrata nel cuore di una buona parte di donne.

Amélie mangia i lamponi

Amélie mangia i lamponi


L’altra parte la odia, aggiungo, inspiegabilmente. Undici anni fa, la vita de lafilledepoche è stata sconvolta dalla visione di questo film, ok lo choc era minore e diverso rispetto a quello vissuto per la scena finale dei 400 Coups e l’amore per l’intera filmografia di François Truffaut, ma è stata pur sempre una folgorazione.

All’inizio, quando vengono elencate le cose che piacciono o meno ad Amélie, nella comoda sedia del cinema ho avuto un sussulto perché per anni io ho fatto le stesse identiche cose: se Amélie adora infilare la mano nella verdura del perfido Collignon, io adoro infilare la mano in tutto ciò che è contenuto in qualche scatola o affini (pasta corta inclusa) e come Amélie mi piace pensare che quel piccolo particolare sullo schermo, quel particolare che solo io riesco a notare sia stato messo lì dal regista per farmi un piccolo dono. Allo stesso modo al cinema, amo girarmi e vedere gli sguardi degli altri spettatori:

Come Amélie “coltivo un gusto particolare per i piccoli piaceri della vita” e mi faccio domande assurde e senza senso. Ma Amélie non è solo questo. Raramente un film è stato così poetico, così bello che sembra uscito da un libro più che dalla mente del suo regista: i colori, l’atmosfera di Montmartre, tutto è magico in questo piccolo capolavoro.

Dopo averlo visto al cinema, ho assunto il cognome Poulain un po’ ovunque sul web, inclusi Facebook e Twitter, mentre sul mio tumblelog campeggia la descrizione di Amélie.

Time are hard for dreamers...

Time are hard for dreamers…

La vita di Amélie cambia quando inizia a far del bene al prossimo in modo del tutto gratuito:

all’ex bambino che abitava prima nel suo appartamento

a un cieco incontrato per strada

Si vendica del perfido Collignon, mentre da lontano la osserva il vicino, il caro Raymond Dufayel costretto a dipingere Le Déjeuneur des Canotiers fino all’infinito per colpa di un volto, e poi tenta di rivedere il suo Nino (uno dei nostri primi compari Mathieu Kassovitz) dopo avergli restituito il suo album in un modo geniale: Suivez les flèches bleues, Mr Quincampoix!

per poi sciogliersi dopo che Nino ha risolto l’enigma:

Spiegateci COME SI FA A NON AMARE UN FILM che ha una scena come questa?

Per noi Commari il mondo femminile si divide equamente in Amélie in Carrie Bradshaw o Samantha di Sex and the City: non vogliamo dire chi sia la migliore donna fra le due, ma sappiate che noi siamo le Poulain.

Amélie vs. Carrie

Come tutte le favole, anch quella di Amélie si conclude nel migliore dei modi. Dopo una deviazione tragica, Amélie segue i consigli di Dufayel e apre la porta a Nino, scambiando poi con lui uno dei baci più dolci della storia del cinema:

Sinceramente vostra,

Maria Amélie

p.s. menzione d’onore per l’uomo di vetro che grazie a un messaggio su unVHS cambia la vita di Amélie:

2 Risposte to “Che vita sarebbe senza Amélie Poulain”

  1. Anonimo 11/02/13 a 07:57 #

    Modello generazionale per milioni di fighe di legno…

  2. menteipersinaptica 04/04/13 a 01:30 #

    Anche io mi resi conto guardando questo film che se lei era “cretina” io ero cretina almeno quanto lei visto che facevo molte delle sue identiche cose….
    …. è un film strano, come dite voi un po’ film, un po’ libro, un po’ un disegno,
    è come se tutto fosse un po’ “alterato”, come quando uno sogna e vede le immagini “ovattate” ma contemporaneamente tremendamente geniale…
    Per me non ha eguali, nel suo genere è unico, lo sesso regista in seguito non ha saputo ripetersi…..fantastico

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