Manupuma ti amiamo perché ci porti profumo di rivolta!

1 Feb

Manupuma

Febbraio è iniziato e in Italia questo mese è quasi sempre sinonimo di Sanremo (tranne quelle poche volte, mi pare, che è iniziato a marzo).
Quest’anno, a differenza di quanto abbiamo fatto in passato, non vogliamo parlare male del Festival, perché se vi andate a rileggere il post con cui spronavamo tutti a boicottare quello del 2011, scoverete in fondo la firma Maria Fabia e Maria Luciana.

Per questa edizione, dunque, non possiamo proprio lamentarci, visto che ci sono i due conduttori che volevamo, ma soprattutto gli unici cantanti italiani che ascoltiamo (e per i quali ovviamente facciamo endorsement): Elio e le Storie Tese e il compare Raphael Gualazzi, che DEVONO arrivare primi e secondo o secondi e primo (piacciono anche a Castaldo).
Anche gli altri non sono male, da Cristicchi a Silvestri alla Molinari, ma i nostri preferiti restano quelli.

Non sappiamo se la cantautrice di cui vi stiamo per parlare si sia presentata o meno a Sanremo, ma vi possiamo dire che, oltre ai due citati prima, è l’unica italiana presente nella playlist della commare che scrive.

Signore e signori, se ancora non la conoscete prima vergognatevi, poi rifatevi subito le orecchie con i suoi primi due singoli, Ladruncoli e Charleston, due capolavori, e ovviamente andate a comprarli su iTunes (sì, ormai sono diventata buona, pago tutta la musica che ascolto).

Manupuma (Emanuela Bosone) ci fa davvero sentire profumo di rivolta, lei può rappresentare una rivoluzione nella musica italiana perché una donna che scrive così facciamo fatica a ricordarla. Tanto più che spesso le donne sono relegate al solo ruolo di interpreti.
Manupuma, invece, è magica, è arte a 360°, visto che è anche attrice e pittrice. Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti e corsi di recitazione con signori maestri e si vede. Si vede perché sprizza arte da tutti i pori ed è stata evidentemente benedetta non solo per il talento nello scrivere, ma anche nel cantare (voce meravigliosa e originale).

Ci sta facendo attendere un po’ per il suo primo disco e, sinceramente, è quello che aspetto con più ansia (forse anche più di Happy Mistake di Gualazzi), perché dopo l’assaggio con Ladruncoli e Charleston non può che venire una gran fame. Pare che esca in primavera con la Universal e io non vedo l’ora, perché Manupuma è il prototipo della commare e si è portata nei video anche la iper-commare Marisa Passera. E anche l’atmosfera dei video, un po’ alla Marie Antoinette, è perfetta per noi.

Cara Manupuma, incarni il nostro spirito, scrivi e canti con un’ironia in cui ci riconosciamo fortemente, non puoi che essere la nostra voce. E Ladruncoli, più che come colonna sonora dello spot di un profumo, dovrebbe essere amato per tutto il resto del testo, soprattutto in questo febbraio, che non è solo il mese di Sanremo, ma anche quello in cui sceglieremo i prossimi ladruncoli

P.S. Ai pregi di Manupuma aggiungiamoci pure il fatto che è bona, che non guasta mai!

Con ammirazione,
Maria Manu

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