The Breakfast Club compie 30 anni, cinque (x2) motivi per ri-vederlo

15 Feb

The Breakfast Club compie 30 anni, il film di John Hughes usciva oggi nelle sale dei cinema degli USA. Uno dei film più famosi del compianto regista, The Breakfast Club è una piccola meraviglia, vi diamo cinque consigli per vederlo o rivederlo. Per chi, come noi, lo sa a memoria sarà solo una scusa per rivedere alcune scene cult.

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1. Eat my shorts

La scena in cui il perfido Vernon (Don’t mess with bull, young men, you’ll get the horns) continua rifilare detenzioni al ribelle Bender è una delle più belle… e qui Bender pronuncia una frase che, suo malgrado, lo farà passare alla storia. Eat my shorts è l’insulto preferito di Bart Simpson e Matt Groening si è ispirato al super eroe in camicia di flanella.

2. La scena della forfora

Allison, prima dell’orrendo make over, disegna un paesaggio invernale a cui manca la neve, nessun problema, una scrollata alla testa ed eccola.

3. Indignarvi per il make-over di Allison

Allison, la strana, quella che emette strani suoni viene modellata a sua immagine e somiglianza da Claire, una cosa che ancora oggi indigna le fan… e indigna anche noi.

4. La scena improvvisata

La scena in cui Bender, Andie, Allison, Claire e Brian raccontano il motivo per cui sono finiti in detenzione è interamente improvvisata ed è da sola uno dei motivi per rivedere il film.

Qui trovate altre scene su Any Clip

5. L’amicizia

Non sappiamo se lunedì i nostri si siano salutati, ma siamo convinti che quelle ore di detenzione abbiano creato un gruppo di amici per sempre.

6. Don’t You Forget About Me, la canzone della colonna sonora è una delle più belle-conosciute dei Simple Minds ed è ad hoc per il tema del film,

7. La scena del fischio, piccola perla completamente inaspettata:

8. È una storia vera: a quanto pare i cinque si sono veramente incontrati in detenzione, è successo allo Shermer High School, dove è anche girato il film nel 1984.

9. Vernon: il vicepreside è un po’ un uomo che si ama odiare.

10. John Hughes: prima o poi lo osanneremo come Dio comanda.

Intanto oggi chiudiamo il post così:

Dear Mr Vernon, we accept the fact that we had to sacrifice a whole Saturday in detention for whatever it was we did wrong. But we think you’re crazy to make us write an essay telling you who we think we are. You see us as you want to see us – in the simplest terms, in the most convenient definitions. But what we found out is that each one of us is a brain, and an athlete, and a basket case, a princess, and a criminal. Does that answer your question?

Sincerely yours, The Breakfast Club.

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