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Topless di Kate Middleton? Niente tette, siamo inglesi

18 Set

Gli inglesi sono un po’ come il correttore automatico del Mac, che piuttosto ti cambia la parola “tette” in “ette”. Che poi che cazzo significa “ette”? Mi viene in soccorso Sabatini Coletti, spiegandomi che è un’espressione del XVII secolo che significa “nulla”. Pensate un po’, per non farmi scrivere “tette” piuttosto va a rispolverare una parola più vecchia del cucco…

E sta tutta in questa parola la spiegazione dello sdegno degli inglesi per le foto di Kate Middleton pubblicate dai giornali francesi e italiani. Non riescono a capirci, c’è proprio un abisso, una differenza culturale e di mentalità incolmabile.

I cari amici inglesi, che hanno assalito la pagina Facebook di Chi con i loro insulti, non hanno capito che qui in Italia noi viviamo per le tette (e anche un’abbondante dose di culo non guasta mai). Le vediamo in ogni dove, anche nelle pubblicità di uno sgrassante, le sogniamo, le aduliamo, non ne possiamo fare a meno.

Per noi le tette sono un simbolo di emancipazione, perché con le tette le donne possono fare carriera, gli uomini diventano scemi solo a sentirle nominare, ci danno potere, ci fanno sentire forti.

Diciamoci la verità: gli inglesi, semmai, sono invidiosi. Anche perché, tutto questo risalto alla triste piattezza di Kate ci sembra francamente esagerato.
E pensate al povero Silvio, talmente disperato da attaccarsi a una prima. Mai lo avrebbe pensato nella sua vita.

Ma insomma, che c’è da vedere? Che cos’è che fa tanto scalpore? Dove sta l’offesa. Anche lei, la cara Duchessa, che in Inghilterra è abituata a essere seguita dai paparazzi giorno e notte, anche quando va a buttare la spazzatura o a far pisciare Lupo (il suo cocker spaniel), lo poteva immaginare che qualche fotografo intorno alla villa ci sarebbe stato e che aspettava proprio quello: che il reggiseno fosse gettato via.

Saranno pure illegali, saranno pure immorali, ma gli inglesi devono capire che quando ci sono in ballo un paio di tette noi italiani (e a quanto pare anche i nostri cuginetti francesi) non ci fermiamo davanti a nulla: le dobbiamo vedere, ne dobbiamo parlare, se potessimo le vorremmo toccare, ma nel caso di Kate non ne varrebbe davvero la pena.

Anzi, lanciamo una causa filantropica: regaliamo a Kate una fornitura decennale di push-up, se no questa finché non resta incinta è il ritratto della fame!

E comunque noi commari, più che dal topless di Kate, siamo preoccupate dalla lavata di culo che le fa William

P.S.
Più puritano degli inglesi e del correttore del Mac c’è solo Google, che sicuramente ci bannerà dopo aver ripetuto per tante volte la parola “tette”.

Classificare gli uomini in base alla loro console

14 Set

Carissime commari, ogni uomo che si rispetti ha almeno una console e se non ce l’ha sicuramente la desidera (e quindi gliela dovete regalare voi). Oppure, se non la vuole, probabilmente è un musicista che passa ore a fare pratica con il suo strumento. Però i musicisti sono solo per poche fortunate, quindi diciamo che la maggior parte delle ragazze si ritroverà sicuramente ad avere a che fare con un maschio e con la sua console.

È bene premettere che la commare bradipina, nerd fino al midollo, se ne intende certamente più di console che di uomini, però vale la pena leggere il suo criterio di classificazione. Continua a leggere

Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt, sposatevi!!!

31 Dic

Le Commari tornano a lanciare una causa filantropica, un appello che dovrebbe essere condiviso dall’intera umanità per il suo stesso bene. Da un paio di giorni non si parla d’altro (cioè forse sì, ma tutto il resto fa schifo e noi vogliamo solo cose belle) che del video di Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt che cantano What Are You Doing New Years Eve? di Nancy Wilson (eccolo qui sotto).

Il video è stato lanciato dalla stessa Zooey nel sito hellogiggles.com che ha fondato con le sue amiche Sophia Rossi e Molly Mcaleer, ha subito ricevuto milioni di visite e di commenti e l’Huffington Post lo ha definito “the cutest thing ever” sulla sua pagina Facebook. Tutti i fan di Zooey vogliono una sola cosa: che lei si fidanzi con Joseph Gordon-Levitt, suo amico da 12 anni e con il quale è stata protagonista di una delle commedie sentimentali più belle degli ultimi tempi, 500 Days of Summer (di cui le Commari hanno già parlato con entusiasmo).

Già da quando è uscito il film pensavamo che questi due avrebbero dovuto fare coppia fissa anche nella vita, solo che c’era un piccolo problemino: lei era sposata con un musicista per niente alla sua altezza, Ben Gibbard. Ebbene, da qualche mese è arrivata la lieta notizia: Zooey si è separata da Ben e ora è sola soletta.
Solitamente le Commari dovrebbero, per predisposizione genetica, essere invidiose delle belle ragazze, ma con Zooey (come con Alexis Bledel) è praticamente impossibile, perché è adorabile quanto un gattino, perciò non si può far altro che sperare che si metta con uno altrettanto adorabile e faccia un sacco di figli per allietare anche le generazioni future con il frutto del miscuglio dei loro geni.

Jess e Nick in New Girl nell'ascensore

Tra l’altro, essendo ormai delle fan scatenate della sit-com New Girl di cui la Deschanel è protagonista, siamo anche diventate shippers della coppia Jess-Nick (interpretati da Zooey e Jake M. Johnson), relazione che, causa matrimonio di lui, non può riproporsi anche nella vita reale, ma non fa niente, perché nella realtà c’è un solo uomo per Zooey e si chiama Joseph Gordon-Levitt.

Forza ragazzi, sposatevi e fate tanti pargoletti belli e simpatici come voi, tutte le comari del mondo ne sarebbero felici!

Tanti auguri,
le vostre Maria Jess e Maria Summer

Tom Hansen e Summer Finn nella mitica scena dell'ascensore canticchiando There Is A Light That Never Goes Out degli Smiths

La battaglia delle tettone

7 Mag

Prima i reggiseni li bruciavano, adesso no perché costano troppo.
In Inghilterra (anche se sarebbe giusto dire su Facebook) è nato un gruppo per proteggere una specie in via d’estinzione: le donne che non hanno una coppa B o una coppa C. Busts 4 Justice, questo il titolo del gruppo,  che suona un po’ come “petti per la giustizia”, o, se preferite, “le giustiziere delle maggiorate”, capeggiate da Beckie Williams e Becky Mont. Numerose maggiorate inglesi si sono schierate contro il colosso dei supermercati Marks & Spencer, reo di far pagare due sterline in più (circa 2,25 euri) sui reggiseni di taglia superiore alla DD, ossia tutte le donne che hanno più di una quarta devono pagare di più per comprare i reggipetti. Ora, la cosa ha dell’assurdo, ma soprattutto è geniale la difesa del colosso dei supermercati (nato nel 1884 quando ancora in Italia si mungevano le vacche con più di 840 filiali in tutto il mondo, mica la Coop), che si nasconde dietro un ditale e dice:  “Offriamo la collezione per le taglie grandi più completa e competitiva del mercato con reggiseni che vanno dalle 8 sterline e altri in seta da solo 14 sterline”. Ma giustamente la nostra paladina, novella Emmeline Pankhurst in reggiseno taglia 30G, si appella e dice: “Non devi pagare di più per una maglia XXL, perché noi dovremmo farlo?”. E di nuovo M&S dice che per i reggiseni coppe grandi “c’è molto più lavoro e molta più stoffa”, come dire: “Sei tettona? Ucciditi o chiedici scusa se per colpa tua dobbiamo usare 7 bimbi pakistani in più”. Ma il nostro idolo non ci sta e, dopo aver creato un gruppo (con l’altra paladina Becky), che a oggi conta più di 10mila iscritte, ha comprato un pacchetto di azioni del supermercato e ha detto: “Non mi sentono come cliente, forse lo faranno se sono un’azionista“.  Beckie dice che Marks è l’unico supermercato ad applicare la tassa-tetta e che negli altri negozi non succede la stessa cosa. D’altronde cosa ci si poteva aspettare da un supermercato che nella sua web spiega come indossare un reggiseno del genere? Grazie, come se non lo sapessi fare da quando avevo 11 anni! Grazie di vero cuore, Mr. Marks & Spencer. Ma Beckie non ci sta e confessa: “Per anni ho indossato la taglia sbagliata grazie a Marks & Spencer. Farci pagare di più per non avere neanche la giusta taglia è terribile”.  Le fa eco una donna che di tette grandi e cadenti se ne intende: “La gente ci scherza su, ma i reggiseni sono un argomento delicato per le donne e uno che sta bene può aumentare l’autostima”, ha affermato June Kenton, la donna che fa i reggiseni per nientepocodimeno che la Regina Elisabetta, “Cambia la vita di una donna indossare il giusto reggiseno. L’8% delle donne ne indossa uno di una taglia sbagliata. Molte indossano reggiseni con le coppe troppo piccole e il giro troppo largo”.  Una volta Kate Winslet ha affermato che il suo seno è frutto di un reggiseno fantastico, sicuramente non è Marks & Spencer. Mentre la battaglia fa ancora notizia in  Inghilterra, nessuno o quasi ne ha parlato in Italia anche perché sentire Cristina Dal Basso parlare della sua stessa difficoltà avrebbe fatto venire il voltastomaco a ogni donna, con questo non vogliamo distruggere la varesotta o la varestetta, anzi alla fine ci sta anche simpatica (Sìììììììììì Noooouuuuuuu), ma capite in Inghilterra hanno Beckie, noi abbiamo lei e una decerebrata 18enne partenopea. Come commari ovviamente appoggiamo – un po’ come si faceva con le tette sul banco – la causa di Busts 4 Justice, perché noi patteggiavamo per quel mito di Wonder Woman (e sogniamo di avere quel vestitino), perché noi sappiamo che cosa significa essere costrette in un reggiseno Playtex per anni (peraltro è inutile dire che gli splendidi prodotti per le taglie DD di M&S ci somigliano di brutto) sappiamo che cosa significa essere prese per il culo o semplicemente non in considerazione per i nostri seni… Noi siamo le combattenti che vestiamo in guêpière, siamo SailorBoobs, ma anche no… Aspettiamo con ansia la riunione degli azionisti di Marks il 2 luglio a cui il mito Beckie parteciperà, e saremo tutte lì sotto la sede di M&S con un reggiseno in mano… perché tutto il mondo deve sapere che anche le tettone nel loro piccolo (o nel loro grosso…) si incazzano.  GO BECKIE, GO! FIGHT FOR US!

Beckie e la sua arma

Beckie e la sua arma

Collericamente vostre,

Maria Beckie e Maria Becky

Riscopriamo Gianni Togni

1 Mag
Forse non abbiamo scelto la foto migliore... qui sembra un disadattato che è uscito d un casale in cui si compiono omicidi seriali... Gianni perdonaci, ma vogliamo ricordarti così, giovane capellone

Forse non abbiamo scelto la foto migliore... qui sembra un disadattato che è uscito da un casale in cui si compiono omicidi seriali... Gianni perdonaci, ma vogliamo ricordarti così, giovane capellone

Perché non ci vengano a dire che noi commari siamo superficiali e parliamo solo di compari… Oggi abbiamo deciso di dedicare il nostro tempo a un uomo che potrebbe essere nostro padre, figo non lo è mai stato, ma ha scritto canzoni entrate nella storia della musica italiana, anche se è snobbato dai musicisti intellettualoidi, che pensano che se una canzone è orecchiabile fa cagare.
Viva invece l’orecchiabilità e viva Gianni Togni. Ve lo ricordate? Non ha niente a che fare con il circo, ma per farvelo tornare in mente basta dire: “E guardo il mondo da un oblò…“. Bene, adesso sapete tutti a chi ci riferiamo.
Da dove ci è venuto di lanciare la causa filantropica Riscopriamo Gianni Togni? Dal fatto che una delle commari, facendo parecchia strada in macchina, è costretta a cambiare spesso stazione radiofonica, e quando 105 o 102.5 non si sentono più ascolta quello che capita. Per due volte in pochi giorni ha beccato in radio locali una canzone bellissima e, beata ignoranza, non sapeva di chi fosse. Si tratta di Giulia ed è proprio di Gianni Togni. Pur sembrando scritta da un donatore di organi le è sembrata subito carina, le Vibrazioni gli fanno un baffo… Lì per lì sembrava una canzone un po’ trash, sicuramente anni ’80 (e qui ci ha preso…), non riconosceva il cantante. Quando quella canzone spaccava la commare non aveva nemmeno due anni, quindi diciamo che è giustificata in qualche modo, ma adesso che grazie a internet ha capito di chi è, ritiene che Gianni Togni vada riscoperto, non si deve abbandonare un uomo di cotanto coraggio. Siamo sicure che la sua cerchia di fan ce l’ha ancora, ma non lo vediamo in giro da un botto. Eppure qualche anno fa ha vinto un premio per la colonna sonora del film che porta come titolo il verso più famoso di Luna e Maurizio Costanzo gli ha dedicato una puntata intera di una sua trasmissione. Ecco, forse è proprio questo che ci fa preoccupare, perché Costanzo in genere cerca casi umani…
Gianni, torna tra noi, fatti vedere, cantaci qualcosa! Tanto il panorama musicale italiano di oggi peggio di così non può fare, con Marco Carta e Amici vari che conquistano le classifica dall’alto (o dal basso?) di non si sa che cosa… Gianni, pensaci tu a risollevarci, torna, Gianni, nostro caro, salvaci tu, non ci credi, senti la nostra voce, è con questa che ti supplichiamo, non lasciarci in mano agli avvoltoi…

Con profonda e sincera nostalgia,
Maria Giulia e Maria Luna (travestite da Pierrot)

Eliminiamo (fisicamente) Federica Rosatelli

5 Feb

Neanche erano passate 24 ore e ha detto froci facendo infuriare e non poco le comunità gay. Dopo qualche ora ha detto che lei gente come Ferdi o il sexy ormeggiatore non le frequenterebbe mai, perché se non guadagnano 2000 euri al mese lei neanche li guarda. Lei, poi, si è vantata di passare la sera con il tacco quindici e uno champagnino a via Veneto, giustamente etichettata come zoccola dalla Gialappa’s. L’unica cosa carina che ha detto? Che esistono agenzie che ti affittano i nani per andare in discoteca, ma anche no. Questa volta però ha proprio toccato il fondo… Dopo aver riso in faccia a Jerry, sì avete capito bene il ragazzo cieco, in casa si scatena un putiferio ed ecco che volano parole grosse e bicchieri di cristallo.  Ora la cosa fantastica è che dopo aver dato del deficiente a Gianluca, si è presa un fallita e per manifestare il suo disaccordo eccola scagliare un bicchiere in faccia al napoletano. Il napoletano a quel punto è giustamente impazzito e ha iniziato a urlare, tutti OVVIAMENTE sono dalla sua parte, eccetto Siria che non si capisce bene perché si continui a schierare dalla parte della folle e lo zerbino Nicola. Già l’architetto senza carattere che continua ad amare la romana come se nulla fosse… Ora, la situazione verrà risolta da chi di dovere, ma nel frattempo le commari vi propongono un paio di soluzioni alternative e una serie di regalini per la povera Federica e si fanno portatrici di una loro causa filantropica: Eliminiamo (fisicamente) Federica Rosatelli.

  1. Una boccetta di Cianuro, un veleno che non passa mai di moda, chiedete a Blondi
  2. Potremmo chiedere a Lucrezia Borgia se le presta un po’ di cantarella
  3. Un chilo di farina di semi di noce vomica da usare al posto del fard
  4. Una boccetta di acqua tofana
  5. Un fermacapelli intriso nel curaro
  6. Una capocchia di spillo imbevuta di tetradotossina o se preferite un pesce palla tagliato male
  7. Una piccola rana dorata addestrata da portare sempre con sé
  8. Un  mamba verde
  9. Una fornitura per un anno di Aspergillus
  10. Una piantina di cicuta di socratiana memoria
  11. Un risotto ai funghi a base di Amanite Phalloides
  12. Un bell’esemplare di ornitorinco maschio
  13. Un allevamento di vedove nere
  14. Una vasca da bagno piena di vespe di mare
  15. Una saporita insalata di polipo dagli occhi blu
  16. Una lucertola perlinata e un mostro di Gila
  17. Una bagnarola piena zeppa di Malo Kingi e di medusa Irukandji
  18. Un cobra sputatore
  19. Citando i Radiohead una bella stretta di mano di monossido di carbonio
  20. Un po’ di snorking nella formaldeide con la conseguenza della cecità

Nessuno osi dire che siamo state cattive… se abbiamo fatto 20 regalini a Federica suvvia! E poi adesso, invece di portarsi a spasso i nani potrà fare amicizia con le più variopinte specie animali e vegetali. Se poi vi siamo sembrate troppo cattive allora basta semplicemente farle pulire la peggiore toilet di Scozia (se preferite anche in VO).

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L'ira funesta di Federica: non temete, un cocktail di barbiturici e alcool ci salverà

Velenosamente vostra,

Maria Lucrezia

Amici, ecco la commissione alternativa…

21 Gen

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Quest’anno le commari non si sono filate per niente Amici. Il fatto è che questo programma è diventato, già da qualche anno, una lite continua. Litigano tutti: gli alunni perché spronati a farlo dagli rvm (ormai odiamo questa parola) che vengono fatti vedere loro apposta per aizzarli l’uno contro l’altro seminando zizzania; i professori perché… perché… non lo abbiamo capito perché! Dovrebbero essere adulti e non fare gli invidiosi, invece sono peggiori degli allievi.
Per questo le commari propongono ai produttori e agli autori di Amici di licenziare in tronco tutta la commissione. Ecco i sostituti che proponiamo per una commissione alternativa:

Danza jazz (al posto di Steve La Chance): Jessy Malò, il tarantolato ballerino di Sicilia 5 e Tele D portato alla ribalta dalla Gialappa’s Band in Mai dire tv e il cui moonwalking è degno di Michael Jackson (guardate il video sotto).

Danza classica (al posto di Alessandra “collodelpiede” Celentano): Miss Piggy, la maialina più irriverente del mondo che vale mille, che dico miliardi di celentane. Infatti, se la nipote del più noto molleggiato deve accontentarsi di aver ballato in qualche oscuro teatro durante il regime di Ceausescu, la Piggy ha ballato con nientepopodimenoche Rudolf Nureyev… come dire… mica pizza e fichi… (vedi video sotto).

Danza moderna (Garrison Rochelle): noi amiamo Garrison, quello che vogliamo è solo che la coppia simbolo dei ’90’s, un po’ come i capelli lunghi di Federica Panicucci e gli Oasis, si ricomponga, indi aridatece Brian e Garrison;

Danza hip-hop (Maura Paparo): vorremmo che Maura fosse affiancata dall’indimenticabile Stefano Bindinelli, perché un culo come il suo è sprecato ad aprire porte a via Condotti;

Recitazione (al posto di Patrick Rossi Gastaldi): Jack McFarland, l’amico-attore di Will & Grace non può assolutamente mancare! Sia che si tratti di musical sia che si tratti di monologhi è il numero uno della recitazione mondiale (ma anche no…);

Dizione (Fioretta Mari): neanche Chicco Sfondrini ha resistito così tanto e noi non siamo nessuno di fronte all’attaccamento di questa donna al suo posto di lavoro;

Musica (Grazia di Michele, Gabriella Scalise, Luca Jurman, Fabrizio Palma, Beppe Vessicchio): prima di tutto, aridatece Pitteri. Vessicchio deve rimanere – sennò i Gialappi a San Remo non possono coglionarlo -, ma magari potrebbe essere coaudiuvato dal mito Pregadio che tanto adesso è disoccupato. Poi vogliamo Ciuchino con il suo assistente, il Gatto con gli stivali per portare un po’ di allegria nella sala di canto. Infine, sempre tra gli insegnanti di musica, bisogna trovare un posto a Bruno Cuomo, il vincitore della prima (e unica) edizione di Operazione Trionfo.

Direzione: via la De Filippi e fate largo all’unica vera regina della tivvù italiana… LORELLA CUCCARINI.
Infine, alla conduzione del serale, proponiamo di sostituire la stessa Buldozzer Maria De Filippi con Kermit la rana dei Muppet.

Tutto il groove di Jessy

Tutta la grazia di Miss Piggy

Con affetto smisurato,
Maria Filippa e Maria Maria

Liberiamo Benedetta Parodi

20 Nov

benedetta_parodi_d38e-copiaSalviamo questa donnina, liberiamola dalla sua cucina! Le commari hanno preso a cuore il caso disperato di Benedetta Parodi, sorella della più famosa Cristina, moglie del telecronista Fabio Caressa, sì, quello che all’intervallo manda i giocatori a bere un tè caldo (ma non glielo hanno ancora spiegato che esiste il Gatorade?).
Quando ha deciso di fare la giornalista la piccola Benedetta non poteva immaginare che sarebbe finita a fare la Wilma De Angelis dei poveri. Ha scelto questa professione per spirito di emulazione nei confronti della sorella, quella più bella, quella più brava, quella più figa… E mentre Cristina era al Tg5 e a Verissimo, programmi di informazione della rete ammiraglia mediassettiana, lei si accontentava di sparare vaccate a Studio Aperto, perché in fondo lei è la più piccola e Italia1 è la rete gggiovane.
Quando Cristina ha sposato Giorgio Gori, lei ha cercato un principe azzurro degno del cognato, ma ha trovato solo Caressa, con la sua facciotta quadrata e i capelli fonati.
Sembrava che andasse tutto bene, che Benedetta si accontentasse della sua piccola vita (in confronto a quella della spavalda Cristina). Invece ecco i primi colpi di testa. Forse proprio su consiglio della sorella, che se ne intende di moda, si taglia i capelli, si fa fare la frangetta perché ormai la portano tutte. Però non le spiegano che la frangetta è una cosa importante e bisogna avere una faccia adeguata, non il naso acquilino e la fronte bassa… E poi la sua non è una frangetta qualunque, ma è più folta e fitta di quella di Anna Tatangelo (altro caso disperato, infatti poi l’ha cresciuta).
Stanca di sentirsi dire “Ma che cazzo di taglio ti sei fatta” accostato alle solite frasi del tipo “Ma fai la giornalista? Perché parlare di Elena Santarelli, quelli di Amici e fare le marchette è giornalismo?” (la risposta ormai è sì cmq, non solo a Studio Aperto…), la povera Benedetta Parodi subisce un altro colpo. Il suo nuovo direttore Mulè decide di affidarle una nuova rubrica. Perché se il Tg5 ha Gusto, il Tg1 Terra e Sapori e tutti gli altri tg non mancano di dedicare spazio alla cucina, anche Studio Aperto deve parlare di gastronomia. I soldi però sono pochi, mica si può allestire uno studio. Allora ecco la genialata: lasciamo Benedetta a casa sua, così non ce la dobbiamo nemmeno sopportare in redazione. E il nome della rubrica è di un banale da far schifo: Cotto e mangiato. Sì perché le sue stupende ricette devono essere pratiche e veloci.
Su Facebook imperversano gruppi sulla rubrica della Parodi junior e quelli con il maggior numero di iscritti pregano per una soppressione di Cotto e mangiato (o meglio, vorrebbero far saltare in alto la sua cucina). Non mancano però quelli che la trovano sexy quando si lecca il dito, vorrebbero che andasse a cucinare a casa loro, si chiedono se poi mangia tutto Caressa (e spiegano così il fatto che lui si sia inquartato notevolmente). Ma a quest’ultima domanda ha risposto la stessa Benedetta su Sorrisi e Canzoni, dicendo che i piatti che cucina vengono distribuiti così: “Un terzo va a marito e figlie, un terzo per la troupe che lavora con me, un terzo lo porto in redazione ai colleghi. Cotto e mangiato…” . Praticamente ormai lei chiude qualsiasi frase con queste parole, è un incubo e noi dobbiamo salvarla. Liberiamola dalla sua cucina (e dalla sua frangetta)!

Cotta e mangiata, la vostra Maria (Suor) Germana

Vogliamo un palinsesto anni ’80!

16 Ott
L'immagine simbolo di un'intera epoca. I due hanno divorziato, il bimbo si è suicidato

L'immagine simbolo di un'intera epoca

Non ci importa se per qualcuno sono stati gli anni di fango, perché eravamo piccole e non ce ne fregava niente della politica, per noi gli anni ’80 sono gli anni in cui tutto ha avuto inizio e non solo perché siamo nate noi, ma anche perché è nata la tv privata (e c’è stato il boom delle emittenti locali) e con essa la moda di attingere agli Usa e al Giappone per telefilm e cartoni, sono nati gli spot che ancora oggi tutti ricordano, i videoclip musicali, gli yuppies e giochi e oggetti memorabili. La nostra nuova causa filantropica nasce da una profonda nostalgia per gli anni della nostra infanzia e il nostro appello non è cazzeggiante come al solito, ma sincero e disperato. Vogliamo che almeno una rete tv (sul digitale o sul satellite) abbia un palinsesto interamente dedicato agli anni ’80 (magari con qualche tuffo negli anni ’90 con Il principe di Bel-Air e Bayside School).
Siamo una generazione di nostalgici e ne siamo orgogliosi perché erano gli anni migliori, quelli in cui i bambini non facevano i bulli e non riprendevano con il telefonino, usavano ancora i giochi di società e collezionavano le sorprese delle merendine e delle patatine. Tanti di noi come suoneria del cellulare hanno la sigla di Supercar o MacGyver e questo è il minimo. Chi non ha cercato di imitare il biondo Angus (interpretato da Richard Dean Anderson per cui ovviamente le commari avevano una cotta)? Chi non ha provato a costruire una mongolfiera con le lenzuola, a infilare una patata nel tubo di scappamento dell’auto di un antipatico per distruggerla, a tamponare le crepe di una vasca di acido con tavolette di cioccolato che diventano simili al mastice? A otto anni sapevamo cosa fosse lo zinco, ben prima di conoscere la sua valenza….
E poi Il mio amico Arnold, Tre cuori in affitto, Hazzard, A-Team dove li vogliamo mettere? E non possiamo mica dimenticare la robottina SuperVicky o I Jefferson e I Robinson, I ragazzi della III° C e i telefilm con Cristina D’Avena, Love boat e la Casa nella prateria, Visitors e Baby Sitter con il fidanzato virtuale di tutte noi, Scott Baio, Chucky di Happy Days che noi guardavamo tornate dall’asilo…
E i cartoni animati? Quanto fanno schifo quelli di oggi in confronto a Hello Spank e Memole, gli sportivi Mimì e Mila e Shiro, Holly e Benji o il golfista Lotti, gli eroi Yattaman e l’Uomo Tigre, i ladri Lupin e Occhi di Gatto, e poi Magica Emy (e quanto era bello Willy) e L’incantevole Creamy, Jem e le Holograms, per non parlare degli anime tipo Candy Candy e Georgie, che abbiamo capito solo da grandi. Sì perché quest’ultimo non era propriamente un genere per bimbi delle elementari e certe scene ti segnano… Arthur che scalda Georgie nel letto (nudo) ce lo ricordiamo tutti nonostante lo sforzo dell’allora Fininvest di tagliare le scene erotiche, che ce ne erano a bizzeffe, solo che non le capivamo ancora! E di certo non ce lo potevano spiegare Uan (che amavamo perché cercò di schiacciare i Puffi) o Five e compagnia. Perché non esiste più un Bim Bum Bam o un Ciao Ciao (i cui conduttori sono finiti nelle televendite di Gerry Scotti), perché i bambini di oggi si devono far rimbambire da Trebisonda e gli attoretti che parlano col birignao?!
E chi lo dice che la tv di Uomini e Donne, La Talpa e l’Isola dei famosi, Amici e Il grande fratello sia meno volgare di Drive In? Rivogliamo il pupazzo Tenerone e gridare con lui “pippo pippo pippo”. E che fine ha fatto il Cacao Meravigliao di Indietro tutta? E Popcorn di Cecchetto non era meglio di Scalo76? I compari ricorderanno con piacere Colpo Grosso, ma non dimentichiamo nemmeno Tra moglie e marito e Il gioco delle coppie o i primi Giochi senza frontiere e Il pranzo è servito. Perché la Carrà non torna a condurre Pronto Raffaella? E soprattutto, perché non fanno più (a un orario decente che non sia le due di notte) L’Almanacco del giorno dopo? Rimpiangiamo tutto, da Sbirulino al corvo Rockfeller, da Kiss me Licia alle comiche di Benny Hill.
Per non parlare della pubblicità di quando non c’erano sullo schermo scorreggie e danze erotiche, ma di quando tutti piangevamo per una bimba che portava a casa un gattino inzuppato. Quando eravamo persi fra le note di Pavane e il fascino di Lulù, l’uomo bidimensionale che cantava Ta-Ta-Ta-Tabù e ancora Chiripiripi Kodak, recuperato poi nel ruolo del “figlio” del diavolo in The Passion, per non parlare della ragazza Nuvenia che si buttava con il paracadute con il ciclo addosso, mica faceva le ruote al provino per vj. Per questo motivo abbiamo deciso di far nascere una nuova sezione: Consigli per gli acquisti, in cui inseriremo quello che per noi è lo spot della settimana, del mese di quello che vogliamo. Non solo spot, vogliamo quei film, quelli di John Hughes, in cui tutti i sogni si realizzano. Quelli in cui Molly Ringwald festeggiava il compleanno più bello della sua storia, quelli in cui era una ragazza left of center, ma poteva diventare bella in rosa. Quegli eroi che non si divertivano a fare stupidi doppi sensi, ma a ridare la musica a una città della Bible belt. Quelli che per rinconquistarti usavano le parole di Peter Gabriel, mica quelle delle Spice Girl (Lloyd Dobler, compare ad honorem e uomo perfetto). E poi come dimenticare la simpatia dei Goonies senza dimenticare che loro sono good enough. O il meraviglioso gruppo di misfits che sono i protagonisti della più nota ora di castigo della storia del cinema? Sto ovviamente parlando di opere d’arte del cinema come Un compleanno da ricordare, Bella in rosa, Footloose, Non per soldi… ma per amore (orribile traduzione di Say Anything), I Goonies e The Breakfast Club, film omaggiati in tutte le produzioni che sono arrivate dopo…Il Bender che tutti amiamo è un omaggio al Bender con la camicia di flanella che vediamo nel film di John Hughes. E non solo come dimenticare l’uomo migliore che abbia mai toccato il suolo mondiale: Lloyd Dobler?
Non solo cinema, quelle canzoni al sapor di harmonizer, le prime vere girl band, le prime vere boy band, la new wave e tutti quei gruppi che nati a Manchester (o meglio Madchester) avrebbero influenzato la musica mondiale… Nomi come The Smiths, Joy Division e ancora i Cure, gli U2, i R.E.M. qualsiasi ritmo, nota e canzone nata in questi anni – nel bene o nel male – hanno influenzato tutta la musica a venire. Per non parlare dei video, nati proprio in questi anni e ancora oggi indimenticabili.
Per queste ragioni e alte mille ancora noi rivogliamo una televisione con le losanghe, fucsia e con le leggins addosso…Ridateci una tv che in tutto e per tutto sia anni ’80! Ecco due video simbolo di quest’epoca e due video che vi faranno capire perché il palinsesto anni ’80 è un dovere prima di tutto morale!

Lo SPOT degli anni ’80

To know Lloyd Dobler is to love him

Maria Oscar e Maria Molly

Via gli oligarchi dalla tv italiana

8 Ott

La nostra nuova causa filantropica rischia di essere persa in partenza, ma noi non ci arrendiamo e ve la proponiamo tutta d’un fiato. Vogliamo eliminare dalla tv italiana quei personaggioni ingombranti che sono più temibili degli amici di Putin, più potenti di Silvio perché manipolano cervelli, più scoccianti di una zanzara che ronza nelle orecchie alle tre di notte e che piuttosto che sentirla ancora la supplichi di pizzicarti. Parliamo di quelle persone che ormai ci hanno stracatarotto con le loro facciacce e i loro culoni, quei rompi che sono partiti facendo i giornalisti, le mogli di giornalisti o le vallette e hanno finito per impossessarsi dei palinsesti della tv generalista.
Basta con Maurizio Costanzo, che quel cazzo di Show omonimo lo aveva chiuso illudendoci di esserci liberati di lui una volta per tutte e invece, non solo lo ha riaperto, ma si è impossessato totalmente del Teatro Parioli e ha tentato l’assalto anche al Brancaccio, lo si sente in radio di notte, lo si vede su Sky e mo’ spunta fuori anche su Telenorba. L’età della pensione l’ha raggiunta ormai da un pezzo, ma perché non lascia spazio ai giovani, visto che gli piacciono tanto, e si mette da parte? Se la noia gli fa paura lavori dietro le quinte, scriva altri libri, ma levi quella trippa dal piccolo schermo.
Basta con Maria De Filippi e le sue storie tra lo strappalacrime e il coattume. Solo perché è la moglie di Costanzo non è che deve comportarsi esattamente come lui. Mi direte che è ancora giovane per la pensione, e va bene, continui a lavorare, ma a UNA TRASMISSIONE! Perché deve averne tre? E due quotidiane peraltro. Che poi son sempre le stesse palle, sempre gli stessi personaggi idioti che lei crea e tutti vorrebbero distruggere.
Basta con Antonella Clerici, le sue tette ballonzolanti (che oggi più che mai rischiano di scoppiare) e i suoi capelli orrendamente ossigenati. Simpatica? Solo in apparenza, visto che licenzia bravi lavoratori soltanto perché trattano male il suo fidanzato raccomandato che gioca tutto il giorno alla play station infischiandosene di chi lavora davvero e si è  portato tutta la famiglia in Italia per farla mantenere alla sua Antonellina. E lei, pur di non perdere il posto alla Prova del cuoco registra le puntate in anticipo per quando nascerà suo figlio e non potrà lavorare. Instancabile sì, ma noi invece ci siamo stancati della sua faccia fintamente angelica. Si faccia da parte, rinunci a qualcosa, non sta mica morendo di fame che si mette a lavorare quando è in cinta e con 45 anni sul groppone.
Basta con Barbara D’Urso e Paola Perego, con ‘ste tipe che pur di non invecchiare si gonfiano qualsiasi cosa, che vogliono restare gggiovani (sì con tr g) e belle e soprattutto diventano sempre più scassam@@@.
Basta con Simona Ventura, quella sua vociastra e qui vestiti terribilmente succinti che incutono paura a chi le sta davanti perché sembra che le stiano per partire le protesi che ha nelle tette. Quel suo attengiamento scocciato con al gente normale e leccaculo con i vip suoi amici è irritante.
E ci potrebbero rientrare pure Carlo Conti e Gerry Scotti in questa categoria di gente che non si accontenta di una trasmissione sola. Sono le aziende che li sfruttano perché fanno ascolto? Ancora peggio, sono aziende di incapaci allora, che non sanno inventarsi niente di nuovo e non riescono a creare nuovi personaggi. Ma perché non ascoltano l’unico vero genio della tv italiana, Fiorello? Lui sa dosare le suo performace, sparisce e si va vedere allo stesso tempo, basta un suo spot per far divertire, sa improvvisare come pochi e ha detto chiaro e tondo a tutti quanti che la televisione di oggi è VECCHIA e, aggiungiamo noi, per vecchi, mentre i giovani si devono rifugiare nelle serie tv e nello sport, che però circolano soprattutto sulla pay che non tutti si possono permettere. Adesso che Mike Bongiorno e Pippo Baudo stanno cominciano lentamente a capire che arriva il momento di farsi da parte, ora che la Carrà è tornata, ma dopo essere stata via per un bel po’, leviamoci dalle balle anche tutti gli altri.
Non ci sentirà nessuno, lo sappiamo, ma intanto noi rendiamo nota la nostra disperazione nella Rete.

Un’arrabbiata Maria Giuditta