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Auguri Cristina D’Avena, ecco le nostre sigle preferite

6 Lug
L'eterna Cristina D'Avena

L’eterna Cristina D’Avena

Sentirsi irrimediabilmente vecchie: Cristina D’Avena, il nostro idolo assoluto, commare ad honorem, oggi spegne 50 candeline e quale modo migliore per ricordarla se non con le sue sigle che tutti noi, grandi e piccini, amiamo. Ecco le nostre dieci sigle preferite:

1) Nanà Super Girl

2) Mila e Shiro

3) Pollon

4) Johnny, è quasi magia

5) L’incantevole Creamy

6) Occhi di gatto

7) Lady Oscar

8) Vola Mio Mini Pony

9) Kiss Me, Licia

10) Prendi il mondo e vai

Tanti auguri!

Maria Cristina e Maria D’Avena

Bonus Track: LE FETTINE PANATE!

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I ricordi di Amélie – (How does it feel to be) On Top Of The World

15 Giu

Il 1998 è così 90’s… Dal baule dei ricordi della nostra Amélie ricordiamo con questa canzone il funesto Mondiale francese, quello finito (per noi italiani) contro una traversa battezzata da Di Biagio con la gente che ancora si lamenta di qualche favore arbitrale per i cugini con la R moscia, sempre i soliti…noi italiani. Comunque Amélie ci invia l’inno inglese di allora, che non è riuscito a intaccare il posto di Three Lions dei Lightning Seeds, ma comunque fa sempre la sua porca figura…. Vediamo – a dimostrazione del fatto che questi signore mie sono gli anni ’90 – le Spice Girls ancora libere da ogni compromesso calcistico e soprattutto in formazione completa, gli Echo and the Bunnymen e gli sconosciuti Ocean Colour Scene rappresentati dal frontman tale Simon Cowler e celati sotto il nome di England United. La lapidaria Wikipedia ci ricorda però che questa bellissima canzoncina fu cancellata da altre due: manco a dirlo Three Lions e Vindaloo. Per eccesso di zelo, ve le pubblichiamo tutte e due anche se Amélie preferisce quella con il titolo più lungo.

Vindaloo di Fat Les

Adesso chiudiamo il bauletto di Amélie,

Gros bisous de France 1998,

Marie Amélie

CommaTunes: Baccara – Yes Sir, I Can Boogie

24 Mag

Chi non ricorda queste due donnine che cantavano con il nome di Baccara? Noi per esempio… be’ perché non eravamo ancora nate, quindi i loro volti non ci dicono molto, ma le loro voci, con quell’accento spagnolo, ci dicono tanto. Per esempio che, visto peraltro che una delle due si chiama María, dovevano proprio essere due commari, sul finire degli anni ’70, quando cantavano questa deliziosa canzoncina Yes Sir, I Can Boogie.
Ecco allora che ve ne proponiamo il video qui di seguito.
In questo periodo impazzano i flash mob un po’ ovunque, ma vi diciamo che se noi dovessimo prendere parte a un ballo collettivo vorremmo ballare proprio questo qui, come Mayte Mateos e María Mendiola facevano allora.

Clizia, ma lo hai sposato Simon Le Bon?!

21 Mag
Clizia appena sveglia... l'ha truccata la fatina del sonno?!

Clizia appena sveglia... l'ha truccata la fatina del sonno?!

Mentre i francesi avevano Sophie Marceau e Il tempo delle mele, gli americani si sollazzavano con Molly Ringwald e tutta l’allegra brigata del brat pack, noi avevamo Clizia Gurrado e Sposerò Simon Le Bon.
Anche se le commari in quegli anni erano ancora in fasce, si sono poi sorbite i film adolescenziali degli anni ’80 negli afosi e inutili pomeriggi estivi dell’ultimo decennio del ‘900, quelli in cui non sapevi che fare e allora “Ma sì, vediamo che c’è su Italia1”. Se ti andava male beccavi qualche film di Jerry Calà, se eri fortunata sognavi con Molly e i suoi amici, oppure, almeno una volta sarà capitato a tutti, ti fermavi a guardare questa pellicola italiana dell’86, criticata da molti ma divenuta ormai un cult per chi è stato adolescente negli anni ’80-’90.
Parliamo appunto di Sposerò Simon Le Bon, un film che offre molti spunti. Il senso principale del racconto era: “Quanto sono belle le mie Timberland!” Sì, proprio così, perché ogni paninaro che si rispetti (ecco l’altro tema-chiave) portava quelle scarpe lì, con il Moncler e la t-shirt Naj Oleari. I paninari non sono assolutamente da sottovalutare, altrimenti i Pet Shop Boys non avrebbero dedicato loro una canzone. Un movimento che ha reso famosi (?!) i ragazzi milanesi nel mondo!!! Il film è tratto da un libro di un’adolescente, tale Clizia Gurrado, che dà il nome alla protagonista interpretata da Barbara Blanc ed è esilarante la scena del risveglio di lei, che sogna il suo idolo sull’altare  (senza mai riuscire a sposarlo)  e quando suona la sveglia è già truccata come se stesse per andare a fare un servizio fotografico, con tanto di lucidalabbra, ombretto, rimmel e tutti i crismi. Una recitazione da dilettante, come il resto del cast, costituito in buona parte da figli di papà: Luca Lionello (figlio di Oreste), Gianmarco Tognazzi (figlio di Ugo), e poi lei, l’amata/odiata Giuppy Izzo che ancora si faceva chiamare Federica (ma come si passa da Federica a Giuppy? Qualcuno ce lo spieghi, noi pensavamo si chiamasse Giuseppa). Una commare suggerisce che sarebbe stato meglio se la carriera di Giuppy fosse finita lì (ok le piaceva quando doppiava Gilmore Girls,  ma le ha rovinato Grey’s Anatomy) l’altra, sebbene si sforzi di sopportarla quando doppia Meredith o la pubblicità della Tim, un po’ le è affezionata in quanto voce di Bridget Jones. La convinzione delle commari è che in questo film ci sia in nuce il “moccismo”… Sì perché Federico Moccia in quegli anni era poco più che ventenne e cominciava a pensare a Tre metri sopra il cielo, e poi, da dove altro può aver preso i ridicoli nomi per i suoi personaggi? Infatti Lionello si chiamava Alex come Raoul Bova in Scusa ecc ecc, il nome del personaggio di Tognazzi invece era Cody (Cody?!?!?!?), che comunque fa cagare meno di Step (Step?!?!?!?!?!?!?!). A un Moccia o ancora peggio a una Melissa P noi continuiamo a preferire la cara Clizia, che non si sa bene cosa faccia oggi, qualcuno dice che scrive ricette per gatti (e questo fa di lei il nostro idolo…). A questo punto lanceremmo anche un appello: se qualcuno sa cosa fa la signora Gurrado, ce lo dica, siamo curiose, vogliamo almeno sapere, alla fine, chi diavolo ha sposato!!!

Per i nostalgici, qualche scena del film

Fanaticamente vostre,
Maria Clizia e Maria Giuppy

Consigli per gli acquisti – Speciale Natale

20 Nov

Non c’è dubbio: è Natale! Non conta il calendario, non esistono obiezioni del tipo “Ma siamo ancora a novembre”. No, è Natale e basta, lo dice la tv e se lo dice la tv è così. E cosa rappresenta il Natale? Che nessuno mi venga a parlare di un certo Gesù bambino, chi lo conosce?!  Natale è la festa dei regali, degli addobbi, degli alberi e di Babbo Natale, il vecchio ciccione barbuto inventato dalla Coca-Cola.
La tv ha deciso che Natale comincia a novembre, perciò ecco che ci rifilano già tutti gli spot natalizi. General trade è la prima, poi ci sono i panettoni, i profumi, le offerte di Sky eccetera eccetera.
Ma l’unico vero spot natalizio è quello che vi ricicciamo qui sotto. Vorrei cantare insieme a voi, in magica armonia, auguri Coca Cola e poi, un coro in compagnia. Canta insieme a noi, auguri Coca-Cola e poi un coro in armonia, cantate tutti insieme a noi ta ta ta ta ta ta… Chi non ricorda questa canzoncina? E il coro di pseudo hippy con la candela in mano sistemati a forma di abete? Loro cantavano chiaramente in inglese ma la mitica canzone era in italiano. Un pezzo d’antiquariato di inestimabile valore e noi ve lo riproponiamo con immensa nostalgia nella nostra rubrica consigli per gli acquisti.

Maria Natalia

Gli “Amici” di Carmen Sandiego

10 Ott

Con questo post inauguriamo una nuova sezione del blog, una sezione che vi farà piangere, vi farà commuovere, vi farà ricordare, la cosiddetta Naftalina o Il Baule in cui parleremo di cose del passato che stanno a cuore alle Commari. Amiamo il trash, anzi sguazziamo nel trash e per noi Amici ha sempre rappresentato il momento più alto della kitscheria televisiva. Ma c’è un ma in quello che era nato come il più grande ufficio di collocamento televisivo, quello che strizzava l’occhio e dava la mano a Leroy e alla signorina Grant, tanto che la primissima edizione si intitolava proprio Saranno Famosi… mica tanto! Riguardando il sito della primissima edizione – ancora oggi la più ricordata dalle due Commari – scorrendo i nomi dell’ipotetico post, la domanda che ci siamo poste in continuazione era su ogni concorrente era: “CHE FINE HA FATTO?” e da qui il collegamento a uno dei miti della nostra infanzia il passo è davvero breve. Ed ecco il nostro remake…

Della prima edizione ricordiamo solo Gigi Garretta, lo studente Lumsa Andrea Cardillo e la sua compagna di vita Valeria, Marianna la Heather Parisi di Taranto, con il padre in galera e poi la defunta categoria “presentatori televisivi” e il fratello meno famoso di Pino Insegno. Le Commari avevano un debole conclamato per Renato Sannio, con tanto di cv su internet e profilo in Feisbuk. Ma cosà avranno fatto dopo? Avranno sorpreso tutti quanti coi gioielli del Burundi? No. Garretta per esempio ha condotto The box, il giochino snervante che alle due di notte vedevamo solo noi due e qualche netturbino. Sannio invece ha intrapreso la carriera di sceneggiatore di sit-com come Camera Cafè e Quelli dell’Intervallo, e questo gli fa onore. Valeria è fuggita in Venezuela a lavorare per Marco Polo, Marianna non si sa, forse, come molti altri,  è ancora nel giro Costanzo-De Filippi, ma noi questi li ignoriamo…

La seconda edizione è ricordata soprattutto per un uomo dal nome assurdo GUGU, che va bene che le Commari amano Guga Kuerten, ma Gugu che nome è? E soprattutto per  Stefano Bindinelli, uno dei più belli ad aver mai toccato il suolo del palco di Cinecittà. E cosa fa ora il bel Stefano?  Ruba i laghi in Scandinavia e i cammelli del Sahara? No, purtroppo lui e il suo deretano non hanno avuto il successo che si meritavano ed ecco che il giovine sardo è costretto a lavorare in uno negozio del centro di Roma, vi prego diteci qual è, conosciamo commari che ucciderebbero per di sapere in quale boutique apre le porte o a chi dona il suo sorriso. Di questa annata si ricorda anche Paolo Stella, che a una delle commari piaceva tanto perché le ricordava un divino attore spagnolo che una maruja ha intravisto a Barcellona, speriamo invece che Luca Basto sia passato a miglior vita o almeno per contrappasso dantesco si ritrovi a fare il panettiere a casa sua. Ma attenzione, in questa edizione forse qualcuno ce l’ha fatta ed è uscito per 24 ore con Michelle Hunziker!

La terza edizione la ricordiamo per l’arrivo in gommone di numerosi concorrenti, se Kledi Kladiu vi sembra abbastanza non continuate a leggere. Mentre l’edizione precedente aveva ospitato Anbeta, che oltre a un’assurda somiglianza con Milena Vukotic è una fantastica ballerina, da quest’edizione gli albanesi si moltiplicano. Di Amici numero 3 ricordiamo solo Anna Dalton perché ci ha fatto scoprire un gruppo geniale su facebook e ha aiutato Bisio nella pubblicità delle pagine gialle, e Leon Cino… e sì è il suo vero nome.
E proprio con un gommone navighiamo verso le due edizioni dimenticate persino da due principessine del kitsch televisivo e passate agli annali solo per Piero Romitelli, il clone di Bimbo Sturby – che è andato anche a Sanremo  con Pietro Napolitano – e per un altro membro del gruppo del Gommone, forse il condottiero dello stesso Klejdi. Nella quarta c’era anche un certo Alberto Galetti, che era Daniele de “I liceali”, la fiction di Canale5.  La quinta non ricordiamo neanche quando è iniziata, ma la citiamo per via di un altro alfiere del canotto, Elian. Ed eccoci navigare alla sesta dove arriva il principe del canotto, il ginnasta Bambi. Quest’edizione però vogliamo dimenticarla: è il momento più basso della carriera di Yuri-Chechi-Chechi-Yuri e perché ha lanciato – ahimé – la professoressa Celentano. Ci piace ricordarla per lo spagnolo dal nome messianico. Già, Cristo, ve lo ricordate? Dov’è oggi? Magari scorribanda per il mondo da Pechino a Barcellona. Quello che è certo è che è stato dirottato da Amici a San Remo per poi tornare nella sua terra natìa, ma con i suoi 39 fratelli fa ancora furori. La cantante Karima Ammar non vinse per un pelo, ma Rudy Zerbi (che noi amiamo perché amico della Gialappa’s) le fece delle promesse. Sono state mantenute e magari Karima dal Mar Rosso in Groenlandia va cantando vecchi blues? No, apre i concerti di cantanti famosi nella sua città, Lucca.

Qualcuno ce l’ha fatta come tre che cantano nel musical di Cocciante, Antonino che ha fatto un paio di cd, la Fantauzzi che compare ogni tanto in tv o al cinema, la Ghio che ha perso sei taglie sta in prima serata su Raiuno il sabato sera, ma la sigla dell’anno scorso “Uno su mille ce la fa” era molto, molto, ma proprio molto azzeccata. E in generale il grande pubblico questi qui non se li fila. Ai concorrenti della settima edizione, quindi, ricordiamo che questo programma non gli darà la notorietà, visto che se l’è presa tutta la Celentano, che va in tv solo perché ha il cognome del molleggiato e non c’è scampo se decide di portarsi via la giungla

questo appare quando si vuole sapere cosa stanno facendo alcuni ex di Amici

FILE NOT FOUND: questo appare quando si vuole sapere cosa stanno facendo alcuni ex di Amici

Avvistamenti – Anche le Commari hanno avuto esperienze di incontri ravvicinati con i vecchi “Amici”. Per esempio, la fille de poche si è ritrovata Cricetino-Fumarola sullo stesso Eurostar da Firenze a Roma e Paolo Stella su un aereo per la Sardegna (sì, andava a Porto Cervo, ma s’è pentita e non lo farà più, l’unica cosa buona è stata la scoperta del pane carasau che lei chiama gurasau…). Lo stesso Stella è stato avvistato su un autobus notturno (il 45) da Bradi Pina, che ha incontrato anche Lidia Cocciolo in fila al supermercato sotto casa e Manola Moslehi sulla metropolitana (vestita e pettinata malissimo). In tutte le circostanze le Commari hanno fatto finta di nulla, al massimo hanno dato una gomitatina a chi le accompagnava e ci hanno messo pure qualche secondo per mettere a fuoco e capire chi erano quei volti conosciuti. E comunque non erano le sole a ignorare i poveri amichetti sfigatucci, anzi, tutta la gente intorno sembrava ancora più ignara di avere di fronte un figlioccio di Maria De Filippi. Infatti è solo grazie alla loro acuta teledipendenza che le Commari li hanno riconosciuti (e con un discreto sforzo per di più), ma per le persone normali, altro che “saranno famosi”, il titolo doveva essere “saranno dimenticati”… Ma Carmen lei no perché la sua mano è molto lesta, da Chicago a Timbictù, arriva a Nashville, da Tokyo, via Roma e Milano, Parigi, Argentina e poi tornerà. No, perché non ci si dimentica così facilmente della DONNA che ci ha insegnato il valore della geografia, lei che ha dato il titolo a questo post lo chiude in bellezza con l’inno della sezione più puzzolente che un blog abbia mai avuto:

Con affetto, Maria Filippa e Maria Costanza