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La battaglia delle tettone

7 Mag

Prima i reggiseni li bruciavano, adesso no perché costano troppo.
In Inghilterra (anche se sarebbe giusto dire su Facebook) è nato un gruppo per proteggere una specie in via d’estinzione: le donne che non hanno una coppa B o una coppa C. Busts 4 Justice, questo il titolo del gruppo,  che suona un po’ come “petti per la giustizia”, o, se preferite, “le giustiziere delle maggiorate”, capeggiate da Beckie Williams e Becky Mont. Numerose maggiorate inglesi si sono schierate contro il colosso dei supermercati Marks & Spencer, reo di far pagare due sterline in più (circa 2,25 euri) sui reggiseni di taglia superiore alla DD, ossia tutte le donne che hanno più di una quarta devono pagare di più per comprare i reggipetti. Ora, la cosa ha dell’assurdo, ma soprattutto è geniale la difesa del colosso dei supermercati (nato nel 1884 quando ancora in Italia si mungevano le vacche con più di 840 filiali in tutto il mondo, mica la Coop), che si nasconde dietro un ditale e dice:  “Offriamo la collezione per le taglie grandi più completa e competitiva del mercato con reggiseni che vanno dalle 8 sterline e altri in seta da solo 14 sterline”. Ma giustamente la nostra paladina, novella Emmeline Pankhurst in reggiseno taglia 30G, si appella e dice: “Non devi pagare di più per una maglia XXL, perché noi dovremmo farlo?”. E di nuovo M&S dice che per i reggiseni coppe grandi “c’è molto più lavoro e molta più stoffa”, come dire: “Sei tettona? Ucciditi o chiedici scusa se per colpa tua dobbiamo usare 7 bimbi pakistani in più”. Ma il nostro idolo non ci sta e, dopo aver creato un gruppo (con l’altra paladina Becky), che a oggi conta più di 10mila iscritte, ha comprato un pacchetto di azioni del supermercato e ha detto: “Non mi sentono come cliente, forse lo faranno se sono un’azionista“.  Beckie dice che Marks è l’unico supermercato ad applicare la tassa-tetta e che negli altri negozi non succede la stessa cosa. D’altronde cosa ci si poteva aspettare da un supermercato che nella sua web spiega come indossare un reggiseno del genere? Grazie, come se non lo sapessi fare da quando avevo 11 anni! Grazie di vero cuore, Mr. Marks & Spencer. Ma Beckie non ci sta e confessa: “Per anni ho indossato la taglia sbagliata grazie a Marks & Spencer. Farci pagare di più per non avere neanche la giusta taglia è terribile”.  Le fa eco una donna che di tette grandi e cadenti se ne intende: “La gente ci scherza su, ma i reggiseni sono un argomento delicato per le donne e uno che sta bene può aumentare l’autostima”, ha affermato June Kenton, la donna che fa i reggiseni per nientepocodimeno che la Regina Elisabetta, “Cambia la vita di una donna indossare il giusto reggiseno. L’8% delle donne ne indossa uno di una taglia sbagliata. Molte indossano reggiseni con le coppe troppo piccole e il giro troppo largo”.  Una volta Kate Winslet ha affermato che il suo seno è frutto di un reggiseno fantastico, sicuramente non è Marks & Spencer. Mentre la battaglia fa ancora notizia in  Inghilterra, nessuno o quasi ne ha parlato in Italia anche perché sentire Cristina Dal Basso parlare della sua stessa difficoltà avrebbe fatto venire il voltastomaco a ogni donna, con questo non vogliamo distruggere la varesotta o la varestetta, anzi alla fine ci sta anche simpatica (Sìììììììììì Noooouuuuuuu), ma capite in Inghilterra hanno Beckie, noi abbiamo lei e una decerebrata 18enne partenopea. Come commari ovviamente appoggiamo – un po’ come si faceva con le tette sul banco – la causa di Busts 4 Justice, perché noi patteggiavamo per quel mito di Wonder Woman (e sogniamo di avere quel vestitino), perché noi sappiamo che cosa significa essere costrette in un reggiseno Playtex per anni (peraltro è inutile dire che gli splendidi prodotti per le taglie DD di M&S ci somigliano di brutto) sappiamo che cosa significa essere prese per il culo o semplicemente non in considerazione per i nostri seni… Noi siamo le combattenti che vestiamo in guêpière, siamo SailorBoobs, ma anche no… Aspettiamo con ansia la riunione degli azionisti di Marks il 2 luglio a cui il mito Beckie parteciperà, e saremo tutte lì sotto la sede di M&S con un reggiseno in mano… perché tutto il mondo deve sapere che anche le tettone nel loro piccolo (o nel loro grosso…) si incazzano.  GO BECKIE, GO! FIGHT FOR US!

Beckie e la sua arma

Beckie e la sua arma

Collericamente vostre,

Maria Beckie e Maria Becky

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Eliminiamo (fisicamente) Federica Rosatelli

5 Feb

Neanche erano passate 24 ore e ha detto froci facendo infuriare e non poco le comunità gay. Dopo qualche ora ha detto che lei gente come Ferdi o il sexy ormeggiatore non le frequenterebbe mai, perché se non guadagnano 2000 euri al mese lei neanche li guarda. Lei, poi, si è vantata di passare la sera con il tacco quindici e uno champagnino a via Veneto, giustamente etichettata come zoccola dalla Gialappa’s. L’unica cosa carina che ha detto? Che esistono agenzie che ti affittano i nani per andare in discoteca, ma anche no. Questa volta però ha proprio toccato il fondo… Dopo aver riso in faccia a Jerry, sì avete capito bene il ragazzo cieco, in casa si scatena un putiferio ed ecco che volano parole grosse e bicchieri di cristallo.  Ora la cosa fantastica è che dopo aver dato del deficiente a Gianluca, si è presa un fallita e per manifestare il suo disaccordo eccola scagliare un bicchiere in faccia al napoletano. Il napoletano a quel punto è giustamente impazzito e ha iniziato a urlare, tutti OVVIAMENTE sono dalla sua parte, eccetto Siria che non si capisce bene perché si continui a schierare dalla parte della folle e lo zerbino Nicola. Già l’architetto senza carattere che continua ad amare la romana come se nulla fosse… Ora, la situazione verrà risolta da chi di dovere, ma nel frattempo le commari vi propongono un paio di soluzioni alternative e una serie di regalini per la povera Federica e si fanno portatrici di una loro causa filantropica: Eliminiamo (fisicamente) Federica Rosatelli.

  1. Una boccetta di Cianuro, un veleno che non passa mai di moda, chiedete a Blondi
  2. Potremmo chiedere a Lucrezia Borgia se le presta un po’ di cantarella
  3. Un chilo di farina di semi di noce vomica da usare al posto del fard
  4. Una boccetta di acqua tofana
  5. Un fermacapelli intriso nel curaro
  6. Una capocchia di spillo imbevuta di tetradotossina o se preferite un pesce palla tagliato male
  7. Una piccola rana dorata addestrata da portare sempre con sé
  8. Un  mamba verde
  9. Una fornitura per un anno di Aspergillus
  10. Una piantina di cicuta di socratiana memoria
  11. Un risotto ai funghi a base di Amanite Phalloides
  12. Un bell’esemplare di ornitorinco maschio
  13. Un allevamento di vedove nere
  14. Una vasca da bagno piena di vespe di mare
  15. Una saporita insalata di polipo dagli occhi blu
  16. Una lucertola perlinata e un mostro di Gila
  17. Una bagnarola piena zeppa di Malo Kingi e di medusa Irukandji
  18. Un cobra sputatore
  19. Citando i Radiohead una bella stretta di mano di monossido di carbonio
  20. Un po’ di snorking nella formaldeide con la conseguenza della cecità

Nessuno osi dire che siamo state cattive… se abbiamo fatto 20 regalini a Federica suvvia! E poi adesso, invece di portarsi a spasso i nani potrà fare amicizia con le più variopinte specie animali e vegetali. Se poi vi siamo sembrate troppo cattive allora basta semplicemente farle pulire la peggiore toilet di Scozia (se preferite anche in VO).

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L'ira funesta di Federica: non temete, un cocktail di barbiturici e alcool ci salverà

Velenosamente vostra,

Maria Lucrezia

Amici, ecco la commissione alternativa…

21 Gen

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Quest’anno le commari non si sono filate per niente Amici. Il fatto è che questo programma è diventato, già da qualche anno, una lite continua. Litigano tutti: gli alunni perché spronati a farlo dagli rvm (ormai odiamo questa parola) che vengono fatti vedere loro apposta per aizzarli l’uno contro l’altro seminando zizzania; i professori perché… perché… non lo abbiamo capito perché! Dovrebbero essere adulti e non fare gli invidiosi, invece sono peggiori degli allievi.
Per questo le commari propongono ai produttori e agli autori di Amici di licenziare in tronco tutta la commissione. Ecco i sostituti che proponiamo per una commissione alternativa:

Danza jazz (al posto di Steve La Chance): Jessy Malò, il tarantolato ballerino di Sicilia 5 e Tele D portato alla ribalta dalla Gialappa’s Band in Mai dire tv e il cui moonwalking è degno di Michael Jackson (guardate il video sotto).

Danza classica (al posto di Alessandra “collodelpiede” Celentano): Miss Piggy, la maialina più irriverente del mondo che vale mille, che dico miliardi di celentane. Infatti, se la nipote del più noto molleggiato deve accontentarsi di aver ballato in qualche oscuro teatro durante il regime di Ceausescu, la Piggy ha ballato con nientepopodimenoche Rudolf Nureyev… come dire… mica pizza e fichi… (vedi video sotto).

Danza moderna (Garrison Rochelle): noi amiamo Garrison, quello che vogliamo è solo che la coppia simbolo dei ’90’s, un po’ come i capelli lunghi di Federica Panicucci e gli Oasis, si ricomponga, indi aridatece Brian e Garrison;

Danza hip-hop (Maura Paparo): vorremmo che Maura fosse affiancata dall’indimenticabile Stefano Bindinelli, perché un culo come il suo è sprecato ad aprire porte a via Condotti;

Recitazione (al posto di Patrick Rossi Gastaldi): Jack McFarland, l’amico-attore di Will & Grace non può assolutamente mancare! Sia che si tratti di musical sia che si tratti di monologhi è il numero uno della recitazione mondiale (ma anche no…);

Dizione (Fioretta Mari): neanche Chicco Sfondrini ha resistito così tanto e noi non siamo nessuno di fronte all’attaccamento di questa donna al suo posto di lavoro;

Musica (Grazia di Michele, Gabriella Scalise, Luca Jurman, Fabrizio Palma, Beppe Vessicchio): prima di tutto, aridatece Pitteri. Vessicchio deve rimanere – sennò i Gialappi a San Remo non possono coglionarlo -, ma magari potrebbe essere coaudiuvato dal mito Pregadio che tanto adesso è disoccupato. Poi vogliamo Ciuchino con il suo assistente, il Gatto con gli stivali per portare un po’ di allegria nella sala di canto. Infine, sempre tra gli insegnanti di musica, bisogna trovare un posto a Bruno Cuomo, il vincitore della prima (e unica) edizione di Operazione Trionfo.

Direzione: via la De Filippi e fate largo all’unica vera regina della tivvù italiana… LORELLA CUCCARINI.
Infine, alla conduzione del serale, proponiamo di sostituire la stessa Buldozzer Maria De Filippi con Kermit la rana dei Muppet.

Tutto il groove di Jessy

Tutta la grazia di Miss Piggy

Con affetto smisurato,
Maria Filippa e Maria Maria

Bruno Vespa in un trionfo di tette e culi

28 Nov

Vespa in un'altra vecchia puntata dedicata alle tette. Il suo sguardo è eloquente

Vespa in un'altra vecchia puntata dedicata alle tette. Il suo sguardo è eloquente

Quasi duecento morti in India? Chi se ne frega, l’India è lontana e poi è morto solo un italiano. Crisi mondiale? Beh, vabbé, si sa no? Perché parlarne ogni sera? Social card questa sconosciuta? Tale rimarrà se aspettiamo che ce la spieghino come si deve i programmi di approfondimento della Rai. Piuttosto, trattiamo un argomento che attira più di tutto e tutti: tette e culi. Spiattellati lì sul vidiwall alle spalle di Bruno Vespa nel corso dell’ennesima puntata di Porca a porca… ehm, pardon, Porta a Porta.
Ospiti di tutto rispetto: Alba Parietti, che i redattori dell’allupato conduttore hanno definito intelligente (ah sì? Ha scoperto qualche molecola? Ha scritto un best seller? Ha formulato un teorema matematico?), Barbara Chiappini (un cognome una garanzia), Eleonora Daniele (cacchio ci faceva là?), Lory-tettemosce-Del Santo (altra nota per la sua facilità a darla a destra e a manca), il ninfomane Klaus Davi, Silvana Giacobini (esperta di costume, sì, ma qui si parlava di chi non lo porta…), Stefano Zecchi (chiaramente sconvolto come noi) e Giancarlo Magalli.
La cosa che lascia stupefatti è che la puntata prende spunto da un sondaggio del solito Mannheimer che rivela che due terzi degli italiani sono contrari al troppo nudo in tv. E Vespa che fa? Per tutta la trasmissione rifila al pubblico immagini di donne nude (solo donne). Tette e culi di ogni forma e dimensione e col Vespuccio che si sfrega le tozze manine e si sente a suo agio tra tutte quelle smandrappe e soprattutto con quelle belle foto dietro. Che poi smandrappe fino a un certo punto. La Parietti avrà pure belle gambe, ma naso, labbra e tette rigorosamente in plastica sono ormai cadenti, per non parlare delle orecchie a sventola che deve sempre coprire coi capelli. Oh, siamo commari e sparliamo, se queste son diventate famose per la bellezza, bisogna riconoscere che tanto belle in realtà non sono. E Lory Del Santo? Cosa porterà, una seconda? Mah. La Chiappini di faccia l’ho sempre ritenuta inguardabile, altro che Sophia Loren. La Daniele, che non si è mai spogliata, è andata lì perché non aveva altro da fare evidentemente o forse invece era l’unica che poteva dire qualcosa sul vero tema della trasmissione se non fosse che Vespa si è presentato con un titolo e poi ha parlato del contrario mostrando agli italiani esattamente quello che secondo il suo amico Mannheimer non vogliono vedere.
Noi vorremmo lanciare un’altra causa filantropica: Troviamo una playmate per Vespa. Il vecchietto ormai non pensa ad altro che a “U pilu” (come dice Cetto Laqualunque) e se magari ha una zozza tutta per lui la smette di chiamare l’insopportabile Parietti. Rai, sai proprio spendere bene i tuoi soldi! E se è come dice la Parietti che “la volgarità non è nel nudo, ma negli occhi di chi guarda”, mettete gli occhiali da sole a Vespa, almeno non vediamo il suo sguardo arrapato…

Se vi interessa la puntata, la trovate qui.

Un abbraccio, la vostra Maria Zizza

Liberiamo Benedetta Parodi

20 Nov

benedetta_parodi_d38e-copiaSalviamo questa donnina, liberiamola dalla sua cucina! Le commari hanno preso a cuore il caso disperato di Benedetta Parodi, sorella della più famosa Cristina, moglie del telecronista Fabio Caressa, sì, quello che all’intervallo manda i giocatori a bere un tè caldo (ma non glielo hanno ancora spiegato che esiste il Gatorade?).
Quando ha deciso di fare la giornalista la piccola Benedetta non poteva immaginare che sarebbe finita a fare la Wilma De Angelis dei poveri. Ha scelto questa professione per spirito di emulazione nei confronti della sorella, quella più bella, quella più brava, quella più figa… E mentre Cristina era al Tg5 e a Verissimo, programmi di informazione della rete ammiraglia mediassettiana, lei si accontentava di sparare vaccate a Studio Aperto, perché in fondo lei è la più piccola e Italia1 è la rete gggiovane.
Quando Cristina ha sposato Giorgio Gori, lei ha cercato un principe azzurro degno del cognato, ma ha trovato solo Caressa, con la sua facciotta quadrata e i capelli fonati.
Sembrava che andasse tutto bene, che Benedetta si accontentasse della sua piccola vita (in confronto a quella della spavalda Cristina). Invece ecco i primi colpi di testa. Forse proprio su consiglio della sorella, che se ne intende di moda, si taglia i capelli, si fa fare la frangetta perché ormai la portano tutte. Però non le spiegano che la frangetta è una cosa importante e bisogna avere una faccia adeguata, non il naso acquilino e la fronte bassa… E poi la sua non è una frangetta qualunque, ma è più folta e fitta di quella di Anna Tatangelo (altro caso disperato, infatti poi l’ha cresciuta).
Stanca di sentirsi dire “Ma che cazzo di taglio ti sei fatta” accostato alle solite frasi del tipo “Ma fai la giornalista? Perché parlare di Elena Santarelli, quelli di Amici e fare le marchette è giornalismo?” (la risposta ormai è sì cmq, non solo a Studio Aperto…), la povera Benedetta Parodi subisce un altro colpo. Il suo nuovo direttore Mulè decide di affidarle una nuova rubrica. Perché se il Tg5 ha Gusto, il Tg1 Terra e Sapori e tutti gli altri tg non mancano di dedicare spazio alla cucina, anche Studio Aperto deve parlare di gastronomia. I soldi però sono pochi, mica si può allestire uno studio. Allora ecco la genialata: lasciamo Benedetta a casa sua, così non ce la dobbiamo nemmeno sopportare in redazione. E il nome della rubrica è di un banale da far schifo: Cotto e mangiato. Sì perché le sue stupende ricette devono essere pratiche e veloci.
Su Facebook imperversano gruppi sulla rubrica della Parodi junior e quelli con il maggior numero di iscritti pregano per una soppressione di Cotto e mangiato (o meglio, vorrebbero far saltare in alto la sua cucina). Non mancano però quelli che la trovano sexy quando si lecca il dito, vorrebbero che andasse a cucinare a casa loro, si chiedono se poi mangia tutto Caressa (e spiegano così il fatto che lui si sia inquartato notevolmente). Ma a quest’ultima domanda ha risposto la stessa Benedetta su Sorrisi e Canzoni, dicendo che i piatti che cucina vengono distribuiti così: “Un terzo va a marito e figlie, un terzo per la troupe che lavora con me, un terzo lo porto in redazione ai colleghi. Cotto e mangiato…” . Praticamente ormai lei chiude qualsiasi frase con queste parole, è un incubo e noi dobbiamo salvarla. Liberiamola dalla sua cucina (e dalla sua frangetta)!

Cotta e mangiata, la vostra Maria (Suor) Germana

Vogliamo un palinsesto anni ’80!

16 Ott
L'immagine simbolo di un'intera epoca. I due hanno divorziato, il bimbo si è suicidato

L'immagine simbolo di un'intera epoca

Non ci importa se per qualcuno sono stati gli anni di fango, perché eravamo piccole e non ce ne fregava niente della politica, per noi gli anni ’80 sono gli anni in cui tutto ha avuto inizio e non solo perché siamo nate noi, ma anche perché è nata la tv privata (e c’è stato il boom delle emittenti locali) e con essa la moda di attingere agli Usa e al Giappone per telefilm e cartoni, sono nati gli spot che ancora oggi tutti ricordano, i videoclip musicali, gli yuppies e giochi e oggetti memorabili. La nostra nuova causa filantropica nasce da una profonda nostalgia per gli anni della nostra infanzia e il nostro appello non è cazzeggiante come al solito, ma sincero e disperato. Vogliamo che almeno una rete tv (sul digitale o sul satellite) abbia un palinsesto interamente dedicato agli anni ’80 (magari con qualche tuffo negli anni ’90 con Il principe di Bel-Air e Bayside School).
Siamo una generazione di nostalgici e ne siamo orgogliosi perché erano gli anni migliori, quelli in cui i bambini non facevano i bulli e non riprendevano con il telefonino, usavano ancora i giochi di società e collezionavano le sorprese delle merendine e delle patatine. Tanti di noi come suoneria del cellulare hanno la sigla di Supercar o MacGyver e questo è il minimo. Chi non ha cercato di imitare il biondo Angus (interpretato da Richard Dean Anderson per cui ovviamente le commari avevano una cotta)? Chi non ha provato a costruire una mongolfiera con le lenzuola, a infilare una patata nel tubo di scappamento dell’auto di un antipatico per distruggerla, a tamponare le crepe di una vasca di acido con tavolette di cioccolato che diventano simili al mastice? A otto anni sapevamo cosa fosse lo zinco, ben prima di conoscere la sua valenza….
E poi Il mio amico Arnold, Tre cuori in affitto, Hazzard, A-Team dove li vogliamo mettere? E non possiamo mica dimenticare la robottina SuperVicky o I Jefferson e I Robinson, I ragazzi della III° C e i telefilm con Cristina D’Avena, Love boat e la Casa nella prateria, Visitors e Baby Sitter con il fidanzato virtuale di tutte noi, Scott Baio, Chucky di Happy Days che noi guardavamo tornate dall’asilo…
E i cartoni animati? Quanto fanno schifo quelli di oggi in confronto a Hello Spank e Memole, gli sportivi Mimì e Mila e Shiro, Holly e Benji o il golfista Lotti, gli eroi Yattaman e l’Uomo Tigre, i ladri Lupin e Occhi di Gatto, e poi Magica Emy (e quanto era bello Willy) e L’incantevole Creamy, Jem e le Holograms, per non parlare degli anime tipo Candy Candy e Georgie, che abbiamo capito solo da grandi. Sì perché quest’ultimo non era propriamente un genere per bimbi delle elementari e certe scene ti segnano… Arthur che scalda Georgie nel letto (nudo) ce lo ricordiamo tutti nonostante lo sforzo dell’allora Fininvest di tagliare le scene erotiche, che ce ne erano a bizzeffe, solo che non le capivamo ancora! E di certo non ce lo potevano spiegare Uan (che amavamo perché cercò di schiacciare i Puffi) o Five e compagnia. Perché non esiste più un Bim Bum Bam o un Ciao Ciao (i cui conduttori sono finiti nelle televendite di Gerry Scotti), perché i bambini di oggi si devono far rimbambire da Trebisonda e gli attoretti che parlano col birignao?!
E chi lo dice che la tv di Uomini e Donne, La Talpa e l’Isola dei famosi, Amici e Il grande fratello sia meno volgare di Drive In? Rivogliamo il pupazzo Tenerone e gridare con lui “pippo pippo pippo”. E che fine ha fatto il Cacao Meravigliao di Indietro tutta? E Popcorn di Cecchetto non era meglio di Scalo76? I compari ricorderanno con piacere Colpo Grosso, ma non dimentichiamo nemmeno Tra moglie e marito e Il gioco delle coppie o i primi Giochi senza frontiere e Il pranzo è servito. Perché la Carrà non torna a condurre Pronto Raffaella? E soprattutto, perché non fanno più (a un orario decente che non sia le due di notte) L’Almanacco del giorno dopo? Rimpiangiamo tutto, da Sbirulino al corvo Rockfeller, da Kiss me Licia alle comiche di Benny Hill.
Per non parlare della pubblicità di quando non c’erano sullo schermo scorreggie e danze erotiche, ma di quando tutti piangevamo per una bimba che portava a casa un gattino inzuppato. Quando eravamo persi fra le note di Pavane e il fascino di Lulù, l’uomo bidimensionale che cantava Ta-Ta-Ta-Tabù e ancora Chiripiripi Kodak, recuperato poi nel ruolo del “figlio” del diavolo in The Passion, per non parlare della ragazza Nuvenia che si buttava con il paracadute con il ciclo addosso, mica faceva le ruote al provino per vj. Per questo motivo abbiamo deciso di far nascere una nuova sezione: Consigli per gli acquisti, in cui inseriremo quello che per noi è lo spot della settimana, del mese di quello che vogliamo. Non solo spot, vogliamo quei film, quelli di John Hughes, in cui tutti i sogni si realizzano. Quelli in cui Molly Ringwald festeggiava il compleanno più bello della sua storia, quelli in cui era una ragazza left of center, ma poteva diventare bella in rosa. Quegli eroi che non si divertivano a fare stupidi doppi sensi, ma a ridare la musica a una città della Bible belt. Quelli che per rinconquistarti usavano le parole di Peter Gabriel, mica quelle delle Spice Girl (Lloyd Dobler, compare ad honorem e uomo perfetto). E poi come dimenticare la simpatia dei Goonies senza dimenticare che loro sono good enough. O il meraviglioso gruppo di misfits che sono i protagonisti della più nota ora di castigo della storia del cinema? Sto ovviamente parlando di opere d’arte del cinema come Un compleanno da ricordare, Bella in rosa, Footloose, Non per soldi… ma per amore (orribile traduzione di Say Anything), I Goonies e The Breakfast Club, film omaggiati in tutte le produzioni che sono arrivate dopo…Il Bender che tutti amiamo è un omaggio al Bender con la camicia di flanella che vediamo nel film di John Hughes. E non solo come dimenticare l’uomo migliore che abbia mai toccato il suolo mondiale: Lloyd Dobler?
Non solo cinema, quelle canzoni al sapor di harmonizer, le prime vere girl band, le prime vere boy band, la new wave e tutti quei gruppi che nati a Manchester (o meglio Madchester) avrebbero influenzato la musica mondiale… Nomi come The Smiths, Joy Division e ancora i Cure, gli U2, i R.E.M. qualsiasi ritmo, nota e canzone nata in questi anni – nel bene o nel male – hanno influenzato tutta la musica a venire. Per non parlare dei video, nati proprio in questi anni e ancora oggi indimenticabili.
Per queste ragioni e alte mille ancora noi rivogliamo una televisione con le losanghe, fucsia e con le leggins addosso…Ridateci una tv che in tutto e per tutto sia anni ’80! Ecco due video simbolo di quest’epoca e due video che vi faranno capire perché il palinsesto anni ’80 è un dovere prima di tutto morale!

Lo SPOT degli anni ’80

To know Lloyd Dobler is to love him

Maria Oscar e Maria Molly

Importiamo Yann Barthès

7 Ott

Sconosciuto ai più, le commari impazziscono per Yann Barthès! Ma come chi è Yann Barthès, ah è vero in questo Paese dominato dai vecchi nessuno (o quasi) conosce Yann. Yann Barthès è un giovane giornalista francese, dove giovane non sta a indicare che ha appena compiuto i 45 anni. Yann ha infatti 33 anni e se li porta divinamente, è il protagonista indiscusso di due striscie all’interno di un programma di Canal +, Le Petit Journal Actu e Le Petit Journal People in cui fa sganasciare dalle risate chiunque e crea tormentoni, come quello tratto dalla (discutibile) opinione di una passante su Pamela Anderson: “Pamela Anderson, elle est très distinguée“. O ancora, facendo il verso a Céline Dion quanto diceva “Je suis bien (allargando le braccia)”. Si deve a lui – grazie a una magnifica ironia e a un estremo dono della sintesi – il Que s’est-il passé chez les peoples depuis 24h, c’est le 24h en 24 secondes e poi si deve a lui lo splendido miniformat Les Aventures de Suri Cruise, grazie a lui tutti abbiamo riflettuto e siamo giunte alla conclusione che Suri altro non è che souri, indi un topo…Nessuno aveva osato tanto, per questo motivo e per altri (visibili a occhio nudo), io e la commare vi presentiamo la nostra prima causa filantropica, Importiamo Yann Barthès. Vogliamo portare nel Belpaese il piccolo Yann Barthès e farsì che conduca uno spazio simile a quello che conduce in Francia, ma a reti unificate qui in Italia. Al diavolo le repliche di La vita secondo Jim, L’Eredità, Chi vuol essere miliardario? e bazzeccole del genere, il preserale in Italia deve parlare francese, o meglio italiano con accento francese. Per questa ragione, Yann è il nostro primo compare ad honorem sì perché grazie alla sua ironia era già diventato un mito, prima ancora che i cugini francesi potessero vedere il suo volto… Se non vi basta, sappiate che ha già dedicati su facebook migliaia di gruppi, e poi il est très distingué. Per questo e altro, nous t’adorons Yann!

Bisoux,
Marie Françoise

Yann dopo aver sentito la nostra proposta

Yann e il Louvre, due simboli francesi

Yann - version été 2008

La prova che Yann è un mito