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Spagna-Italia: il karma di Buffon

2 Lug

Senza stare qui a parlare di schemi, tattiche e minchiatine varie, vi spieghiamo subito perché abbiamo perso in malo modo contro la Spagna: è il karma, bellezza!

Il karma che ha aiutato gli spagnoli, sportivi al punto di strafottersene del biscottino croato, ma soprattutto il karma di Buffon, che, diciamocelo, non se lo meritava di vincere. Un po’ perché altrimenti si rischiava di dimenticare la storia del tabaccaio e farlo passare di nuovo come eroe, un po’ perché lui è antipatico deep inside. Già è troppo fortunato ad avere una moglie stragnocca…

Ma quello che proprio ce lo ha fatto odiare in questo Europeo sono un paio di scenette tipo:
– lui che non si fa fare la domanda dal bambino in collegamento con Carlo Paris dalle zone terremotate dopo la partita con l’Irlanda perché deve farsi la doccia;
– lui che fa una colossale pantomima dopo la partita con la Germania: tutti entusiasti tranne Buffon che fa l’incazzato. E perché fa l’incazzato? Perché i suoi colleghi lo hanno fatto soffrire negli ultimi cinque minuti. Poi però il tamarrissimo Diamanti rivela che Buffon negli spogliatoi ha festeggiato come tutti. E questo che cosa significa? Che ha fatto la scena dell’arrabbiato a favor di telecamere per farsi vedere dagli italiani a casa, quando invece avrebbe dovuto fare il contrario: festa in campo e incazzatura con i compagni nello spogliatoio visto che è colpa loro se gli ultimi minuti c’è stata un po’ di strizza, non certamente di chi guardava da casa.

Noi speriamo che almeno questa volta Mister Simpatia non passi per il Gigione nazionale e che da domani tutti si ricordino che è quello che si è comprato il diploma e ancora deve chiarire che cosa ha combinato con le scommesse.
E poi… come fidarsi di uno che prima di cominciare una partita perde mezz’ora a sistemarsi i beccucci tra i capelli?!?

P.S. Comunque, anche Monti in tribuna un po’ di sfiga deve averla portata, visto che lui è quello che pensa che il calcio andrebbe sospeso.

Ingo Zamperoni, il nostro eroe

29 Giu

Avevamo accennato al nostro debole per i tedeschi nel post dei giorni scorsi, quello in cui prima ne dicevamo di tutti i colori salvo poi tradirci per il fatto di subire il fascino di Mertesaker e compagni.
Ora però abbiamo trovato l’uomo dei nostri sogni: è tedesco, è gnocco da far schifo, ma parla italiano e soprattutto tifa Italia anche contro la Germania. In una parola: PERFETTO!

Si chiama Ingo Zamperoni e fa il giornalista. Il bellissimo anchor man ha chiuso il tg seguito da 27 milioni di telespettatori citando Dante, ricordando i versi in cui il sommo poeta diceva: “Il volto tradisce il sentimento del cuore” e con il suo sorrisetto che ha fatto arrabbiare tanti crucchi ha concluso in italiano: “Che vinca il migliore”, facendo capire che per lui i migliori erano proprio gli azzurri di Prandelli.

Compare subito!

P.S. Per chi volesse saperlo, Ingo ha 38 anni (nato il 3 maggio 1974), padre ovviamente italiano (con quel cognome che poteva essere?) e madre tedesca. È un sostenitore di Save The Children. Insomma, ha anche un cuore d’oro e noi abbiamo gli occhi a cuoricino per lui!


Guardate in video quanto è bello, mentre dice “Che vinca il migliore” (alla fine del tg), sembra uscito da un telefilm americano…

Euro 2012: Italia-Germania – Manifesto di superiorità sui crucchi

27 Giu

C’era d’aspettarselo dai tedeschi, dopo averci insultato nel 2006 dipingendoci, con carineria, “consegnatori di pizza”, ecco che arriva una lettera di un giornalista della Bild, che, secondo il Mitte, è il Vittorio Feltri teutonico e forse a questo punto la lettera di risposta dovrebbe essere di altro genere… o forse sarebbe meglio non sprecare neanche “l’inchiostro”. Ecco la lettera della discordia (sempre grazie al Mitte):

Caro italiano,
di nuovo lei.
Con il suo vino, la grappa, gli spaghetti all’arrabbiata, il tiramisù.
Ciao bello.
Non abbiamo mai vinto contro l’Italia.
Noi vi crediamo romantici, ma in realtà siete spietati.
La sconfitta più amara l’ho subita a 18 anni in spiaggia, a Rimini.
Un italiano mi ha portato via la fidanzata. Spietato e romantico. Non c’è bisogno di dirvi come ci si sente, da soli sull’asciugamano dell’hotel.
L’italiano è un pirata. L’italiano ti ruba la donna dall’asciugamano ed allo stesso modo ti segna un goal.
L’italiano s’inginocchia davanti alla vergine Maria, davanti a Dio – ed allo stesso tempo è un killer.
Che partita ci aspetta?
Io ho paura per i nostri “bravi” ragazzi.
Cordialmente,

Franz Josef Wagner

Il testo di Wagner dimostra allegramente che i tedeschi ce l’hanno con noi ancora per un paio di cose:
a) per la semifinale del Mondiale del 2006 (nonostante i documentari sulla generazione d’oro guidata dal Klinsmi, in finale ci siamo andati noi),
b) per l’insulto di Silvio Berlusconi alla super Angela Merkel (lo ripetiamo per chi dormiva: chiattona inchiavabile)
c) perché da quando gli italiani hanno iniziato a emigrare verso la “simpatica” terra alemanna CONTINUIAMO A RUBAR LORO LE DONNE. Continua a leggere

When Commari meet Voyager #1, cosa sarebbe successo se Pirlo non avesse messo dentro il cucchiaio

25 Giu

Senza voce per la partita di ieri, che secondo chi ama i corsi e i ricorsi non solo calcistici era una tonnara, le due Commari si chiedono da stamattina: ma che cosa sarebbe successo se Pirlo avesse clamorosamente sbagliato il cucchiaio? Rispondendo alla domanda, ecco nascere una nuova creatura di questo blog: When Commari meet Voyager, sì proprio il programma di Giacobbo.

Andrea Pirlo, tronfio della sua esperienza e calma flemmatica, va sul dischetto e si fa intimorire dalle boccacce di Hart di Cañizaresiana memoria. Andrea, il terrone del Nord, decide di omaggiare l’amico e compagno di briscole Francesco Totti e pronuncia fra sé e sé una frase in bresciano che in romano suona più o meno così: Mo’ gli e faccio er cucchiaio. Andrea sistema il pallone sul dischetto ed è sicuro: sarà rete. Tronfio, tronfio calcia, ma a causa di un crampo il cucchiaio vola alto sopra la traversa e Hart gli fa la linguaccia manco fosse un maori. Continua a leggere

Pirlo, genio e “regolatezza” – Hart ridi adesso

25 Giu

Chiediamo a Sabatini Coletti e a Garzanti di inserire la parola “regolatezza” nel dizionario e di accostarla al nome di Andrea Pirlo.
Nonostante finora le Commari abbiano snobbato gli Europei 2012 perché un po’ moscetti, la musica è cambiata con la partita contro l’Inghilterra, che ci ha fatto ritrovare tutta la voglia di parlare di calcio che avevamo perso ultimamente, stufe delle marachelle dei calciatori e del loro essere insopportabilmente tamarri.

Se c’è uno che però non è poi così tamarro, questi è certamente Andrea Pirlo. Nella vita, soprattutto quando era ancora al Milan, nelle situazioni da cagotto imploravo “Dio, dammi la calma di Pirlo”, anche se Lui forse a volte non mi sentiva bene e capiva “dammi la calma da pirla”…

Quello che Trilly Campanellino (come lo chiamava Pellegatti) ha fatto contro l’Inghilterra è da incorniciare: cucchiaio ad Hart che faceva le facce per distrarre gli Azzurri (visto che non aveva altre carte da giocare, tipo, che ne so… riflessi felini magari).
E Pirluzzo nostro come spiega il suo gesto? “Ho visto il portiere che era bello carico e ho pensato di fare così, è stato più facile tirarlo così. Al portiere la cosa ha creato un po’ di pressione”. Che tradotto più o meno significa: “Ho visto Hart che faceva il coglione e ho voluto mettergliela in der…” a questo punto mi censuro puro io. Però il succo del discorso è questo. Pirlo ha mantenuto la solita faccia priva di espressione e la solita voce alla Zoff che fa venire sonno dopo la prima sillaba pur dicendo una cosa cinica e cattiva, come piace a noi.
Bravo Pirlo, ci fai venire voglia di tifare di nuovo.
E adesso tutti a odiare i crucchi per una settimana, più di quanto facciamo di solito con la Merkel che ci scassa gli zebedei…

Se avete nostalgia delle Commari che parlano di calcio, andate a riguardare che cosa combinavamo durante Euro 2008.

L’Italia va in Waka – la canzone che i Buzzurri meritavano adesso c’è

26 Giu

In meno di un giorno questa parodia di Waka Waka è stata visualizzata più di 130mila volte. L’autore è il triestino Massimiliano Cernecca, al quale va il nostro più caloroso applauso.
Gustatevela!

Le pseudo PAgeLLE dei Buzzurri #3 (ultime): Italia-Slovacchia 2-3

24 Giu

Questa partita si presentava più che altro come una gara a chi aveva più tatuaggi sulle braccia. Tra slovacchi e Buzzurri non so davvero chi siano i più tamarri.
Ora siamo campioni uscenti in tutti sensi.

MARCHETTI – ha le labbra di un colore preoccupante e rispetto a lui è molto più utile alla squadra l’infortunato Buffon, che almeno urla ai compagni di svegliarsi nonostante abbia la bocca occupata da un chewing gum di dimensioni colossali (forse si ficca tutto il pacchetto nelle fauci);

ZAMBROTTA – sono lontani i tempi dei gol dalla distanza;

CANNAVARO – caro scugnizzo, l’età prima o poi si sente. Vai a farti ricoprire di milioni dagli arabi, è ora;

CHIELLINI – oggi era confuso perché l’uomo che doveva marcare, Vittek, e che ha fatto una doppietta, era il suo sosia (dopo un’operazione di rinoplastica);

CRISCITO – non ha combinato una mazza, perciò è stato sostituito da MAGGIO, ma siamo a giugno, quindi è stato inutile anche lui;

MONTOLIVO – forse sentiva il fiato di Pirlo sul collo;

PIRLO – ha fatto vedere qualcosina delle sue, ma i milanisti sanno che, infortunio a parte, non è quello di tre anni fa che vinse tutto;

DE ROSSI – adesso se la taglia finalmente la barba?!

GATTUSO – vedi Pirlo;

QUAGLIARELLA – l’unica nota positiva, ma doveva entrare prima;

PEPE – mbo;

IAQUINTA – uomo inutile con i piedi montati al contrario e la testa pure. Non ha nemmeno capito (e forse nemmeno colpa sua) dove diavolo doveva mettersi;

DI NATALE – questa volta ha fatto il regalino, utile solo a vedere cinque minuti di gioco vero;

LIPPI – furbissimo in conferenza stampa, si è preso subito tutte le responsabilità e i giornalisti non sapevano più cosa cacchio chiedergli.