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Keep Calm and don’t mess with Kate Middleton

10 Dic

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È  stata appena battuta (non dalle agenzie, ma da siti di un certo spessore) la notizia che il programma radiofonico australiano, che ha fatto uno scherzo all’ospedale in cui era ricoverata Kate Middleton, è stato chiuso. Ora lo sanno anche i bambini che, a causa di una burla telefonica intercontinentale, una povera infermiera si è tolta la vita. Da giorni con la commare bradipina ci chiediamo come sia possibile che uno scherzo ingenuo e anche un po’ deficiente abbia alzato tutto questo polverone… La risposta è semplice ed è insita nel nostro titolo: non bisogna scherzare nella patria di sua maestà Elisabetta II con Kate Middleton o, per dirla all’inglese e con un meme, Keep Calm And Don’t Mess With Kate Middleton. Continua a leggere

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Cameriere, un Tantum Rosa con ghiaccio, please

29 Lug

Il cocktail dell'estate: Tantum Rosa On The Rocks

C’è una cosa che i copywriter e gli art director delle agenzie pubblicitarie devono tenere bene a mente quando mettono giù un concept per uno spot televisivo: il pubblico del tubo catodico è fondamentalmente deficiente, quindi è meglio spiegare bene le cose, magari ricorrendo anche ai disegnini esplicativi con tanto di didascalia. Solo così si può evitare di sentire storie come quella che è stata resa nota in questi giorni sull’intossicazione da Tantum Rosa.
Circa una cinquantina di donne ha scambiato la lavanda per la Jolanda (come direbbe la commare Littizzetto) per un collutorio e l’ha ingerita. Siamo certe che quelle furbacchione che hanno commesso questo errore sono le stesse che guardano Uomini e Donne e pensano che sia tutto vero.
Certo, anche quei geniacci della Angelini (che noi odiamo da qualche mese e auguriamo loro di fallire) avrebbero potuto almeno sforzarsi un po’ di più per trovare un nome al prodotto che non faccia pensare al Tantum Verde per la famiglia Boccasana e al Moment Rosa messi insieme, facendo sembrare la lavanda un magico cocktail per la Figasana… Essendo in bustine è facile pensare che sia da ingerire, anche perché dubitiamo che gente che riesce a essere fan di Costantino & Co. e a sorbirsi le storie raccontate da Barbara D’Urso sia pure capace di comprendere il significato di parole come “soluzione cutanea” e “genitali esterni”.
Peraltro abbiamo saputo che mischiando il Tantum Rosa con l’alcool (magari un Martini Rosato) si ottiene una bibita da sballo, perché grazie alla benzidamina si diventa euforiche (don’t try this at home!!!). Pazienza se poi si va in bagno a vomitare l’anima o si fa una corsetta al pronto soccorso per una lavanda sì, ma ‘stavolta gastrica!

Con stupore,
la vostra Maria Maddai!

Alla scoperta della pingpinguistica

20 Mag

Oggi vi parliamo di un soggetto unico, di un autentico idolo, di un mito di tutti gli amanti e no dei freaks: He Pingping, 20 anni e 74 cm di altezza, l’uomo più piccolo del pianeta.  Diventato il piccolo principe del teleschermo italico, grazie allo Show dei Record,  Ping Ping sembra Cicciobello, ma in realtà fuma e ha già la donna e gli piacciono molto le tette. E prorpio come il piccolo principe e Cicciobello, Ping Ping parla una lingua tutta sua. Mongole di origine, la sua lingua si compone essenzialmente di vagiti senza apparente senso. Ora, nessuna delle due commari è esperta di lingua mongola, ma il nostro dubbio è A CHI VUOL DARLA A BERE L’INTERPRETE?
Lasciando da parte il fatto assurdo che Pingping e la sua interprete sembra che parlino klingonese, una lingua che conoscono solo loro e incomprensibile ai più. Il minuscolo essere umano si esprime in monosillabi e lei traduce interi discorsi, tipo se Pingping dice “Uaaa” viene tradotto “io non ho paura”, “Buaaa” diventa “è più alto di me”, “Uapapapa” è “mi piace questa cosa”, “Ipi” è “perché sei gelosa”, “Oapoa” è “ma tu sei sempre bellissima”… ora questi sono alcuni degli esempi tangibili di pingpinguistica, la linguistica pingpinguiana. Se solo Chomsky lo ascoltasse per qualche minuto, ne farebbe un trattato… Già me lo vedo: Pingping in versione intellettuale con un paio di occhiali di Barbie esprimersi in monosillabi: “Uapauaaaaaaaaaaa” vuol dire “Di certo la maieutica mi ha emozionato”, e “Uaaaaaaaapoaaaaa” è “Non credo alla relatività quantistica” e poi l’impensabile “Oapoaaauaaaaaaa” è “Mao era un poco di buono”. Una volta sentito questo, il governo di Pechino invia una spedizione punitiva per distruggere Pingping a scarpate, povero piccolo freak 2.0! Vi risparmiamo i video dello Show dei Record, perché ahimé causano una strana dipendenza, ma eccovi un estratto di Freaks il film a cui neanche troppo tacitamente lo Show della D’Urso si ispira. In questo video i protagonisti (veri) dell’horror di Browning ed è inutile dire che il minuscolo Ping sarebbe stato accolto dall’allegra brigata con un sonoro:“Gooble, gobble, we accept him, we accept him, one of us, one of us!”.

Ok, non ho potuto evitarlo, ma sappiate che ho postato questo video solo a scopo scientifico:

Uaaaaaaaaaaaaaaa,

Maria Barbara/Freak

Commare Julia, anche con la pancia moscia sei una pretty woman

9 Mag

Julia RobertsIl fatto che una grande star di Hollywood abbia la pancia flaccida fa notizia. Altrimenti uno dei più importanti giornali/siti italiani non se ne sarebbe occupato. Ecco quindi che il corriere.it riprende la news riportata dal Daily Mail sulla trippa un po’ penzolante della divina Julia Roberts.
La risposta delle Commari è: ma chi se ne frega! Questa donna ha 41 anni, tre figli partoriti da lei (e non adottati in qualche luogo sperduto), una carriera straordinaria e tanti soldi da poter coprire un paese intero.
E poi, anche in questa foto in cui si vede qualche difettuccio fisico, il sorriso, che è ciò che l’ha resa davvero famosa, è sempre quello di  Vivian Ward, nonostante il tempo che è passato.
La Roberts è una di quelle donne diventate famose non solo perché smandrappe, ma soprattutto perché molto brave. Un’attrice amata anche dalle donne. Basta vedere qualche extra dei film che ha girato (soprattutto quelli con George Clooney e Brad Pitt, suoi amici con i quali scherza sempre), per capire che dietro il suo sorriso c’è di più: una reale solarità. Allora basta guardarle la pancia e il culo mentre è in vacanza con la famiglia, spioni!
Probabilmente molte donne si sentiranno sollevate vedendo che anche una stella come Julia Roberts non è più perfetta, ma noi non crediamo che possa essere poi tanto d’aiuto, prima di tutto perché se la cosa viene messa in evidenza vuol dire che è comunque un’anomalia, poi perché tanto i modelli che ci propinano sono sempre quelli di strafighe semi-anoressiche (magrezza reale, curve e nasi finti). Alcuni commenti positivi sulla mamma-Julia con la trippa moscia rischiano di essere alquanto ipocriti, purtroppo, perché fatti da gente  o giornali che poi parlano sempre delle solite ochette col fisico mozzafiato e il cervello lobotomizzato (Belen & Company). Scommettiamo che anche la povera Julia (chiaramente commare ad honorem), se vorrà far vedere il suo addome in qualche film, dovrà rinchiudersi in palestra per un po’?

Con stima per Julia,

Maria Julianne e Maria Anna

P.S.
Non venite a dire robe del tipo “Ma se non ve ne frega niente della pancia della Roberts perché ne parlate?”. Noi vogliamo semplicemente mettere in risalto l’ipocrisia di certi giornali, perché per noi Julia è divina sempre e comunque. Non commentiamo la sua pancia, ma il fatto che la sua pancia faccia notizia…

La battaglia delle tettone

7 Mag

Prima i reggiseni li bruciavano, adesso no perché costano troppo.
In Inghilterra (anche se sarebbe giusto dire su Facebook) è nato un gruppo per proteggere una specie in via d’estinzione: le donne che non hanno una coppa B o una coppa C. Busts 4 Justice, questo il titolo del gruppo,  che suona un po’ come “petti per la giustizia”, o, se preferite, “le giustiziere delle maggiorate”, capeggiate da Beckie Williams e Becky Mont. Numerose maggiorate inglesi si sono schierate contro il colosso dei supermercati Marks & Spencer, reo di far pagare due sterline in più (circa 2,25 euri) sui reggiseni di taglia superiore alla DD, ossia tutte le donne che hanno più di una quarta devono pagare di più per comprare i reggipetti. Ora, la cosa ha dell’assurdo, ma soprattutto è geniale la difesa del colosso dei supermercati (nato nel 1884 quando ancora in Italia si mungevano le vacche con più di 840 filiali in tutto il mondo, mica la Coop), che si nasconde dietro un ditale e dice:  “Offriamo la collezione per le taglie grandi più completa e competitiva del mercato con reggiseni che vanno dalle 8 sterline e altri in seta da solo 14 sterline”. Ma giustamente la nostra paladina, novella Emmeline Pankhurst in reggiseno taglia 30G, si appella e dice: “Non devi pagare di più per una maglia XXL, perché noi dovremmo farlo?”. E di nuovo M&S dice che per i reggiseni coppe grandi “c’è molto più lavoro e molta più stoffa”, come dire: “Sei tettona? Ucciditi o chiedici scusa se per colpa tua dobbiamo usare 7 bimbi pakistani in più”. Ma il nostro idolo non ci sta e, dopo aver creato un gruppo (con l’altra paladina Becky), che a oggi conta più di 10mila iscritte, ha comprato un pacchetto di azioni del supermercato e ha detto: “Non mi sentono come cliente, forse lo faranno se sono un’azionista“.  Beckie dice che Marks è l’unico supermercato ad applicare la tassa-tetta e che negli altri negozi non succede la stessa cosa. D’altronde cosa ci si poteva aspettare da un supermercato che nella sua web spiega come indossare un reggiseno del genere? Grazie, come se non lo sapessi fare da quando avevo 11 anni! Grazie di vero cuore, Mr. Marks & Spencer. Ma Beckie non ci sta e confessa: “Per anni ho indossato la taglia sbagliata grazie a Marks & Spencer. Farci pagare di più per non avere neanche la giusta taglia è terribile”.  Le fa eco una donna che di tette grandi e cadenti se ne intende: “La gente ci scherza su, ma i reggiseni sono un argomento delicato per le donne e uno che sta bene può aumentare l’autostima”, ha affermato June Kenton, la donna che fa i reggiseni per nientepocodimeno che la Regina Elisabetta, “Cambia la vita di una donna indossare il giusto reggiseno. L’8% delle donne ne indossa uno di una taglia sbagliata. Molte indossano reggiseni con le coppe troppo piccole e il giro troppo largo”.  Una volta Kate Winslet ha affermato che il suo seno è frutto di un reggiseno fantastico, sicuramente non è Marks & Spencer. Mentre la battaglia fa ancora notizia in  Inghilterra, nessuno o quasi ne ha parlato in Italia anche perché sentire Cristina Dal Basso parlare della sua stessa difficoltà avrebbe fatto venire il voltastomaco a ogni donna, con questo non vogliamo distruggere la varesotta o la varestetta, anzi alla fine ci sta anche simpatica (Sìììììììììì Noooouuuuuuu), ma capite in Inghilterra hanno Beckie, noi abbiamo lei e una decerebrata 18enne partenopea. Come commari ovviamente appoggiamo – un po’ come si faceva con le tette sul banco – la causa di Busts 4 Justice, perché noi patteggiavamo per quel mito di Wonder Woman (e sogniamo di avere quel vestitino), perché noi sappiamo che cosa significa essere costrette in un reggiseno Playtex per anni (peraltro è inutile dire che gli splendidi prodotti per le taglie DD di M&S ci somigliano di brutto) sappiamo che cosa significa essere prese per il culo o semplicemente non in considerazione per i nostri seni… Noi siamo le combattenti che vestiamo in guêpière, siamo SailorBoobs, ma anche no… Aspettiamo con ansia la riunione degli azionisti di Marks il 2 luglio a cui il mito Beckie parteciperà, e saremo tutte lì sotto la sede di M&S con un reggiseno in mano… perché tutto il mondo deve sapere che anche le tettone nel loro piccolo (o nel loro grosso…) si incazzano.  GO BECKIE, GO! FIGHT FOR US!

Beckie e la sua arma

Beckie e la sua arma

Collericamente vostre,

Maria Beckie e Maria Becky