Tag Archives: anni 80

Quando muore un’era… addio a John Hughes

9 Ago

Appendete al chiodo le vostre leggins, lasciate a casa i vostri bomber e tagliate le punte dei vostri mullet: gli anni ’80 non esistono più, la migliore decade del pianeta così piena e così vuota si è spenta ieri notte all’età di 59 anni. Ci ha lasciate John Hughes, l’uomo che ha meglio di chiunque altro descritto la decade più amata: gli anni ’80. Lui che come una sorta di J.D. Salinger di era reaganiana dopo aver ricevuto fama e celebrità si era rintanato in una casa di campagna, lui che dopo aver consegnato la miglior generazione di attori dell’epoca ha deciso di smettere… Lui che con i suoi film ha fatto sognare anche noi, lui che ha dato un senso ai nostri pomeriggi di agosto, lui che ci ha fatto innamorare di Jake Ryan, Ferris Bueller, Duckie, Blane, Keith, Andrew Clark, John Bender,  … Lui che ci ha fatto identificare in Samantha Baker, Andie Walsh, Watts, Claire o Allison Reynolds. Questo regista nel bene o nel male ha segnato la nostra generazione, ci ha fatto sognare, ci ha fatto capire che gente come Jake Ryan esiste solo nelle pellicole, che uno come Blaine non lo si trova per strada e che essere oggetto di ossessione di tre ragazzi perfettamente perfetti è una cosa che esiste solo nei film. Sì, va bene… ma che film! Ecco alcuni tributi o se preferite un modo per rinfrescarvi la memoria una top list speciale.
Al 5° posto il film che ci ha fatto innamorare di Matthew Broderifck, molto prima che il cavallo di Sarah Jessica Parker lo facesse suo, una scena mitica tratta da Ferris Bueller’s Day Off o se preferite Una perfetta giornata di vacanza

A pari merito, dallo stesso film la sindrome di Stendhal di Cameron di fronte a un quadro di Seurat


Al 4° posto il bacio fra Watts e Keith, il suo migliore amico, da Somekind of Wonderful o se preferite Meraviglioso Batticuore


Al 3° posto un classico, tratto da un film scritto da Hughes, Pretty in Pink o se preferite Bella in rosa. Primo video, tutta la rabbia di Andie contro Blaine reo di aver rifiutato le sue chiamate (con Elegia dei New Order come sottofondo) malconsigliato dall’idiota di Steff


Seconda scena, la seconda parte della stessa scena (con un audio migliore) la vendetta del geniale Duckie ai danni del ricco pallone gonfiato


Al 2° posto non una scena, ma LA scena gli ultimi minuti di Sixteen Candles o se preferite Un compleanno da ricordare

Al 1° posto gli ultimi minuti del film forse più famoso e significativo di John Hughes, The Breakfast Club la pellicola che meglio incarna la splendida decade che la sua scomparsa ha ucciso e quei suoi personaggi, quei ragazzi un po’ fuori dal coro, un po’ particolari, in un certo senso il compito che i cinque consegnano a Vernon è una sorta di testamento, come la citazione di David Bowie che apre il film

Dear Mr. Vernon,
we accept the fact that we had to sacrifice a whole saturday in detention for whatever it is we did wrong, but we think you’re crazy for making us write an essay telling you who we think we are.
You see us as you want to see us, in the simplest terms, in the most convenient definitions. But what we found out, is that each one of us is a brain,
and an athlete,
and a basketcase,
a princess,
and a criminal.Does that answer your question?

Sincerely yours,

The Breakfast Club

E se non vi fosse bastato… Ecco un altro video sulle opere d’arte del mitico John Hughes

Sinceramente vostra,

Maria Molly o se preferite Maria Allyson o Maria Andie

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Quando muore un’icona… anzi due

26 Giu

Certo che la vita è proprio ‘na zoccola…. Un giorno sei dio e l’altro sei all’inferno, un giorno sei dio e l’altro sei morto… Come si dice? La vita ti dà e ti toglie… Lo sanno bene due miti – nel bene e nel male – che ci hanno lasciato oggi: una è bella come una Venere, l’altro è il re Mida del pop. Ok, stiamo iniziando a riempiere questo post di luoghi comuni, ma, ahimé, che ti aspetti quando muoiono due icone???? Farrah Fawcett e Michael Jackson adesso vivono nella stessa isola di Jim Morrison, Freddie Mercury, Janis Joplin e compagnia…
Farrah
era di una bellezza che, porca zozza, non la si poteva neanche odiare, quei capelli poi…. cotonati, laccati, poco naturali, ma dio… così wavy, così wavy… che, cacchio, credo che il termine “mosso” sia stato inventato per lei… Siamo certe che da oggi almeno il logo della Wella
si dovrà listare a lutto perché svuotate le bottiglie di shampoo, mie care, la vostra regina non c’è più. Ci ha lasciato in sordina, in un letto di ospedale regalando ancora un piccolo sogno a noi commari del globo: ha sposato, ma anche no, il suo amore da sempre il Ryan O’Neal che di mestiere non fa il meccanico… no, lui era Oliver Barret IV, il protagonista di Love Story. E siccome la vita è una merda – ma questo lo si sa – un po’ come ha dovuto dire addio a Jen, eccolo dare il suo addio a Farrah. Farrah l’angelo di Charlie, Farrah la fotomodella, Farrah il poster più venduto negli States, Farrah i capelli, Farrah che fino alla fine sfrutta il lato mediatico  e dà in pasto alla NBC  gli ultimi mesi di vita… Farrah madre che riabbraccia il figlio detenuto, Farrah che perde – sigh =( – la sua capigliatura come qualsiasi altra donna colpita dal cancro… Può piacere o no, si può condividere o no, ma siamo certe che quando Farrah ha recitato la parte della malata terminale non leggeva nessun copione, recitava a braccio e un po’ come negli anni ’70 ha aperto la strada al femminismo made in TV, un po’ come ha dato coraggio a tutte le donne per affrontare la vergogna di avere i capelli cotonati, che manco Tata Francesca, eccola a incoraggiare migliaia, milioni di donne ancora… vi piaccia o pure no… ma noi commari crediamo nella completa buonafede del nostro idolo Farrah. Siccome la vita fa veramente cagare, ecco che nell’ultimo giorno di ribalta, nell’ultimo bagliore di fama che il mondo ti ha dato, proprio mentre leggono il tuo coccodrillo, muore Michael Jackson. Porco cane, povera Farrah! Per MJ è un po’ più difficile perché, diciamolo, per molti è quel pedofilo coglione che è nato nero e che è voluto diventare bianco, ma, dio santo, è anche l’autore del cd più venduto della storia, del primo video con trama al mondo: 13 minuti, dico 13 minuti, diretti dal mago dell’horror John Landis… Cioè uno così, nel bene e nel male, è stato la miglior ventata d’aria della musica pop dai tempi in cui Elvis muoveva la pelvica e i Beatles riempivano gli stadi… Manco a dirlo MJ è stato sposato con la figlia del re. Solo che il successo, un po’ come a un recluso del Gf qualsiasi, gli ha dato alla testa, ed eccolo quindi decidere che “porca zozza, so’ nero, perché non essere bianco?”. Eppure era così beddicchio quando cantava ABC e amarlo era così facile come dire 1-2-3.
Qualche anno dopo costruisce una casa dove porta Macalay Culkine e altri bimbi e la chiama omertosamente Neverland, qui si dice facesse cose che, se c’è un minimo di fondatezza, veramente crediamo l’abbia ucciso il karma… Ma ci piace credere che quella sua insana follia, quel suo naso ormai ridotto a brandelli, quel suo modo così carino di sventolare un nascituro dalla finestra abbiano tutte una causa… Crediamo che aver negato una palla magica al piccolo Michael quando era paffuto e nero come la pece l’abbia fatto diventare così… Le commari credono che se ogni volta che si fa il profilo a un serial killer si ciccia fuori l’infanzia triste, la storia di abusi e cose del genere, si possa chiudere un occhio di fronte all’autore di Smooth Criminal, Billie Jean, Thriller, Black & White… solo per citare le prime tre canzoni che ci sono venute in mente. Resta il fatto che oggi sono morti due miti, fateci un fischio quando muoiono Madonna, MacGyver e Mila Azuki… Come se in un paio d’ore si fossero portati via la nostra infanzia.

Farrah in rosso

Farrah in rosso

Ci piace ricordarlo così....

Ci piace ricordarlo così....

Farrah as Jill

Michael, ci piace ricordarlo così

Spegnete tutte le tv, non ha più senso.

Depressamente vostre,
Maria Micaela e Maria Farrah

Vogliamo un palinsesto anni ’80!

16 Ott
L'immagine simbolo di un'intera epoca. I due hanno divorziato, il bimbo si è suicidato

L'immagine simbolo di un'intera epoca

Non ci importa se per qualcuno sono stati gli anni di fango, perché eravamo piccole e non ce ne fregava niente della politica, per noi gli anni ’80 sono gli anni in cui tutto ha avuto inizio e non solo perché siamo nate noi, ma anche perché è nata la tv privata (e c’è stato il boom delle emittenti locali) e con essa la moda di attingere agli Usa e al Giappone per telefilm e cartoni, sono nati gli spot che ancora oggi tutti ricordano, i videoclip musicali, gli yuppies e giochi e oggetti memorabili. La nostra nuova causa filantropica nasce da una profonda nostalgia per gli anni della nostra infanzia e il nostro appello non è cazzeggiante come al solito, ma sincero e disperato. Vogliamo che almeno una rete tv (sul digitale o sul satellite) abbia un palinsesto interamente dedicato agli anni ’80 (magari con qualche tuffo negli anni ’90 con Il principe di Bel-Air e Bayside School).
Siamo una generazione di nostalgici e ne siamo orgogliosi perché erano gli anni migliori, quelli in cui i bambini non facevano i bulli e non riprendevano con il telefonino, usavano ancora i giochi di società e collezionavano le sorprese delle merendine e delle patatine. Tanti di noi come suoneria del cellulare hanno la sigla di Supercar o MacGyver e questo è il minimo. Chi non ha cercato di imitare il biondo Angus (interpretato da Richard Dean Anderson per cui ovviamente le commari avevano una cotta)? Chi non ha provato a costruire una mongolfiera con le lenzuola, a infilare una patata nel tubo di scappamento dell’auto di un antipatico per distruggerla, a tamponare le crepe di una vasca di acido con tavolette di cioccolato che diventano simili al mastice? A otto anni sapevamo cosa fosse lo zinco, ben prima di conoscere la sua valenza….
E poi Il mio amico Arnold, Tre cuori in affitto, Hazzard, A-Team dove li vogliamo mettere? E non possiamo mica dimenticare la robottina SuperVicky o I Jefferson e I Robinson, I ragazzi della III° C e i telefilm con Cristina D’Avena, Love boat e la Casa nella prateria, Visitors e Baby Sitter con il fidanzato virtuale di tutte noi, Scott Baio, Chucky di Happy Days che noi guardavamo tornate dall’asilo…
E i cartoni animati? Quanto fanno schifo quelli di oggi in confronto a Hello Spank e Memole, gli sportivi Mimì e Mila e Shiro, Holly e Benji o il golfista Lotti, gli eroi Yattaman e l’Uomo Tigre, i ladri Lupin e Occhi di Gatto, e poi Magica Emy (e quanto era bello Willy) e L’incantevole Creamy, Jem e le Holograms, per non parlare degli anime tipo Candy Candy e Georgie, che abbiamo capito solo da grandi. Sì perché quest’ultimo non era propriamente un genere per bimbi delle elementari e certe scene ti segnano… Arthur che scalda Georgie nel letto (nudo) ce lo ricordiamo tutti nonostante lo sforzo dell’allora Fininvest di tagliare le scene erotiche, che ce ne erano a bizzeffe, solo che non le capivamo ancora! E di certo non ce lo potevano spiegare Uan (che amavamo perché cercò di schiacciare i Puffi) o Five e compagnia. Perché non esiste più un Bim Bum Bam o un Ciao Ciao (i cui conduttori sono finiti nelle televendite di Gerry Scotti), perché i bambini di oggi si devono far rimbambire da Trebisonda e gli attoretti che parlano col birignao?!
E chi lo dice che la tv di Uomini e Donne, La Talpa e l’Isola dei famosi, Amici e Il grande fratello sia meno volgare di Drive In? Rivogliamo il pupazzo Tenerone e gridare con lui “pippo pippo pippo”. E che fine ha fatto il Cacao Meravigliao di Indietro tutta? E Popcorn di Cecchetto non era meglio di Scalo76? I compari ricorderanno con piacere Colpo Grosso, ma non dimentichiamo nemmeno Tra moglie e marito e Il gioco delle coppie o i primi Giochi senza frontiere e Il pranzo è servito. Perché la Carrà non torna a condurre Pronto Raffaella? E soprattutto, perché non fanno più (a un orario decente che non sia le due di notte) L’Almanacco del giorno dopo? Rimpiangiamo tutto, da Sbirulino al corvo Rockfeller, da Kiss me Licia alle comiche di Benny Hill.
Per non parlare della pubblicità di quando non c’erano sullo schermo scorreggie e danze erotiche, ma di quando tutti piangevamo per una bimba che portava a casa un gattino inzuppato. Quando eravamo persi fra le note di Pavane e il fascino di Lulù, l’uomo bidimensionale che cantava Ta-Ta-Ta-Tabù e ancora Chiripiripi Kodak, recuperato poi nel ruolo del “figlio” del diavolo in The Passion, per non parlare della ragazza Nuvenia che si buttava con il paracadute con il ciclo addosso, mica faceva le ruote al provino per vj. Per questo motivo abbiamo deciso di far nascere una nuova sezione: Consigli per gli acquisti, in cui inseriremo quello che per noi è lo spot della settimana, del mese di quello che vogliamo. Non solo spot, vogliamo quei film, quelli di John Hughes, in cui tutti i sogni si realizzano. Quelli in cui Molly Ringwald festeggiava il compleanno più bello della sua storia, quelli in cui era una ragazza left of center, ma poteva diventare bella in rosa. Quegli eroi che non si divertivano a fare stupidi doppi sensi, ma a ridare la musica a una città della Bible belt. Quelli che per rinconquistarti usavano le parole di Peter Gabriel, mica quelle delle Spice Girl (Lloyd Dobler, compare ad honorem e uomo perfetto). E poi come dimenticare la simpatia dei Goonies senza dimenticare che loro sono good enough. O il meraviglioso gruppo di misfits che sono i protagonisti della più nota ora di castigo della storia del cinema? Sto ovviamente parlando di opere d’arte del cinema come Un compleanno da ricordare, Bella in rosa, Footloose, Non per soldi… ma per amore (orribile traduzione di Say Anything), I Goonies e The Breakfast Club, film omaggiati in tutte le produzioni che sono arrivate dopo…Il Bender che tutti amiamo è un omaggio al Bender con la camicia di flanella che vediamo nel film di John Hughes. E non solo come dimenticare l’uomo migliore che abbia mai toccato il suolo mondiale: Lloyd Dobler?
Non solo cinema, quelle canzoni al sapor di harmonizer, le prime vere girl band, le prime vere boy band, la new wave e tutti quei gruppi che nati a Manchester (o meglio Madchester) avrebbero influenzato la musica mondiale… Nomi come The Smiths, Joy Division e ancora i Cure, gli U2, i R.E.M. qualsiasi ritmo, nota e canzone nata in questi anni – nel bene o nel male – hanno influenzato tutta la musica a venire. Per non parlare dei video, nati proprio in questi anni e ancora oggi indimenticabili.
Per queste ragioni e alte mille ancora noi rivogliamo una televisione con le losanghe, fucsia e con le leggins addosso…Ridateci una tv che in tutto e per tutto sia anni ’80! Ecco due video simbolo di quest’epoca e due video che vi faranno capire perché il palinsesto anni ’80 è un dovere prima di tutto morale!

Lo SPOT degli anni ’80

To know Lloyd Dobler is to love him

Maria Oscar e Maria Molly