Tag Archives: Australia

Keep Calm and don’t mess with Kate Middleton

10 Dic

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È  stata appena battuta (non dalle agenzie, ma da siti di un certo spessore) la notizia che il programma radiofonico australiano, che ha fatto uno scherzo all’ospedale in cui era ricoverata Kate Middleton, è stato chiuso. Ora lo sanno anche i bambini che, a causa di una burla telefonica intercontinentale, una povera infermiera si è tolta la vita. Da giorni con la commare bradipina ci chiediamo come sia possibile che uno scherzo ingenuo e anche un po’ deficiente abbia alzato tutto questo polverone… La risposta è semplice ed è insita nel nostro titolo: non bisogna scherzare nella patria di sua maestà Elisabetta II con Kate Middleton o, per dirla all’inglese e con un meme, Keep Calm And Don’t Mess With Kate Middleton. Continua a leggere

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Olimpiadi: le migliori cinque notizie su Londra 2012

27 Lug

Inspiegabile entusiasmo di fronte alle mascotte più brutte della storia dei Giochi

Romans, courtyards and Olympians! Le Commari, preferendo William Shakepeare ai Teletubbies, si proclamano Olimpiche. Citando una delle opere più allegre del Bardo, diventiamo per due settimane Le allegre Commari di Londra. Come vi abbiamo già raccontato Pechino, vi parleremo anche di Londra a modo nostro. Manca poco alla cerimonia d’apertura e siamo in trepida attesa per scoprire quando si addormenterà la Regina o il nostro Giorgio Napolitano? Queste e altre domande ci assillano, ma intanto eccovi la nostra top 5 delle migliori notizie scritte o prodotte su Londra 2012.

5) La coppia australiana che non può dividere il talamo olimpico

Gli australiani Lauryn Ogilvie e Russell Mark non le mandano certo a dire. Se la sono presa con il Cio perché devono dormire in letti separati: loro, che sono sposati, NON possono condividere lo stesso talamo olimpico. Cosa che ha fatto incazzare (e non poco) il tiratore (non scelto) Mark è che parecchie coppie gay, invece, dividono il letto nel villaggio olimpico. Chiaramente in Australia, il sesso lo fanno, non come i colleghi inglesi. Chi vi scrive ama l’Australia, ma veramente Mark ha mancato un bersaglio al suo skeet, o se preferite ha pisciato fuori dal vasino.

Dopo averlo visto in foto, sappiamo perché Russell voleva stare vicino alla sua sposa…

4) Il giornalista si allena: Sean McGregory del Time prova gli sport olimpici

Sean McGregory testa gli allenamenti degli olimpionici statunitensi, eccolo alla prova con le sincronette. Certo che quella che parla sembra più che altro una panettiera, ma ammettiamo chee di McGregory il fascino lo subiamo eccome…

 

3) L’opinione della stampa estera, raccolta dal Guardian

Il Guardian ha raccolto il peggio degli articoli scritti dalla stampa estera: c’è chi si preoccupa per la Tbc (minchia Dickens è nato 200 anni fa, non due anni fa, Russi, datevi una regolata, su!), della pioggia (gli australiani, come se a Melbourne NON piovesse), della pulizia delle toilet (gli indiani), dei bordelli (mamma li turchi). Ma i migliori siamo noi… gli italiani – nella fattispecie Emanuela Audisio – che parlano dei letti, e dopo aver visto quella foto, bradipina sta per togliere la coperta di Garfield.

Il sindaco di Londra prova i letti

 

2) Le migliori e le peggiori uniformi che gli atleti NON  indosseranno ai Giochi

Il tema che più amiamo viene trattato di nuovo dal Time: la rivista pubblica la classifica dei meglio e dei peggio vestiti ai Giochi. Il nostro premio lo vince la Giamaica, con una gamma di colori da far impallidire Sandy. Stilosi gli italiani e i francesi, sembrano usciti, invece, da Brideshead i nazionali americani e l’espressione di Ryan Lochte dice tutto.

Ryan Lochte stiloso, ma che per caso entra nel cast di Gossip Girl?

 

1) Il drinking game della cerimonia d’apertura

Pur non sapendo di chi sia la paternità di quest’opera d’arte, GQ lo linka come se fosse suo, ma, a dire il vero, gira già da qualche giorno sui social network. Il drinking game della cerimonia d’apertura è al primo posto fra le notizie che amiamo di più su Londra 2012. Anche perché siamo certe che riusciremo a bere quasi nel 60% dei casi.

Il drinking game della cerimonia d’apertura, provatelo a casa….

Cheers,

Olimpicamente vostre,

Marie Pierrette e Maria Olimpia

Sedotte e abbandonate

28 Giu

È bastato un primo piano, un volto intriso di sudore e il gioco è fatto… siamo perse di lui. Purtroppo, tutte le cose belle prima o poi finiscono e quindi eccoci qui a ricordare con foto e video i bei faccini di alcuni calciatori che ci hanno sedotte e abbandonate. Ma come si fa a buttare fuori dal Mondiale squadre come gli Usa, l’Australia, la Nuova Zelanda, la Francia?! Non sappiamo come dirvelo in un altro modo se no… SHAME ON YOU! Ecco cosa ci siamo perse… Ecco chi ci ha sedotte e abbandonate…

Con la dipartita dell’Australia abbiamo perso…

Harry Kewell

Harry Kewell interdetto

Sorride nonostante tutto

Tim Cahill

Tim Cahill sembra chiedersi perché?

ma poi ritrova il sorriso

Senza dimenticare Carl Valeri già comparizzato da Winnie…. e per la Nuova Zelanda come dimenticare Winston Reid

L’assenza degli Stati Uniti pesa su di noi come un macigno…

via Carlos Bocanegra

L'uomo ha da puzza #1 - Carlos

via Benny Feilhaber

L'uomo ha da puzza #2 - Benny

Di lui c’è anche un geniale contributo video:

via Jonathan Bornstein

L'uomo ha da puzza #3 - Jonathan

Di loro tre e di altri compagni c’è un altro splendido contributo video

OMFG!

Ci ha lasciato anche la Francia

via Thierry Henry

Thierry sorride

Thierry Henry non ha perso la tranquillità

via Yoann Gourcuff

Yoann incerto

Yoann spiega perché era così incerto

È andata via anche l’Inghilterra

via Gareth Barry

Gareth in versione figurina

Gareth in forma

Joe Cole ci piace ricordarlo così

Samsung Z400 Mobile Phone Missed The Plane

E poi ecco alcuni che non ci hanno sedotto, ma ci hanno lasciato un segno… e comunque sì ci hanno abbandonato anche loro! Peter Crouch perché in questa foto è veramente meraviglioso… e poi scusate Abigail Clancy non sarà mica scema…

Peter Crouch

Hugo Lloris, perché è tenero tenero….

Hugo Lloris è dubbioso

Georgios Samaras, un greco di messianica memoria che potrebbe regalarci qualche soddisfazione se solo scoprisse lo shampoo…

Georgios Samaras

Vi abbandoniamo come loro hanno abbandonato noi,

sinceramente vostre

Maria Abena e Maria Adjoe

What the fuck these Germans!

27 Giu

Sono sincera: in realtà volevo titolare “Minchia ‘sti crucchi!”, ma il linguaggio poteva sembrare un po’ scurrile… Ecco che ho optato per un titolo in inglese, perché probabilmente è proprio questo che hanno pensato i sudditi della Regina Elisabetta dopo le quattro pappine sonanti che si sono beccati.
Per quanto possiamo essere dispiaciute per la dipartita dei mariti delle Wags da una parte, e nonostante l’odio per i tifosi crucchi che ci prendono in giro in tutti i modi (ma in certi casi hanno pure ragione), dall’altra parte siamo un po’ contente perché almeno una delle squadre ‘ndo cojo cojo è rimasta in gioco ed è una delle poche, visto che abbiamo dovuto salutare l’Australia, la Nuova Zelanda e gli Stati Uniti. Vi faremo anche una panoramica di tutti i tristi addii ai belli del Mondiale in un prossimo post.

I compari di zia Winnie #1 – Carl Valeri (Australia)

14 Giu

In Sudafrica abbiamo due inviate Nonna Zenani e la fida zia Winnie che in preda a una costante ovulazione ci invia le foto dei compari di questo Mondiale. Il primo non poteva che venir fuori dal derby ‘ndo cojo cojo: ecco che la cara zia Winnie ha il piacere di presentarvi il bellissimo italo – australiano Carl Valeri. Nato a Canberra il 14 agosto del 1984, allieta le domeniche senza senso della provincia italiana, cambiando prima la vita alle cittadine grossetane e adesso a quelle di Sassuolo, o forse è il contrario, scusate ma zia Winnie non ne capisce una s***a di calcio e si è persa dietro agli occhi verdissimi del nostro Carl.

Carl Valeri pelato

Carl Valeri in blu

Carl Valeri in versione Julian McMahon

Carl Valeri che parla italiano meglio di noi… =(

Sentitamente vostre,

Le eredi di zia Winnie

Il compare agli antipodi: David Lyons a.k.a. Dr. Brenner

10 Giu

Per anni ho seguito ER subendo l’idiota che ti raccontava lo spoiler, la notizia trapelata da qualche sito o da qualche video visto per sbaglio su internet. Per ben 15 anni ho atteso, come si fa con l’estate, la messa in onda di una delle mie serie preferite di sempre fino a quando, proprio come un fulmine a ciel sereno ecco arrivare il recurring che non ti aspetti. Dicesi recurring, il personaggio di una serie che magari si fa al massimo una o due stagioni, fino a quando se gli va di chiulo arriva allo status di starring, ora ER di recurring ne avrà avuti qualcosa come un migliaio, ma mai nessuno bello come lui. Lui è David Lyons ed è talmente bello che non solo lo comparizziamo, ma ha anche rovinato la quindicesima (e ultima) stagione di ER alla sottoscritta. Lyons interpreta un dottore australiano Simon Brenner che diciamolo all’inizio sta un  po’ sulle balls a tutti. Un po’ perché nipote di Anspaugh e chi ama ER odia Anspaugh, un po’ perché è un fimminaru incallito, tipo ha mille donne di cui non ricorda la mattina dopo neanche il nome. Uno così diciamolo lo ami e lo odi… Ma c’è voluto poco che il bel dottorino è passato da uno stato di “sì bello, ma che infame” a causarci svenimenti e abbassamenti di pressione. Di Lyons sappiamo ben poco, si sa che è australiano, è nato nel 1976, in patria ha recitato in una serie di successo, una sorta di Gente di mare versione australiana (che la commare si è ammollata senza sottotitolo alcuno capendone il 40%) della serie noi abbiamo quel buddace di Lorenzo Crespi, in Australia hanno uno così… medidate, meditate… Lyons ha fatto un film e la tv astelleestriscie – che si sa ha l’occhio lungo – lo ha già coaptato per una serie copia di Lost, ma che ceeee frega, basta che rivediamo quei suoi riccioli d’oro, quel suo sorrisino, quella sua voce roca che ha fatto capitolare a sé la sedicenne più vecchia al mondo, al secolo Neela Rasgotr(oi)a, che ha recitato nel film che l’ha resa famosa la parte di una sedicenne quando ha avuto il prepensionamento. L’idiota è talmente idiota che in ER l’ha lasciato. Sta maledetta, ma come si fa? Poi cioè voglio dire lui ti dona Venezia e tu ti metti con uno zoppo (Ray deve morire)? Dicevamo si sa ben poco di Lyons, sappiamo però che è stato l’effetto scatenante dell’australiana. Sappiamo, invece, molto di più di Brenner, sappiamo che sua madre era una baldracca, che è stato vittima di un pedofilo, che indossa solo cravatte fighissime, che gioca a rugby, che ha un cuore grande cosìììììììììììììììì! Vabbè bando alle ciancie ed ecco a voi il compare agli antipodi. Ah, in pieno delirio causa influenza australe, ci siamo dimenticate perché l’abbiamo eletto compare agli antipodi. Aiuto, Dottore, chiami un dottore!!!!

Brenner in versione drammatica

Brenner in versione romantica

Brenner e basta

Brenner e basta

 

Cosa c'è di più bello di David Lyons all'imbrunire?

Cosa c'è di più bello di David Lyons all'imbrunire?

Perché è il compare della settimana? Perché è una versione intrepida del Dr. Carter, perché è quello che Malucci sognava di essere, perché è quello che sarebbe stato Ciccio se solo avesse avuto i capelli e un accento australiano, perché solo lui può sostituire il Dr. Ross nei nostri cuori e si mangia in un sol boccone quella zecca schifosa di Stranamore.

Infermamente vostra,

Maria Simona (Fuffolo)

La suina o l’australiana, questo è il problema

28 Apr

Mentre il mondo si preoccupa per l’animale consacrato imperatore assoluto delle cucine calabre (regione in cui prima di imparare a dire mamma e papà si impara il refrain ru porcu non s’ ietta nenti), noi ci preoccupiamo perché afflitte da una grave malattia (ahimé incurabile): l’australiana.  L’australiana ha colpito tutte noi bimbe negli anni ’80 appena abbiamo incrociato il nostro sguardo con quello del rude Abel Buttman (che tradotto dall’inglese suona come come uomo deretano), come Abel chi? Il fratello etero di Georgie, quello che era “l’uomo che non doveva chiedere mai” a soli 9 anni. Lui, così bello che si taglia con un grissino, lui cresciuto a pane e vegemite. Abel è solo un esempio di maschio sublime australiano, evoluto poi nella quintaessenza del maschio mondiale, presidente onorario della LMTP, Lega Mondiale dei Tronchi di Pino, l’altresì rude Hugh Jackman.
Già perché l’essere schifosamente rude è un po’ la caratteristica del maschio australico, come dire l’uomo ha da puzza’ pure nella terra dei canguri. Già negli anni ’80 la vecchia Hollywood se ne accorse e propinò al mondo: il Signor Coccodrillo Dundee, interpretato da Paul Hogan. Fate conto che in Australia sono così avanti, che alla cerimonia di chiusura delle Olimpiadi di Sydney, mentre noi a Torino avevamo la non italica Carla Bruni, fra i rappresentanti dell’australianità al mondo c’era il suddetto Dundee. Un po’ come se alla cerimonia di apertura di Torino 2006 invece di dare a Bolle il ruolo di giullare del futurismo gli avessimo dato quello del Brigante Musolino o se ancora invece di Vivaldi l’orchestra avesse intonato le note del tema del Padrino. Ok, in Australia hanno mooolto senso dell’umorismo, ma così tanto, ma così tanto che nella campagna pubblicitaria turistica australiana non ci hanno scritto “Melbourne, da scoprire”, ma hanno usato l’espressione che è la quintaessenza della rudezza oceanica: il bloody. Già in poche parole  insieme alla Opera House di Sydney, alla Ayer’s Rock ecco campeggiare la scritta: “Dove diavolo sei?”. Non è un caso se qui nelle partite di football australiano, o di calcio con regole australiane, un giocatore a partita finisce ignudo o se il rugby è uno degli sport più amati. Già, rudi, sporchi e pieni di fango… Tutto ciò forse si deve agli inglesi che iniziarono a popolare la terra che fu (e speriamo in futuro sarà) degli aborigeni di gente mica tanto affidabile, visto che in Australia la Madre Patria inglese mandava i convicts, i prigionieri con palla al piede inclusa… Come dire, un destino segnato! Eccoli qui i degni eredi di Magwitch, il buon-cattivo di Grandi Speranze di Charles Dickens e gli eredi del padre di Georgie. Io e la bradi siamo ormai in un avanzato stato della malattia, tanto da aver insignito la squadra dei Socceroos del prestigioso titolo di squadra ‘ndo cojo cojo ai Mondiali 2006 e una delle due ci tifava pure Australia. Ma non siamo sole, un esempio? La televisione americana è letteralmente invasa da australica beltà: tipo in The Guardian c’è quel tronco di pinot di Simon Baker,  in Prison Break c’è l’enorme Dominic Purcell, dopo aver fatto fuori l’altro australiano Chris Vance, ok in Lost , dove l’altro divin accento la fa da padrone, si è scelto di ripiegare su Emilie de Ravin. E non finisce qui, già praticamente ogni serie del pianeta ha qualche comparsa australiana e sentire quel divino accento non fa altro che accentuare la nostra già grave infermità. Curioso che quel magnifico suono si perde nel doppiaggio italiano, già perché mettiti nei panni del simpatico adattatore come sgaggio lo rendi? Lo fai diventare napoletano, calabrese, siculo… quindi senti delle battute che hanno senso solo nell’originale, chiari riferimenti culturali… persi, buttati nel cesso. Fra le guest star, una ha colpito l’attenzione (almeno di una) delle due, il bel Simon Brenner (presto compare) di ER. Pensate che in quindici anni di relazione la fille non ha mai visto una puntata in anteprima della suddetta serie e si incacchiava con la bradi o con il sito di turno che le svelava la fine di Carrie, di Doug, di Luka, di Abbie eccetera… Invece, per vedere se quell’estrecha di Neela Rasgostra si donerà prima o poi alla beltà fatta assistente… si è addirittura sparata 12 puntate in 4 giorni.  Ahimé, si conoscono pochi antidoti, ancora del tutto sperimentali, per curare la pandemia australiana: un biglietto di sola andata per i paesi bassi (no l’Olanda non c’entra), la copia di Abel,  un bloody vicino di casa australiano  e il medico della mutua sputato a Brenner, della serie s***a Shepherd!

Dall'album Panini Down Under (da sinistra): Chris Vance e Simon Baker

Dall'album Panini Down Under (da sinistra): Chris Vance e Simon Baker

Dalla stessa collezione: Abel e Harry Kewell

Dalla stessa collezione: Abel e Harry Kewell

Dopo le figurine ecco la nosta taranta:

Bloody yours,

Maria Matilda