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Pretty in Pink fa 30 anni, 5 motivi per ri-vedere Bella in Rosa

28 Feb

30 anni fa Pretty In Pink arrivava nelle sale: il film diretto da Howard Deutch e prodotto dal nostro amato John Hughes è un caposaldo della cinematografia commaresca. Per celebrare il film che ha fatto occupare per sempre nei nostri cuori un posto a Duckie, vi diamo 5 motivi per ri-vederlo.

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Quando muore un’era… addio a John Hughes

9 Ago

Appendete al chiodo le vostre leggins, lasciate a casa i vostri bomber e tagliate le punte dei vostri mullet: gli anni ’80 non esistono più, la migliore decade del pianeta così piena e così vuota si è spenta ieri notte all’età di 59 anni. Ci ha lasciate John Hughes, l’uomo che ha meglio di chiunque altro descritto la decade più amata: gli anni ’80. Lui che come una sorta di J.D. Salinger di era reaganiana dopo aver ricevuto fama e celebrità si era rintanato in una casa di campagna, lui che dopo aver consegnato la miglior generazione di attori dell’epoca ha deciso di smettere… Lui che con i suoi film ha fatto sognare anche noi, lui che ha dato un senso ai nostri pomeriggi di agosto, lui che ci ha fatto innamorare di Jake Ryan, Ferris Bueller, Duckie, Blane, Keith, Andrew Clark, John Bender,  … Lui che ci ha fatto identificare in Samantha Baker, Andie Walsh, Watts, Claire o Allison Reynolds. Questo regista nel bene o nel male ha segnato la nostra generazione, ci ha fatto sognare, ci ha fatto capire che gente come Jake Ryan esiste solo nelle pellicole, che uno come Blaine non lo si trova per strada e che essere oggetto di ossessione di tre ragazzi perfettamente perfetti è una cosa che esiste solo nei film. Sì, va bene… ma che film! Ecco alcuni tributi o se preferite un modo per rinfrescarvi la memoria una top list speciale.
Al 5° posto il film che ci ha fatto innamorare di Matthew Broderifck, molto prima che il cavallo di Sarah Jessica Parker lo facesse suo, una scena mitica tratta da Ferris Bueller’s Day Off o se preferite Una perfetta giornata di vacanza

A pari merito, dallo stesso film la sindrome di Stendhal di Cameron di fronte a un quadro di Seurat


Al 4° posto il bacio fra Watts e Keith, il suo migliore amico, da Somekind of Wonderful o se preferite Meraviglioso Batticuore


Al 3° posto un classico, tratto da un film scritto da Hughes, Pretty in Pink o se preferite Bella in rosa. Primo video, tutta la rabbia di Andie contro Blaine reo di aver rifiutato le sue chiamate (con Elegia dei New Order come sottofondo) malconsigliato dall’idiota di Steff


Seconda scena, la seconda parte della stessa scena (con un audio migliore) la vendetta del geniale Duckie ai danni del ricco pallone gonfiato


Al 2° posto non una scena, ma LA scena gli ultimi minuti di Sixteen Candles o se preferite Un compleanno da ricordare

Al 1° posto gli ultimi minuti del film forse più famoso e significativo di John Hughes, The Breakfast Club la pellicola che meglio incarna la splendida decade che la sua scomparsa ha ucciso e quei suoi personaggi, quei ragazzi un po’ fuori dal coro, un po’ particolari, in un certo senso il compito che i cinque consegnano a Vernon è una sorta di testamento, come la citazione di David Bowie che apre il film

Dear Mr. Vernon,
we accept the fact that we had to sacrifice a whole saturday in detention for whatever it is we did wrong, but we think you’re crazy for making us write an essay telling you who we think we are.
You see us as you want to see us, in the simplest terms, in the most convenient definitions. But what we found out, is that each one of us is a brain,
and an athlete,
and a basketcase,
a princess,
and a criminal.Does that answer your question?

Sincerely yours,

The Breakfast Club

E se non vi fosse bastato… Ecco un altro video sulle opere d’arte del mitico John Hughes

Sinceramente vostra,

Maria Molly o se preferite Maria Allyson o Maria Andie