Rio 2016, la cerimonia d’apertura secondo Le Commari

6 Ago

Chi in mutande, chi per lavoro, le Commari hanno seguito fra uno sbadiglio e l’altro la cerimonia d’apertura di Rio 2016. Innamorandosi qua e là di qualche atleta sudamericano, emozionandosi qua e là e ballando qua e là (ora state fermi quando c’è una maratona di musica di circa 20 ore). Ecco quali sono stati i momenti migliori per noi.

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Dopo 4 ore non lo sappiamo neanche noi cosa ci ha emozionato… Kudo per la scelta di Antonio Pinto come autore della “colonna sonora” della cerimonia d’apertura, la musica è stata sempre schifosamente emozionante, da pelle d’oca per quattro ore. Vi riproponiamo il tema della colonna sonora di Senna, così giusto per riavere di nuovo la pelle d’oca.

Non solo musica, la cerimonia d’apertura ci ha emozionato, anche se è stata “braccina” rispetto alle ricche Londra 2012 e Pechino 2008. Abbiamo adorato le biciclette al posto del solito figone o solita fighissima a reggere il nome del Paese come si fa solo sui ring.

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Abbiamo adorato il parkour a costruire Rio de Janeiro, gli 11mila atleti con pollice verde, Gisele che fa sembrare 500 metri del Maracanã la miglior passerella del globo, i fuochi d’artificio che manco a Napoli a Capodanno, la diversità, i Giochi che pongono l’attenzione sul riscaldamento climatico, l’atleta americana con il hihab Ibtihaj Muhammad e quella dei rifugiati…

E poi ci sono i momenti assurdi, tipo la Spagna che è in uno stato perenne di gita scolastica, seguita a ruota da TUTTE le nazioni centro-latino americane e anche tutte quelle mediterranee (Francia, sì anche tu ci hai messo del tuo).

Tipo la Germania – che come sempre si veste a cazzo – ma questa volta sfiora il ridicolo… facendo indossare a 400 atleti i leggings!

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Anche la Svezia non è da meno, con sotto il piumino niente…

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Abbiamo amato anche Pita Nikolas Taufatofua, l’unto portabandiera di Tonga, unto… non dal Signore

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Nella cerimonia, poi, c’è stato tantissimo (oseremmo dire troppo) samba, ma alla fine siamo in Brasile. Abbiamo amato tantissimo Guga Kuerten e per un po’ abbiamo sperato che fosse lui l’ultimo tedoforo, invece, è toccato al mitico Vanderlei de Lima, vittima di un pazzo leprauchan nel 2004… È toccato a lui accendere il braciere, un braciere bellissimo, ibrido…

Per ora è tutto, stay tuned
Maria Vanderleia e Maria Gisele

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