Archive | giugno, 2012

Ingo Zamperoni, il nostro eroe

29 Giu

Avevamo accennato al nostro debole per i tedeschi nel post dei giorni scorsi, quello in cui prima ne dicevamo di tutti i colori salvo poi tradirci per il fatto di subire il fascino di Mertesaker e compagni.
Ora però abbiamo trovato l’uomo dei nostri sogni: è tedesco, è gnocco da far schifo, ma parla italiano e soprattutto tifa Italia anche contro la Germania. In una parola: PERFETTO!

Si chiama Ingo Zamperoni e fa il giornalista. Il bellissimo anchor man ha chiuso il tg seguito da 27 milioni di telespettatori citando Dante, ricordando i versi in cui il sommo poeta diceva: “Il volto tradisce il sentimento del cuore” e con il suo sorrisetto che ha fatto arrabbiare tanti crucchi ha concluso in italiano: “Che vinca il migliore”, facendo capire che per lui i migliori erano proprio gli azzurri di Prandelli.

Compare subito!

P.S. Per chi volesse saperlo, Ingo ha 38 anni (nato il 3 maggio 1974), padre ovviamente italiano (con quel cognome che poteva essere?) e madre tedesca. È un sostenitore di Save The Children. Insomma, ha anche un cuore d’oro e noi abbiamo gli occhi a cuoricino per lui!


Guardate in video quanto è bello, mentre dice “Che vinca il migliore” (alla fine del tg), sembra uscito da un telefilm americano…

Euro 2012: Italia-Germania – Manifesto di superiorità sui crucchi

27 Giu

C’era d’aspettarselo dai tedeschi, dopo averci insultato nel 2006 dipingendoci, con carineria, “consegnatori di pizza”, ecco che arriva una lettera di un giornalista della Bild, che, secondo il Mitte, è il Vittorio Feltri teutonico e forse a questo punto la lettera di risposta dovrebbe essere di altro genere… o forse sarebbe meglio non sprecare neanche “l’inchiostro”. Ecco la lettera della discordia (sempre grazie al Mitte):

Caro italiano,
di nuovo lei.
Con il suo vino, la grappa, gli spaghetti all’arrabbiata, il tiramisù.
Ciao bello.
Non abbiamo mai vinto contro l’Italia.
Noi vi crediamo romantici, ma in realtà siete spietati.
La sconfitta più amara l’ho subita a 18 anni in spiaggia, a Rimini.
Un italiano mi ha portato via la fidanzata. Spietato e romantico. Non c’è bisogno di dirvi come ci si sente, da soli sull’asciugamano dell’hotel.
L’italiano è un pirata. L’italiano ti ruba la donna dall’asciugamano ed allo stesso modo ti segna un goal.
L’italiano s’inginocchia davanti alla vergine Maria, davanti a Dio – ed allo stesso tempo è un killer.
Che partita ci aspetta?
Io ho paura per i nostri “bravi” ragazzi.
Cordialmente,

Franz Josef Wagner

Il testo di Wagner dimostra allegramente che i tedeschi ce l’hanno con noi ancora per un paio di cose:
a) per la semifinale del Mondiale del 2006 (nonostante i documentari sulla generazione d’oro guidata dal Klinsmi, in finale ci siamo andati noi),
b) per l’insulto di Silvio Berlusconi alla super Angela Merkel (lo ripetiamo per chi dormiva: chiattona inchiavabile)
c) perché da quando gli italiani hanno iniziato a emigrare verso la “simpatica” terra alemanna CONTINUIAMO A RUBAR LORO LE DONNE. Continua a leggere

When Commari meet Voyager #1, cosa sarebbe successo se Pirlo non avesse messo dentro il cucchiaio

25 Giu

Senza voce per la partita di ieri, che secondo chi ama i corsi e i ricorsi non solo calcistici era una tonnara, le due Commari si chiedono da stamattina: ma che cosa sarebbe successo se Pirlo avesse clamorosamente sbagliato il cucchiaio? Rispondendo alla domanda, ecco nascere una nuova creatura di questo blog: When Commari meet Voyager, sì proprio il programma di Giacobbo.

Andrea Pirlo, tronfio della sua esperienza e calma flemmatica, va sul dischetto e si fa intimorire dalle boccacce di Hart di Cañizaresiana memoria. Andrea, il terrone del Nord, decide di omaggiare l’amico e compagno di briscole Francesco Totti e pronuncia fra sé e sé una frase in bresciano che in romano suona più o meno così: Mo’ gli e faccio er cucchiaio. Andrea sistema il pallone sul dischetto ed è sicuro: sarà rete. Tronfio, tronfio calcia, ma a causa di un crampo il cucchiaio vola alto sopra la traversa e Hart gli fa la linguaccia manco fosse un maori. Continua a leggere

Il compare zangreo/tamarro: Andy Carroll

25 Giu

L’abbiamo visto e ammirato con il capello unto manco fosse portoghese, con la coda di cavallo di Fiorello ai tempi del karaoke. Con un fascino che manco Piero Scamarcio, così Andy Carroll è entrato nei nostri cuori. Guardando gli Europei di calcio, dopo l’esperienza austriaca quest’anno non vi abbiamo viziato ma le Commari torneranno chissà forse per le Olimpiadi, ci siamo accorti del fascino da scugnizzo dell’attaccante del Liverpool. Un fascino che se fosse figo, avrebbe anche un Cassano qualsiasi, Carrol poi è anche bello con il capello corto ed era l’unico che faceva titubare la fille de poche ieri nel tifo – come mai prima d’ora – sfegatato per gli Azzurri in un pub, circondata dal nemico e nonostante Carroll sia veramente uno zangreo, ossia uno dei 15mila modi di dire tamarro a Reggio Calabria, è eccezionale che nella città della fille si dica tamarro in 20 modi diversi (zangreo, zaurdo, tamarro, cardolo…)
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Pirlo, genio e “regolatezza” – Hart ridi adesso

25 Giu

Chiediamo a Sabatini Coletti e a Garzanti di inserire la parola “regolatezza” nel dizionario e di accostarla al nome di Andrea Pirlo.
Nonostante finora le Commari abbiano snobbato gli Europei 2012 perché un po’ moscetti, la musica è cambiata con la partita contro l’Inghilterra, che ci ha fatto ritrovare tutta la voglia di parlare di calcio che avevamo perso ultimamente, stufe delle marachelle dei calciatori e del loro essere insopportabilmente tamarri.

Se c’è uno che però non è poi così tamarro, questi è certamente Andrea Pirlo. Nella vita, soprattutto quando era ancora al Milan, nelle situazioni da cagotto imploravo “Dio, dammi la calma di Pirlo”, anche se Lui forse a volte non mi sentiva bene e capiva “dammi la calma da pirla”…

Quello che Trilly Campanellino (come lo chiamava Pellegatti) ha fatto contro l’Inghilterra è da incorniciare: cucchiaio ad Hart che faceva le facce per distrarre gli Azzurri (visto che non aveva altre carte da giocare, tipo, che ne so… riflessi felini magari).
E Pirluzzo nostro come spiega il suo gesto? “Ho visto il portiere che era bello carico e ho pensato di fare così, è stato più facile tirarlo così. Al portiere la cosa ha creato un po’ di pressione”. Che tradotto più o meno significa: “Ho visto Hart che faceva il coglione e ho voluto mettergliela in der…” a questo punto mi censuro puro io. Però il succo del discorso è questo. Pirlo ha mantenuto la solita faccia priva di espressione e la solita voce alla Zoff che fa venire sonno dopo la prima sillaba pur dicendo una cosa cinica e cattiva, come piace a noi.
Bravo Pirlo, ci fai venire voglia di tifare di nuovo.
E adesso tutti a odiare i crucchi per una settimana, più di quanto facciamo di solito con la Merkel che ci scassa gli zebedei…

Se avete nostalgia delle Commari che parlano di calcio, andate a riguardare che cosa combinavamo durante Euro 2008.