Vogliamo Checco Zalone come giudice a X Factor

Checco Zalone giudice a X FactorSignore e signori diciamocelo: quest’anno i giudici di X Factor sono insopportabili quasi quanto i professori di Amici. E va bene, il programma defilippissimo non lo guardiamo più di cinque minuti, ma, a parte l’idiozia di far cantare o ballare per due tre volte la stessa cosa, il motivo per cui ce ne teniamo alla larga è proprio la lunghezza estrema delle liti. Lì se vuoi vedere qualcuno che canta (un paesano, come nel caso di bradipina) devi fare avanti e indietro col telecomando un milione di volte, finché non finiscono di litigare, e poi magari la canzone te la perdi perché dura un minutino… Bene, ditemi ora se anche a X Factor non sta succedendo la stessa cosa. CHE NOIA!!! Quante cacchio di volte dicono le stesse cose? Non se ne può più e tra l’altro ormai la trasmissione è Morganocentrica, c’è Morgan sempre e dovunque, anche i cantanti delle altre categorie hanno l’incubo di Morgan, si parla solo di lui, lui è X Factor, e considerato che ha il più bravo di tutti (Marco Mengoni) quasi di sicuro vincerà anche quest’anno. Quindi è come quando una squadra in campionato ha 20 punti di vantaggio già alla fine del girone d’andata: due palle!
E poi il Castoldi sta diventando insopportabile, troppo egocentrico. Lui dice che votano le ragazzine, perciò i Luana Biz non sono andati in ballottaggio prima della sesta puntata. Noi diciamo che sì, è vero che votano le ragazzine, ma votano per lui, per la sua squadra, perché Morgan alle ragazzine purtroppo piace e non si capisce come uno con la faccia da nano (con tutto rispetto) sia considerato bello. Potere della tv, quella tv che lui disprezza anche più della sua pallosissima collega Claudia Mori, che è più prugnosa di suo figlio… (e detto dalle commari la dice lunga).
E chi vuole farsi notare, tipo Carlo Pastore, che fa il pm al Processo a X Factor ed è sempre in studio anche il mercoledì sera al posto del nostro adorato Matteo Bordone, deve parlare di Morgan, delle sue scelte eccetera eccetera. Peraltro qualcuno dice che Pastore si voglia porre come l’Anti-Morgan, ma con quei suoi occhietti strizzati finisce sempre per leccargli il culo…
Comunque, in tutto questo ci dispiace soprattutto vedere la povera commare Mara Maionchi perdere pezzi di continuo. Dopo tre anni meriterebbe di vincerlo lei X Factor, o meglio, lo avrebbe dovuto vincere l’anno scorso con i Bastard sons of Dioniso che poracci sono arrivati secondi per 16 voti!
Alla noia di quest’anno però una soluzione potrebbe esserci e ve la proponiamo noi, come una delle nostre cause filantropiche: VOGLIAMO CHECCO ZALONE COME GIUDICE o al posto dell’inutile Mori o al posto dell’ormai insostenibile Morgan. Che poi, diciamocelo, Luca Medici, con il suo diploma al conservatorio, di musica ne capisce di sicuro e probabilmente ha venduto più dischi dei Bluvertigo. Pagheremmo per una lite tra lui e la Maionchi, quella sì che sarebbe da vedere. E non pensate che lo stiamo dicendo solo per scherzare, perché credete che Checco Zalone potrebbe essere semmai il giudice dei talenti incompresi. Siamo serissime! Lo vogliamo come giudice di una delle squadre vere o come super-giudice super partes. Vogliamo che vada lì a dare una svegliata a tutti, che assegni le canzoni, magari non semplici cover, ma alcune delle sue esilaranti parodie. Solo così X Factor può conquistare qualche punto in più di share, visto che gli spettatori latitano e ne hanno motivo, perché piuttosto che sopportarsi le lagne dei giudici, è meglio vedere le vaccate che gli autori di Chi ha incastrato Peter Pan fanno dire a quei bambini che, non ancora teen ager, sono già pronti a tutto per il successo.
Siamo pronte a lanciare una petizione, anzi, cercateci su facebook e aderite alla causa  CHECCO ZALONE COME GIUDICE A X FACTOR.

Gustatevi il suo ultimo capolavoro, La Canzone della D’Addario.

Maria Checca e Maria Teresa (in onore della commare Mannino).

Comma Tunes#4 – Elle panique

Le commari ogni tanto cicciano fuori canzoni che descrivono il loro mondo ed ecco che oggi vi propongono una canzone di Olivia Ruiz, cantante francese ma anche un po’ spagnola (il cognome è quello di suo nonna da ragazza) che ha cominciato a cantare in gruppi fin da quando aveva 15 anni ed è diventata famosa grazie a Star Academy, che come molti sanno è la trasmissione da cui Maria De Filippi ha “preso spunto” (o scopiazzato) per Amici.
Questa song si intitola Elle panique ed è vero che noi donnine ci impanichiamo per tutto! L’ha scritto con Mathias Malzieu e fa parte dell’album Miss Météores che è arrivato primo in classifica in Francia (anche tra i dischi più scaricati) e in Belgio.
Il video è bellissimo, surreale, a tratti folle e lei è proprio commaresca. Da notare il riferimento ad Alice nel paese delle meraviglie. Buona visione.

Ecco qui tutto il testo della canzone:

Elle panique
A l’idée d’en faire trop
De vieillir prématurément
Elle panique
A l’idée d’être de trop
Ou de s’ennuyer un instant

Elle a peur que tu t’en ailles
Peur de tes représailles
Elle a peur pour son p’tit frère
Elle a peur
Peur pour son derrière

Elle panique {x2}

Fous-moi la paix, ma sale caboche !
Tu ne me feras pas sombrer
Je t’aurai à grands coups de pioche
Si tu ne laisses pas tomber

Elle flippe qu’on ne l’aime plus
Elle balise de s’aimer un jour
Ça pressure, ça la tue
Ça lessive dans son tambour

Elle veut pas finir seule et moche
Elle veut qu’on s’inquiète pour elle
Elle veut pas voir de la bidoche
Ni se laisser des poils sous les aisselles

Elle panique

Fous-moi la paix, ma vieille caboche !
Je suis rincée
Tu ne me fous pas la pétoche
Et je ne veux plus t’écouter

Fous-moi la paix ou j’ te taloche
Je me sens toute démantelée
Sur moi, tes questions ricochent
Inutile de te fatiguer

Elle panique

Consigli per gli acquisti: Orange – Internet

Io e la commare siamo convinte che tutto in francese suoni meglio… Prendete una parola semplice e di uso comune come per esempio spazzatura ora per i transalpini questa parola che la Carla Bruni in versione Fiorello definirebbe come VOLGARE in Francia suona dolce e poetico come poubelle. Se questa legge si applica per una parola come spazzatura, sedetevi e pensate un attimo a tutto ciò che in Francia fanno forse non meglio di noi, ma sicuramente con più classe e charme… Tempo fa guardando online, la nostra droga Le Petit Journal mi sono accorta di questo splendido e semplicissimo spot dell’Orange, gruppo leader delle telecomunicazioni attivo in Inghilterra, Francia e Spagna.Diretto da Philippe André per la Publicis Conseil accompagnato dalle note di Divenire di Ludovico Einaudi – come dire l’Italia ci ha messo il suo zampino – ecco una pubblicità idiota, ma allo stesso tempo stupenda. Due scene che contrastano, stessa parola, ma significati diversi. Un’onda e la ola (une vague), un incontro (un rencontre), una voglia (une envie), un colpo di testa (un coup de tête), una lotta (un combat), un grido (un crie), uno schiaffo e una figata (une claque) e la frase di chiusura: un même mot peut recouvrir plusiers de réalités. Semplice come bere di un bicchiere d’acqua, ma incisivo come un pugno nello stomaco.

Il claque cette pub!

Sentitamente vostra,
Marie Marianne

Ode e lode ai Muse: a “Quelli che…” si burlano della Ventura

E brava la Ventura, che se l’è fatta fare sotto il naso dai Muse. Ma come, li aveva già ospitati e non si è accorta di nulla? Non sa chi è il cantante dei Muse!!! Roba da pazzi, eppure è successo su Raidue durante Quelli che il calcio e…
Quei geniacci dei Muse non volevano cantare in playback, ma sono stati costretti, probabilmente perché lo studio non è attrezzato per la musica dal vivo. Allora, per ribellarsi, ecco che stravolgono la formazione. Matt Bellamy va alla batteria e si diverte come un matto, Dominic Howard fa finta di cantare con la voce di Bellamy.
Appena la Ventura comincia a intervistare il “cantante”, già si vedono dietro Bellamy e Wolstenhome piegati in due dal ridere, poi a un certo punto spariscono proprio, lasciano lo studio e nelle inquadrature successive non ci sono, mentre Howard continua a coglionare la Ventura ripetendo più volte “the drummer, Matt”. Forse si aspettava che almeno ripetendo il nome l’ignara conduttrice facesse 2+2  e si ricordasse che è il cantante dei Muse che si chiama Matt. Ma a lei interessava sapere solo se quello dei tre  che è fidanzato con un’italiana e vive sul lago di Como (sempre “the drummer Matt”) ha la casa più bella di George Clooney. Insomma, un bel casino. Ma in fondo la Venturona, con quella sua insipienza musicale, un po’ ci manca a X Factor… Sempre meglio di noia-nonna-Mori! (E chissà se anche lei li conosce i Muse visto che ama proporre canzoni decrepite).
Gustatevi il video con le facce di quei mattacchioni dei Muse

Il compare che non deve chiedere mai: Don Draper

Donne, credeteci: ognuna di noi dovrebbe avere un Don Draper. Perché Don è un eroe, perché Don è perennemente vestito come si deve, perché come Gigen non esce di casa senza il suo borsalino, perché anche quando si toglie la divisa da lavoro indossa comunque un pigiama Frette e se non è Frette non è sicuramente Gap. Ma chi è Don Draper? Don è il personaggio principale di quell’opera d’arte del piccolo schermo chiamata Mad Men. Ambientata negli anni ‘60 a Manhattan, Mad Men è veramente una delle migliori serie mai scritte, non solo perché ricrea fedelmente la vita, il lavoro, il modo di pensare, gli abiti e l’aria dei ruggenti anni ‘60. Siamo in un’agenzia di pubblicità di fama, la Sterling Cooper, il cui capo è uno strano vecchino fissato con l’orientale (Cooper), mentre l’altro è esaltato dal triangolino (Sterling), fra i due si inserisce LUI, il Don Draper, l’uomo che tutti vorrebbero essere e l’uomo che tutte le donne vorrebbero avere nel proprio letto, tutte tranne la commare ad honorem Betty Draper, la sua bellissima moglie. Don, interpretato dal tronco di pines di Jon Hamm, non è solo bello ma è anche incredibilmente bravo nel suo lavoro, l’uomo a cui si devono tutti, ma dico tutti i contratti migliori. E poi vederlo fasciato sempre in quei completini eleganti, in quei gessati, con quell’aria misteriosa, sorseggiando il suo cocktail, fumando il suo sigaro…Donne credeteci… tutte dovrebbero avere un DON DRAPER. Don è talmente figo che è anche candidato agli Emmy e mica solo una volta…. Ecco un video e degli scatti per conoscerlo meglio

Don recita un poema di Frank O’Hara

Don e il borsalino, inscindibili

Don e il borsalino, inscindibili

Don e il suo sigaro

Don e il suo sigaro

Sentitamente vostra,
Maria Peggy (Olson)

CommaTunes #3: Island in The Sun

Dopo avervi fatto sentire la cara Maria, eccoci con un’altra splendida canzone, ecco una corredata da un video che tanto ricorda la pubblicità della Scottex.
Island in the Sun è della band rock alternativa degli Weezer è il secondo video fatto per la canzone ed è diretto da quel mito assoluto di Spike Jonze. Se non sapete chi è, cercate i suoi video musicali su YouTube ha diretto perle che prima o poi diventeranno Commatunes quali Sabotage dei Beastie Boys, Weapon of Choice di Fatboy Slim, It’s In Our Hands di Björk … solo per dirne alcuni. Per la band più amata dai geek d’America ha già diretto il geek anthem Buddy Holly che manco a dirlo ha un video MAGNIFICO, ma non temete prima o poi diventerà anche lei Commatune. Bene, questo è il secondo video girato a Los Angeles ed ecco che tre dei quattro membri del gruppo (il bassista Mikey Walsh era stato mandato via dalla band) il frontman Rivers Cuomo, il batterista Pat Wilson e il chitarrista Brian Bell giocano con un gruppo di animali, un’idea geniale per un video e una canzone magnifica. Su Mtv la passavano mentre una della due commari si era appena trasferita a Roma e non si sa perché questa canzone le ricorda la sua amata Calabria.
Amiamo questa canzone perché entrambe da bambine sognavamo di prendere il tè con una scimmia vestita come noi e poi ma lo vedete com’è tenero????


Hip, hip, hip

Sentitamente vostra,
Maria (Rivers) Cuomo

Sposeremo un decathleta

Corre i 100 in 10.45, vola per 7 metri e mezzo, salta 2 metri, corre, sprinta e va… Parafrasando il testo di Ufo Robot, ecco che le commari parlano di decathlon. Il decathlon è la versione sportiva della raccolta punti che tanto piace alle commari, allora ecco che le merendine della Mulino Bianco e i prodotti della Parmalat sono sostituiti da i 100 metri, il salto in lungo, il lancio del peso, il salto in alto, i 400 metri, i 110 metri ostacoli, il lancio del disco, il salto con l’asta, il lancio del giavellotto e i 1500. Per ogni prova, come per ogni confenzione ecco i punti… La cosa più assurda è che tutte queste prove le fanno in due giorni, ora in due giorni noi no ce la faremo mai ad avere una pirofila in porcellana, mentre al loro tocca il giro d’onore e pure una medaglia. Ora a noi Ercole ai tempi faceva un po’ schifo, gli preferivamo l’imbranato Apollo di polloniana memoria, ma c’è da dire che questi moderni eroi, schifo schifo non ci fanno. Vuoi perché non abbiamo mai dimenticato il bellissimo Dan O’Brien o vuoi perché i decathleti ci sembrano una versione di MacGyver con il fisico. Scegliere un nome, diventa una cosa molto difficile, e nel nostro personalissimo podio ecco che il vecchio vince sul nuovo, che al biondino Trey Hardee, preferiamo la vecchia guardia di Dan anche se una nota di merito e di simpatia a Hardee la diamo perché ha un nome da più bello della scuola e perché troviamo geniali le conversazioni che si scambia sul suo Twitter con la madre, sì ragazzuole mie volete vedere che anche i decathleti sono mammoni?
Ma oltre alla bellezza, un motivo per accasarsi con uno di queste meraviglie umane è che probabilmente, così come sanno fare tutto sui campi di atletica, molto probabilmente sono altrettanto tuttofare anche a casa. Saranno capaci di riparare un rubinetto meglio di Super Mario Bros, sistemare il giardino (sembrano i classici giardinieri da Desperate Housewives), aggiustare la macchina e ricostruire qualsiasi cosa come i migliori falegnami. E tutto restando sexy, anche sporchi di grasso di macchina o di terra o bagnati d’acqua dalla testa ai piedi.
Ogni commare dovrebbe avere per casa un Dan O’Brien, un Roman Sebrle, un Trey Hardee o un Ingmar Vos (che sono quelli che vi proponiamo nelle foto qui sotto). Amiche carissime, rifatevi gli occhi con i decathleti, ce ne sono per tutti i gusti…

L'americano Trey Hardee

L'americano Trey Hardee

Dalla Repubblica Ceca Roman Šebrle

Dalla Repubblica Ceca Roman Šebrle

L'olandese Ingmar Vos, anche lui amante dei social network come Facebook e Twitter

L'olandese Ingmar Vos, anche lui amante dei social network come Facebook e Twitter

Dan O'Brien direttamente da The Cal, il calendario Pirelli 1998

Dan O'Brien direttamente da The Cal, il calendario Pirelli 1998

Con affetto multitasking,
vostre Maria Alcmena e Maria Pollon.

Quando muore un’era… addio a John Hughes

Appendete al chiodo le vostre leggins, lasciate a casa i vostri bomber e tagliate le punte dei vostri mullet: gli anni ‘80 non esistono più, la migliore decade del pianeta così piena e così vuota si è spenta ieri notte all’età di 59 anni. Ci ha lasciate John Hughes, l’uomo che ha meglio di chiunque altro descritto la decade più amata: gli anni ‘80. Lui che come una sorta di J.D. Salinger di era reaganiana dopo aver ricevuto fama e celebrità si era rintanato in una casa di campagna, lui che dopo aver consegnato la miglior generazione di attori dell’epoca ha deciso di smettere… Lui che con i suoi film ha fatto sognare anche noi, lui che ha dato un senso ai nostri pomeriggi di agosto, lui che ci ha fatto innamorare di Jake Ryan, Ferris Bueller, Duckie, Blane, Keith, Andrew Clark, John Bender,  … Lui che ci ha fatto identificare in Samantha Baker, Andie Walsh, Watts, Claire o Allison Reynolds. Questo regista nel bene o nel male ha segnato la nostra generazione, ci ha fatto sognare, ci ha fatto capire che gente come Jake Ryan esiste solo nelle pellicole, che uno come Blaine non lo si trova per strada e che essere oggetto di ossessione di tre ragazzi perfettamente perfetti è una cosa che esiste solo nei film. Sì, va bene… ma che film! Ecco alcuni tributi o se preferite un modo per rinfrescarvi la memoria una top list speciale.
Al 5° posto il film che ci ha fatto innamorare di Matthew Broderifck, molto prima che il cavallo di Sarah Jessica Parker lo facesse suo, una scena mitica tratta da Ferris Bueller’s Day Off o se preferite Una perfetta giornata di vacanza

A pari merito, dallo stesso film la sindrome di Stendhal di Cameron di fronte a un quadro di Seurat


Al 4° posto il bacio fra Watts e Keith, il suo migliore amico, da Somekind of Wonderful o se preferite Meraviglioso Batticuore


Al 3° posto un classico, tratto da un film scritto da Hughes, Pretty in Pink o se preferite Bella in rosa. Primo video, tutta la rabbia di Andie contro Blaine reo di aver rifiutato le sue chiamate (con Elegia dei New Order come sottofondo) malconsigliato dall’idiota di Steff


Seconda scena, la seconda parte della stessa scena (con un audio migliore) la vendetta del geniale Duckie ai danni del ricco pallone gonfiato


Al 2° posto non una scena, ma LA scena gli ultimi minuti di Sixteen Candles o se preferite Un compleanno da ricordare

Al 1° posto gli ultimi minuti del film forse più famoso e significativo di John Hughes, The Breakfast Club la pellicola che meglio incarna la splendida decade che la sua scomparsa ha ucciso e quei suoi personaggi, quei ragazzi un po’ fuori dal coro, un po’ particolari, in un certo senso il compito che i cinque consegnano a Vernon è una sorta di testamento, come la citazione di David Bowie che apre il film

Dear Mr. Vernon,
we accept the fact that we had to sacrifice a whole saturday in detention for whatever it is we did wrong, but we think you’re crazy for making us write an essay telling you who we think we are.
You see us as you want to see us, in the simplest terms, in the most convenient definitions. But what we found out, is that each one of us is a brain,
and an athlete,
and a basketcase,
a princess,
and a criminal.Does that answer your question?

Sincerely yours,

The Breakfast Club

E se non vi fosse bastato… Ecco un altro video sulle opere d’arte del mitico John Hughes

Sinceramente vostra,

Maria Molly o se preferite Maria Allyson o Maria Andie

Postalmarket versione H2O

Amanti degli anni ‘80, le commari hanno una passione viscerale per il mitico Postalmarket, nelle cui pagine durante i loro caldi agosti hanno scoperto l’esistenza del colore grigio mélange e giurano che non l’hanno mai usato per altri scopi. Se avete mai tenuto in mano questo pezzo di storia dell’editoria italiana, antenato di amazon.com sapete che era pieno di bella gioventù. Fasciata in un completo sportivo blu, grigio o nero… Quei visini perfetti, quei bicipiti lievemente scolpiti sono entrati nell’immaginario colletivo commaresco. Sensazioni simili le commari le hanno rivissute solo dopo essersi innamorate di Kirk Cameroon, ma quei bicipiti, quella perfezione fasciata in tessuto grigio mélange, le commari la ritrovano nei fisici scolpiti – e sì è proprio il caso di dirlo – dei nuotatori, ecco in una specialissima versione della nostra top 5, eccovi i più belli del mondiale.

confronto

Non prima di aver citato il dogma del catalogo postale più amato: “Con Postalmarket sai uso la testa e ogni pacco che ne arriva è una festa“.

Al numero 5 si classificano rispettivamente l’italiano Edoardo Giorgietti e l’Australia in toto.  Già… alla bradi piace l’italianino, mentre la fille non si è ancora ripresa dalla grave forma di australiana anche perché ha convissuto un pomeriggio di tifo sfrenato con la torcida aussie. A rappresentare il baluardo della terra dei canguri Matt Abood, degnamente ritratto nello scatto fatto da commare Tiziana.

Un... particolare di Abbood e l'azzurro Giorgetti

Un... particolare di Abood e l'azzurro Giorgetti

Al numero 4 il truzzo Ryan Lochte e la pallanuoto in senso lato, il posto basso in classifica è giustificato dal fatto che sia una categoria “”ndo cojo cojo“. Anche qui, come per l’Australia, scegliamo un rappresentante per l’intera categoria e non volendo essere troppo campanilistiche e ricadere dunque sull’intero Settebello, ecco che scegliamo il portiere della Spagna, Iñaki Aguilar.

Aguilar in accappatoio e Lochte senza...

Aguilar in accappatoio e Lochte senza...

Al numero 3, doncs medaglia di bronzo, per il dorsista italiano Mirco Di Tora (che una delle commari ha visto effettivamente da vicino, l’altra sicuro rosica) e per il collega iberico-olandese Aschwin Wildeboer, come dire nome e cognome che fanno rima col jamón serrano e invece il giovine viene da Terrasa, vicino Barcelona, alla fille ricorda un altro catalano di sangue misto che anni fa le rubò il cuore.

Il cuoco Di Tora e Wildeboer

Il cuoco Di Tora e Wildeboer

Al numero 2, medaglia d’argento al crucco Paul Biedermann, la cosa figa è che alla bradi piaccia nonostante sia la nemesi di Phelps e il brasiliano César Cielo Filho, come entrare nel cuoricino della fille? Semplice, ricordandole l’amato idolo d’infanzia nello stile (in Calabria si direbbe Magnini, ‘zuppati u pani).

Il carioca Cielo Filho e il crucco Biedermann

Il carioca Cielo Filho e il crucco Biedermann

Rullo di tamburi… al numero 1, indi medaglia d’oro a due americani, perché come dice la bradi i nuotatori sembrano usciti dai telefilm americani e uno dei due ha anche in comune la residenza del mai dimenticato Seth Cohen. Parliamo di Michelino Phelps (all’angolo sinistro con un bong in mano a difendere i colori bradipinici) e Aaron Piersol (che nonostante la sua stempiatura più che avanzata ha rubato il cuore alla fille nel lontano 2003). La fille lo adora perché nonostante tutto le sembra un californiano doc, con il capello – o meglio quel che rimane bagnato dal sole – tutto surf e laissez vivre… E poi, ha fatto il liceo di Seth! Inoltre alla fille piace perché non è esagerato e tipicamente americano, come potrebbe essere che so io Phelps, è uno che si vede che per sbaglio ha aperto qualche libro nella sua vita e si applica per cercare di salvare il mondo… vamos, un supereroe in polieuretano!

Phelpsiuccio di bradi e Aaron della fille

Phelpsiuccio di bradi e Aaron della fille

Una volta sfogliato accuratamente il nostro Postalmarket, scelto il nostro Mr. Right anche noi come la mitica Muriel Heslop sposeremo il nostro nuotatore sulle note degli Abba, poco importa se da noi vuole solo la cittadinanza…

Acquaticamente vostre,
Maria (Acqua) Azzurra e Maria (Acqua) Chiara

www.aaronpeirsol.com

La coppia dell’estate: Dumb & Dumber = Fico e Ronaldo

Cristiano-Ronaldo-e-Raffaella-Fico
“Cosau stau fazendu cou Reau?” – “Ti estau penzandu” – “Melitau ha dettu que possiamu fare una cosau a treau”. Ecco gli sms segreti che Raffaella Fico e Cristiano Ronaldo si stanno scambiando in questa calda estate. Messaggi bollenti in una lingue sconosciuta. Sì perché la domanda è ovvia: due dementi di tal fatta che a mala pena conoscono la propria lingua madre come diavolo comunicano tra di loro?! Raffaella e Cristiano cosa cappero si diranno visto che si saranno visti sì e no un paio di volte?
Che la Fico sia una contraddizione vivente lo abbiamo già detto. Una che professa di tenere tanto alla sua verginità e poi tenta di venderla su e-bay per un milione di euro. Fa la difficile, ma sbatte le tette a destra e manca nei video semi-porno e saffici con l’altra suorina Melita Toniolo. Ora vorrebbe farsi una storia con un calciatore playboy che fino a una settimana prima di conoscerla flirtava con quella santerellina di Paris Hilton e la coglionava alle spalle facendo leggere i suoi messaggini agli amici. Certo che Cristiano co’ ’sto cellulare ci sa proprio fare, chissà con il resto. Che poi, essendoci Kakà nello spogliatoio del Real con la sua integrità morale, nemmeno si potrà vantare più di tanto delle sue conquiste.
Ma noi conosciamo la verità. Nonostante i mille flirt il truzzo continua a pensare a quel troione della sua ex, tale Nereida Gallardo. Lui la cerca in tutte le donne e in effetti la Fico un po’ la ricorda, soprattutto per quell’aria da battona.
Ma il domandone dell’estate sarà: Raffaella a Cristiano gliel’ha già data? Magari quella sera in cui Elton John reggeva il moccolo (e nella foto “incriminata” lei poteva essere una passante qualunque)? O magari la giovane capellona campana continua a fare la verginella e pensa di portare all’altare il Pallone d’Oro in carica?
Il portoghese a chi gli chiede se è fidanzato con la Fico dice: “Non ho una storia con lei, ma ci sto lavorando”. Ora, qualcuno spieghi alla giovincella che “storia” per Cristiano significa “una botta e via”. Sembra che lei si stia già facendo molti film in testa.
Comunque, al di là di tutto, anche dei problemi di comunicazione che ci saranno sempre nonostante lei dica di aver cominciato a prendere lezioni di portoghese, i due potrebbero essere una bella coppia, Scemo e +Scema. L’unica cosa che ci dispiacerebbe sarebbe dover sentire che la Fico è una Wag (e già The Spoiler l’ha nominata Wag of the day, ma ne parla malissimo). A questo punto, se proprio Wag deve essere definita, avrebbe bisogno di un corso accelerato di Waggismo dalla regina Victoria (Beckham).
E dopo avervi stordito con tante kitscherie, vi lasciamo a una chiccheria, la bellissima Footballer’s Wife di Amy MacDonald, cantante che amiamo per due ragioni: 1) è pienotta, 2) è veramente brava.

But the footballer’s wife tells her troubles and strife
I just don’t care in the end
Who is she to pretend
That she’s one of them?
I don’t think so
And the girl from that show
Yes the one we all know
She thinks she’s some kinda star
Yes you know who you are
I don’t think so, I don’t think so

Come dire la MacDonald aveva previsto tutto….

Maria Nereida